Prime forme di utilizzazione umana delle Alpi
Uno sviluppo nuovo nelle Alpi inizia con l’affermazione delle società agricole. Queste iniziano a trasformare le condizioni naturali preesistenti con l’agricoltura e l’allevamento, per la produzione di generi alimentari. Ben differente è l’agricoltura legata all’autoconsumismo che comporta la coltivazione dei campi e l’allevamento del bestiame nello stesso luogo.
L’agricoltura si presenta in due forme: l’agricoltura autarchica, che si basa sulle condizioni dell’ambiente naturale, costringendo gli uomini a produrre, nel breve periodo tra primavera e autunno, una quantità di alimenti sufficiente per la lunga stagione invernale che può durare 6 mesi. Le rocce e i ghiacciai presenti nell’alta quota sono un ostacolo per lo sfruttamento delle possibili aree di produzione.
La coltivazione è divisa in due rami: la coltivazione dei campi e l’allevamento del bestiame. Il piano collinare e la parte del piano inferiore del piano montano sono destinati in primo luogo alle coltivazioni che richiedono calore, mentre i piani superiori sono utilizzati per il pascolo del bestiame. Il tempo e il luogo in cui si concentra il grosso della produzione dell’allevamento è la breve estate dell’alpeggio, che deve essere produttiva per garantire di riuscire a superare l’inverno.
Il pascolo avviene nei prati ad alta quota, in quanto migliora la qualità dell’erba. Ciò è dovuto anche al fatto che le piante più piccole hanno un ricambio energetico superiore rispetto alle piante di pianura. Con l’altezza aumenta così il contenuto proteico e lipidico delle piante, che diventano più nutrienti e digeribili per gli animali. Gli animali devono essere portati regolarmente all’alpeggio; in questo modo hanno una maggiore resistenza alle malattie.
Le coltivazioni, inoltre, sono molto sensibili alla grandine e alle nevicate estive, e il raccolto viene minacciato praticamente fino all’ultimo momento. L’allevamento del bestiame e soprattutto l’economia d’alpeggio si svolgono senza grandi problemi, dando buoni raccolti con moderati carichi di lavoro, mentre la coltivazione dei campi nel territorio alpino richiede un grande carico di lavoro ed è fonte di costanti preoccupazioni.
La conquista di Roma delle Alpi
I romani conquistano tutto il territorio alpino per motivi strategico-militari poco prima della nascita di Cristo. A lungo termine, il dominio romano produce effetti positivi per le Alpi. I romani introducono nuovi prodotti, come il vino e le castagne, grazie ai quali aumenta l’importanza agricola del piano vegetazionale inferiore nelle zone climaticamente favorite.
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