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Breve introduzione sul modulo monografico

La geografia storica aggiunge il fattore tempo, come nel tempo le forme si generano, si trasformano si alterano. L'analisi morfogenetica è applicata soprattutto ai paesaggi agrari. Conzen per la prima volta applica questa analisi ai paesaggi urbani, applicando alla geografia storica l'analisi di un paesaggio artificiale come fosse naturale. Elabora concetti sostanzialmente ignoti come quello di landscape, dimostrando come attraverso questo tipo di analisi si possa radiografare un sito urbano non solo per quello che sembra essere ma anche per il percorso metodologico necessario per poter dare un'adeguata pianificazione della città. Introduce un principio: l'analisi geografica può servire non solo per ricerca pura ma anche per intervenire nella pianificazione territoriale attraverso un metodo corretto che tenga conto dell'area su cui si deve intervenire in senso storico.

Che cos'è la geografia?

La geografia è una scienza che ha per oggetto di riferimento i rapporti spaziali, le cose che stanno nel mondo, oggetti costruiti o naturali, che esistono perché si costruiscono dei legami spaziali (nello spazio) tra questi elementi. La definizione antica è la scienza che studia i rapporti tra uomo e natura, o tra società e ambiente, questa è la definizione di sempre della geografia. Se però l'espressione uomo-natura è quella usata, implica che da una parte ci sia la sfera antropica e dall'altra la sfera della natura come due elementi separati che si uniscono a volte. Tuttavia, è anche vero che l'uomo senza ambiente non sopravvive, e quando l'uomo sta nell'ambiente lascia tracce non modificabili.

La definizione moderna è la scienza dei rapporti tra società e ambiente, perché l'organizzazione sociale (la società intera) diventa un elemento fondante (non più solamente l'uomo ecologico). L'uomo diventa società e la natura diventa ambiente.

  • Ambiente: parola geografica che ha cambiato significato nel tempo, prima sinonimo di ambiente naturale. Oggi, un ambiente totalmente naturale è difficile da trovare (anche il bosco è di uso forestale ed è cambiato per la presenza umana o animale). Molti piccoli effetti contingenti cambiano la storia della risorsa naturale, che noi crediamo naturale e che percepiamo come tale, ma che in realtà è stato modificato. Ambiente perciò cambia il significato, diventando un termine polisemico, comprendendo sia il naturale che l’urbano. Oggi è troppo generico e necessita di aggettivi che lo chiariscano: tutto ciò che circonda l'uomo e ha a che fare con esso.
  • Società: oggetto composito che include demografia, cultura, organizzazione sociale, organizzazione del lavoro. Non è una definizione semplice quella di geografia, poiché è una scienza che non ha un unico oggetto, i rapporti tra società e ambiente sono molto vasti. Ad esempio, la geografia fisica è un ramo della geografia che tratta delle relazioni naturali all'interno di oggetti naturali.

Le scienze della natura e dell'uomo sembrano non avere relazioni tra loro, ma la geografia ha la scomoda posizione di unire le due scienze. Un altro aspetto significativo è che è una scienza di rapporti, analizza i nessi che legano nello spazio fenomeni, fatti, spazi e strutture. Se questo è il suo campo di ricerca, allora il suo oggetto è sintetico, cioè è l'insieme, il risultante di una commistione di elementi. L'oggetto della ricerca è perciò una sintesi di elementi.

Geografia, antropologia, etnologia, statistica fino alla fine dell'800 non erano distinte. Noi pensiamo che non abbiano affinità perché il processo di specializzazione ha costruito un sistema di parcellizzazione, definiti in campi da un oggetto e dal suo porsi in rapporto con le altre scienze, ha perciò un suo statuto disciplinare (cioè che fa riconoscere dalla comunità scientifica i limiti di una disciplina).

[Suolo: si forma attraverso pedogenesi e si riferisce a paesaggi agrari]

Territorio, paesaggio, fonti

Oggetto di ricerca della geografia: Territorio

Territorio: porzione definita di spazio geografico, utilizzata e organizzata da una data società. È quindi un mezzo di produzione e riproduzione sociale, esplica cioè delle funzioni, come quella della produzione alimentare, abitativa, sociale, ma anche tutta la complessità degli atti sociali, comprende l'insieme dei luoghi e delle loro relazioni. Il territorio dunque è un prodotto sociale organizzato ed è anche un sistema di relazioni, degli individui tra di loro e tra le parti della società e il territorio (relazione verticale e orizzontale). Il territorio incorpora anche eredità e memorie sia naturali che artificiali, è anche deposito di storia e cultura.

“Porzione definita di spazio geografico, utilizzata e organizzata da una data società”: se nell'età primitiva l'uomo non produceva territorio ma viveva del territorio, con il procedere della storia dell'umanità gli uomini hanno iniziato a piegare il territorio alle proprie esigenze. L'organizzazione del territorio forma degli organismi modificati da un organismo decisionale, un gruppo sociale insediato produce il suo territorio attraverso un'azione territoriale, frutto di un potere decisionale, il gruppo deve poter esercitare un potere su quell'ambiente. Cambia l'ambiente perché cambia la società, più si articola la società più il potere decisionale è meno diffuso. Da una parte un potere decisionale che si esercita anche sul controllo territoriale, all'inizio per volere di pochi poi per volontà diffusa.

La produzione di territorio avviene in 5 fasi:

  • Appropriazione: azione territoriale che si esplica su una porzione di spazio definito e perimetrale attraverso una forma di appropriazione, stabilendo cioè un dominio su quel territorio (geografia politica). Ruolo e significato dei confini come manifestazione della volontà di creazione territoriale attraverso un potere decisionale.
  • Messa in valore: organizzazione indirizzata a sfruttare e organizzare le risorse in ragione di un progetto sociale del gruppo umano insediato, la messa in valore ha a che fare con l'utilizzo del territorio, che tipo di sistema agrario, di produzione industriale, che qualità di infrastrutture e di trasporti?
  • Insediamento: funzione dell'abitare, fa parte della produzione del territorio quello di mettere in opera sistemi di insediamento necessari alla vita del gruppo. (Geografia dell'insediamento: forme e modalità di popolamento di un dato territorio)
  • Scambio: elemento di sviluppo e sopravvivenza della società, scambio di prodotti con aree diverse.
  • Gestione: una volta creato un territorio richiede continuamente di essere gestito, l'organizzazione richiede un continuo management, non è cosa di poco conto perché si prolunga nel tempo e il territorio a un certo punto incrocia la scala temporale. L'assetto territoriale interseca la scala spaziale, perché la società può cambiare in sé e nelle intenzioni verso il territorio, il geografo assiste a una produzione incessante del territorio.

Il territorio non è prodotto una volta per tutte ma si trasforma sempre, la gestione comporta delle operazioni sempre più complesse perché il territorio, una volta cambiato, ingloba il passato, a volte parzialmente lo distrugge, continuamente bisogna ripensare al passato e al presente pensando verso il futuro, più cresce il territorio più diventa un "sistema complesso" con cui dobbiamo fare i conti. Più è complessa la società più sono variegate le intenzionalità verso un territorio. Più la società è omogenea più l'agire territoriale sarà omogeneo, tanto più la società è complessa tanto più sono articolate le esigenze nei confronti del territorio, la gestione diventa più difficile, non è solo mera manutenzione.

Territorio usato dai geografi economici che studiano il territorio in maniera selettiva, per funzioni economiche e produttive, territori come assetti produttivi quindi. Per i geografi storici però il territorio è materia, anche le relazioni vengono studiate nel loro manifestarsi concreto, un geografo quando scende sul campo vede massa territoriale, in altri termini delle forme, una morfologia. Le forme appartengono tanto alla natura quanto agli artefatti, la qualità e la natura delle forme non sono attributi indifferenti del territorio, anche se al geografo economico non interessano, differenze formali e strutturali ci sono e devono essere studiate e risolte.

Quando parliamo di gestione territoriale attuale dobbiamo fare mente al fatto che ciò che andiamo ad organizzare non è una tabula rasa ma è un ritornare da capo non più su un'appropriazione recente ma un territorio che ha una sedimentazione storica, perciò devo fare i conti con la sedimentazione storica che crea problemi complessi, si devono bilanciare due esigenze diverse, una la conservazione della propria storia, l'altra è produrre territorio per il futuro che spesso è inconciliabile con la conciliazione della storia, il punto di conciliazione va trovato necessariamente però. Il concetto di paesaggio è il perno di questa esigenza!

Paesaggio geografico

Concetto chiave dell'analisi geografica. Il geografo non applica il concetto di bello al paesaggio! Fin dalla geografia rinascimentale viene usato il termine di paesaggio, la scoperta del nuovo mondo e del vecchio continente ancora sconosciuti fa sì che il viaggio di scoperta metta l'europeo di fronte a qualcosa che non era assimilabile a ciò che già conosceva. La geografia rinascimentale è un momento di trasformazione della geografia, un momento fondativo della geografia moderna, le nuove scoperte portano a scoprire alterità culturali e geografiche. Necessità di avere categorie logiche per ciò che si descriveva ha indotto a sviluppare una ricerca di categorie logiche nuove, tutto viene descritto e per descrivere ciò che di nuovo vedevano usavano parole conosciute con termini nuovi, facevano di ciò che è noto ciò che è simile, solo alla parola era affidato il compito di descrivere, è da qui che i geografi del primo rinascimento e del '600 hanno cercato di così ore una categoria logica che fondamentalmente spiegasse le differenze che si percepivano. Il concetto di paesaggio attraversa tutta la storia della geografia, eccetto i geografi economici.

Come il geografo deve studiare le forme paesistiche?

  • La spiegazione delle forme non sta nelle forme, nessuna analisi formale mi consente di spiegare esclusivamente le forme, ma bisogna studiare le forme in quanto incorporano strutture territoriali, le quali a loro volta rimandano a processi di formazione.
  • Forme simili sono prodotte da processi diversi, processi simili possono generare forme diverse. Se io non vado a vedere ciò che sta dietro alla forma possono notare cose in comune ma il processo potrebbe essere diverso. Per capire un paesaggio in quanto forma non basta che io descriva le forme, per trovare una spiegazione devo ricorrere allo studio dei processi che hanno generato quelle forme, l'analisi morfogenetica.

Il paesaggio è sempre stato prevalentemente considerato paesaggio rurale. Lucio Gambi: negli anni '60 in Italia fu contributore della rielaborazione del concetto di paesaggio non solo come tutto ciò che è visibile, ma inducendo a considerare l'idea di paesaggio come risultato di un processo precedente. In "Critica ai concetti geografici di paesaggio" del 1961, Lucio Gambi afferma che ciò che vedo non ha una spiegazione in sé, va fatta una vera e propria radiografia, per vedere ciò che non si vede. Per esempio un parcellare a maglie ortogonali in Italia, può essere prodotto da un processo di centuriazione romana conservata nel corso del tempo. In Giappone posso osservare un disegno simile ma che non ha a che fare con la centuriazione romana ma con la divisione Iori del territorio. Nel caso alpino devo ricorrere a un'indagine diversa, che devo fare negli archivi e non posso fare sul terreno, perché su quel territorio non c'erano le persone.

Per la pianificazione territoriale il concetto di paesaggio è fondamentale, perché nell'attualità non si può conservare tutto. Il paesaggio in ogni momento della storia ha tante storie contemporaneamente, ad ogni momento hanno un esito, il paesaggio ha una scala sincronica, ogni momento si sovrappone e si affianca a un altro.

Beni culturali

Eritage in inglese, eredità, la trasmissione del patrimonio da generazione a generazione. Configurazione del territorio: Come identifico un territorio? Concetto di scala.

In cartografia

La scala è il rapporto tra due punti nella scala e nel territorio, elemento fondamentale della carta geografica. La carta è la rappresentazione astratta e simbolica in scala della realtà, non può essere la realtà, la geografia che fa del linguaggio privilegiato la carta è preparata a fare una critica della carta.

La scala della ricerca geografica è l'ampiezza del terreno di ricerca, non c'è una scala privilegiata della ricerca geografica, così come su una carta a seconda della scala si vedono o no certi elementi, così se devo cercare una cosa nella realtà dovrò adottare la giusta scala.

Le fonti

Le fonti sono un ambito di ricerca molto importante per il geografo, esistono:

  • Delle fonti primarie, cioè dei dati, dalle fonti statistiche alle fonti d'archivio o al terreno stesso esaminato con metodi archeologici.
  • Delle fonti secondarie o bibliografie cioè dei saggi precedenti che hanno utilizzato delle fonti primarie a loro volta, è già un'elaborazione delle fonti primarie. Ogni fonte va messa sotto vaglio critico, il procedimento si chiama esegesi delle fonti, cioè l'incrocio di fonti diverse.

Organizzazione del territorio e storia della geografia

Assetto geomorfologico

Riguarda l'ambiente naturale. Paesaggio e territorio: il territorio è analizzato dal punto di vista metodologico più sul fronte delle funzioni, mentre il paesaggio è la forma del territorio. Ed è una forma data da un insieme di forme diverse, se proviamo a scomporre elementi di osservazione che mettiamo in campo: elementi naturali e elementi antropici.

Elementi naturali

Configurazione morfologica, reticolo idrografico, clima, natura del suolo.

Elementi antropici

  • Elementi materiali come insediamento nelle forme e nelle strutture, forma dei campi, i modi di utilizzazione del suolo, scelte colturali e tecnologie agrarie, infrastrutture viarie e produttive, relitti territoriali.
  • Elementi immateriali come forme di conduzione agraria (affittanza, mezzadria, piccola proprietà a conduzione diretta), importanza del ruolo delle strade, influenza urbana e relazione campagna-città, credenze religiose (culti solari in civiltà antiche hanno portato a distribuire elementi del paesaggio in relazione al sole). Nello Yorkshire i campi venivano sistemati in openfield secondo la rotazione solare, atteggiamenti psicologici (atteggiamento che una società ha nei confronti della terra e della società, nella differenza tra sistemi a campi chiusi e campi aperti per esempio, i quali non sono iscritti in natura ma cesellati nella storia, i campi aperti hanno un sistema psicologico collettivo alla base, i campi chiusi un aspetto più individualistico della società che li crea).

Relitto territoriale: ciò che la storia ha lasciato in ingombro dal passato. Non necessariamente solo segni della storia passata, non solo resti archeologici, ma anche cose comuni; possono avere un valore storico culturale oltre che un valore venale, e viceversa, possono avere un valore venale ma comunque importanti in termini di azione umana su quel determinato relitto. Ci sono perciò relitti aulici architettonici o meno ma che in ogni caso costituiscono quello che c'è sul territorio e che la generazione che arriva deve rispettare. Questi elementi compongono insieme il paesaggio, il paesaggio è la risultante di rapporti e relazioni tra questi elementi che si relazionano tra loro.

Territorio: produzione sociale in tutte le sue parti, il territorio si produce incessantemente, qualsiasi territorio tende a uno stato di equilibrio ma è soggetto a mutamenti a partire dal territorio stesso, risulta essere la sua propria materia prima! La fase iniziale è l'esercizio di un potere decisionale, parte dalle conoscenze per giungere alla pratica, la produzione di territorio sempre più diventa una questione da tecnici, gli enti territoriali hanno potere decisionale. Un potere decisionale non lobbistico territoriale è quello delle imprese (geografia dell'industria, le industrie hanno fattori di localizzazione con interesse specifico e strutturazione dello spazio).

Se si studiano territori diversi si hanno differenze paesistiche diverse, che però devono rispondere a una certa organizzazione territoriale che si deve organizzare sulla base della:

  • Gravitazione
  • Distanza
  • Aggregazione
  • Dispersione
  • Localizzazione

Fattori che devono essere tenuti in conto per il posizionamento di un'industria, piuttosto che di un'abitazione, per fare un intervento di modificazione o costruzione ecc.

Gravitazione: un'area per esempio il cuneese è un'area di maggior...

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher __Cecy_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Sereno Paola.
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