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Geografia

Modulo 1

Docente: Paola Pressenda

Sommario

Geografia

Introduzione al corso ............................................................................................................................. 1

Storia della geografia ............................................................................................................................. 5

New Geography ................................................................................................................................... 14

Il concetto di “regione” nella storia del pensiero geografico ................................................................ 19

Parole chiave della geografia: luogo, spazio, posizione ........................................................................ 23

Diffusione spaziale .............................................................................................................................. 30

Il concetto di sistema ........................................................................................................................... 32

Geografia fisica .................................................................................................................................... 35

Geografia della popolazione ................................................................................................................ 51

Geografia dell’agricoltura .................................................................................................................... 66

Geografia urbana ................................................................................................................................. 76

Geografia dell’industria ....................................................................................................................... 89

Geografia dello sviluppo ...................................................................................................................... 95

Geografia Modulo 1 Appunti di Alessandro Antonio Vercelli

vercelli.alessandro.a@gmail.com

lunedì 1 marzo 2021

Introduzione al corso

Obiettivo della prima parte del corso è quello di offrire un’occasione di avvicinamento alla geografia come

disciplina scientifica.

La geografia è una disciplina che registra un grande stacco tra l’insegnamento fornito nella scuola primaria e

secondaria e quello invece fornito all’università e in ambito scientifico.

Il corso si pone l’obiettivo di permettere di familiarizzare con temi e problemi che sono oggetti dell’indagine

geografica nei suoi diversi settori. Si vuole poi familiarizzare con i principali strumenti concettuali e metodo-

logici messi a punto per affrontare tali problemi di ricerca. Si deve poi acquistare familiarità con i diversi

linguaggi attraverso cui la disciplina si esprime.

Geografia, etimologicamente, vuol dire ‘descrizione della terra’. Per molti secoli, nella cultura occidentale, ha

avuto il monopolio di questo compito fondamentale. La geografia ha elaborato l’immagine del mondo esplo-

rato e conosciuto dagli uomini per mezzo della sistematizzazione delle informazioni provenienti dai viaggi e

dalle esplorazioni. La geografia per secoli è servita a descrivere il mondo attraverso la raccolta e la sistematiz-

zazione di quei dati che provenivano dalle scoperte geografiche e dai viaggi di esplorazione.

Geografia = scrittura e descrizione della terra.

Questa equazione secca sembra esser venuta però un po’ meno con il passare del tempo. Nei secoli la descri-

zione del mondo ha apparentemente seguito un excursus che l’ha portata ad aggiungere informazioni fino a

giungere alla conoscenza totale del mondo abitato, oltre la quale la geografia non sembra aver nulla da dire.

Oggi sembra di aver scoperto tutto. La fine delle scoperte del mondo che appare noto può far pensare che la

geografia abbia perso il suo ruolo di svelare e descrivere paesi lontani. Oltre al fatto che abbiamo scoperto

tutto il mondo, e quindi la geografia non deve più sistematizzare quei dati derivanti dalle scoperte geografiche,

dobbiamo anche aggiungere che la mobilità individuale è tendenzialmente enormemente cresciuta (ciascuno

può muoversi con facilità esponenzialmente cresciuta, per lavoro, per turismo). Ciascuno poi, attraverso mezzi

di comunicazione può raggiungere delle informazioni relative a parti del mondo molto lontani. L’espansione

delle nostre esperienze spaziali è enormemente dilatata, sia essa reale (prendo il volo e raggiungo un posto

lontano), sia essa virtuale (attraverso immagini, video).

Si è quindi incrinato quel monopolio detenuto a lungo dalla geografia di produttrice di immagini del mondo.

La geografia però non è solo scrittura e descrizione della terra, non è elencare fiumi, monti, città… Fare geo-

grafia è avere capacità di interpretazione critica dei fenomeni che si svolgono sulla terra. Nell’Ottocento fare

geografia voleva dire anche elencare corsi d’acqua, altezze delle montagne. Ma già nell’Ottocento si è evoluta

l’idea che non fosse sufficiente un elenco per comprendere. L’elenco serve per descrivere. Bisogna però anche

spiegare, non è sufficiente descrivere. 1

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L’espansione delle nostre esperienze spaziali impone la necessità di avere strumenti critici per spiegare e com-

prendere la terra. Proprio perché potenzialmente conosciamo tutto il mondo e possiamo avere con i nostri stessi

sensi un’esperienza geografica di un paese lontano, abbiamo bisogno di strumenti critici per poter comprendere

quello spazio terrestre. C’è quindi ancora più bisogno di fare geografia per saper usufruire dello spazio alla

nostra portata con consapevolezza. Si deve poter usufruire di uno spazio sapendo perché quello spazio è fatto

così e perché lì vi sono alcune situazioni antropiche che non si trovano da altre parti.

La nostra capacità di muoverci e di agire nello spazio terrestre dipende dal grado di efficacia delle nostre

rappresentazioni spaziali, dalla nostra intelligenza geografica, dal nostro possesso di strumenti critici che ci

permettano di capire e dominare il mondo in cui viviamo.

Un elenco di luoghi non permette di capire i caratteri di quei luoghi. Non basta elencare luoghi e fatti naturali

di quei luoghi per comprendere le relazioni tra i due elenchi. La geografia è quella scienza che consente di

capire le relazioni tra l’ambiente e le comunità che si insediano in quell’ambiente.

La geografia fatta di elenchi non è geografia, è tassonomia, elencazione.

Fare elenchi senza accompagnarli a spiegazioni vuol dire, in tanti casi, produrre stereotipi.

Le realtà geografiche non sono mai fisse e immutabili, sono sempre in continuo mutamento e divenire. La cosa

peggiore da fare è fissarsi su un elenco o su uno stereotipo acquisendolo come eterno ed immutabile. La geo-

grafia insegna che la relazione uomo-ambiente genera sempre dei cambiamenti in entrambe le direzioni.

La geografia non è la cultura generale. Fare geografia è capire per esempio la funzione delle province italiane,

la funzione che hanno avuto, il motivo e il momento della loro creazione, il motivo per cui oggi vogliono essere

cancellate, qual è la portata della loro cancellazione.

Fare geografia vuol dire capire per quale motivo un paesaggio è minacciato, capire perché il paesaggio (come

ogni altro bene dell’uomo) deve essere preservato. Bisogna comprendere come le nostre azioni (politiche,

individuali…) contribuiscano al mutamento o al mantenimento di un dato ambiente.

Queste reti di relazioni nella società contemporanea sono complesse e richiedono analisi complesse da parte

nostra.

In passato la maggior parte del nostro apprendimento spaziale avveniva all’interno di spazi circoscritti, di

prossimità spaziale. Oggi l’apprendimento spaziale è fortemente cambiato e distanze e prossimità spaziali di-

ventano relative.

La distanzia geometrica tra due luoghi non è l’unico riferimento di cui tener conto nell’analisi della relazione

tra due luoghi. Si possono usare e tener presenti tipologie di distanza relative, come la distanza tempo

(km/tempo), la distanza costo, la distanza relazionale e molte altre su cui si tornerà. Due luoghi possono avvi-

cinarsi considerando la variabile del costo o quella del tempo rispetto alla distanza geometrica.

Le nostre esperienze spaziali dipendono da tanti fattori. Le nostre esperienze spaziali non dipendono più dalla

prossimità spaziale. Sull’analisi e identificazione delle relazioni e interazioni che connettono i fenomeni reci-

procamente nello spazio della superficie terrestre. martedì 2 marzo 2021

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La geografia è scienza delle relazioni spaziali e delle relazioni spaziali scalari.

Le stesse relazioni lette a scala globale, locale e micro-locale possono darci risposte diverse. Le risposte delle

indagini sono differenti a seconda della scala di riferimento.

Il punto di partenza è il riconoscimento del territorio come risultato di un’impronta evolutiva impressa

dall’uomo. Il territorio così come lo vediamo è il risultato di processi di lunga durata dell’azione umana in

continuo dialogo con l’ambiente.

Gli stessi fenomeni che il demografo analizza in quanto tali, il geografo li analizza sempre in rapporto con la

componente ambientale.

Il territorio è risultato dell’azione umana in continuo dialogo con l’ambiente. La geografia analizza le diverse

scale, il globale ed il locale.

La geografia umana è studio di carattere connettivo, che riguarda tutto ciò che sulla superficie terrestre entra

in relazione con la vita umana.

Bisogna possedere il linguaggio specifico della geografia. La carta geografica non sarà più la “cartina” ma sarà

la carta geografica.

La geografia, pur avendo perso il monopolio della trasmissione dell’immagine del mondo, ha per compito il

rivitalizzare un sapere spaziale spesso atrofizzato che ci è utile anche in ragione di quella dilatazione degli

spazi che possiamo conoscere in maniera autonoma. Proprio perché da soli, attraverso informazioni e viaggi,

possiamo incontrare spazi che non erano alla nostra portata fino a qualche generazione fa, allora tanto più è

necessario possedere gli strumenti critici per l’interpretazione del mondo. La scienza geografica offre strumenti

importanti per interpretare le modalità secondo le quali si organizzano nello spazio le interazioni tra ambienti

naturali e umani.

La geografia si pone domande su come avviene l’organizzazione spaziale. La domanda però non è fine a se

stessa. La geografia ha delle ambizioni relative alla sfera applicativa. La geografia può offrire delle sollecita-

zioni e degli strumenti importanti nell’ambito della pianificazione e della gestione dei territori. La geografia

permette di offrire spunti per la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale e paesistico.

In qualsiasi paese europeo che non sia l’Italia al tavolo della pianificazione del territorio ci sono sempre dei

geografi.

La geografia insegna a pensare nell’ottica delle relazioni e non delle emergenze. La geografia fa interagire i

fenomeni che le altre discipline studiano singolarmente.

Cfr. l’istituzione della Società Geografica Italiana.

La società Geografica italiana, con sede in Villa…. a Roma, pubblica il bollettino della Società geografica

Italiana, una delle principali riviste scientifiche geografiche d’Italia.

Accanto alla Società Geografica Italiana abbiamo l’AGEI, Associazione dei Geografi Italiani. Essa lavora

secondo gruppi di lavoro specifici. 3

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Altra associazione è l’AIIG, Associazione Italiana degli Insegnanti di Geografia. Il sito contiene molte sezioni

utili in campo didattico, facilmente fruibili. È volto alla didattica e all’insegnamento della geografia.

Ciascuna delle associazioni ha un proprio organo di stampa per la pubblicazione.

C’è poi un’associazione con sede a Roma, la CISGE (Centro Italiano per gli Studi Storico-Geografici), che si

concentra sugli studi storico geografici e di geografia storica. Ha un carattere di grande interdisciplinarità.

Che cos’è la geografia e quale campo scientifico definisce?

La geografia è la scienza dei rapporti uomo-natura e società-ambiente.

L’oggetto di studio della ricerca geografica è il territorio come prodotto dell’interazione tra società e ambiente.

Come si colloca la geografia tra le altre scienze nel sistema di conoscenza?

Ciò che distingue la geografia dalla prospettiva adottata dalle altre scienze che si occupano di fenomeni di tipo

geografico è che le altre scienze, con cui la geografia forma un insieme, indagano questi fenomeni in modo

isolato. La climatologia studia il clima, la botanica studia le piante, la sociologia studia le società. Ciò che

studia la geografia è l’interazione tra questi ambiti isolati.

Se le altre scienze studiano i cerchi del grafico dell’immagine 1.1, la geografia studia le rette che uniscono i

vari cerchi oggetti di altre scienze.

I fenomeni che la geografia indaga sono fenomeni indagati in maniera isolata da altre scienze. La geografia

della popolazione indagherà il territorio come prodotto società-ambiente relativamente al fenomeno della po-

polazione. Abbiamo quindi la Biogeografia, la Geografia della popolazione, la Geografia agraria, la Geografia

delle attività industriali, la Geografia urbana, la Geografia politica. La geografia urbana indaga l’insediamento,

la geografia agraria e quella delle attività industriali indagano le attività economiche. La geografia storica, del

paesaggio e culturale studiano i valori storico-culturali.

La geografia si chiederà sempre “dove?” e analizzerà sempre i vari fenomeni in relazione allo spazio e in

relazione a diverse scale d’indagine. A seconda della scala di osservazione il fenomeno sarà spiegabile e assu-

merà reti di relazioni differenti.

La geografia generale è l’area di integrazione delle geografie specializzate nell’analisi di tutte le componenti

che interagiscono nel rapporto società-natura.

L’obiettivo è quello della generalizzazione e spiegazione per la dimensione spaziale dei fenomeni naturali e

antropici, ovvero per i fatti di localizzazione (dove?), distribuzione, organizzazione e interrelazione nello spa-

zio. Si tratta di porsi delle domande su una cosa che abbiamo sempre davanti ai nostri occhi ma rispetto alla

quale noi abbiamo di sovente perso la capacità di farci domande. Si tratta di adottare una sensibilità simile a

quella storica. La capacità di osservazione dei fatti geografici è una consapevolezza che manca. È l’intelligenza

spaziale e che va certamente solleticata e rinnovata.

Geografia, scienza che analizza i nessi logici che legano nello spazio fenomeni, fatti e strutture.

La geografia indaga due tipi di relazioni. Le prime sono le relazioni verticali (o ecologiche) che si instaurano

tra un gruppo umano e l’ambiente da esso occupato (un esempio è quello dell’attività agricola, modalità di

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attivazione e sfruttamento delle risorse naturali). È difficile trovare sulla superficie terrestre un ambiente au-

tenticamente naturale. Effettivamente anche i fenomeni di rinaturalizzazione sono originati da un abbandono

umano e quindi c’è di mezzo l’azione dell’uomo. Le seconde sono invece le relazioni orizzontali che si instau-

rano tra diversi soggetti e/o gruppi e/o elementi territoriali situati in luoghi diversi della superficie terrestre.

Questo tipo di relazioni comporta degli scambi (che possono essere detti flussi) di persone, beni, oggetti (flussi

visibili). Relazioni orizzontali per eccellenza sono gli scambi commerciali. Ci sono anche flussi invisibili come

quelli di informazione (internet), quelli turistici (analizzato dai dati e quindi invisibile), quelli di pendolarismo

(studiato anche qui a tavolino sulla base di un dato numerico). L’influenza della città sulla campagna è un

flusso di relazione orizzontale immateriale, per quanto abbia forti implicazioni territoriali.

Le relazioni orizzontali e verticali interessano scale territoriali diverse. Possono essere relazioni a scala locale

(all’interno dello stesso villaggio) ma possono anche essere relazioni tra gruppi lontani a scala globale.

Relazioni verticali e orizzontali danno vita a strutture territoriali (più localizzazioni legate da relazioni oriz-

zontali poggianti su condizioni ambientali) che costituiscono l’organizzazione territoriale (più strutture terri-

toriali connesse da relazioni orizzontali).

Per la comprensione del territorio sono fondamentali anche le relazioni orizzontali.

Un territorio è anche definibile, oltre che come prodotto dell’azione dell’uomo in relazione all’ambiente, come

il risultato del sistema di relazioni verticali ed orizzontali e la geografia è lo strumento dell’analisi territoriale.

Relazioni verticali ed orizzontali danno vita a strutture territoriali.

I sistemi territoriali che si compongono di varie relazioni verticali e orizzontali sono differenti a seconda del

fenomeno che analizzo e leggo.

La rete invisibile che così si delinea collega tutta la superficie terrestre. Quei nodi che sulla superficie terrestre

si connettono con reti invisibili che avvolgono l’intera superficie determinano una rete che non è uniforme ma

che presenta addensamenti e discontinuità (maglie di rete molto fitte e maglie di rete molto larghe; le maglie

della rete non sono uniformi). La geografia indaga p

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Alessandro_Vercelli di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pressenda Paola.
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