Estratto del documento

Ogni individuo aggiorna continuamente una sua particolare geografia, su cui aggiorna

una sua particolare geografia, su cui si struttura il comportamento giornaliero.

Le coordinate spazio-temporali: le “gabbie” della nostra quotidianità

La nostra giornata si svolge in una dimensione-spazio temporale che può essere

rappresentata

GRAFICO 1.1 PAG. 5

Una “gabbia” dove si svolge la vita degli individui. Il grafico è un insieme di coordinate

spazio-temporali: in basso c’è un piano in prospettiva, sulle ordinate i tempi, sulle

ascisse i movimenti.

Le possibilità di strutturazione del proprio s-t dipendono da tre tipi di info:

 Limitazioni biologiche: il nostro orologio biologico che ci impone di dormire

 Limitazioni all’accessibilità: gli spostamenti per andare da un luogo all’altro.

Dipendono dal mezzo, tempo e costo dello spostamento. La distanza incide sulla

nostra vita quotidiana.

 Limitazioni all’attività: tempo minimo per svolgere un’attività. Deve superare

una soglia per giustificare lo spostamento.

Il nostro “raggio di azione” spaziale dipende dai mezzi a disposizione, i quali

determinano i “prismi spazio-tempo” in cui siamo rinchiusi (FIG. 1.2 PAG. 5).

Orientarsi nel mondo

Ogni individuo necessita di una propria geografia per orientarsi nel proprio spazio, la

quale viene costantemente modificata man mano che conosciamo e padroneggiamo

nuovi luoghi. Questa conoscenza varia man mano che estendiamo lo spazio da

conoscere: dal nostro micro-spazio (scrivania, organizzato da noi secondo necessità),

al quartiere (prevalgono i rapporti con cose e persone che ci circondano), a città,

regione e nazione, essa si affievolisce sempre più. Ci possono anche essere spazi

lontani che conosciamo bene (casa al mare), da noi percepiti più vicini di alti più

prossimi ma che non frequentiamo.

Si pensi a territori inscritti uno nell’altro con livelli e modalità differenti di esperienza e

conoscenza dello spazio:

 Il vasto mondo: pianeta e nazioni. E’ luogo di progetti, il meno conosciuto.

 La regione, luoghi dove si può andare e tornare in giornata

 Città

 Quartiere, vicinato o strada: luoghi che non presentano imprevisti, del

controllo sociale. Ci si muove senza perdite di tempo.

 casa: spazio individuale, luogo della spontaneità

 gesto immediato: determina ciò che è a portata di mano

 corpo: delimita il nostro interno con l’esterno. Ci permette il contatto con

l’ambiente.

Le mappe mentali

Sono tentativi di disegnare la posizione di un insieme di oggetti geografici o di

esplicitare i valori condivisi da un gruppo sociale, determinati ad oggetti geografici.

Ognuno di noi tende a riportare sulle carte immagini distorte rispetto alle carte

geografiche, che invece presentano ai nostri occhi rappresentazioni oggettive: la

nostra conoscenza dello spazio riflette i nostri valori.

Si possono ritrovare delle analogie tra le mappe mentali di un determinato gruppo

sociale, culturale e politico:

 (Los Angeles, FIG. 1.3): tracciare una pianta sommaria della città basata su

percorsi effettuati e contatti stabiliti. I poveri rappresentano aree vuote

delimitati da luoghi familiari (stazione, municipio). I sub-urbani hanno una

visione più estesa; gli abitanti delle classi più alte dimostrano una conoscenza

estesa della città. correlazione reddito/istruzione e percezione dello spazio

urbano.

 FIG. 1.4-1.5: i gruppi di lingua italiana e tedesca riportano in due carte i luoghi

qualificati come “belli”. La scala indica quante persone l’hanno indicato come

tale. Il confronto mostra come un luogo assume valori diversi per gruppi

linguistici diversi.

 Studio sulla cartografia: nella storia, il planisfero è sempre centrato sul territorio

della società che lo disegna (FIG. 1.6).

Si possono trovare delle costanti confrontando le carte mentali di individui diversi:

nelle rappresentazioni di Boston degli abitanti ricorrono vie di comunicazione, margini

della città (ferrovie), quartieri (luoghi senza una conoscenza specifica, ma che

presentano tratti comuni identificatori), punti di riferimento (edifici, monumenti).

Geografia: tra sapere mnemonico e immaginazione creativa

SALTA

Sulle scoperte geografiche. La geografia come interpretazione del mondo e

dell’antimondo?

L’umanità si è sempre adoperata per ridurre l’incertezza dell’ambiente, aiutata dalla

cartografia.

A questa, data l’importanza primaria del primo aspetto, è sempre stata data poca

importanza: nel Medioevo le Terra era piatta con la terra circondata dal mare. Questo

tranquillizzava gli Europei, permettendo loro di partire.

Le scoperte geografiche furono il risultato di immaginazione, in alternativa alle

rappresentazioni dominanti. Nella scoperta geografica è essenziale saper immaginare

nuove configurazioni spaziali (come Colombo, che si distanziò da quelle vigenti). Per

far questo, si stabiliscono collegamenti mentali tra il noto e l’ignoto. Così si trasforma

un puzzle caotico in uno rassicurante, in cui tutti si possono identificare (il senso della

descrizione geografica è il senso comune: contiene ciò che la gente si aspetta di

vedere nei luoghi, rispetta il codice non scritto dell’immaginario collettivo).

Es. l’inquinamento è entrato da poco nella descrizione sistematica regionale, perché

da poco fa parte del senso comune. Nelle vecchie geografie regionali si dava spazio a

indole degli abitanti o altro. Ogni cultura trasforma in fatti “reali” le sue visioni del

mondo e i suoi problemi.

Una scoperta geografica è dunque qualcosa che supera le attese del senso comune

“geografico” e che sa dare espressione geografica nuova a problematiche generali

comunemente sentite. L’immaginazione geografica ha avuto un ruolo importante

anche in molte scoperte scientifiche (Darwin pensa all’evoluzione a seguito della

distribuzione geografica delle specie). Si tratta di fatti noti, ma mai immaginati nella

loro connessione spaziale.

Qualunque scoperta geografica, oltre che rispondere al senso comune, deve avere

fondamento scientifico: concetto di “antimondo”. Esiste da sempre in mitologia, nelle

favole e fantascienza. Nella realtà naturale ci sono ambienti con caratteri opposti a

quelli del mondo normale (grotte carsiche); comunque intendiamo luoghi dove sono

ammesse deroghe a ciò che è la norma (Gulag). Noi li consideriamo eccezioni,

destinate a scomparire; il fatto che possano costituire un mondo organizzato, legato al

mondo normale, ci coglie di sopresa: è una scoperta geografica.

In realtà dovremmo stupirci di come la nostra società sia riuscita a far scomparire

questi luoghi dalle carte geografiche. In realtà sono molto più diffusi di quanto si sia

disposti ad ammettere (prigioni, quartieri rossi, ghetti, apartheid, ecc.). Non tutte le

situazioni anormali (fame del Sahel, violenza del Bronx) sono antimondo: solo quei

luoghi dove la deroga dalla norma ha riconoscimento consensuale o istituzionale. Sono

luoghi circoscritti, delimitati e geograficamente diffusi.

Recentemente si è scoperto che questi frammenti di antimondo si collocano in una

“fascia d’oro” che corre lungo le linee di contatto Nord-Sud ed Est-Ovest, separando e

unendo l’area del capitalismo e del socialismo reale. Si delimita una tettonica

dell’economia e politica mondiale, una fascia di instabilità.

Perché non si è scoperto prima, nonostante i fatti fossero alla portata di tutti? Negli

anni ’80 una geografia della deregolamentazione ha potuto tradurre in evidenza

geografica un problema divenuto senso comune: i geografi scoprono le manifestazioni

di antimondo, le connettono, trovano un senso e tracciano la geografia, permettendoci

di capire meglio il nostro mondo e il ruolo della deregulation. Passando da ideologia ai

fatti, i problemi diventano oggetto di un discorso critico.

Perché è utile studiare la geografia nella Facoltà di Scienze Politiche

Il corso è l’unico che pone al centro dell’attenzione la dimensione spaziale dei

fenomeni politici ed economici: la componente spaziale dei processi economici, politici

e sociali viene studiata in modo esplicito solo all’interno del corso di geografia con due

approcci:

 Il primo si basa sulla transcalarità dell’approccio geografico: il rappresentare gli

oggetti geografici contemporaneamente su scale diverse. Quando si pensa a un

luogo, lo si immagina immerso in reti di relazioni spaziali, collegati ad altri

luoghi da queste. La comprensione della società contemporanea richiede la

capacità di cambiare continuamente scala nella considerazione dei processi

economici e politici.

 ???

Geografia e altre discipline

La capacità di collocare fatti di natura diversa in un’unica visione spazializzata del

mondo richiede un confronto con altre discipline: la geografia si occupa di tutto e

niente, dato che non è interessata alle proprietà degli oggetti, ma solo a collocarli,

lasciando ad altri le ragioni della collocazione, cioè la logica delle relazioni spaziali che

itnercorrono tra essi. Sviluppa così legami con scienze naturali, biologiche e sociali:

scopo della geografia è stabilire le relazioni orizzontali che intercorrono tra dati

fenomeni. Quando è inserito in una descrizione geografica un fatto acquista valenza

conoscitiva nuova.

Una scatola degli attrezzi per l’analisi geografica

La distanza

E’ il più importante fattore del rapporto degli uomini con la superficie terrestre. La

geografia studia le modalità con cui la distanza gioca un ruolo nei fatti sociali e nella

loro evoluzione.

L’interazione tra i componenti di una società presuppone un contatto tra gli elementi

coinvolti, possibile grazie alla prossimità. Così, gli elementi di una società hanno

sempre perseguito strategie di avvicinamento o allontanamento, contatto o

separazione. La possibilità di prossimità varia nel tempo: internet offre tipi di contatto

a dispetto della distanza fisica, che viene annullata.

A partire dal concetto di prossimità possiamo distinguere tra:

 Luoghi: è possibile considerare la distanza al suo interno, in relazione ai criteri

dati per misurarla;

 Aree: occorre riconoscere una distanza che si oppone all’interazione sociale tra i

punti dello spazio: siamo in presenza di un insieme di luoghi separati da

distanze.

Uno stesso soggetto geografico può essere considerato come entrambe. La distanza

può essere considerata sia come un problema che come una risorsa per i gruppi che

detengono una forma di potere: controllano lo spazio di riferimento attuando strategie

di separazione e allontanamento. La società ha sempre cercato di permettere

l’interazione in tre modi: concentrazione (comprimendo individui e risorse), mobilità

(spostamento materiale tra situazioni geografiche separate), telecomunicazioni

(spostamento delle info, non materiale).

I diversi tipi di distanza

 Distanza fisica

 Distanza tempo

 Distanza costo

 Distanza sociale: barriere sociali possono separare località vicine: un borghese

può sentire più vicino il centro della città rispetto a un’area degradata.

 Distanza psicologica: un luogo conosciuto, memorizzato è percepito più vicino.

Ognuno di noi fa ricorso implicitamente e simultaneamente a più tipi di spazi retti da

metriche diverse, e uno stesso luogo si avvicina o allontana a seconda del contesto in

cui viene considerato.

Accessibilità, localizzazione, nodalità, gerarchia

Comunque venga misurata la distanza, quello che ci importa di un luogo è la sua

accessibilità, cioè la facilità di arrivarci. Essa dipende da fattori oggettivi (legati ai

collegamenti) e soggettivi (legati alla percezione della distanza), ed è un carattere

fondamentale di una localizzazione. Si intende il processo attraverso il quale un

determinato fatto si colloca in un determinato sito. Un criterio economico punta a

minimizzare i costi di trasporto, ma nella localizzazione intervengono fattori più

complessi,

L’interazione tra accessibilità e localizzazione determina la nodalità di un’area,

classificate in base alla loro gerarchia spaziale, cioè i rapporti spaziali di

subordinazione o complementarietà tra i punti di un determinato spazio. Il territorio è

organizzato gerarchicamente, basti pensare ai servizi sanitari: quelli di base sono

diffusi ovunque, quelli specializzati solo in pochi centri urbani.

Definire lo spazio

Obiettivo qui è sistematizzare alcuni principi che consentono di caratterizzare uno

spazio. Levy definisce lo spazio come l’insieme delle relazioni che la distanza stabilisce

tra differenti realtà. Qualunque spazio si caratterizza per tre attributi: scala, metrica e

sostanza.

La scala

Si riferisce alla dimensione dell’area. Può essere considerata sia la trasposizione di uno

spazio sulla carta che un livello geografico di considerazione di un fenomeno, per

rappresentarlo o studiarlo. Occorre distinguere tra scala cartografica e geografica:

 la scala cartografica è il rapporto tra la realtà e la sua rappresentazione, ed è

esprimibile graficamente o numericamente. Un piccolo rapporto di riduzione

(1 : 5000) si usa per gli spazi “piccoli”, mentre uno grande (1 : 150.000.000) si

una per rappresentare grandi aree come i continenti. In ogni caso il rapporto

non pregiudica né le dimensione dello spazio di riferimento, né della carta.

 La scala geografica si riferisce a una serie di sogli di spazi. Come visto, si va

dalla scala individuale a quella del mondo intero. Tradizionalmente sono locale,

regionale, nazionale, continentale/macroregionale, mondiale.

La scala è definibile come una serie di soglie a partire da cui un luogo diventa

area. La scelta delle scale dipende dalle caratteristiche dello spazio: non ne

esiste una assoluta, ma varia a seconda degli oggetti e dei problemi

considerati, nonché di come misuriamo la distanza tra diversi luoghi.

Ci sono 5 tipi di scala: cartografica (misura carta/terreno), osservazionale (estensione

di un’area di studio), di misura (si riferisce alle più piccole parti osservabili di

un’oggetto), operazionale (riferita all’estensione spaziale a cui un certo processo

opera nell’ambiente), scala prodotta nell’azione sociale, a sua volta intesa come livello

(di competenze, gerarchico) e come relazione (nessuna scala esiste

indipendentemente dalle altre).

La metrica

La distanza viene misurata in diversi modi, chiamati metriche. Esse sono:

 Topografiche: definiscono una distanza continua, come se fossimo su un piano e

potessimo muoverci e fermarci ovunque. Lo spazio può essere uniforme

(metrica euclidea) o no (metrica non euclidea). La distanza costo dipende dal

mezzo e non definisce uno spazio uniforme. I territori sono sorretti da metriche

topografiche.

 Metriche topologiche: distanze discontinue. Le sole distanze misurabili sono

quelle delle linee che collegano i nodi. Le reti sono rette da metriche

topologiche.

La sostanza

La componente non spaziale di un oggetto sociale dato.

Dallo spazio al territorio

Il territorio è importante nella scienza politica: il potere politico è strettamente legato

al territorio e al suo controllo. Spazio e territorio sono differenti: il concetto di spazio è

anteriore (logicamente e temporalmente) rispetto al territorio. Lo spazio è la prigione

originale, il territorio è quella che gli uomini si danno: è uno spazio modificato

dall’azione umana, dove sono stati proiettati lavoro, energia e informazione. Uno

spazio abitato, utilizzato, sfruttato e conosciuto dagli abitanti. Un territorio è un

insieme di relazioni tra componenti socio-economiche (residenti, industrie, istituzioni),

aspetti ambientali (infrastrutture, monumenti, disposizione delle vie di

comunicazione), aspetti naturali (orografia, idrografia, clima) e aspetti culturali

(tradizioni, località locali).

In termini generali il territorio è una costruzione sociale che comprense la fisicità della

superficie come materia prima su cui operare per costruire l’agire collettivo. Il

passaggio da terra a territorio avviene partendo dallo spazio, reti e circuiti dei gruppi

sociali: ogni individuo produce territorio, con modalità e finalità diverse, in relazione a

sfide di sviluppo sostenibile.

Tre concezioni di territorio utili per concettualizzare problemi e politiche ambientali:

 Il territorio delle competenze, su cui si esercita il potere e l’esercizio politico-

amministrativo. Questa concezione si riferisce a un’accezione giuridico-politica

e si può pensare al sistema delle competenze territoriali (nel nostro

ordinamento dello Stato, regioni, province, comuni). Questo territorio ha molta

importanza dal punto di vista delle politiche ambientali, in quanto scaturiscono

dal concorso dell’azione di una pluralità di soggetti, pubblici e non che agiscono

a scale diverse e con diversi territori di competenza.

In ambito internazionale, una questione cruciale riguarda i diversi sistemi delle

competenze tra i livelli (locale, ecc.).

 Il territorio come patrimonio, frutto dell’evoluzione storica. Mobilita gli attori

sulla base di una comune eredità storica. Dal punto di vista delle politiche

ambientali, ha rilevanza in quanto alla base di un processo di rivalutazione del

“locale”, tra visioni nostalgiche/regressive (identità locale vista come

immutabile) e altre che riconoscono ogni tradizione come frutto di ibridazioni

culturali.

Questa rivalutazione è spesso intrecciata con movimenti l

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher eli.tina di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia politica ed economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Dansero Egidio.
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