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Geografia, professoressa Sereno

Definizione di geografia

Per approdare ad una vera e propria definizione di “geografia” si può partire da alcune parole chiave: descrizione, rappresentazione, classificazione, territorio, ambiente, relazioni spazio/popolazione, risorse e settori di attività. La descrizione geografica è di tipo scientifico e, pertanto, deve rispondere a criteri di analisi ben determinati. Servono, dunque, criteri scientifici di osservazione della realtà. Non si tratta, però, esclusivamente di osservazione diretta, ma anche di riflessione su dati non immediatamente visibili.

La descrizione della Terra è forse da considerarsi come il punto di partenza: il mondo stesso è come una sorta di grande libro da leggere, mentre la geografia vera e propria costituisce il mezzo di lettura di quello stesso libro. Tutto ciò implica una cospicua produzione di carte, ovvero di “rappresentazioni”, tra cui si distinguono differenti tipologie, anche in relazione alla scala. La carta costituisce, a tutti gli effetti, un’astrazione della realtà. In tal senso la scelta della scala è prioritaria.

La geografia è una scienza antichissima, che affonda le sue radici nelle scoperte dei Maya e prima ancora dei Sumeri, dei Greci e dei Romani. I grandi viaggi di esplorazione hanno aperto la via ad orizzonti inesplorati, accrescendo il bisogno di una rappresentazione e di una descrizione sempre più precisa della realtà (ciò soprattutto dopo la scoperta dell’America).

Filoni di studio

  • Matematico-astronomico (Eratostene)
  • Descrittivo (Strabone, Erodoto)

La geografia tolemaica venne letta scarsamente durante il periodo medievale. Essa era infatti più rivolta alla rappresentazione simbolica del mondo che non alla descrizione del reale. Tolomeo insegnò tuttavia a creare le carte geografiche e fu soprattutto questa innovazione a permettere i cosiddetti “viaggi di esplorazione”. I primi esemplari si limitavano a rappresentare l’ecumene del tempo, farciti di tutta una serie di errori di calcolo, soprattutto nelle longitudini.

Errori nella geografia

La stessa scoperta dell’America da parte di Colombo è da attribuirsi ad una serie di errori: dall’erronea teoria di Tolomeo dei mari chiusi, ad un’errata traduzione dall’arabo di uno scritto concernente il diametro della Terra. La carta, occorre ricordarlo, è menzoniera: è sempre una menzogna in relazione alla realtà.

Descrizione geografica

  • Osservazione
  • Descrizione
  • Spiegazione

La geografia è la scienza delle relazioni dei nessi spaziali tra fenomeni, ovvero studia i nessi tra l’ambiente e la società. È innanzi tutto necessario operare una distinzione tra i diversi tipi di fonte. Esse si dividono, innanzitutto, in due tipologie:

  • Fonti dirette = primarie
  • Fonti indirette = secondarie

Abbiamo definito la geografia come la scienza delle relazioni tra società ed ambiente. Un forte impulso allo studio della geografia si verificò durante la seconda fase dell’età moderna, periodo in cui si viene affermando una nuova tipologia di viaggio, quello mosso dalla curiosità scientifica. In questo periodo vengono prodotte molte nuove carte, perlopiù incomplete.

I tre fondamentali pilastri della disciplina geografica

  • Osservazione
  • Descrizione
  • Spiegazione

Nel sistema di conoscenze attuale la geografia ha una vocazione naturalistica, ma anche umanistica. È dunque necessario che il geografo studi l’effetto della cultura sul territorio, così come è parimenti necessario che prenda in considerazione i risultati di altre discipline.

Il territorio

Il territorio è una produzione sociale. Esso nasce dall’organizzazione spontanea, ma anche dalla pianificazione sociale. Le varie società hanno operato creando un’organizzazione, più che una pianificazione, anche se non mancano le eccezioni, basti pensare ad alcune città medievali, create a tavolino. L’agire territoriale mira a trasformare l’ambiente ed il primo passo da compiere è quello di pensare l’ambiente: la geografia ha l’obiettivo di insegnare a pensare scientificamente lo spazio.

Il secondo passo consiste nella messa in valore dello spazio: si tratta di attivare delle azioni che consentono di produrre ricchezza sulla base dello spazio sfruttato. Questo processo non è illimitato: dovrà fare i conti con i limiti dello stesso territorio, secondo quello che viene comunemente detto “Sviluppo Sostenibile”.

Il geografo economico, così, studierà le funzionalità del territorio, mentre il geografo storico si dedicherà soprattutto allo studio del cosiddetto processo di territorializzazione nel suo sviluppo nel tempo. Si tratta, ovviamente, di un processo lento e continuo: immettere del nuovo e cancellare il vecchio.

Storia della geografia

Si può individuare nella seconda metà dell’Ottocento l’avvio dell’istituzionalizzazione della geografia, che diventa così vera e propria disciplina accademica. Nel Regno sabaudo la geografia si lega, con Cavour, all’economia ed alla politica; nascono società geografiche che tutt’oggi costituiscono veri e propri capisaldi della ricerca geografica. Tra la fine dell’800 e l’inizio del secolo successivo si apre il periodo positivista, il quale segna un momento importante per la geografia, che ben si presta a rispondere prontamente a quella visione del progresso scientifico che è tipica di quel periodo storico.

La geografia si sviluppa attraverso un impianto di tipo deduttivo:

  • Osservazione
  • Comparazione
  • Classificazione
  • Generalizzazione

Importanza del testo tolemaico per lo studio della geografia, non è un caso che il testo tolemaico sia stato recuperato in età rinascimentale, in epoca di grandi viaggi di scoperte geografiche, perché insegnando la costruzione di carte, in primo luogo consente l’avvio del viaggio e il viaggio a sua volta permette la verifica empirica e spesso rimette in discussione il testo tolemaico, si corregge e si integra il testo di Tolomeo.

Quindi assistiamo a continua revisione del testo tolemaico, tra 400 e 500 continue nuove edizioni del testo tolemaico: da 27 carte di codici bizantini (tabule veteres) via via tabule novae. Del testo di Tolomeo non rimane quasi nulla però non perderà mai la sua autorità.

Fondamento di geografia moderna: i grandi viaggi di esplorazione geografica mettono in luce tante diversità dei paesi esplorati, le carte geografiche non riuscivano a rendere queste diversità: nuova tradizione della geografia descrittiva, Strabone libro Geographia (27 libri).

Si recuperano da geografia antica i due filoni di geografia moderna: quella cartografica e quella descrittiva che nascono in epoca rinascimentale. I testi di geografia rinascimentali sono edizioni critiche di Tolomeo che integrano al loro interno geografia cartografica e descrittiva alla Strabone.

Pietro Gioffredo, insegnante di geografia del principe di Savoia, erede al trono, libretto su geografia tolemaica per l’insegnamento. Siamo a fine '700. Perché digressione sull’antico? Perché ancora oggi la geografia utilizza le due tradizioni di geografia cartografica e descrittiva ma coniugate insieme.

Cosa significa osservare

Viaggio = strumento di metodo di geografia, permette l’osservazione. La Geografia è inserita tra le scienze di campo (vs le scienze di laboratorio). In realtà la geografia è sia scienza di campo sia di laboratorio (osservazione e rielaborazione). Cos’è l’osservazione geografica? Non è semplice “guardare”, ma guardare con metodo. Osservazione è tassello importante di ricerca geografica, ma è passaggio intermedio, il lavoro continua con elaborazione dei dati raccolti.

In origine l’osservazione spesso fatta non tanto da geografi ma da marinai, mercanti che dopo i viaggi riportano informazioni in patria. Esigenze che si presentano poco per volta: categorie logiche di osservazione, lessico geografico. La geografia ha un’attenzione particolare al proprio vocabolario perché il suo obiettivo è quello di descrivere il mondo e deve farlo nel miglior modo possibile. (Atto del denominare è atto di riconoscimento di quell’oggetto e di appropriazione intellettuale di quell’oggetto.)

Termini usuali come continente, colle, valico etc. hanno alle loro spalle secoli di invenzione e di rielaborazione. Viaggio di scoperta geografica si farà viaggio di esplorazione scientifica, quindi partiranno scienziati, biologi etc.: ricerche sempre più precise e puntuali = sistemi di classificazione.

Terminologia, lemmi, classificazioni da esercitare su che cosa? Osservazione indirizzata a individuare le organizzazioni territoriali di certa area. Osservazione porta a riflettere su:

  • Origini delle densità: su fatto che il territorio è sondino, che ha forme di organizzazione diverse
  • Fasi di popolamento, distribuzione e densità
  • Forme di popolamento: case, villaggi, città
  • Forme di utilizzazione del suolo: agricolo, industriale etc.
  • Ripartizioni territoriali, politiche ed economiche
  • Flussi e reti di relazione economica nello spazio geografico
  • Fenomeni di memoria storica del territorio, retaggi di organizzazioni territoriali preesistenti che continuano a esistere nell’organizzazione territoriale attuale con funzione attiva oppure che esistono come residuo senza essere più componente funzionale
  • Effetti del comportamento culturale di quella società verso l’ambiente

Tutto ciò viene fatto per poi andare a osservare singoli punti con obiettivo di spiegazione: spiegazione di generalizzazione spaziale di fenomeni antropici e naturali.

Come si osserva porzione di territorio

Territorio e paesaggio sono prodotti di relazione uomo, quindi società e ambiente. TERRITORIO = struttura spaziale di organizzazione, organizzato da qualcuno, non esiste in natura su quell’ambiente ma realizzato a partire da ambiente naturale, è risultato di azione condotta da attore sintagmatico (colui che realizza un programma). L’attore territorializza spazio geografico a partire da progetto che presuppone conoscenze precise sull’ambiente, anche empiriche non necessariamente scientifiche.

Fasi di territorializzazione

  • Appropriazione del territorio: fissazione confini, ritagli territoriali.
  • Denominazione del territorio, ha vari livelli. I toponimi son classificabili in diversi livelli di scala spaziale (Stato: nomi regionali: centri abitati: toponimi che indicano parti piccole del territorio: frazioni, borgate etc.)
  • Messa in valore di quello spazio geografico: attività che il gruppo umano che lì si è insediato riesce a produrre in quel territorio.
  • Scambio e apertura di relazioni economiche con paesi vicini (in termini geografici si presenta con reti di trasporto).
  • Gestione del territorio, in questa fase ci sono i germi delle nuove territorializzazioni del territorio. Antropizzazione del territorio, pertanto produzione del territorio, che si evolve continuamente.

Chi è questo attore? Colui che attua processi di territorializzazione. Occorre precisare differenza tra due concetti fondamentali:

  • Organizzazione territoriale: processo quasi spontaneo in cui intervengono più attori
  • Pianificazione territoriale: processo più strutturale, una data porzione di spazio viene modificata a partire da progetto, solitamente interviene un solo attore

La complessità dell’organizzazione territoriale è in funzione della complessità del sistema economico di quel territorio. Via via che l’organizzazione territoriale si fa più fitta e più complessa, sempre più questa diventa problema di pianificazione, occorre coordinare gli interventi sul territorio. È qui che si passa da organizzazione a pianificazione territoriale. Lo sviluppo delle organizzazioni territoriali ha effetto implodente su territorio: ha capacità di attrarre manodopera, produce concentrazione di popolazione, han capacità di spostare risorse popolazione e alla fine produce complessificazione costante dell’organizzazione territoriale: pianificazione territoriale NECESSARIA per evitare esplodere di costruzione di edifici, abitazione ovunque: utilizzo di PIANO REGOLATORE. Attori sociali del territorio si riducono ai funzionari dell’ente territoriale in questione (comune, provincia, regione etc.).

Il ruolo che gioca il territorio nello sviluppo economico è uno dei punti fondamentali della geografia economica.

Paesaggio

PAESAGGIO = forma che assume l’organizzazione territoriale. Concetto assai più antico, accompagna tutta la storia della Geografia, dalle sue origini fino a oggi. Lo scoprire nuove terre = esigenza di descrivere il paesaggio = dispositivo logico-concettuale attraverso cui si osserva ciò che si vede. Il geografo vede delle forme che nel loro insieme costituiscono quel che noi comunemente chiamiamo paesaggio, spesso associato a concetto estetico (paesaggio = bel paesaggio). In geografia non è così, concerne le forme esteriori del paesaggio che siano queste belle o brutte, puramente formale. Obiettivo della geografia è studiare le forme in quanto prodotto materiale esteriore sensibile dei processi di modificazione del territorio: cercare il significato delle forme.

Tipologie di forme

  • Forme naturali: Assetto geomorfologico, reticolo idrografico, vegetazione. Elementi non materiali o non immediatamente percepibili: Natura del suolo, clima etc.
  • Forme antropiche, artificiali: forme dell’insediamento, forme del parcellare agrario, modi di utilizzazione del suolo, sistemazioni idraulico-agrari del suolo, infrastrutture viarie, infrastrutture produttive, relitti paesistici che provengono da passate organizzazioni territoriali che oggi non hanno più una funzione ma che permangono nell’organizzazione paesistica attuale (i vuoti urbani: ex edifici produttivi oggi dimessi che devono essere riqualificati perché altrimenti dequalificano l’area circostante).

Di fronte a tutte queste diversità, il geografo deve trovare il modo di classificare la realtà osservata, ossia trovare dei metodi di classificazione, una sintesi degli elementi visivi (non per giustapposizione degli elementi, ma per sintesi per crasi). In geografia la ricerca non si esaurisce con l’osservazione. NB: osserva che il paesaggio si presenta all’osservazione come un insieme di elementi visivi, tuttavia quegli elementi visivi non hanno la spiegazione in sé ma ce l’hanno soltanto con un’analisi che guardi quel che sta dietro la forma. La sua era una provocazione, una critica alla geografia formale che si era oramai radicata negli anni ’60 in Italia. Ad esempio, le forme dell’insediamento umano o dell’utilizzazione del suolo, non sono diverse in base alle diverse zone geografiche per caso, ma perché rispondono a diverse esigenze di rapporti economici e produttivi (Vedi ad esempio tipologie di case coloniche del centro-Italia in luogo in cui per secoli era in voga la mezzadria, quindi le modalità d’insediamento rispondevano a quella esigenza economica- produttiva) La colonizzazione romana ha prodotto nelle province italiane, fenomeni di lottizzazione del territorio, finalizzata a diventare premio dei veterani dell’esercito. Questa assegnazione di terre veniva fatto con sistemi di misurazione precisi, documentata nelle fonti.

Misura utilizzata l’ACTUS, questi appezzamenti di terra erano dei quadrati di 710 mt di lato, dentro cui ci sono poi ulteriori suddivisioni. Cosa rimane della centuriazione romana oggi? Ancora oggi ci sono aree in cui la centuriazione romana si è conservata ancora oggi, visibile con foto aeree o da satellite (vedi Lugo di Ravenna). Elemento immateriale di modificazione del territorio: fenomeni di parcellizzazione del territorio in base alla ereditarietà delle terre: diritto romano (ereditano tutti i figli) vs maggiorascato tedesco (eredita solo il primogenito, vedi “Maso Chiuso” ancora permesso oggi in Alto Adige). Il paesaggio quindi non può essere osservato ed esplorato se non si fa ricorso alla Storia. NB: Il concetto geografico di paesaggio è un concetto chiave della tutela del territorio.

La memoria territoriale non è memoria del territorio in quanto funzione, la società cambia continuamente e cambiano di conseguenza le funzioni e le esigenze. Il paesaggio è la forma geografica che più conserva la memoria del territorio. Cosa fare con i relitti delle precedenti organizzazione territoriale: “Conservare per conservare” o “conservare modificando”.

La delimitazione del paesaggio la vado a individuare su una carta dopo aver individuato elementi e caratteristiche che differenziano un paesaggio da un altro. La dimensione dell’area che io vado a studiare è variabile, ogni ricerca geografica ha una sua scala, questo però storicamente ha creato qualche problema: ci sono scale preferenziali in base a tipo di analisi geografica, di epoca storica, di scuola geografica. Oggi non è più così, l’analisi è multi-scalare: MULTISCALARITÀ DELL’ANALISI GEOGRAFICA.

Excursus sulla storia della geografia

La Geografia attuale è figlia di un dibattito che si è sviluppato dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wanda99 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Sereno Paola.
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