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01/03/2019 54h/72 h fine lezioni 07/06

Il termine Geo-grafia compare nel IV secolo a.C. ed è composto da Geos= terra +

grafie=disegno. Obiettivo di tale disciplina è disegnare la forma della

terra e individuarne le dimensioni. I I I I i I primi geografi sono

antichissimi, conosciuti non come cartografi, ma come filosofi o storici: Ecateo da Mileto (VI-V

secolo a.C., attua la prima descrizione della Terra, basata su una carta di Anassimandro di

Mileto oggi perduta. Grazie ad Ecateo si ha una smitizzazione dei fenomeni fisici, che debbono

essere considerati naturali, non riconducibili a divinità, ad es. descrive lo sfociare del Nilo nel

mare), Eratostene da Cirene (un colto bibliotecario che riuscì a realizzare un'opera

propriamente geografica, in cui dà indicazioni su meridiani e paralleli), Dicearco da Messina

(IV secolo a.C., è ispirato dalle opere precedenti), Strabone (ricordato per i suoi 17 libri

Geografia,

intitolati in cui non c'è più solo la necessità di dare le giuste dimensioni del globo,

ma si descrivono gli spazi terrestri di Europa, Asia e Africa in relazione alle attività umane. Le

sue opere, così puntuali, sono usate dagli strateghi per pianificare le conquiste), Tolomeo

Almagesto Introduzione alla

(autore del sistema geocentrico teorizzato nell' e anche di una

geografia in 17 volumi, contenenti le conoscenze del tempo e le coordinate di 8000 località).

La carta geografica è dinamica e va sempre aggiornata, poiché i confini e le forme cambiano

considerevolmente da epoca ad epoca. L'interesse per la geografia fin dall'antichità deriva

dalla necessità istintiva e connaturata nell'uomo di conoscere il mondo e l'ambiente in cui

vive per poter interagire con esso a livello quotidiano, ma anche in funzione del singolo e

concreto operato sul territorio (educatore, progettista). Bisogna conoscere le caratteristiche

storiche, economiche, culturali del territorio che si abita.

La geografia medievale Dalla caduta dell'impero romano fino al 1300 non abbiamo

stravolgimenti e le opere redatte sono perdute, infatti quelle che abbiamo oggi sono

ricostruzioni. Dal 1300 ricomincia la produzione cartografica: itinerari e guide per

pellegrini del Giubileo (pensato prima ogni 100 anni, poi ridotti a 25 per consentire a ogni

fedele di farlo almeno una volta nella vita e anche perché era un evento di grande portata

economica, tanto che per agevolare il percorso dei pellegrini, cui si chiedeva inizialmente di

visitare 2 basiliche, poi diventate 7, ogni papa apre nuovi assi stradali), carte nautiche e

portolani (guide allegate alla carta nautica, in cui si indicavano approdi e punti marini

pericolosi), viaggi di scoperta, conquista e colonizzazione (incentivati da sovrani come

Enrico il Navigatore, Isabella di Castiglia, che sovvenzionano Colombo, Vespucci, Cook per

accrescere il loro dominio nazionale), nuove produzioni cartografiche (ad esempio

l'Antartide fu scoperto solo nel dicembre 1911 da una spedizione americana e fu diviso da una

Convenzione in spicchi assegnati a diversi Paesi, alcuni perché prossimi, altri per motivi di

ricerca).

La geografia moderna nasce in seguito alla teoria evoluzionistica di Charles Darwin

-Karl Ritter

-Friedrich Ratzel DETERMINISMO GEOGRAFICO

-Alexander von Humboldt

-Vidal de la Blanche POSSIBILISMO

Il possibilismo: Karl Ritter, è un teorico puro, l'esponente di spicco della scuola tedesca, che

vede la Natura determinante nelle azioni dell'uomo, il quale non ha possibilità di scelta o

ribellione. Secondo Ritter lo scopo ultimo della disciplina geografica non deve essere la

semplice descrizione fisica del mondo, ma l’analisi del rapporto tra vita naturale e vita

dell'uomo. Lo studio della natura è utile per comprendere come gli uomini si distribuiscono

sulla Terra e come le popolazioni si evolvano e come le civiltà umane nascano e scompaiano.

La storia non può essere compresa prescindendo dalla natura. I geografi dell'800-'900

concentrano l'attenzione sulle relazioni tra ambiente fisico e uomo, visti in senso

unidirezionale.

Il determinismo: l'ambiente influenza le attività umane, alle volte le determina

forzatamente. Friedrich Ratzel è un illustre sostenitore della visione deterministica, fondatore

della geografia umana e autore di Antropogeographie (1882). E' il clima a determinare il

temperamento degli uomini, la distribuzione dei popoli, l'organizzazione economica, i

comportamenti politici (se il clima è mite il popolo non è bellicoso e viceversa).

Alexander Von Humboldt è un naturalista, ma nasce come burocrate amministrativo, in

quanto direttore dell'ufficio delle miniere tedesco. Con l'eredità familiare inizia a viaggiare,

descrivendo la natura che vede concretamente.

In ogni epoca ci sono correnti di pensiero differenti, alcune delle quali concepiscono il rapporto

tra uomo e ambiente come una sfida. Si pensi al caso di Venezia: elemento fondamentale per

questa città sono le fondamenta su cui poggiano gli edifici. Per rendere adeguatamente

consistente il terreno fangoso si è escogitato un sistema composito a più strati. Lo strato più

basso è totalmente immerso e costituito da pali di legno conficcati nel terreno, sopra c'è un

tavolato di legno, sopra un basamento in pietra e sopra ancora murature. I pali nel tempo

subiscono un processo di mineralizzazione che consolida la struttura, il basamento in pietra

non risente dell'effetto delle maree. Venezia si ricostruisce su se stessa, qualora si ponesse il

problema del rifacimento di un edificio le fondamenta rimangono sempre le stesse e questo è

il motivo per cui la città non si allarga come Roma. La sfida dell'acqua alta è un fenomeno

frequente, le cui cause sono anche antropiche (costruzione di Porto Marghera, che ha causato

l'abbassamento del suolo, passaggio delle navi nel canale dei Petroli, entrata nelle navi da

crociera nel canale della Giudecca che causano un movimento innaturale di acqua) e per cui

si trovano soluzioni come il Mose (quando c'è l'acqua alta le paratoie si alzano e impediscono

al mare di penetrare in città). Più recentemente si è

assistito a un’evoluzione del pensiero geografico, ovvero ad un approccio più flessibile,

che riconosce all'uomo la possibilità di scegliere tra soluzioni diverse. In particolate il rapporto

uomo-ambiente diviene bidirezionale grazie al possibilismo di Paul Vidal de la Blanche.

6/03/2019 Perché è importante la geografia?

----------Importanza della localizzazione di fenomeni e aspetti fisici e antropici nel territorio

---La Carta muta deve essere resa riempiendola con le esperienze

parlante e leggibile

riguardo fenomeni e argomenti Ognuno posiziona fatti fisici e antropici secondo la sua

esperienza e il suo immaginario e questo può generare idee distorte poiché il paesaggio si

può interpretare differentemente. La carta mentale personale, costruita in base a studio

(conoscenza indiretta) e vissuto (conoscenza diretta), va ampliata e arricchita per conciliare

intuizione e studio, lavoro individuale e collettivo. La carta geografica non è fredda

rappresentazione del cartografo, ma visione emotiva che riflette la volontà di chi rappresenta.

Spesso la rappresentazione dipende dalla committenza: presenza di un nome piuttosto che un

altro, valorizzazione di alcuni aspetti su altri. Ragionando in questo modo si ottiene un'idea

più rappresentativa del nostro pensiero. La geografia ci dà il senso della misura, poiché

facendoci conoscere la vastità del mondo ci dà anche il senso del limite e della limitatezza

delle risorse (connessione con la sostenibilità, in particolare relazione sostenibile con il

territorio, in modo che i posteri abbiano le stesse risorse dei contemporanei). Ci permette di

conoscere realtà diverse dalla nostra e attraverso la conoscenza consente di migliorare il

nostro rapporto con gli altri (si veda la letteratura sui viaggi di scoperta, ad es. quella di

Todorov dedicata a reciprocità e inclusione nel rapporto con la diversità).

La La geografia è una materia di grande attualità e utilità dal punto di vista pratico e

informativo e svolge un ruolo formativo durante l'organizzazione e lo svolgimento di un

viaggio ( ad es. scelta della stagione migliore per recarsi in un luogo, informazioni pratiche per

l'itinerario). La geografia apre la nostra mente alla riflessione su ciò che accade intorno, sui

motivi per cui accadono certi fenomeni, facendoci acquisire una visione globale, non solo

locale né tantomeno settoriale dei fatti fisici, sociali, politici, economici che accadono. In

definitiva questa disciplina ci fa essere cittadini del mondo ed è propedeutica alla sua

conoscenza (citazione da Kant, che tenne numerosi corsi di geografia). La geografia, tuttavia,

non è una materia onnicomprensiva, ma interdisciplinare, in quanto è composta da tanti

elementi e discipline che ne connotano la specificità. Mentre studiosi come i geologi indagano

solo la parte specifica del loro studio, il geografo mette in relazione quest'ultimo con molti

altri aspetti economici, sociali, antropologici.

La geografia in Italia Nel 1875 la Legge Casati obbliga le università a inserire la disciplina

geografica, poiché essa diviene obbligatoria nelle scuole e c'era necessità di docenti formati. Nel 1877

l'Università di Roma chiama il professore padovano Giuseppe Dalla Vedova, che nel Museo

dell'Istruzione e dell'Educazione avvia un'attività di Didattica e formazione a S. Ivo alla Sapienza. I futuri

docenti sono istruiti anche con dimostrazioni come quella del pendolo di Foucault, coadiuvata

dall'acquisto di suppellettili geografiche. Roberto Almagià è il successore di Dalla Vedova nella

cattedra di geografia a Padova e poi a Roma. Egli è un geografo viaggiatore e durante il Fascismo non

può insegnare, ma continua a studiare grazie all'assunzione alla biblioteca Vaticana.

A Padova è nato il primo museo di geografia in Italia solo nel 2017, dunque non esiste una

storicizzazione della disciplina geografica e questo fa sì che essa venga poco valorizzata. La

Sapienza, nell'Istituto di geografia, è stato uno dei primi atenei ad attivare un corso di laurea

telluri

in questa disciplina e qui si conservano strumenti di didattica e ricerca come i

astronomici (usati per studiare tramite una lampada centrale rotazione e rivoluzione

dell'asse terrestre o in posizionamento Sole-terra-Luna durante le eclissi) o tavole che

illustrano le fasi di composizione di una carta geografica durante il Regno d'Italia.

08/03/2019

Altre suppellettili geografiche conservate nell'Istituto di geografia sono i globi, prodotti tra

fine XIX secolo-prima metà XX secolo. Definiti normalmente "mappamondi", testimoniano una

memoria storica e sono stati progettati da Della Vedova e Guido Cora. Quest'ultimo è un noto

studioso, formatosi a Berlino che tra 1872 e 1897 insegna a Torino nella facoltà di lettere

(geografia e statistica) e scienze (geografia fisica). Nel 1897 Cora si trasferisce a Roma e si

pone in vivace dibattito con altri geografi impegnati a disegnare numerose carte. Anche i

plastici conservati hanno un fine didattico, in quanto furono usati per formare i docenti, che

dovevano esercitarsi praticamente in modo da insegnare. Importanti anche manoscritti,

diari e appunti di Della Vedova, che consentono di ricostruire il sapere, e le 5000 lastre

fotografiche in vetro, ossia immagini originali acquisite dalle case fotografiche e scattate

direttamente dai geografi per corredare le pubblicazione e facilitare l'apprendimento grazie

all'epidiascopio. Degni di nota le 3000 carte, mappe, piante e atlanti risalenti a diverse

epoche e l'attrezzatura scientifica.

Concetto fondamentale: la geografia studia i rapporti che intercorrono tra uomo e

ambiente. La consapevolezza di essere parte del mondo e di avere la possibilità di interagire

con l'ambiente deriva proprio dalla geografia. Terminologia ecologico-geografica: il termine

"ambiente" nelle diverse lingue indica tutto ciò che ci circonda: suolo, acque, aria,

vegetazione, animali, uomo incluso. Esso è dunque un complesso di componenti che vengono

suddivisi in abiotici (privi di vita) e biotici (organismi viventi).

Più Più Più precisamente Ambiente : insieme delle condizioni in cui si svolge la vita degli

organismi. Un Un ecosistema consta di una parte inanimata detto

biotopo biocenosi

, in cui vive e con cui interagisce un complesso di organismi viventi detto .

Biotopo Biocenosi

sta per “luogo in cui si svolge la vita” e per “complesso dei viventi”. In

questa definizione vengono esplicitate le interazioni fra parte animata e non, che non erano

citate nella definizione di “ambiente”. Il biotopo pianeta Terra è costituito dal complesso

formato da atmosfera (stato gassoso), idrosfera (parte liquida), parte superficiale della

litosfera o crosta terrestre (parte solida). Tutto questo compone la parte superficiale della

crosta terrestre, oggetto di studio della geografia. Superficie terrestre e biosfera: involucro

esterno alla superficie terrestre (atmosfera litosfera idrosfera) nel quale sussistono le

condizioni indispensabili alla vita animale e vegetale: l'insieme degli organismi viventi.

L'indagine del rapporto uomo-ambiente è affidata alla geografia umana, costituita da tanti

campi (economia, urbanistica, antropologia).

Principi della ricerca geografica

-Acquisizione dei dati: ricerca di documenti, osservazione diretta e indiretta, ricerca di

risultati razionali e oggettivi. --Elaborazione/coordinamento

-Presentazione dei risultati

(verbale, scritta, graficacarte geografiche, diagrammi aerogrammi) o dissemination,

ovvero modalità della loro divulgazione.

I grafici sono diversi ma devono sempre avere una legenda e riportare le fonti.

Aerogrammi Aerogrammi/diagrammi circolari/diagrammi a torta: utilizzano un cerchio per

rappresentare l'intero fenomeno oggetto di osservazione. La circonferenza è divisa in spicchi,

la cui ampiezza è tanto maggiore quanto più grande è il dato che si vuole rappresentare.

Istogrammi/ grafici a

colonna/grafici a strisce/diagrammi a barre: rappresentano i dati su delle colonne che hanno

tutte la stessa base e diversa altezza, sono usati ad esempio per i censimenti ISTAT.

Ideogramma: Ideogramma: rappresenta i dati relativi a un fenomeno mediante un disegno

o un simbolo che dà un’idea immediata dei dati che si vogliono rappresentare. Ad ogni

disegno corrisponde una certa quantità, così come precisato dalla legenda.

Diagrammi/grafici cartesiani: illustrano un fenomeno statistico con l’uso di due coppie

ordinate di valori: l’uno riportato sull’asse delle acisse, l’altro sull’asse delle ordinate.

Cartogrammi: a ogni classe corrisponde un colore,

c'è un impatto visivo immediato con le informazioni .

Fenomeni: oggetti fisici e concreti, manifestazioni dinamiche (vento, corrente marina),

cambiamenti irregolari o periodici (oscillazioni della temperatura). L'unione di questi insiemi

definisce il paesaggio, che è percepito differentemente da ognuno in base al background

culturale. Bisogna astrarre le influenze culturali personali in modo da formare una visione il

più oggettiva possibile. Influenze

extra regionali: corrente del golfo del Messico (le acque riscaldate dall'irradiazione solare si

spostano verso le coste nordeuropee e ne mitigano il clima; oggi le acque fredde generate

dallo scioglimento dei ghiacciai raffreddano e rallentano la corrente, dunque la funzione

mitigatrice viene meno e le temperature si abbassano), Nilo. È fondamentale

considerare lo svolgimento storico: importanza del passato per spiegare il presente.

Osservazione: Osservazione: diretta (da un punto privilegiato), strumentale (termometro

per la temperatura), indiretta (questionario sociologico-statistico, documenti fotografici,

carte geografiche, fotografia, fotogrammetria). Le lastre fotografiche in vetro

raffigurano diversi aspetti e testimoniano lo studio indiretto. Prima le foto erano solo corredo

l'iconic turn

iconografico, dopo si struttura una nuova idea di geografia, che ha portato alla

geografia visuale di oggi. In Italia c'era un vuoto legislativo che non riconosceva l'immagine

come bene documentario, dopo gli anni '80 cambia l'utilizzo dell'immagine, che da corredo

diviene mezzo di studio soprattutto in alcuni campi, come lo studio del cambiamento di un

territorio. Le lastre in vetro erano il negativo della fotografia che veniva stampata e furono

acquistate dalle case fotografiche, oggi hanno valore storico-documentale

13/03/2019 L’uso degli audiovisivi nella ricerca geografica

L’iconic turn, teorizzato da Gottfried Boehm, si verifica negli anni ’70. L’idea, da cui nasce la

visual geography , è che il linguaggio visuale è ulteriore e complementare rispetto a

quello scritto. L’attitudine a interpretare l’immagine va alimentata con studi ed esperienze,

ma la geografia visuale arriva più tardi in Italia che nel resto d’Europa, poiché non si

riconosceva all’immagine il valore di oggetto di studio. C’è un vuoto nella dimensione

normativa, risolto parzialmente da un decreto legge del ’77 e definitivamente nel ’99,

bene culturale.

quando cartografie e fotografie divengono Le immagini hanno un doppio

valore: quello della fotografia in sé (in quanto oggetto di pregio , perché realizzato con

tecniche e materiali non più in uso) e quello documentale (contenuto nelle immagini), rispetto

alle indagini storico-geografiche, sociali, economiche, antropologiche, urbanistiche.

L’organizzazione della conoscenza avviene in più tappe: recupero e conservazione,

catalogazione, archiviazione/schedatura/digit

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher missjades05 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Leonardi Sandra.
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