Geografia economica
Appunti lezioni Soriani (Ca’ Foscari)
Fasi della geografia nel tempo
Geografia fisica (fino al '700)
Tendeva a rappresentare nelle mappe fiumi, linee di divisione di bacini idrografici. Viene anche chiamata geografia di stato, in questo caso il geografo è un funzionario dello Stato con il compito di gestire ed analizzare censimenti, in modo tale da poter presentare al sovrano gli opportuni inventari delle risorse disponibili nel proprio paese e nelle proprie colonie. Nasce quindi un certo rapporto tra geografia e colonialismo molto stretto, tanto che esisteva anche la figura dei geografi pratici, i quali ricoprono una carica militare.
Geografia dello Stato ('800)
La geografia non è più di stato, ma dello stato, non serve più il governo nazionale, bensì ambisce ad essere una geografia scientifica, la quale tende a spiegare perché gli stati nascono o muoiono e a fornire delle leggi universali di formazione degli stati. Il geografo è uno scienziato (statista), non si occupa di inventari, ma studia l’evolversi degli stati. L’ottocento era il periodo del positivismo scientifico: le scienze tendono a dare delle teorie generali, dei modelli teorici. In questo periodo i modelli prevalenti sono quelli sulla biologia della terra e quello di Darwin sull’evoluzione.
Teoria organica dello Stato
Friedrich Ratzel fonda la geografia scientifica. “Lo stato è come un organismo, tende a crescere e crescendo mangia i propri vicini”, i confini in questo contesto sono dei confini mobili, che cambiano. Il mondo pensato da Ratzel è un mondo conflittuale, c’è competizione tra gli stati, c’è un rischio elevato. Questa teoria porterà nel ventesimo secolo la visione del nazional socialismo di Hitler in Germania.
Pensiero determinista e paradigma possibilista
Pensiero determinista (1° paradigma), pensiero secondo il quale le società evolvono sulla base delle condizioni naturali, ovvero la natura condiziona in maniera forte l’organizzazione territoriale (società ed economia). La geografia fisica cerca di spiegare le caratteristiche economiche di un certo territorio.
Paradigma possibilista (2° paradigma) '900:
- Filone francese. Il pensiero si sviluppa in Francia intorno agli anni 20, periodo di importanti storici. La natura non viene più vista come fattore rigorosamente influenzante la società, ma come fattore che offre delle possibilità; contano di più la cultura e la tecnologia e come le società umane decidono il proprio rapporto con l’ambiente fisico. L’obiettivo non è creare dei modelli generali, bensì comprendere le specificità dei luoghi. Es. perché Sardegna e Albania non pescano? Incide il rapporto culturale con l’ambiente, che ha portato a sviluppare più l’agricoltura e l’allevamento.
- Filone nordamericano. La geografia viene vista come scienza dell’organizzazione spaziale dell’economia: modelli economici, analisi di casi per verificare la teoria generale. È una visione molto simile a quella dell’economia regionale odierna. Si tratta di un pensiero molto modellistico.
Oggi la geografia tende a spiegare la diversità della Terra, a considerare gli approcci di politica locale ed è molto attenta alle dimensioni economiche.
Diversità
- Multiforme
- Di forme economiche
- Di rapporti tra città e campagna (organizzazione economiche)
- Ambientale
- Religiosa e Culturale
Elementi fondamentali della geografia economica odierna
-
Studio delle relazioni che legano oggetti sulla Terra. La geografia si occupa sicuramente di città (geografia urbana), ma il punto chiave è che l’approccio della geografia tende a studiare le città in base alle relazioni che ha con la natura circostante e con altri oggetti influenti.
- Relazioni verticali, legati all’ecologia e alla cultura, cioè come le risorse presenti sul territorio e la cultura influenzano l’economia e le caratteristiche di un posto.
- Relazioni orizzontali, relazioni di scambio, si legano luoghi diversi, oggetti diversi. Scambio che può essere di persone (turisti, studenti, uomini d’affari), di merci (investimenti), di informazioni (nelle piattaforme digitali, sistemi di prezzi e borsa valori).
- Spazio geografico, insieme di tutte le relazioni che legano oggetti diversi tra di loro, si tratta di un modello astratto. Deriva dal filone nordamericano.
- Spazio geoeconomico, sottoinsieme dello spazio geografico, comprende solo le relazioni di tipo economico. Esempio: prezzo del petrolio incide sulle relazioni verticali di molti posti del mondo. In Arabia c’è tutta un’economia basata sul petrolio, mentre nell’Artico il petrolio non viene toccato perché difficile e costosa l’estrazione. Se il costo di estrazione dell’Arabia Saudita aumentasse (variazione delle relazioni verticali) probabilmente diventerebbe conveniente anche l’estrazione in Artico. Unconventional Idro Carbon. più il prezzo del petrolio aumenta più è conveniente utilizzare giacimenti diversi con modalità di estrazione complessi.
Termini importanti
Territorio
In particolare, rapporto tra locale e globale, come si condizionano a vicenda.
Posizione
Essere in un posto piuttosto che in un altro ha un ruolo economico fondamentale.
- Economie esterne, vantaggi legati al dove un attore opera, non dipendono quindi dalla bravura di un soggetto, ma dallo spazio in cui è collocato. La localizzazione produce vantaggi (economie esterne) o svantaggi (diseconomie esterne).
- Le economie esterne hanno origine
- dal mercato (economie di agglomerazione, posizione rispetto ad altre imprese e all’atmosfera economica presente);
- dalle economie di urbanizzazione (localizzazione rispetto alle città).
- Un ruolo essenziale è quello dello Stato e della spesa pubblica per investimenti, la quale determina la qualità dei servizi e delle infrastrutture.
- Valore del suolo, originato per lo più dalle economie esterne (il costo di un bar in un paesino è diverso da un caffè in piazza San Marco).
Regione
Insieme di luoghi contigui con caratteristiche comuni o relazioni preferenziali, distinguibili da altri insiemi di luoghi. Si tratta di una categoria analitica (teorica) inventata dalla geografia per spiegare la diversità dei luoghi. Il termine regione può essere visto in tanti modi:
- Politico (come spazio di esercizio di un potere)
- Naturale (come i bacini idrografici: regione del Po, del Reno o del Danubio)
- Climatico (come la regione atlantica)
- Economico
- Regione formale (o omogenea), insieme di luoghi continui la cui caratteristica è condividere un tratto economico comune, ad esempio una specializzazione. Es. specializzazione economica produzione di vino in Borgogna, Francia; regione industriale; regione mineraria; regione turistica.
- Regione funzionale, regione nella quale i luoghi sono tenuti assieme da relazioni orizzontali (scambio di merci, informazioni e persone) molto forti. La regione funzionale per eccellenza è la regione del pendolarismo giornaliero, ovvero la regione che ha una rete di luoghi che confluiscono tutti verso un polo centrale, c’è quindi una relazione molto forte con il centro e debole con altri luoghi. (es. studenti pendolari che studiano a Venezia) Una volta era molto facile trovare il centro perché vivevamo in un territorio fordista/industriale, quindi i centri di lavoro erano ben marcati. Oggi è molto più complicato individuare le regioni funzionali perché molti possono avere più lavori o lavorare in posti diversi durante la settimana o durante il mese. Es. A Porto Marghera nel 1975 confluivano circa 35000 persone da tutto il veneto, oggi 11000 c.a. Oggi si può considerare Venezia come il polo turistico del Veneto. Anche lo spazio di influenza di un porto può essere definito regione funzionale o regione portuale (Hinterland) grazie alla sua funzione Gateway, o più semplicemente funzione di transito. La regione portuale di Venezia comprende tutti i luoghi che generano traffico da o verso Venezia. Il porto più importante dell’Europa è a Rotterdam, la sua regione portuale arriva fino in Veneto, per cui esistono delle regioni portuali sovrapposte. La dimensione della regione dipende dall’efficienza del porto, dalla presenza di strutture adeguate per i trasporti e per la gestione dei carichi e scarichi (efficienza del sistema logistico complessivo).
- Complessa, intersezione tra regione omogenea e regione funzionale (es. regioni costiere). Regione omogenea tipica: industriale. Regione funzionale tipica: portuale. L’unione tra le due nasce grazie all’efficienza di un porto il quale può indurre lo sviluppo di una regione industriale. Anche una gestione turistica può essere una regione complessa: grazie all’elemento funzionale anche i vari comuni adiacenti hanno una vasta specializzazione turistica per adeguarsi al polo centrale.
- Regione-programma, regione complessa pianificata da un governo, è l’esito di una programmazione economica, fatta per finalità di crescita e di sviluppo economico. Sono molto frequenti nelle zone dei Paesi in via di Sviluppo o emergenti come Messico, o paesi dell’Asia Orientale. Es. pianificazione di una regione industriale costiera area del Guangdong in Cina, asse metropolitana tra Hong Kong e Shenzhen.
- Culturale (come Paesi Baschi, Catalogna, Scozia, di solito hanno anche una bandiera)
- Linguistico (regione linguistica o regione religiosa)
- Amministrativo (regioni italiane)
Polarizzazione e depolarizzazione
Polarizzazione e depolarizzazione rappresentano uno dei vettori di cambiamento dei territori. Per polarizzazione si intende che le attività economiche e la popolazione, in determinati periodi (anni ’60 e ’70), tendono a stare insieme formando i cosiddetti poli di sviluppo, luoghi verso i quali tutti vanno. Si tratta di una fase della contrazione urbana che tende a formare poi una regione funzionale e omogenea. L’obiettivo della polarizzazione è raggiungere le economie di scala e di conglomerazione. La depolarizzazione, invece, è il fenomeno dove attività economiche e popolazione lasciano il centro e vanno a inurbarsi. In Italia si vive una fase di depolarizzazione dalla fine degli anni ’70. La depolarizzazione può avere vari fattori: problemi di inquinamento, costi elevati del territorio, maggiore libertà di movimento e localizzativa generata dalla motorizzazione privata (efficienza dei trasporti) o dall’aumento dell’efficienza di informazioni.
Modello della città primate
In cui dominano una o due città di grandi dimensioni e mancano città di media grandezza, creando una gerarchia funzionale dei centri urbani.
Sviluppo locale
Con il termine sviluppo locale si fa riferimento allo sviluppo dal basso (o botton up), significa che è il territorio che valorizza le proprie risorse, che cerca di costruire una propria identità attraverso la valorizzazione delle risorse locali, le quali in passato venivano considerate come un simbolo di arretratezza il più delle volte. Non si parla di sviluppo in piccola scala. Lo sviluppo locale ha un ruolo importante nella globalizzazione e competizione tra territori (attirare imprese, organizzazioni, turisti, ecc.), ha come obiettivo diversificarsi e valorizzare le proprie differenze. Es. Matera, i sassi di Matera sono stati considerati per decenni come il simbolo di povertà della regione, con il tempo sono stati reinventati culturalmente come risorsa, risorsa che solo in quel posto c’è.
A cosa si contrappone lo sviluppo locale? Allo sviluppo dall’alto (o top-down), approccio di pianificazione e programmazione, imposizione di sviluppo di un luogo. Si cerca di replicare ciò che funziona in altri posti, adottando le regioni-programma. In passato si è cercato di applicare questo strumento anche nel Meridione, ma senza grossi risultati.
Elementi necessari per lo sviluppo locale
- Risorsa locale, ovvero l’esito di un processo dialettico complesso che si compone di elementi locali e globali, il quale è impossibile da riprodurre altrove in tempi brevi. Milieu: patrimonio comune, insieme di potenzialità territoriali che si combinano come unicum.
- Esistenza di un attore collettivo, una rete locale di attori (pubblici e privati) che condivide un progetto di sviluppo. Di solito si tratta di Camere di commercio, fondazioni bancarie, imprenditori, agenzie di sviluppo locale, comuni, università e i centri di cultura.
Globalizzazione
Fasi chiave della globalizzazione (in termini geografici non storici)
- Fine del secondo scontro mondiale con gli accordi di Bretton-Woods, 1944, nascono alcune delle più importanti organizzazioni internazionali. Periodo di una globalizzazione basata sulla grande impresa fordista, importante anche l’uso dei container e sottomarini.
- Anni ’80 e ’90. Fase guidata dalla deregolamentazione della finanza, si ha una globalizzazione guidata dalla finanza mondiale, dal pensiero neoliberista (Washington consensus: pensiero secondo il quale la globalizzazione attuata con ricette neoliberiste produce effetti positivi per tutti, in particolare un aumento del commercio internazionale e degli IDE. È stato messo in discussione, però, a causa dei divari sociali tra i vari Paesi.).
La globalizzazione è un fenomeno positivo o negativo? Ha degli aspetti positivi e altri negativi (non ci sono più confini, minata la sicurezza nazionale, gestione dell’economia da parte delle multinazionali). La visione generale della globalizzazione è molto soggettiva, alcuni la ritengono un fenomeno positivo, altri negativo, dipende dalla percezione che hanno. Per esempio, per molti orientali “globalizzazione” vuol dire essere usciti dalla povertà ed entrati in un mondo di opportunità. La globalizzazione ha avuto risultati economici e sociali diversi nei vari Paesi, motivo per cui molti oggi tendono a seguire un pensiero contrario alla globalizzazione, si preferisce una riduzione economica, ma una maggiore sicurezza nazionale che rischiare di dipendere dagli altri.
La globalizzazione è un fenomeno complesso che si nutre di espansione dei mercati (sono pochi i territori che oggi non si nutrono di commercio internazionale), accelerazione (di cicli economici, tutto si espande in maniera più rapida perché informazioni e trasporti sono più efficienti), interconnessione (si fa riferimento al concetto di rete dove i nodi sono le città e i sistemi regionali).
Dal punto di vista geografico
- Cambiamento di scala, problemi e opportunità sono definibili sempre meno dentro il contenitore degli Stati nazionali. Es. cambiamento climatico (problema globale), perdita di biodiversità, processi geopolitici.
- Ruolo della distanza, è diventato un concetto relativo. La distanza conta meno se siamo all’interno della stessa rete. La distanza si misura in spazio/tempo, ovvero dipende da quanto tempo ci metto ad arrivare ad un posto. Oggi i confini contano molto meno rispetto al passato, anche se in alcuni casi stanno recuperando importanza (Dazi americani, Brexit).
- I contratti face-to-face rimangono fondamentali, un concetto chiave della globalizzazione.
Globalizzazione come
- Condizione, viviamo in un mondo globalizzato. È una condizione personale e sociale, siamo influenzati sia personalmente che socialmente.
- Processo con possibili esiti diversi. Non è un processo biologico inevitabile, non ha un risultato scontato, è un processo che si costruisce politicamente, socialmente e culturalmente. I movimenti globali oggi possono incidere sul processo di globalizzazione. La globalizzazione può rallentare il suo corso, può bloccarsi, per esempio i dazi americani bloccano un po’ la globalizzazione, ma solo in parte perché i cinesi possono benissimo spostare le proprie filiere in altri Paesi. È un processo che corre molto per alcuni aspetti e molto meno per altri (diritti civili, diritti dei lavoratori, democrazia), quindi un processo un po’ squilibrato.
I flussi marittimi e il turismo rappresentano un punto di accelerazione della globalizzazione. Vicinato globale: “vicinato” si intende un nucleo di persone con cui interagiamo quotidianamente, che grazie alla globalizzazione ha assunto un aspetto globale soprattutto grazie alla rete internet.
Dimensioni della globalizzazione
- Economia e finanza (trasporti, tecnologia produttiva e standardizzazione dei prodotti, ICT), l’economia sta un po’ rallentando, mentre la finanza corre ancora;
- Ambiente (globale per definizione, globale come dimensione problematica);
- Sapere scientifico e tecnologico (non esistono più le ricerche nazionali o europee, ma reti di scienziati globali, solo in alcuni settori esistono delle barriere nazionali importanti per questioni di sicurezza nazionale);
- Cultura e modelli di consumo (esistono specificità locali ma oggi i modelli di consumo sono globali, basti pensare ai grandi brand);
- Geopolitica (le dinamiche geopolitiche si manifestano in maniera globale, ad esempio una crisi economica influenza non solo a livello nazionale, bensì a livello globale).
Mancano: politica (mancanza nella capacità di gestire i processi della globalizzazione), diritti (diritti civili e diritti alla democrazia stentano a diventare globali), cittadinanza, capacità di regolazione. Viene meno il ruolo dello Stato con la globalizzazione, comporta a una reazione politica che cerca di proteggere i propri cittadini e i propri confini (American First, Prima gli italiani, …).
Attori della globalizzazione
- Multinazionali o imprese globali
- Governi nazionali delle potenze mondiali
- Club di Paesi, G7 e G8
- FMI, nasce a Bretton-Woods, aveva lo scopo di oliare gli scambi internazionali, diventa fondamentale negli anni '80
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