Estratto del documento

Riassunto del libro rielaborato con gli appunti presi a lezione e preparati in vista dell’esame di

Geografia Storica del Mondo Antico che fanno riferimento al SOLO modulo uguale in tutti gli anni

di corso della Professoressa Moioli. Esame Orale.

Consiglio generale per sostenere un buon esame: cercare, partendo da qualsiasi domanda faccia la

Professoressa, di formare un discorso che sia allo stesso tempo ampio ma con numerosi argomenti

anche molto dettagliati al suo interno. E quali sono questi argomenti da mettere e da sapere molto

bene? Sono quelli che più interessano la Professoressa: uno Strabone, un A. Magno, una tabula

Peutingeriana, un Eratostene e un Erodoto. Molto utile è la separazione per personaggi importanti di

cui bisogna sapere il periodo in cui sono vissuti, chi erano, cos’hanno scritto o disegnato, dove sono

andati ( e perché ), le loro ipotesi sul Mondo se ne hanno fatte e quale è stato il loro lascito ai

posteri e che dibattito hanno generato e chi (altri personaggi importanti) prende parte a questo

dibattito e con quali argomentazioni. Con una preparazione di questo tipo non sarà difficile partendo

da una qualsiasi domanda della Professoressa, ricollegarla ad un grande argomento e iniziare a

parlare del personaggio o dei personaggi fulcro.

Premessa : il testo intende dare qualche spunto di riflessione sul rapporto che Greci e Romani

ebbero con lo spazio. E’ fondamentale per una corretta analisi delle fonti, non approcciarsi ad esse

con le categorie dei moderni e tanto meno con una “mentalità primitiva”.

I- L’indagine sulla terra abitata

a) In principio era Omero

Considerato dagli antichi il padre di tutte le scienze, Omero offre la prima visione intera

dell’ecumene. Tale descrizione appare evidente nell’ Iliade, dove viene descritto lo scudo fabbricato

dal Dio Efesto per Achille (Iliade XVIII, Vs 478-607): cinque zone in cui si distinguono la terra, il

cielo, il mare, il Sole e la Luna, Sparta e Atene. In questo senso la fabbricazione dello scudo diventa

qualcosa che non si discosta più di tanto dalla messa a punto di una carta geografica ed era inoltre

considerato come un atto di audacia degno degli dei: solo fabbri e “filosofi” in senso ampio sono in

grado di raccogliere la sfida della rappresentazione di tutto il mondo.

Nell’Odissea invece, domina una prospettiva marittima di osservazione dello spazio destinata a fare

scuola. Strabone stesso affermerà: “ Più di ogni cosa il mare descrive la terra e ne tratteggia la

figura…”(2,5,17). L’epos nel suo complesso è caratterizzato dalla divisione di massima fornita

dall’acqua, tra paralìa (costa) e mesogàlia ( entroterra ), che mette anche in un netto parallelismo di

contrasto la divisione territoriale e culturale tra Elleni lungo la costa e barbari nell’interno (un

esempio per tutti: l’incontro con i Ciclopi non avvezzi alle pratiche marittime).

Non mancarono tuttavia, nette critiche rivolte soprattutto sull’interpretazione geografica data ai

luoghi descritti nel viaggio di Odìsseo. Eratostene di Cirene ( il primo a definirsi geografo ) criticò

in particolare la lettura dei luoghi data dai poeti allessandrini che conferivano un aggiornamento di

tali luoghi, inquadrandoli in località nuove, postume all’espansione euboica in Occidente.

(il rosa sarebbe l’espansione ionica iniziata dall’Eubea- quell’isola stretta e lunga rosa sopra Atene,

VIII-VII sec a.C. verde i dorici gialli gli achei e grigi i fenici. Ricordiamo che secondo Eratostene

Omero scrisse molto tempo prima).

La realtà è che per Omero come disse Strabone nella sua “difesa a Omero”(1,1,3): “Omero

immagina il mondo come un’isola circondata dal mare, divisa in 4 zone: Perioikoi (a Nord-Ovest),

Ecumene, Antipodes e Antioikoi(a Sud-Est)”.

b) I Peripli

Di questa parte la Professoressa apprezza esempi con il maggior numero di particolari possibili, il

senso è quello di riuscire a presentare un discorso univoco sulle spedizioni dei peripli, portando gli

esempi più celebri. Meglio li racconti, più è contenta.

Il problema della circumnavigabilità dell’Africa: la necessità di intraprendere commerci per lo

stagno (a Nord) e l’oro e l’avorio ( a Sud ), spinse i Fenici per primi lungo le coste atlantiche.

Fondarono Gades (Cadice) attorno al 1100, sullo stretto di Gibilterra. Da lì cominciano le spedizioni

anche tra Greci Persiani e Egizi, per risolvere il quesito dell’Africa.

La fonte principale è Erodoto di Alicarnasso nel IV libro delle Historiae riferisce di una storia che

vede alcuni Fenici mandati dal re d’Egitto Neco, riuscire nell’impresa di circumnavigare l’Africa

partendo dal Mar Rosso e giungendo alle colonne d’Eracle; tuttavia lo stesso poeta è restio a credere

a questa storia perché essi riferivano inoltre di aver tenuto il Sole sulla destra durante la

navigazione.

Di notevole interesse è la discussione sul periplo

c a r t a g i n e s e d i A n n o n e il quale avrebbe compiuto, attorno al V a.C., un’esplorazione

della costa atlantica occidentale fino quasi latitudini equatoriali, tanto che compare per la prima

volta il termine “gorilla”. Anche se il testo ancora oggi è soggetto a numerosi dibattimenti, di certo

è stato usato dagli antichi autori quali Pomponio Mela e Plinio il vecho a supporto delle loro tesi,

soprattutto in Plinio, della triangolarità dell’Africa, cosa che non era affatto deducibile dal periplo di

Annone. Questo episodio fa riflettere su come bisogna andare cauti nell’interpretazione delle fonti:

Plinio, Mela e gli stessi Erodoto e Strabone riportano resoconti di viaggi all’interno di contesti

fortemente orientati e nei quali è perciò molto difficile distinguere il nucleo del periplo,

dall’elaborazione della fonte che lo riporta a supporto di una sua teoria.

Strabone ad esempio, in una polemica che lo vedeva coinvolto contro Posidonio di Apamea

riguardo l’estenzione delle acque, utilizza il resoconto di Eudosso di Cizico riportato proprio da

Apamea a supporto della sua tesi, per dimostrarne l’esatto contrario cioè la palmare continuità dei

mari ( Eudosso afferma di aver visto palene con testa di cavallo da entrambi i lati dell’Africa

durante le sue spedizioni e Strabone la utilizza come prova decisiva ).

Sul lato orientale il contributo più importante si deve a Scilace di Corianda, mandato da Dario I a

ripercorrere il corso dell’Indo, raggiungere il Mar Rosso, costeggiare l’Arabia e arrivare all’attuale

canale di Suez. Erodoto lascia solo intendere l’Asia come di forma anch’essa triangolare.

Ad Imilcone prima e a Pitea Massaliota dopo, sono da attribuirsi le spedizioni lungo la costa a

Nord, fino a Scilly –Francia.

II. IL MONDO DEI GRECI E QUELLO DEGLI ALTRI: STORIA DELLA

GEOGRAFIA E GEOGRAFIA DEGLI STORICI

Premessa suggestiva: nel mondo antico si discuteva sulle prime teorie universali. Ogni filosofo

proponeva la sua tesi e ogni allievo partiva dal lavoro del maestro integrandolo con nuove idee.

Anche Strabone si inserisce in questa genealogia del sapere unificata da un unico filo conduttore

dato dalla materia geografica, la quale costituirebbe la summa di tutte le conoscenze ed in quest

chiave di lettura il mestiere del Geografo sarebbe il più complesso di tutti in quanto richiede

competenze molteplici e perché il suo compito è di interpretare il “sistema del mondo”.

Anassimandro disegna la prima carta su una “pinax”, tavoletta di bronzo: la terra è immaginata

come un disco circondato dal mare e diviso in due parti uguali, l’Europa a Nord, e l’Asia(+Africa) a

Sud. Questo atto di disegnare una carta, che come già detto appare audace perché pone l’uomo nella

condizione concessa solo agli Dei di vedere il mondo dall’alto, s’inserisce in quella ricerca dei

principi costitutivi dell’Universo.

Nell’idea di disco c’è un chiaro rimando all’idea omerica di scudo, ma c’è anche la teoria, di un

disco come base di un cilindro contenente l’Universo, data dal quel tipo di interpretazione postuma

a sostegno di una tesi, di cui abbiamo già parlato, di Dioegene Laerzio ( II-III d.C.).

Ecateo di Mileto, riprende et integra il suo maestro scrivendo un trattato di geografia ( il primo ).

Egli propone la Terra divisa in tre continenti i cui confini sono delimitati dai fiumi Fasi e Nilo.

L’Oceano circonda in maniera uniforme tutto il mondo, entrando in quattro insenature che Ecateo

identifica nei quattro golfi: Mediterraneo, Persico, Rosso, Caspio – quest’ultimo è da intendersi

come un’insenatura del Mar Settentrionale.

Erodoto criticò in quasi ogni aspetto il lavoro della s

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/02 Storia greca

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher BocaJunior92 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia storica del mondo antico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Moioli Maria Lauretta.
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