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Geografia economico-politica - turismo golfistico - Tesina Appunti scolastici Premium

Tesina descrittiva di Geografia economico-politica sul turismo golfistico. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: la nascita del “ golf ”, regole , un colpo dal tee di partenza, regole di base, il golf nel mondo e in Italia, golf club il Picciolo, Golf Club Le Madonie.

Esame di Geografia economico politica docente Prof. C. Cirelli

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28%

Quantità e qualità dei percorsi 28%

Presenza di altre attrazioni

. Le aree del Mediterraneo per i nord europei rappresentano, quindi, le mete favorite più prossime e

comode in grado di garantire soprattutto nei periodi invernali le migliori condizioni per il gioco.

Se non è ancora uno sport di massa in Italia, il golf sembra sulla strada per diventarlo.

L'aumento di tesserati nell'ultimo decennio è stato costante, a ritmo di 3-5˙000 l'anno, con un picco di

oltre 7˙600 tra il 2006 e il 2007, quando si passò da 84˙117 a 91˙791.

L'aumento di quell'anno si ebbe grazie all'idea dei vertici federali di permettere il “Pay and pay” ovvero

il tesseramento libero, cioè non legato all'appartenenza a un club.

Ma i dati che fanno pensare a un vero radicamento di questo sport, non legato a mode momentanee,

sono quelli dei praticanti juniores e anziani. Nel 1986 i ragazzi erano 2˙307, nel

2008 sono stati oltre il quadruplo, 10˙223, di cui 5˙311 con meno di 12 anni e 4˙912 nella fascia 13-18

anni.

Gli over 50 sono 41˙567, di cui 7˙792 hanno più di 70 anni.

Il che è l'ennesima dimostrazione del fatto che questo sport, ha effetti positivi sulla salute e la longevità

– come testimonia anche una ricerca effettuata su 300˙000 golfisti scandinavi da cui risulta che la loro

aspettativa di vita rispetto ai non praticanti è di 5 anni superiore.

Tali benefici ne gode maggiormente il sesso femminile.Golf e donne è «Un binomio fantastico» .

Nel golf infatti la forza fisica non fa la differenza. «Il golf è sensibilità, strategia, concentrazione,

eleganza, intuizione. Tutte doti femminili».

Alle donne poi il golf fa bene: tonifica cosce e gambe, lavora sugli addominali e sui polsi. Con il golf

si dimagrisce, fa bruciare come una faticosa passeggiata di 10 km in montagna!

Inoltre i principi tecnici che regolano lo swing e il gioco femminile, sono assolutamente gli stessi di

quelli maschili. Le donne (e non tutte) hanno minore forza fisica e resistenza e ci sono alcuni

accorgimenti che possono aiutarle. Sia tecnici, sia di attrezzatura, sia di postura.

Ma non è tutto. Secondo la rivista americana Golf for Women sono circa 2 milioni le donne (manager e

libere professioniste) che negli USA giocano a golf, da un sondaggio risulta che:

• il golf aiuta a sviluppare relazioni lavorative (78%)

• la correttezza sul campo da golf equivale a una correttezza sul lavoro (79%)

• il golf aiuta ad assumersi dei rischi (52%)

• si concludono affari sul campo o nei circoli da golf (22%)

• sul campo da golf si conoscono meglio le persone (79%)

In Europa le golfiste sono circa un milione e in Italia circa 22.000, proprio nel nostro paese nel 1994 è

nata l’Italian Lady Golf Association, che si propone di promuovere la disciplina, creare legami tra

golfiste italiane e straniere e promuovere attività ricreative e sociali per tutte le golfiste associate senza

distinzioni di età atletico.

Il nostro Paese e le regioni più meridionali hanno tutte le carte in regola per sviluppare e contendere

questo turismo sportivo agli alri Paesi del Mediterraneo .

I 300 campi italiani, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia ,costituiscono una ottima base di partenza per

completare il viaggio sportivo con gli itinerari turistici culturali ed enogastonomici delle Regioni

Italiane.

La Lombardia è la regione che possiede più impianti, sono 56 i campi e tra i più prestigiosi sia per le

gare e i tornei che vi si svolgono, che per i contesti particolarmente affascinanti come i Campi delle

località del Lago Maggiore o ancora il Circolo di Bergamo l’Albenza con le buche sopraelevate, i filari

d’alberi, i ruscelli e i laghetti.

In Toscana sono 34 gli impianti ed è proprio a Firenze che nasce la tradizione del gioco del Golf in

Italia con il Florence Golf Club la prima associazione golfistica italiana fondata nel 1886.

Nel Lazio gli impianti sono 24 concentrati in provincia di Roma e a Roma città si può organizzare una

incredibile miscela fatta di sport e cultura nel circolo centenario dell’Acquasanta circondati dalle rovine

dell’antico acquedotto romano.

Al sud è possibile giocare tutto l’anno grazie al clima e alle giornate di sole che superano quelle della

altre regioni italiani.

Le isola maggiori sono state le prime a dotarsi dei campi da golf. La Sardegna possiede due strutture di

primordine: l’impianto di Is Molas a 27 buche vicino Cagliari e, a nord, l’esclusivo Club del Pevero nel

cuore della Costa Smeralda.

E' con il golf che la Sicilia aggiorna la propria offerta. Con i percorsi che già ci sono e con quelli che

stanno per nascere. La crescita golfistica potenzia l’offerta turistica della Sicilia già ricca di un

patrimonio storico-culturale apprezzato in tutto il mondo. In linea con la richiesta del mercato la

Regione ha elaborato un piano ambizioso che grazie a importanti investimenti regaleranno tanti nuovi

percorsi.

Le presenza delle r :

 Risorse base ( naturali: clima,temperature)

 Risorse differenziate ( paesaggio variegato: es. etna, mare..)

 Risorse culturali ( Barocco)+ Risorse tangibile ( calore siciliano);

ha permesso lo sviluppo e la crescita del turista golfistico!

Il turista golfistico puo’ essere classificato secondo diverse categorie:

-l’eta’

-le capacita’

-durata del viaggio

-la cultura

-grado di passione ( categoria maggiormente rappresentativa).

Per questa varieta’ di turisti si è cercato di studiare nel dettaglio chi è il golfista?Cosa vuole?

L’obiettivo è quello di arrivare a una proposta turistico-golfistica di interesse internazionale che,

sommandosi ai privilegi ambientali e naturali dei quali la nostra bella isola si può fare vanto, al suo

prezioso patrimonio storico-culturale, ai suoi gioielli architettonici, porterebbe la Sicilia a identificarsi

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come meta di un turismo ‘tutto l’anno’ che potrebbe mettere in ombra altre mete europee .

Dopo un’analisi dettagliata, oggi la scelta di un itinerario in Sicilia spazia in un ventaglio estremamente

ricco di proposte diversificate per ogni tipo di richiesta, anche la più esigente.

Che sia per un weekend o per una settimana, o per una vacanza più lunga, la regione propone soluzioni

che toccano vari interessi e che meritano attenzione sotto tutti i profili. Perché non partire per esempio

da quello gastronomico che in questa regione si identifica nell’esaltazione dei profumi e dei sapori

della terra e del mare, composti in piatti principi della cucina mediterranea.

L’importanza del passato trova ulteriore e forte conferma negli altri innumerevoli volti della Sicilia che

convergono in un patrimonio storico, culturale e architettonico .

Ogni angolo, riserva e rivela tesori inaspettati, unici al mondo, testimonianza della nostra storia, e

patrimonio per sempre del nostro futuro.

Oggi in Sicilia si respira l odore dei green.

Nel giro di pochi anni, l’attenzione che la Regione ha rivolto al golf ha fatto registrare una crescita di

tutto rilievo in questa direzione. Così, dal percorso storico del Picciolo, nato nel 1988, la proposta si è

allargata con la nascita nel 2004 del golf Club Le Madonie.

Golf Club Il Picciolo

Il Picciolo Golf Club, il primo campo da golf a 18 buche in terra siciliana, è collocato in un anfiteatro

naturale sul versante settentrionale della montagna, all’interno del Parco dell’Etna, tra i comuni di

Randazzo, Linguaglossa e Castiglione di Sicilia.

Le buche, disegnate all’interno della scura pietra lavica residuo dell’eruzione del 1916, sono un

progetto dell’architetto Luigi Rota Caremoli, unico italiano a essere ammesso all British Golf Course

Architects, che ha saputo sfruttare al meglio i 44 ettari di terreno collinare e gli ostacoli tecnici sono

così ben inseriti nel contesto da far pensare ad un tracciato del tutto naturale.

Uno dei vantaggi del Picciolo è che si può giocare tutto l’anno: in inverno il terreno non gela e in estate

i 650 metri di quota e la vicinanza del mare, che è a circa 30 chilometri, addolciscono il clima che

altrove brucia l’isola.

Il merito dei promotori, è stato quello di aver saputo in pochi anni trasformare un vecchio fondo,

coltivato a noccioleti e vigneti, in un campo di golf emozionante che segue le naturali ondulazione del

terreno.

Le prime buche attraversano il vecchio noccioleto, poi si procede fra gruppi di ginestre, forsizie e ciuffi

di margherite fino ad arrivare alla zona dove il terreno vulcanico diventa protagonista.

Le ultime buche terminano proprio davanti alla club house. Dalla terrazza della grande casa rosa,

colore tradizionale delle ville padronali situate alle falde del vulcano, la vista spazia verso la cime scura

di lava e il verde dei monti Nebrodi.

Intorno si adagiano i vigneti che rendono famosa questa zona con la produzione di un vino che si fregia

dell’appellativo di Etna D.O.C.

Nella ristrutturazione della club house, si è voluto utilizzare esclusivamente materiali locali: castagno

per le travi a vista e le porte, pietra lavica lavorata in lastre per i piani delle scale e i portali, cotto per le

pareti e i pavimenti, ceramica di Erice per le decorazioni, ferro battuto forgiato a mano per i corrimano

e le lampade. Divani verdi e scozzesi dividono gli spazi adibiti alla conversazione.

Il ristorante è stato ricavato dal vecchio palmento, il locale dove l’uva veniva pigiata e messa a

fermentare, e di cui rimane ancora, come elemento decorativo, un elemento, un enorme torchio.

I piani superiori sono stati destinati alle tredici camere, semplici ma in armonia con l’ambiente e

arricchite da particolari ben curati, ad iniziare dalle porte color verde acqua per arrivare alle testate dei

letti realizzate in legno massello. Tutte le stanze hanno un balconcino o una terrazza panoramica dove

affacciarsi per ammirare le falde dell’Etna e il campo di golf.

Golf Club Le Madonie

Tra i monti del parco naturale delle Madonie ed il golfo di Cefalu´, su un pianoro impreziosito da una

estesa coltivazione di ulivi saraceni, aranci, limoni, mandorli e carrubi, sorge il complesso ´Le Madonie

Golf Resort´.

Al suo interno convivono, in stretta e rispettosa simbiosi con l’ambiente circostante, il tracciato

golfistico con la Club House e 32 ville disseminate al margine del percorso. Inoltre, è in allestimento il

Resort 5 stelle con le sue 71 camere doppie e le sue 16 junior suites e 3 suites.

Dal 2008 direttore del club è Fabio Bensaya.

Efficacia e comunicazione sono le componenti necessarie per avere un vantaggio competitivo nei

confronti di tutti gli altri club.

Lo staff di tutti i settori dell’impianto,deve essere organizzato e formato efficacemente per la

soddisfazione del cliente.

Vendere un servizo-prodotto in MODO MIGLIORE IN MISURA MAGGIORE fidelizzando chi gli

intessa.

Oltre alle 18 buche del golf club Il Picciolo e del golf club Le Madonie e i campi pratica di Pantelleria

e Villa Airoldi (Palermo), altri impianti sono in fase di costruzione o hanno concluso la progettazione.

Donnafugata

Nelle vicinanze di Ragusa, nel pieno Barocco Siciliano ed in prossimità delle spiagge che si affacciano

sul Canale di Sicilia, dove Gary Player e Franco Piras hanno disegnato due campi da 18 buche, per

conto del gruppo spagnolo NH Hotels in una struttura che prevede circa 240 stanze, in un grande

complesso alberghiero e congressuale. Il disegno di Franco Piras si traduce in un bel links di stampo

mediterraneo, con molti bunker. Quello di Gary Player sarà invece piu’ ondulato con una ricca

vegetazione, soprattutto tanti alberi di ulivi e carrubi.

Verdura

In una contrada della nota località balneare e termale di Sciacca sono stati avviati i lavori per la

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Novadelia di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economico politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Cirelli Caterina.

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