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Introduzione alla geografia

Il termine "Geo-grafia" compare nel IV secolo a.C. ed è composto da Geos = terra + grafie = disegno. Obiettivo di tale disciplina è disegnare la forma della terra e individuarne le dimensioni.

I primi geografi sono antichissimi, conosciuti non come cartografi, ma come filosofi o storici: Ecateo da Mileto (VI-V secolo a.C., attua la prima descrizione della Terra, basata su una carta di Anassimandro di Mileto oggi perduta. Grazie ad Ecateo si ha una smitizzazione dei fenomeni fisici, che debbono essere considerati naturali, non riconducibili a divinità, ad esempio descrive lo sfociare del Nilo nel mare), Eratostene da Cirene (un colto bibliotecario che riuscì a realizzare un'opera propriamente geografica, in cui dà indicazioni su meridiani e paralleli), Dicearco da Messina (IV secolo a.C., è ispirato dalle opere precedenti), Strabone (ricordato per i suoi 17 libri "Geografia", in cui non c'è più solo la necessità di dare le giuste dimensioni del globo, ma si descrivono gli spazi terrestri di Europa, Asia e Africa in relazione alle attività umane. Le sue opere, così puntuali, sono usate dagli strateghi per pianificare le conquiste), Tolomeo (autore del sistema geocentrico teorizzato nell'"Almagesto" e anche di una geografia in 17 volumi, contenenti le conoscenze del tempo e le coordinate di 8000 località).

Evoluzione della cartografia

La carta geografica è dinamica e va sempre aggiornata, poiché i confini e le forme cambiano considerevolmente da epoca ad epoca. L'interesse per la geografia fin dall'antichità deriva dalla necessità istintiva e connaturata nell'uomo di conoscere il mondo e l'ambiente in cui vive per poter interagire con esso a livello quotidiano, ma anche in funzione del singolo e concreto operato sul territorio (educatore, progettista). Bisogna conoscere le caratteristiche storiche, economiche, culturali del territorio che si abita.

Geografia medievale e rinascimentale

Dalla caduta dell'impero romano fino al 1300 non abbiamo stravolgimenti e le opere redatte sono perdute; infatti quelle che abbiamo oggi sono ricostruzioni. Dal 1300 ricomincia la produzione cartografica: itinerari e guide per pellegrini del Giubileo (pensato prima ogni 100 anni, poi ridotti a 25 per consentire a ogni fedele di farlo almeno una volta nella vita e anche perché era un evento di grande portata economica, tanto che per agevolare il percorso dei pellegrini, cui si chiedeva inizialmente di visitare 2 basiliche, poi diventate 7, ogni papa apre nuovi assi stradali), carte nautiche e portolani (guide allegate alla carta nautica, in cui si indicavano approdi e punti marini pericolosi), viaggi di scoperta, conquista e colonizzazione (incentivati da sovrani come Enrico il Navigatore, Isabella di Castiglia, che sovvenzionano Colombo, Vespucci, Cook per accrescere il loro dominio nazionale), nuove produzioni cartografiche (ad esempio l'Antartide fu scoperto solo nel dicembre 1911 da una spedizione americana e fu diviso da una Convenzione in spicchi assegnati a diversi Paesi, alcuni perché prossimi, altri per motivi di ricerca).

Geografia moderna

La geografia moderna nasce in seguito alla teoria evoluzionistica di Charles Darwin, Karl Ritter e Friedrich Ratzel. Determinismo geografico: Alexander von Humboldt - Vidal de la Blanche - Possibilismo

Il possibilismo: Karl Ritter è un teorico puro, l'esponente di spicco della scuola tedesca, che vede la Natura determinante nelle azioni dell'uomo, il quale non ha possibilità di scelta o ribellione. Secondo Ritter lo scopo ultimo della disciplina geografica non deve essere la semplice descrizione fisica del mondo, ma l’analisi del rapporto tra vita naturale e vita dell'uomo. Lo studio della natura è utile per comprendere come gli uomini si distribuiscono sulla Terra e come le popolazioni si evolvano e come le civiltà umane nascano e scompaiano. La storia non può essere compresa prescindendo dalla natura.

Il determinismo: l'ambiente influenza le attività umane, alle volte le determina forzatamente. Friedrich Ratzel è un illustre sostenitore della visione deterministica, fondatore della geografia umana e autore di "Antropogeographie" (1882). È il clima a determinare il temperamento degli uomini, la distribuzione dei popoli, l'organizzazione economica, i comportamenti politici (se il clima è mite il popolo non è bellicoso e viceversa). Alexander Von Humboldt è un naturalista, ma nasce come burocrate amministrativo, in quanto direttore dell'ufficio delle miniere tedesco. Con l'eredità familiare inizia a viaggiare, descrivendo la natura che vede concretamente.

Il rapporto con Venezia

In ogni epoca ci sono correnti di pensiero differenti, alcune delle quali concepiscono il rapporto tra uomo e ambiente come una sfida. Si pensi al caso di Venezia: elemento fondamentale per questa città sono le fondamenta su cui poggiano gli edifici. Per rendere adeguatamente consistente il terreno fangoso si è escogitato un sistema composito a più strati. Lo strato più basso è totalmente immerso e costituito da pali di legno conficcati nel terreno, sopra c'è un tavolato di legno, sopra un basamento in pietra e sopra ancora murature. I pali nel tempo subiscono un processo di mineralizzazione che consolida la struttura, il basamento in pietra non risente dell'effetto delle maree. Venezia si ricostruisce su se stessa, qualora si ponesse il problema del rifacimento di un edificio le fondamenta rimangono sempre le stesse e questo è il motivo per cui la città non si allarga come Roma. La sfida dell'acqua alta è un fenomeno frequente, le cui cause sono anche antropiche (costruzione di Porto Marghera, che ha causato l'abbassamento del suolo, passaggio delle navi nel canale dei Petroli, entrata nelle navi da crociera nel canale della Giudecca che causano un movimento innaturale di acqua) e per cui si trovano soluzioni come il Mose (quando c'è l'acqua alta le paratoie si alzano e impediscono al mare di penetrare in città).

Più recentemente si è assistito a un’evoluzione del pensiero geografico, ovvero ad un approccio più flessibile, che riconosce all'uomo la possibilità di scegliere tra soluzioni diverse. In particolare il rapporto uomo-ambiente diviene bidirezionale grazie al possibilismo di Paul Vidal de la Blanche.

L'importanza della geografia

L'importanza della localizzazione di fenomeni e aspetti fisici e antropici nel territorio è cruciale. La carta muta deve essere resa riempiendola con le esperienze parlanti e leggibili riguardo fenomeni e argomenti. Ognuno posiziona fatti fisici e antropici secondo la sua esperienza e il suo immaginario e questo può generare idee distorte poiché il paesaggio si può interpretare differentemente. La carta mentale personale, costruita in base a studio (conoscenza indiretta) e vissuto (conoscenza diretta), va ampliata e arricchita per conciliare intuizione e studio, lavoro individuale e collettivo. La carta geografica non è fredda rappresentazione del cartografo, ma visione emotiva che riflette la volontà di chi rappresenta.

Spesso la rappresentazione dipende dalla committenza: presenza di un nome piuttosto che un altro, valorizzazione di alcuni aspetti su altri. Ragionando in questo modo si ottiene un'idea più rappresentativa del nostro pensiero. La geografia ci dà il senso della misura, poiché facendoci conoscere la vastità del mondo ci dà anche il senso del limite e della limitatezza delle risorse (connessione con la sostenibilità, in particolare relazione sostenibile con il territorio, in modo che i posteri abbiano le stesse risorse dei contemporanei). Ci permette di conoscere realtà diverse dalla nostra e attraverso la conoscenza consente di migliorare il nostro rapporto con gli altri (si veda la letteratura sui viaggi di scoperta, ad esempio quella di Todorov dedicata a reciprocità e inclusione nel rapporto con la diversità).

Geografia pratica e educativa

La geografia è una materia di grande attualità e utilità dal punto di vista pratico e informativo e svolge un ruolo formativo durante l'organizzazione e lo svolgimento di un viaggio (ad es. scelta della stagione migliore per recarsi in un luogo, informazioni pratiche per l'itinerario). La geografia apre la nostra mente alla riflessione su ciò che accade intorno, sui motivi per cui accadono certi fenomeni, facendoci acquisire una visione globale, non solo locale né tantomeno settoriale dei fatti fisici, sociali, politici, economici che accadono. In definitiva, questa disciplina ci fa essere cittadini del mondo ed è propedeutica alla sua conoscenza (citazione da Kant, che tenne numerosi corsi di geografia).

La geografia, tuttavia, non è una materia onnicomprensiva, ma interdisciplinare, in quanto è composta da tanti elementi e discipline che ne connotano la specificità. Mentre studiosi come i geologi indagano solo la parte specifica del loro studio, il geografo mette in relazione quest'ultimo con molti altri aspetti economici, sociali, antropologici.

La geografia in Italia

Nel 1875 la Legge Casati obbliga le università a inserire la disciplina geografica, poiché essa diviene obbligatoria nelle scuole e c'era necessità di docenti formati. Nel 1877 l'Università di Roma chiama il professore padovano Giuseppe Dalla Vedova, che nel Museo dell'Istruzione e dell'Educazione avvia un'attività di Didattica e formazione a S. Ivo alla Sapienza. I futuri docenti sono istruiti anche con dimostrazioni come quella del pendolo di Foucault, coadiuvata dall'acquisto di suppellettili geografiche.

Roberto Almagià è il successore di Dalla Vedova nella cattedra di geografia a Padova e poi a Roma. Egli è un geografo viaggiatore e durante il Fascismo non può insegnare, ma continua a studiare grazie all'assunzione alla biblioteca Vaticana.

A Padova è nato il primo museo di geografia in Italia solo nel 2017, dunque non esiste una storicizzazione della disciplina geografica e questo fa sì che essa venga poco valorizzata. La Sapienza, nell'Istituto di geografia, è stato uno dei primi atenei ad attivare un corso di laurea in questa disciplina e qui si conservano strumenti di didattica e ricerca come gli strumenti astronomici (usati per studiare tramite una lampada centrale rotazione e rivoluzione dell'asse terrestre o in posizionamento Sole-terra-Luna durante le eclissi) o tavole che illustrano le fasi di composizione di una carta geografica durante il Regno d'Italia.

Contributi e strumenti storici

Altre suppellettili geografiche conservate nell'Istituto di geografia sono i globi, prodotti tra fine XIX secolo-prima metà XX secolo. Definiti normalmente "mappamondi", testimoniano una memoria storica e sono stati progettati da Della Vedova e Guido Cora. Quest'ultimo è un noto studioso, formatosi a Berlino che tra 1872 e 1897 insegna a Torino nella facoltà di lettere (geografia e statistica) e scienze (geografia fisica). Nel 1897 Cora si trasferisce a Roma e si pone in vivace dibattito con altri geografi impegnati a disegnare numerose carte.

Anche i plastici conservati hanno un fine didattico, in quanto furono usati per formare i docenti, che dovevano esercitarsi praticamente in modo da insegnare. Importanti anche manoscritti, diari e appunti di Della Vedova, che consentono di ricostruire il sapere, e le 5000 lastre fotografiche in vetro, ossia immagini originali acquisite dalle case fotografiche e scattate direttamente dai geografi per corredare le pubblicazioni e facilitare l'apprendimento grazie all'epidiascopio.

Degni di nota le 3000 carte, mappe, piante e atlanti risalenti a diverse epoche e l'attrezzatura scientifica. Concetto fondamentale: la geografia studia i rapporti che intercorrono tra uomo e ambiente. La consapevolezza di essere parte del mondo e di avere la possibilità di interagire con l'ambiente deriva proprio dalla geografia.

Terminologia ecologico-geografica

Il termine "ambiente" nelle diverse lingue indica tutto ciò che ci circonda: suolo, acque, aria, vegetazione, animali, uomo incluso. Esso è dunque un complesso di componenti che vengono suddivisi in abiotici (privi di vita) e biotici (organismi viventi). Più precisamente, "Ambiente" indica l'insieme delle condizioni in cui si svolge la vita degli organismi.

Un ecosistema consta di una parte inanimata detta biotopo e una parte animata detta biocenosi, in cui vive e con cui interagisce un complesso di organismi viventi. "Biotopo" sta per "luogo in cui si svolge la vita" e "biocenosi" per "complesso dei viventi". In questa definizione vengono esplicitate le interazioni fra parte animata e non, che non erano citate nella definizione di "ambiente".

Il biotopo pianeta Terra è costituito dal complesso formato da atmosfera (stato gassoso), idrosfera (parte liquida), parte superficiale della litosfera o crosta terrestre (parte solida). Tutto questo compone la parte superficiale della crosta terrestre, oggetto di studio della geografia.

Superficie terrestre e biosfera: involucro esterno alla superficie terrestre (atmosfera, litosfera, idrosfera) nel quale sussistono le condizioni indispensabili alla vita animale e vegetale: l'insieme degli organismi viventi. L'indagine del rapporto uomo-ambiente è affidata alla geografia umana, costituita da tanti campi (economia, urbanistica, antropologia).

Principi della ricerca geografica

  • Acquisizione dei dati: ricerca di documenti, osservazione diretta e indiretta, ricerca di risultati razionali e oggettivi.
  • Elaborazione/coordinamento
  • Presentazione dei risultati (verbale, scritta, grafica → carte geografiche, diagrammi, aerogrammi) o dissemination, ovvero modalità della loro divulgazione.

I grafici sono diversi ma devono sempre avere una legenda e riportare le fonti.

  • Aerogrammi/diagrammi circolari/diagrammi a torta: utilizzano un cerchio per rappresentare l'intero fenomeno oggetto di osservazione. La circonferenza è divisa in spicchi, la cui ampiezza è tanto maggiore quanto più grande è il dato che si vuole rappresentare.
  • Istogrammi/grafici a colonna/grafici a strisce/diagrammi a barre: rappresentano i dati su delle colonne che hanno tutte la stessa base e diversa altezza, sono usati ad esempio per i censimenti ISTAT.
  • Ideogramma: rappresenta i dati relativi a un fenomeno mediante un disegno o un simbolo che dà un’idea immediata dei dati che si vogliono rappresentare. Ad ogni disegno corrisponde una certa quantità, così come precisato dalla legenda.
  • Diagrammi/grafici cartesiani: illustrano un fenomeno statistico con l’uso di due coppie ordinate di valori: l’uno riportato sull’asse delle ascisse, l’altro sull’asse delle ordinate.
  • Cartogrammi: a ogni classe corrisponde un colore, c'è un impatto visivo immediato con le informazioni.

Fenomeni: oggetti fisici e concreti, manifestazioni dinamiche (vento, corrente marina), cambiamenti irregolari o periodici (oscillazioni della temperatura). L'unione di questi insiemi definisce il paesaggio, che è percepito differentemente da ognuno in base al background culturale. Bisogna astrarre le influenze culturali personali in modo da formare una visione il più oggettiva possibile.

Influenze extra-regionali: corrente del golfo del Messico (le acque riscaldate dall'irradiazione solare si spostano verso le coste nordeuropee e ne mitigano il clima; oggi le acque fredde generate dallo scioglimento dei ghiacciai raffreddano e rallentano la corrente, dunque la funzione mitigatrice viene meno e le temperature si abbassano), Nilo. È fondamentale considerare lo svolgimento storico: importanza del passato per spiegare il presente.

L'osservazione in geografia

Osservazione: diretta (da un punto privilegiato), strumentale (termometro per la temperatura), indiretta (questionario sociologico-statistico, documenti fotografici, carte geografiche, fotografia, fotogrammetria). Le lastre fotografiche in vetro raffigurano diversi aspetti e testimoniano lo studio indiretto. Prima le foto erano solo corredo iconografico, dopo si struttura una nuova idea di geografia, che ha portato alla geografia visuale di oggi. In Italia c'era un vuoto legislativo che non riconosceva l'immagine come bene documentario, dopo gli anni '80 cambia l'utilizzo dell'immagine, che da corredo diviene mezzo di studio soprattutto in alcuni campi, come lo studio del cambiamento di un territorio. Le lastre in vetro erano il negativo della fotografia che veniva stampata e furono acquistate dalle case fotografiche, oggi hanno valore storico-documentale.

Uso degli audiovisivi nella ricerca geografica

L’iconic turn, teorizzato da Gottfried Boehm, si verifica negli anni ’70. L’idea, da cui nasce la visual geography, è che il linguaggio visuale è ulteriore e complementare rispetto a quello scritto. L’attitudine a interpretare l’immagine va alimentata con studi ed esperienze, ma la geografia visuale arriva più tardi in Italia che nel resto d’Europa, poiché non si riconosceva all’immagine il valore di oggetto di studio. C’è un vuoto nella dimensione normativa, risolto parzialmente da un decreto legge del ’77 e definitivamente nel ’99, quando cartografie e fotografie divengono bene culturale.

Le immagini hanno un doppio valore: quello della fotografia in sé (in quanto oggetto di pregio, perché realizzato con tecniche e materiali non più in uso) e quello documentale (contenuto nelle immagini), rispetto alle indagini storico-geografiche, sociali, economiche, antropologiche, urbanistiche. L’organizzazione della conoscenza avviene in più tappe: recupero e conservazione, catalogazione, archiviazione/schedatura/digit...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher missjades05 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Leonardi Sandra.
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