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La questione fu risolta alla fine del XIV secolo, e l’inizio della stampa (la prima stampa a Parigi fu

nel 1470 e il primo libro fu pubblicato nel 1476), che assicurò che tutto il lavoro pubblicato in

francese fosse in francien, rifletteva uno stato di cose già consolidato.

Il francien è, dunque, un termine linguistico ottocentesco applicato alla particolare lingua d'oil

che veniva parlata nella regione Île-de-France, prima della costituzione della lingua francese

come lingua standard, un processo che ebbe inizio nel XVII secolo e si concluse nel 1932 con la

pubblicazione della più insigne grammatica francese Le bon usage di Maurice Gremisse.

Secondo una teoria dello sviluppo del francese, il francien è stato scelto tra tutte le

d’oil

lingue concorrenti come una lingua ufficiale (Norman e Picard paiono essere i principali

concorrenti nel periodo medievale).

La teoria attualmente prevalente, tuttavia, è che francien sia stato uno dei dialetti nel

continuum dialettale su cui è stato imposto un linguaggio amministrativo, non

ostacolato da regionalismi e percepito, quindi, come un compromesso e mezzo di comunicazione in

sostituzione del latino.

L'esistenza e la definizione di francien è stata avanzata nel 19 ° secolo, in parte per sostenere

l'idea che la lingua francese godesse di una discendenza diretta e pura dal latino e, per

minimizzare il contributo delle varie lingue romanze della Francia.

Al giorno d'oggi, la questione della francien è un argomento controverso nel dibattito di politica

linguistica in Francia.

In conclusione a fungere da standard si è prestato il francien (franciano), che in partenza non

era funzionalmente superiore alle altre varietà geografiche della Francia; anzi per lungo tempo il

provenzale (lingua d'oc) si collocava sul suo stesso piano in forza della tradizione letteraria che ne

faceva la lingua poetica di riferimento.

Poi, gradualmente, lo status dell'occitanico sarebbe calato a livello di patois fino a quando, nel XV

secolo, il processo di dialettizzazione poteva considerarsi compiuto.

Se il franciano è oggi il francese per eccellenza lo si deve al fatto che la corte risiedeva a Parigi,

divenuta ben presto capitale politica e culturale del paese e dunque in grado di esercitare un

ascendente linguistico sul resto della nazione per ragioni che esulano dalle proprietà formali della

parlata.

Le lingue germaniche settentrionali e le influenze reciproche

germaniche settentrionali (lingue scandinave) comprendono l’islandese,

Le lingue il norvegese (il

Norse occidentale) e il feroese.

Esse rappresentano uno dei tre rami in cui si suddivide la famiglia delle lingue germaniche; gli altri

due sono le lingue germaniche occidentali e orientali.

Una buona parte del vocabolario germanico comune, in particolare quello relativo alla navigazione,

all’agricoltura e alla caccia, la vita sociale e le armi non appartiene all’indoeuropeo, né può essere

spiegato come prestiti da lingue vicine, ma piuttosto con un sostrato indoeuropeo nell’Europa nord-

occidentale.

L’islandese è la lingua ufficiale dell’Islanda.

Le prime attestazioni scritte di tale lingua risalgono al XIII secolo e comprendono manoscritti in

prosa e trattano di temi eroici e mitici.

La scrittura dei più antichi manoscritti è la carolingia minuscola, la forma in cui l’alfabeto latino fu

introdotta in Scandinavia durante la conversione al cristianesimo.

La scrittura fu introdotta nel XVI secolo e il più antico libro stampato è datato 1540.

L’islandese presenta una scarsa caratterizzazione dialettale a causa del livellamento dei dialetti

scandinavi tra i primi coloni, della grande distanza che separa l’Islanda dai paesi in cui sono parlate

altre lingue e dall’influenza unificante dell’Alphingi.

I prestiti più presenti nella lingua sono di origine tedesca e danese.

Il purismo della lingua iniziò durante l’illuminismo e furono coniati numerosi neologismi a partire

da parole già esistenti per esprimere nuovi concetti.

Il norvegese è la lingua ufficiale della Norvegia.

La transizione dall’antico Norse al norvegese è datata intorno al 1350, e dal medio norvegese al

moderno norvegese intorno al 1356. Queste date hanno un significato politico più che linguistico, in

quanto rappresentano le tappe del declino del norvegese come mezzo scritto di comunicazione.

Alla fine del XIII secolo, infatti, il paese entrò in crisi e il suo centro politico si spostò al di fuori de

suoi confini e la lingua continuava ad esistere solo nella corrispondenza tra il re e la cancelleria e

nei livelli inferiori dell’amministrazione secolare.

Nel 500 il norvegese scomparve anche dall’uso della Chiesa quando morì l’ultimo arcivescovo di

lingua norvegese.

Il norvegese scritto morì, quindi, nel 500 e fu sostituito dal danese e rinstituito da un brillante

contadino autodidatta, Ivar Aasen, che introdusse una norma scritta basata sulla parlata dei

contadini: il Landsmal, poi Nyorsk.

Aasen sfruttò il fervore nazionalistico per fare sì che la classe borghese aderisse al suo progetto di

creazione di una lingua nazionale, basata sul concetto di emancipazione delle masse popolari.

Il Bokmal viene dalla tradizione danese scritta. E’ parlato in aeree geografiche ben definite e dagli

appartenenti alle classi medie: oggi entrambi i dialetti hanno uguale status legale, ma mentre

l’istruzione primaria viene impartita in Nyorsk, la maggior parte utilizza il Bokmal.

Il Faroese (termine esatto dal punto di vista linguistico), comunemente

detto Feringio (anche ferico, faroico, faroense, feroese) è una lingua germanica settentrionale

parlata nelle isole Fær Øer, in Danimarca e in Islanda.

Come lingua scritta, il faroese si è sviluppato solo dopo il 1854, grazie all'opera diVenceslaus

Ulricus Hammershaimb.

La colonizzazione norvegese delle isole cominciò intorno all’800 d.C.


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ninja13

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DETTAGLI
Corso di laurea: Scienze Geografiche per l'ambiente e la salute
SSD:
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia delle lingue e toponomastica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Palagiano Cosimo.

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