Facoltà di economia - Tesina finale
Seminario professionalizzante: "Il turismo golfistico"
Responsabile: Prof.ssa Cirelli
Il turismo golfistico
Non esistono delle fonti ben definite che attestino una data ed una nazione della nascita del golf. Alcuni dicono che abbia avuto inizio nel Medioevo, con i pastori che con i loro bastoni facevano rotolare su e giù per le colline dei sassi cercando così di far passare più velocemente le ore mentre guardavano le pecore. Altri invece sostengono che il golf veniva giocato in Inghilterra verso la metà del XIV secolo. Forse il più probabile precursore è stato il vecchio gioco olandese del kolf, che veniva praticato verso la fine del XIII secolo, come è documentato in alcuni dipinti di paesaggi olandesi del XVI secolo. I "golfisti" di quei tempi lo praticavano nei campi, usando un bastone e una palla che doveva colpire dei bersagli, solitamente delle porte o degli oggetti specifici.
Fu però in Scozia che il golf ebbe i suoi primi, veri seguaci. A causa della continua diffusione nel 1457 Giacomo II, con un atto del parlamento, bandì sia il golf sia il calcio, perché interferivano con la pratica del tiro con l'arco, passatempo e sport molto gradito da quest'ultimo. Furono quindi gli archi e le frecce che tennero lontani gli inglesi dalla Scozia. Il gioco quindi continuò ad essere praticato soltanto in Scozia, imitando forse il vecchio precursore olandese, fintanto che Giacomo VI di Scozia divenne anche re d'Inghilterra e introdusse questo gioco nel sud. A Blackheath, oggi Royal Blackheath, a sud di Londra, i nobili scozzesi costruirono un campo di sette buche, in modo da poter continuare a praticare il loro sport preferito.
I primi campi scozzesi assomigliavano molto poco ai campi dei giorni nostri. I percorsi erano del tutto naturali, pascolo delle pecore e dei conigli. Non c'erano dei veri e propri punti di partenza (tee); i giocatori si limitavano semplicemente a mettere la pallina a pochi centimetri di distanza dalla buca precedente. La voglia di giocare era sempre maggiore, terreni pubblici vennero utilizzati come campi da gioco. Muri e fossati facevano parte del gioco, e spesso i giocatori si mescolavano con altra gente, che a sua volta si dedicava ai passatempi preferiti – come corse di cavalli, cricket o semplicemente dei pic nic.
Per farsi largo su questi terreni e per tenere d'occhio le palle si servirono dei "caddie", i cadetti, la loro funzione era quella di facilitare il regolare svolgimento della partita. Nel 1744 l'associazione nota con il nome di Gentlemen Golfers of Leith, successivamente rinominata Honourable Company of Edinburgh Golfers, redige le prime regole. Nel 1754 viene fondata la Society of Saint Andrews Golfers oggi nota con il nome di Royal and Ancient Golf Club di Saint Andrews, che tuttora pubblica le regole ufficiali. Nel 1764 il percorso di St. Andrews viene ridotto da 22 a 18 buche stabilendo il numero di buche per un giro convenzionale ancora in vigore ai giorni nostri.
La leggenda narra che quando nell'antichità si volle stabilire il numero delle buche per il giro convenzionale, un anziano socio del golf club di Saint Andrews affermò che la boccetta di whiskey, che portava nella sua sacca da golf, gli bastava per solo 18 sorsi prima di essere brillo.
Regole
Il golf è uno sport disciplinato con numerose regole, apparentemente complicate: dovendo prevedere varie situazioni di gioco (su cui influiscono morfologia dei campi, situazioni ambientali, vantaggi assegnati ai giocatori (i cosiddetti "handicap"), materiali a disposizione, tipi di competizione) le regole del golf sono aggiornate e pubblicate con cadenza quadriennale a cura di enti preposti ("Governing Body"): per l'Europa è il Royal & Ancient Golf Club of St. Andrews (R&A), in Scozia; per l'area americana la United States Golf Association (USGA).
La regola fondamentale è citata sul retro del libro delle Regole del Golf: Gioca la palla come la trovi. Gioca il campo come lo trovi. Se non puoi fare l'una o l'altra cosa fai quel che è giusto, ma per sapere ciò che è giusto devi conoscere le Regole del Golf. L'importanza di conoscere le regole per un giocatore di golf è massima: si tratta probabilmente dell'unico sport in cui ognuno è arbitro di sé stesso, e quindi onestà e rispetto devono far parte del bagaglio di ogni golfista. Inoltre, esistono procedure da seguire per non incorrere in penalità o semplicemente per sfruttare a proprio favore determinate situazioni. Ecco perché è richiesto un esame delle regole, da sostenere presso uno dei circoli riconosciuti dalla Federazione.
Durante lo svolgimento delle gare ufficiali, più che dei veri e propri arbitri ci sono degli osservatori. Ogni concorrente è tenuto in pratica ad autocontrollarsi. In caso di controversie, ci si appella ad un apposito comitato, il cui scopo principale è quello di far sapere ai giocatori cosa prevedono le regole nel caso specifico. La maggior parte delle regole indica come comportarsi nei casi particolari, come per esempio nel caso la palla finisca in un Ostacolo d'Acqua, o finisca fuori dai limiti del campo. Ma non mancano regole destinate a scoraggiare il gioco lento, che anzi si vanno man mano inasprendo con l'aumentare dei praticanti: ad esempio giocare una palla "provvisoria" quando è probabile che si sia persa la propria, onde evitare di perdere tempo nella ricerca.