Estratto del documento

Geografia politico-economica

La geografia è lo studio tra le relazioni tra luoghi. Un oggetto diventa geografico quando viene messo in relazione con un altro luogo. Il geografo è colui che cerca di capire le relazioni spaziali tra un luogo ed un altro.

Tipi di relazioni

Esistono 2 tipi di relazioni:

  • Verticali: che un luogo stabilisce con un “substrato”, sono relazioni ecologiche e culturali.
  • Orizzontali: sono relazioni di scambio tra luoghi diversi. Riguardano persone, merci, informazioni (es. la borsa delle azioni).

Queste 2 relazioni interagiscono tra di loro: le variazioni delle relazioni orizzontali influenzano economicamente le relazioni verticali di un luogo.

Paradigmi

Troviamo 2 paradigmi (modi di vedere le cose):

  1. Determinismo (visione determinista): la società e l’economia della società è formata in un certo modo poiché è il fattore climatico che la influenza insieme alle caratteristiche geografiche. Questo paradigma viene spiegato con numerose teorie e anche da Darwin. (es. la cultura africana è tendenzialmente pigra e non adatta al capitalismo poiché sono le condizioni climatiche ed il territorio a condizionarla).
  2. Possibilismo (storicismo): interpretare, comprendere, studiare i motivi dell’originalità, il perché il territorio si è sviluppato così. Secondo questo paradigma, il clima influenza il territorio, ma è la società che sceglie come portare avanti la propria economia. (es. il Brasile ha un ottimo clima per coltivare caffè, ma la società può decidere di coltivare altro).

Economia esterna

È lo svantaggio o il vantaggio legato al dove e non al fattore economico: può essere dovuto alla vicinanza ad una rete di trasporti, alla costa, al centro. L’origine è legata a 2 fattori:

  • Mercato: una domanda e un’offerta valida portano ad avere un’ottima economia esterna legata a quel luogo.
  • Economia di urbanizzazione (servizi, infrastrutture) rendono più attrattivo quel determinato luogo. Spesso le infrastrutture sono commissionate dallo Stato attraverso la spesa pubblica: ciò porta ad un aumento del valore del suolo.

Regione

Insieme di luoghi contigui con caratteristica comune (lingua, precipitazioni oppure relazioni preferenziali, esempio area pendolare) che si distingue con caratteristiche uniche da altri luoghi. Ha diversi criteri di classificazione:

  • Politico: Regio = potere; come spazio di esercizio del potere, può essere inteso anche come 1 impero ma non è una regione amministrativa.
  • Naturale: un bacino ideografico.
  • Economica: caratterizzata da fattori economici.
  • Linguistica: caratterizzata dalla lingua.
  • Amministrativa: (inventata da Napoleone) sono le regioni vere e proprie come quelle italiane.

Tipologie di regioni

  • Formale: regione del vino, del riso.
  • Funzionale: formata da relazioni forti come il pendolarismo.
  • Programma: regione pianificata, come ad esempio la zona di esportazione della Cina.

Inizialmente tutte le attività economiche e la popolazione seguono l’andamento come un pendolo: gli estremi sono la polarizzazione (tendenza alla concentrazione) e la depolarizzazione. Come prima cosa queste tendono ad agglomerarsi in un unico luogo (verso un'economia esterna), quando il luogo è saturo inizia la depolarizzazione (ci si allontana, ci si sviluppa in altre aree).

Sviluppo locale

Capacità di valorizzare nel mercato globale delle caratteristiche locali non riproducibili nell’immediato in altri luoghi (da essere indispensabili per una parte dell’economia mondiale). Sono necessari 2 fattori:

  • Risorse originali: es. il basso costo del lavoro non è una risorsa unica poiché anche in altri luoghi possono essere riprodotti, modificando, può però diventarlo se abbinato a ricerca, sviluppo, ecc.
  • Attore collettivo: imprese, università, enti che collaborano e siano d’accordo nel promuovere risorse → trae forza dal fatto che i territori competono tra di loro (expo, olimpiadi, e piccoli eventi).

Milieu: insieme della potenzialità locali che viene messo in valore all’interno delle dinamiche globali.

Globalizzazione

Essa è formata da: espansione del mercato, capitalismo e della società dei consumi. Nessuna differenza c’è tra la vendita di prodotti; accelerazione del ritmo di cambiamento di modo, tecnologie, processi economici; interconnessioni dei luoghi (crisi economica di uno stato ci interessa perché potrebbe influenzare la nostra).

Periodi di sviluppo

Si sviluppò in 3 grandi periodi:

  • Dal 1870 alla prima guerra mondiale → perché nel 1869 si aprì il Canale di Suez e nel 1870-72 viene perfezionato il telegrafo.
  • Dal 1945 al 1980 è guidata dalle multinazionali americane e dal decentramento asiatico.
  • Dal 1980 ad oggi si è affievolita a partire dal 2001.

Indicatori di globalizzazione

- Somma import - somma export/PIL - IDE in entrata - IDE in uscita/PIL

Essa è un cambiamento di scala mondiale: diventa un problema statale che non riesce a controllare i cambiamenti soprattutto in occidente (crisi dello stato contenitore). Essa riduce notevolmente l’importanza delle distanze, ma non le annulla perché esse esistono fisicamente. È comunque un processo politico-economico e sociale che si costruisce nello spazio.

- È un processo squilibrato poiché procede con diverse velocità (alcuni luoghi sono più interconnessi di altri).

- È un processo economico quasi immediato.

- È un’esperienza personale poiché le nuove tecnologie ci fanno sentire parte di un vicinato globale, vicini gli uni agli altri.

- È un processo in costruzione in cui il ruolo della politica è essenziale (alcuni enti facendo scelte condizionano le scelte collettive).

Principali dimensioni

  • Economia e finanza.
  • Ambiente (problematiche mondiali).
  • Percezioni di un unico globo (dopo la scoperta della luna).
  • Sapere scientifico e tecnologico (condivisione).
  • Cultura e modelli di consumo.
  • Geopolitica.

Attori fondamentali

- Non è spontaneo e naturale.

- Ci sono regole.

- Importanza degli accordi Bretton Woods (MF, WB, WTO).

- Washington consensus: politiche neoliberiste che hanno guidato il processo di globalizzazione negli anni '80 e '90. È la sede delle principali organizzazioni dette sopra.

- Agenzia di rating: influiscono sulla condizione dei paesi perché sono le agenzie che esprimono pareri di affidabilità del debito del paese o valutano i bilanci di aziende private (livello AAA o AA ...). Questa valutazione di livello è importante per gli investimenti stranieri che acquistano buoni del tesoro del paese: se la valutazione è ok vengono comprati. Se la valutazione non è ok viene alzato il tasso d’interesse sul debito oppure non vengono comprati. (Grecia ha falsificato i suoi bilanci → crisi / la Rep pop cinese sta istituendo le sue agenzie di rating per maggior controllo).

La rete degli scambi mondiali

  • Prodotti agricoli 8,5% del totale – contano sempre meno. L’export massimo è dell’America Latina.
  • Minerari 22,5% (tra cui il petrolio) – Medio Oriente e Russia e Africa hanno l’export massimo.
  • Prodotti manifatturieri 66,5% - Nord America, Europa e Asia export massimo / Medio Oriente, Russia, Africa import max. La Russia negli ultimi anni ha distrutto e cercato di ricreare il suo settore industriale poiché abituata allo scambio tra gli Stati satellite. Ora è legata al minerario e gas.

Poli del commercio globale sono Nord America, Asia ed Europa: il mercato europeo è quello maggior import-export. Il mercato del Medio Oriente è invece legato all’export.

- È possibile notare un’assenza di scambi rilevanti tra “Nord del mondo e Sud del mondo” e la marginalità dell’Africa: meno dell’1% degli scambi mondiali interni (escluso il Sud Africa).

Ecosistemi

Le società umane hanno una capacità enorme di modificare gli ecosistemi attraverso:

  • Tecnologie (ad esempio durante la rivoluzione industriale e l’utilizzo del carbone).
  • Interpretazioni culturali → comprensione, spiegazione, manipolazione degli ecosistemi, genetica, simbolismo della natura.

Le modifiche sono guidate in 2 direzioni:

- Recessione della natura dalla vita sociale le società umane trasformano la natura grazie alle tecnologie (la società si è resa progressivamente indipendente) modificandola e semplificandola ad obiettivi specifici mentre la natura è complessa. Es in un campo di grano non trovo solo spighe di grano ma anche altre piante → utilizzo quindi sostanze chimiche → sulla lunga scala diventa una situazione insostenibile poiché vengono inquinate terre e mari.

Natura globale dei problemi ambientali

  • Trasfrontiero: conflitti internazionali e crisi delle regolazioni statali (piogge acide, buco dell’ozono, inquinamento radioattivo).
  • Rilevanza sociale ed economica dei danni (costi molto superiori per risolvere i problemi ambientali → vengono poi sottratti al PIL).

Negli anni ’80 inizia la critica alla società dei consumi per la questione ambientale. Fino ad allora ogni stato si occupava dei suoi problemi mentre con i problemi globali si è arrivati ad una critica globale poiché le preoccupazioni sono le stesse. L’attenzione agli ecosistemi non è solo dei paesi ricchi, ma esiste anche un cosiddetto ambientalismo dei poveri.

Primi problemi ambientali globali

  1. Love Canal: un canale tra USA e Canada dove si trovava un deposito tossico → si riconosce l’effetto negativo del progresso.
  2. Silent Spring: di Rachel Carson, nel libro scrive che gli uccellini si riproducono meno per colpa dei diserbanti, da ciò si deduce che l’inquinamento si sposta.
  3. Pubblicazione nel ’70 “Limiti dello sviluppo” del Club di Roma che denuncia il fatto che consumiamo troppo e ad inizio degli anni 2000 non avremmo avuto più risorse minerarie e cibo. Tutto ciò si è rivelato inesatto perché sono aumentati i prezzi dovuti allo shock petrolifero del ’73 e del ’79, ciò ha facilitato la ricerca nelle aree marine di petrolio (offshore – piattaforme). Visto gli alti costi si pensa alle energie alternative e rinnovabili: gas metano, solare, eolico, nucleare.

Negli anni ’90 abbiamo dei nuovi limiti dello sviluppo: il limite non è la quantità come detto negli anni ’70, ma la capacità dell’ambiente di resistere e di gestire gli agenti ambientali. Aumenta però la richiesta di risorse da parte dei paesi emergenti (Cina, Brasile e India) → l’attenzione però torna ora alla quantità aumentando la richiesta.

Sono svolti numerosi studi sull’impronta ecologica: quanto noi chiediamo alla terra per soddisfare i nostri bisogni. Ogni abitante necessita in media di 1,8 ettari di terra, nella quale sono inclusi energia (acqua, cibo), spazio e capacità di assorbimento del CO2 e inquinamento. Nei paesi più industrializzati si passa anche a 8-9 ettari mentre nei paesi più poveri è intorno allo 0.

Cambiamento climatico – Effetto serra

È l’innalzamento della temperatura media globale: una parte dipende sicuramente dall’inquinamento, non sappiamo però gli effetti: si ipotizza che alcuni paesi ne beneficeranno come Russia e Canada, altri saranno un effetto negativo come Europa, America Latina, Asia mediterranea e Africa.

Negazionismo: negare il cambiamento climatico.

Munich RE: è una delle più grandi società di riassicurazione (assicura le assicurazioni): ha praticamente sottomano i costi del cambiamento climatico.

Rapporto Stern: stilato dall’ex capo economista della World Bank. Egli fece una serie di calcoli sulla quale conclusione egli affermò che i costi di intervento su tecnologia e economia in un arco temporale di circa 30 anni erano inferiori ai costi che si sarebbero dovuti sostenere per risanare in caso non si fosse fatto nulla. Egli dà sempre ragione a coloro che dicono che l’economia e ambiente possono andare di pari passo. L’Asia orientale sta facendo dei grossi cambiamenti → ha la quota maggiore di spesa pubblica investita complessivamente nei “settori verdi” come ricerca su energie rinnovabili, inquinamento e nuove tecnologie.

Sviluppo sostenibile

Rapporto Brutland 1987 ci dà la definizione “capacità di soddisfare i bisogni di oggi senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Lo sviluppo è un processo unidirezionale, lineare, veloce e riferito ai tempi storici e sociali; sostenibile evoca un limite, una prospettiva di lungo periodo.

Si fonda su 3 pilastri:

  • Economia.
  • Ecosistema.
  • Equità.

Sostenibilità

Sostenibilità debole: + capitale umano – capitale naturale = abbiamo vissuto meglio anche se il capitale naturale è diminuito ciò però ha portato ad un aumento della popolazione. In questo modo molte più persone possono ragionare su come risolvere il problema → visione fideistica della tecnologia (fede nella tecnologia).

Sostenibilità forte: dubbi sulla scienza e sulla tecnologia (non è detto che la tecnologia possa risolvere i problemi di oggi come ha già fatto in passato). Esiste un limite di capitale naturale che abbiamo, secondo alcuni, già raggiunto. Dobbiamo quindi fermarci: i paesi in via di sviluppo vogliono anche loro, però, più risorse e quindi è necessario una redistribuzione delle risorse.

Green economy

USA e Germania sono i paesi trainanti della Green Economy, insieme a Brasile e Cina. Settori tipici sono:

  • Energie rinnovabili.
  • Migliore efficienza energetica.
  • Disinquinamento, disimpianto, trattamento dei rifiuti.

Conferenza di Rio de Janeiro 1992

Principi

  • Diritto allo sviluppo e alla crescita.
  • Equità intergenerazionale → noi ci stiamo sviluppando, crescendo, e coltivando la terra per i nostri nipoti.
  • Integrazione delle politiche ambientali nelle politiche di settore → LA POLITICA AMBIENTALE DEVE ESSERE DENTRO TUTTE LE POLITICHE.
  • Principio della responsabilità comune ma differenziata → è una responsabilità comune proteggere l’ambiente ma in modo diverso, perché deve gravare di più sui paesi più ricchi che sono i maggiori responsabili del degrado ambientale.
  • Principio di precauzione → prevedere il più possibile gli effetti negativi e agire quando sono sicuro che non ci siano questi effetti. In UE questo principio si può applicare quando ho una certezza scientifica del danno ma quando non so quanto sia effettivamente quantificabile come danno.
  • Trasparenza e partecipazione → i cittadini devono e hanno il diritto di essere informati, le decisioni devono essere prese in modo trasparente e il processo decisionale deve fare in modo di far partecipare i cittadini.

Protocollo di Kyoto

Deriva dalla Conferenza di Rio del 1992. Esso prevede la riduzione nel 2012 del 5,2% di CO2 rispetto ai valori del 1990. Il mondo viene diviso in 3 annessi, al cui interno troviamo:

  1. Paesi ricchi.
  2. Paesi in transizione (ex blocco comunista).
  3. Paesi in via di sviluppo (tra cui India, Brasile e Cina).

Il protocollo entrò in vigore nel 2005 con la doppia regola del 55%:

  • Prima regola → deve essere firmato e ratificato da almeno il 55% dei paesi.
  • Seconda regola → il 55% dei paesi che firmano il protocollo deve essere responsabile di almeno il 55% dei gas serra prodotti globalmente.

Il protocollo si basa su:

  • Annex 1: scambio dei diritti di inquinamento: un paese inquina 100 ma deve ridurre ad 80 (quindi -20); se riesce a ridurre a 80 è ok con il protocollo, se riduce a 90 egli è obbligato a comprare dei diritti di inquinamento per rispettare il protocollo di Kyoto da un paese che magari ha ridotto a 70 o più... (ha quindi del credito da vendere).
  • Annex 1 e 2: possono installare attrezzature a risparmio energetico nei paesi dell’Annex 3.
  • Annex 3: non hanno obblighi (ecco perché USA non ha firmato → Cina annex 3).

Documenti derivati dalla Conferenza di Rio '92

  • Convenzione delle foreste: i paesi in via di sviluppo vogliono poter utilizzare le foreste per lo sviluppo mentre gli altri le vogliono salvaguardare (poiché le hanno già utilizzate).
  • Convenzione sulla biodiversità: molti paesi in via di sviluppo non hanno la capacità tecnologica per poter utilizzare la varietà degli ecosistemi (America Latina, Africa…) e della genetica (infatti i paesi sviluppati hanno forte potere in campo farmaceutico, fanno brevetti sulle risorse dei PVDS impedendogli poi di utilizzarle perché sotto brevetto).

Essi sono trovano applicazione nel ’92. Il terzo documento getta le basi del protocollo di Kyoto che funziona appunto con 3 meccanismi:

  • Emission trading: consente lo scambio di crediti di emissione tra paesi industrializzati e ad economia in transizione; un paese che abbia conseguito una diminuzione delle proprie emissioni di gas serra superiore al proprio obiettivo può così cedere (ricorrendo all’ET) tali "crediti" a un paese che, al contrario, non sia stato in grado di rispettare i propri impegni di riduzione delle emissioni di gas-serra.
  • Clean development mechanism: consente ai paesi industrializzati e ad economia in transizione di realizzare progetti nei paesi in via di sviluppo, che producano benefici ambientali in termini di riduzione delle emissioni di gas-serra e di sviluppo economico e sociale dei Paesi ospiti e nello stesso tempo generino crediti di emissione (CER) per i Paesi che promuovono gli interventi. Coinvolge i paesi dell’annex 1 in relazione ai paesi non annex 1. (coinvolge Germania, Italia… quando essi applicano la riduzione di CO2 nei paesi che hanno ratificato il protocollo di Kyoto, annex 2 e 3 → trasferimento di tecnologie in altri paesi per conseguire la riduzione di CO2).
Anteprima
Vedrai una selezione di 8 pagine su 32
Geografia politico-economica - Appunti Pag. 1 Geografia politico-economica - Appunti Pag. 2
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia politico-economica - Appunti Pag. 6
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia politico-economica - Appunti Pag. 11
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia politico-economica - Appunti Pag. 16
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia politico-economica - Appunti Pag. 21
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia politico-economica - Appunti Pag. 26
Anteprima di 8 pagg. su 32.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Geografia politico-economica - Appunti Pag. 31
1 su 32
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher manu.moroni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia politico-economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Ca' Foscari di Venezia o del prof Soriani Stefano.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community