INTRODUZIONE
De Vivo, elementi e metodi di geochimica ambientale
De Vivo, geochimica amb. Metalli possibilmente tossici
Venturelli acque minerali e ambiente, Pitagora
(testo di consultazione) Geochemistry groundwater and pollution Appela, Postma (Backem)
I modelli interpretativi si basano su un approccio che elabora le osservazioni in termini sia di bilanci di
massa che degli effetti della legge di azione di massa. In questo contesto:
la termodinamica è lo studio della energia e delle sue trasformazioni
la cinetica è lo studio delle “velocità” con cui tali trasformazioni (reazioni) avvengono
I processi naturali attivi in un ecosistema, attraverso una serie di trasformazioni energeticamente possibili e
con le proprie cinetiche, determinano quindi la distribuzione, i cicli, ed il destino degli elementi chimici. Sia
nutrienti che potenzialmente tossici e tossici
In questo contesto si colloca dunque il trasferimento degli elementi alla catena alimentare
Si distinguono
Elementi macronutrienti (>100 mg/giorno*)
Ca, Mg, P, K, Na, S
Elementi micronutrienti essenziali (pochi mg o µg/giorno)
As, Co, Cr, Cu, Fe, Mn, Mo, Se, V, Zn, F, I, Si
Non essenziali
Be, Cd, Ni, Pb, Sb, Sn, Ti
Elementi tossici e potenzialmente tossici (EPT)
Le norme di tutela dell’ambiente (norme ambientali) si traducono in norme di tutela della salute (norme
sanitarie)
Il concetto di spontaneità di una trasformazione e di equilibrio nello studio delle dinamiche di un
ecosistema.
Un sistema all’equilibrio è in uno stato di minima energia. Se P, T costanti, si ha:
G=H-TS G, energia libera di Gibbs; [G, H] kJ/mole; [S] kJ/mole*K)
Per variazioni di T,P:
G= H-T S
G è negativo nei processi spontanei; è zero nelle condizioni di equilibrio.
Si definisce potenziale chimico µ di una certa specie i
Le relazioni con attività, fugacità:
o G
RT ln a
i i i
i
n
o RT ln f T , P
i i i I CARBONATI
I sistemi dei carbonati nelle dinamiche di un ecosistema:
rilascio di ioni nell’acqua
caso di siderite FeCO e MnCO con rilascio in acqua di ioni Fe(II) e Mn (II)
3 3
quindi i carbonati regolano anche il pH
CO CO
2 2
( g ) ( aq )
CO H O H CO
2 2 2 3
( aq ) a
H CO
K 2 3
CO P * a
2 CO H O
2 2
per convenzione tutto il CO2 disciolto viene espresso come acido carbonico
a K * P
H CO CO CO
2 3 2 2
H2CO3 è un acido debole e tende a dissociarsi in ioni idrogeno e ioni bicarbonato:
H CO H HCO
2 3 3
a * a
H HCO
K 3
1 a H CO
2 3
Arsenico:
4- 42-
H AsO HAsO
2 3-
H AsO H2AsO
3 3
Calcolo di speciazione per indicare la % di ogni ione (e non) per valutare il chimismo di una determinata
acqua.
Avremo quindi competizione di
4- 3-
H AsO con HCO ad esempio su una
2
superficie di una argilla carica
positivamente.
2 2
CaCO Ca CO
3 3
2
HCO CO H
3 3
CO H O H CO
2 2 2 3
H CO HCO H
2 3 3
2
CO H O CaCO Ca 2HCO
2 2 3 3
Sistemi aperti e chiusi rispetto a CO2 e ruolo del suolo
Suolo: la respirazione radicale ed il degrado (ox) della amteria organica producono Co2
CH O O CO H O
2 2 2 2
Zona insatura Zona insatura
suolo
suolo Sistema
aperto
CO +H O=H C
Zona satura Zona satura Sistema chiuso
Sistema aperto 2+ -
H CO +CaCO =Ca + 2HCO
CO +H O+CaCO 2 3 3 3
2 2 3
=
2+ -
Ca +2HCO
3
Nel sistema aperto è presente calcite nella zona insatura: in contatto con CO disciolto nell’acqua si
2
dissolve; CO2 è continuamente rifornito, il sistema è aperto rispetto a CO . Le condizioni di sistema aperto
2
si estendono a gran parte della zona insatura a causa della rapida diffusione del gas
Nel sistema chiuso non è presente calcite nella zona insatura: l’acqua contenente CO incontra la calcite
2
solo nella zona satura. La calcite dissolve, ma CO non è rifornito in quanto la diffusione di CO in fase
2 2
acquosa è lenta. Il sistema è chiuso rispetto a CO .
2
Carbonati e il tamponamento del pH
A pH inferiori di 3.5 il processo dominante è l’attacco della calcite da parte del protone
2
CaCO H Ca HCO
3 3
A valori maggiori di pH la reazione tampone incorpora il ruolo dell’acido carbonico
2
CaCO H CO Ca 2HCO
3 2 3 3
Il prodotto di solubilità della calcite in termine dell’attività dello ione bicarbonato e del CO2
2
a * a K * K * K
2
Ca HCO 5
.
97
cal 1 CO 2 10
3
P K
CO 2
2
I parametri sono costanti per cui queste grandezze sono in uno stretto rapporto per mantenere la costante,
le tre grandezze varieranno in maniera interdipendente.
2+
La reazione tra moli Ca e P non è lineare.
CO2 Questa osservazione ha importanti
conseguenze; infatti il mescolamento di acque
entrambe in equilibrio con calcite ma diverse
da P produrrà un’acqua sottosatura in
CO2
calcite e quindi aggressiva (perché ne vuole
dell’altro) questo è forse uno delle principali
cause del fenomeno del carsismo.
Effetto “Ione a comune”:
ad esempio, effetto della dissoluzione di bicarbonato di sodio alla concentrazione degli ioni calcio in
equilibrio con il carbonato in funzione di P CO2
Bilancio delle cariche
m 2 m m
2
Na Ca HCO
3
K K K
2 1 cal CO 2
m m 2 m P
2 2 CO 2
Ca Na Ca K 2
2
HCO
2 3
Ca 2+
La presenza di bicarbonato di sodio in eccesso diminuisce la concentrazione di Ca in equilibrio con calcite.
Ad esempio, n alcune brines dove la concentrazione di Na è molto elevata, quella di Ca è estremamente
bassa
Dissoluzione di Dolomite
La solubilità della dolomite è espressa dalla reazione
2 2 2
CaMg (
CO ) Ca Mg 2
CO
3 2 3
2 2 2
K aCa * aMg * a
2
dol CO
3
La dolomite è molto poco reattiva a bassa temperatura, e dissolve molto lentamente anche in soluzioni
fortemente sottosature REAZIONI DI OSSIDO-RIDUZIONE
Un ‘es. è la reazione tra Fe(III) e Mn(IV):
2 3 2
2 Fe MnO 4 H 2 Fe Mn 2 H O
2 2
In condizioni acide C 2 H O CO 4 H 4
e
2 2
Dove Fe(II) ha il ruolo di donatore di elettroni e Mn(IV) di accettore di elettroni. Gli elettroni non esistono
come specie libere in soluzione, ma possono solo essere scambiati.
Una reazione di ossido-riduzione è del tipo:
bB cC dD gG
rid oss oss rid
L’energia libera di Tibbs:
d g
D G
o oss rid
Gr G RT ln
r b c
B C
rid oss
G nFE
d g
D G
RT
o oss rid
E E ln b c
nF B C
rid oss
Caso del tallio:
Nei tubi troviamo Tl2O3 per cui il Lt lo troviamo nella forma 3+ e quindi ossidato: a causa della presenza di
Mn che ha promosso l’ossidazione. Ossidando è precipitato e si è incrostato nei tubi. Nei tubi a valle viene
utilizzato il Cl come battericida e quindi c’è da capire se l’ossidazione è a monte e quindi dovuta al Mn o se
solo a valle e per cui legata all’utilizzo di Cl (ox).
Gli effetti della ossidazione dei solfuri da parte dell’ossigeno sono drasticamente diversi nel caso in cui
questi siano al di sotto o al di sopra della tavola d’acqua
Nel caso in cui i solfuri siano al di sotto della tavola d’acqua, la quantità di ossigeno disponibile è limitata
dalle condizioni di saturazione in atmosfera (0.33 mM di O ).
2
Nel caso in cui siano al di sopra della tavola d’acqua, la quantità di ossigeno disponibile per diffusione può
essere enormemente maggiore, con effetti drammatici
Dissoluzione degli ossidi-idrossidi di ferro in ambiente riducente
I processi di precipitazione-dissoluzione di ossidi e idrossidi nel ciclo di ossido-riduzione del ferro hanno
grande importanza nella distribuzione di questo elemento e di molti altri metalli e metalloidi contaminanti.
Inoltre, gli ossidi di Fe costituiscono un importante tampone nei processi di ossido-riduzione che limita la
dispersione anche di contaminanti organici.
La reazione generale di riduzione degli ossidi e idrossidi (HFO) di ferro ad opera del carbonio organico:
2
CH O 4 FeOOH 7 H 4 Fe HCO 6 H O
2 3 2
Questo processo genera un importante rilascio di Fe nella forma solubile e un forte consumo di protoni. Le
cinetiche del processo dipendono dal pH; nel caso di FeOOH (goethite) è stato ottenuto sperimentalmente:
0
.
45
11
r 10 H 2
moli/m /s
Le riduzione degli ossidi di ferro da parte di contaminanti organici è stata studiata in particolare in campi
petroliferi, per il rilascio di BTEX (benzene, toluene, ethylbenzene, xylene) solubile alle falde (es. benzene)
2
C H 30 FeOOH 54 H 6 HCO 30 Fe 42 H O
6 6 3 2
Esempio Sorgente dei Mulini di S.Anna
La sorgente deriva da un corpo di frana dove sono presenti mineralizzazioni e l’indagine deve capire se la
contaminazione deriva da questi minerali o se dalle gallerie.
Chimismo: 3 campionamenti i quali presentano molto ferro e varia molto la sua concentrazione. Prendiamo
in analisi il ferro perché un parametro molto significativo avendocene tanto ed essendo variabile. Variazioni
di livelli di ossigeno, pH e altri parametri. La variazione di Fe porta a una variazione della concentrazione di
Tl ma queste variazioni non sono proporzionali per cui c’è un processo di precipitazione attivo perché se
avessi solo diluizione avrei diminuzioni proporzionali e quindi il processo di precipitazione è attivo per il
ferro ma non per il Tl (questo in una prima approssimazione).
I nitrati sono presenti in galleria a causa della nitroglicerina utilizzata come esplosivo, e i nitrati sono
coinvolti nell’ox della pirite.
Processo che in acqua ci sia azoto gassoso non è raro.
Con denitrificazione si intende il processo di riduzione dei nitrati da parte del carbonio organico:
NO NO NO N O N
3 ( aq ) 2 ( aq ) 2 ( gas ) 2 ( gas )
2-
La presenza di NO è spesso interpretata come evidenza di denitrificazione; il prodotto finale è comunque
azoto gassoso. 4+
La riduzione a NH è anche un processo possibile, ma generalmente ha un ruolo secondario
( 5 ) ( 3 ) ( 3 )
( 0 )
NO NO N NH
3 3 2 ( g ) 4
La riduzione dei nitrati è ben documentata nei suoli e sedimenti marini e influenza le caratteristiche degli
acquiferi
5
CH O 4 NO 2 N 4 HCO H CO 2 H O
2 3 2 3 2 3 2
Il carbonio organico non è l’unica specie donatore di elettroni per la riduzione dei nitrati. Altre specie sono
2+
Fe , H S e CH . Tuttavia, la quantità di nitrato presente nel suolo può eccedere la capacità riducente di
2 4
queste specie disciolte, e anche i solidi possono avere un ruolo. In particolare, la pirite attraverso la sua
ossidazione
2 2
5 FeS 14 NO 4 H 7 N 5 Fe 10 SO 2 H O
2 3 2 4 2
2
10 Fe 2 NO 14 H O 10 FeOOH N 18 H
3 2 2
Le reazioni sono catalizzate da batteri (ad es. Thiobacillus denitrificans per la pirite; Gallionella ferruginea e
2+
Escherichia coli per Fe ) 4+
Il processo di nitrificazione ad opera di batteri può essere descritto attraverso due stadi, nei quali NH è
3-
ossidato a NO :
2 NH 3
O 2 NO 2 H O 4 H
4 2 2 2
2 NO O 2 NO
2 2 3
Condizioni al contorno per la nitrificazione: 4+
La materia organica nel suolo deve avere un rapporto C:N idoneo alla formazione di NH
2-
In assenza di ossigeno, NO non può essere prodotto: la nitrificazione deve avvenire in condizioni aerobiche
La temperatura ottimale è tra 25-35 °C
Il pH ottimale del suolo è tra 6.6-8.0
La sismicità influenza le sorgenti e il loro chimismo:
p.e. scisti: impermeabili fratture permeabili
Il problema dei nitriti per l’uso termale delle acque
GU n. 302 del 31-12-2003: limite massimo ammissibile: 0.02 mg/L
ARPA: 0.03, 0.23, 0.07 mg/L in tre dei campionamenti dei quattro previsti dalle norme
ARPA ha messo in posto una derivazione per i campionamenti
pH medio:8.4
Eh: sorgente -0.1V
Captazione: +0.1V
O sorgente: 0.1 mg/L
2
Origine dei nitriti: denitrificazione (causa umana).
Contro: la concentrazione di nitrato varia da < dl a 0.5 mg/L
Affinché’ i nitriti siano stabili, le acque devono
contenere concentrazioni di nitrato 1
estremamente elevate -
Nitrificazione: origine dei nitriti per ossidazione NO
3
.5
(volts)
dello ione ammonio N (g)
2
Eh 1
=
O]
2 NH 3
O 2 NO 2 H O 4 H 2
[H
0 a
,
4 2 2 2 –2
10
+ =
NH [main]
4 a
bars,
1.013
=
P
,
°C
–.5
2 NO O 2 NO 25
=
2 2 3 T
,
3
-
NH NO
3
25°C Diagram
0 2 4 6 8 10 12 14
La reazione è termodinamicamente favorita pH petrini Wed Oct 09 2013
Con PHREEQC
La quantità di ammonio misurata varia da 0.27 a 0.42 mg/L. Per 0.23 mg/L di nitrito, l’ammonio dovrebbe
essere 0.32 mg/L
Rapporti ben definiti tra NH4 e NO3 ed è plausibile con quello che trovo. Nitrito deriva dall’ossidazione
dell’ammonio e non dalla ossidazione del nitrato in quanto i rapporti NO3/NO2 non tornano
ALTERAZIONE DEI SILICATI
Ad esempio la dissoluzione di quarzo a pH <9 si ha:
SiO 2 H O H SiO K a Assumendo a =1
2 ( qz ) 2 4 4 ( aq ) eq H SiO
4 4 H2O
-4
K=1x10 (a 25 °C)
-4
Qualsiasi soluzione (a 25 °C) in cui a =1x10 sarà quindi in equilibrio con quarzo.
H2SiO4
Soluzioni con a > e < di tale valore saranno rispettivamente sovrasature e sottosature
H2SiO4 -3
Per la silice amorfa k=1x10
Casi più complessi: silicati di magnesio
La solubilità dei silicati di Mg è rappresentata da espressioni più complesse ad es. nel caso del talco
2
Mg Si O (
OH ) 6 H 4 H O 3
Mg 4 H SiO
3 4 10 2 2 4 4
3 4
a a
2 H SiO
Mg 4 4
K 6
a
H
Dissoluzione congruente in quanto:
3 Mg 3 Mg++
4 Si 4 Si
Le proporzioni del solido sono mantenute negli ioni che vengono liberati
Per cui il rapporto Mg/Si è costante durante il processo mineralogico: espressi da rette per cui da un’analisi
degli ioni principali, del pH e T posso (supponendo che i rapporti devono essere costanti) sapere se
un’acqua è inquinata “naturalmente” o artificialmente, vedo se le rocce si stanno disgregando o meno solo
se il rapporto rientra nella costante.
Che rappresenta una retta nel piano
2
a log( a / a ) vs
.
b log H SiO
2 4 4
Mg H
Le pendenze, -b/a, sono rappresentate dal rapporto Si/Mg del silicato di Mg
Solo le acque che cadono su una linea sono in equilibrio con quelle specifiche fasi.
Il processo di alterazione dei silicati di magnesio è quindi rappresentabile in un diagramma dove compiono
l’attività dell’acido ortosilicico, come tracciante del procedere del processo, ed il rapporto tra le attività di
magnesio e idrogeno A: acque sottosature in talco, serpentino, sepiolite, quarzo, silice amorfa
B: in equilibrio con talco, sottosature nelle rimanenti fasi
C: sovrasature rispetto a talco e quarzo, sottosature rispetto alle altre fasi
Nota
L’alterazione dei minerali femici produce un sequestro significativo di anidride carbonica.
E’ stato stimato che circa il 15-20% del sequestro della CO nel processo di alterazione di silicati sia
2
associato ai corpi ofiolitici tropicali, che insieme alle vulcaniti associate rappresentano circa l’1% delle rocce
esposte sulla superficie terrestre.
Per il serpentino, ad esempio, la reazione è del tipo:
Mg Si O (
OH ) 3
CO 2 H O 3
MgCO 2 SiO 4 H O
3 2 5 4 2 2 3 2 2
Dissoluzione incongruente
Nel processo di dissoluzione incongruente al rilascio di ioni alla fase acquosa è associata la formazione di
una nuova fase solida. Le fasi di neo-formazione sono generalmente argille e ossidi di ferro.
Nella dissoluzione incongruente il rapporto tra gli elementi che vanno in soluzione differisce quindi da
quello corrispondente nei minerali che si dissolvono. Ad esempio, nel caso di caolinite come prodotto di
alterazione:
2 Na ( AlSi )
O 2 H 9 H O Al Si O (
OH ) 2 Na 4 H SiO Albite
3 8 2 2 2 5 4 4 4 Anortite
2
Ca ( AlSi )
O 2 H H O Al Si O (
OH ) Ca
3 8 2 2 2 5 4 Microclino
2 K ( AlSi )
O 2 H 9 H O Al Si O (
OH ) 2 K 4 H Si
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