Funzioni motorie del midollo spinale: i riflessi spinali
Organizzazione del midollo spinale per le funzioni motorie: i segnali sensoriali
vanno in due direzioni diverse, una ramificazione termina nel midollo spinale mentre
un’altra ai livelli superiori.
Motoneuroni delle corna anteriori: si dividono in neuroni alfa e in neuroni gamma,
i primi sono più grandi e vanno a innervare dopo essersi ramificati i muscoli
scheletrici, ogni fibra nervosa anche se si ramifica va a costituire un’unica unità
motoria. mentre i neuroni gamma sono più piccoli e trasmettono attraverso le fibre A
gamma e le sue ramificazioni danno le fibre intrafusali responsabili del
mantenimento del tono muscolare.
Interneuroni. sono le cellule più numerose che si riscontrano nel midollo spinale e
sono contenute sia nelle corna anteriori e posteriori che nelle aree intermedie, sono
dotate di elevata eccitabilità e spesso hanno attività spontanea. sono connessi gli uni
agli altri e spesso anche ai motoneuroni delle corna anteriori, queste
interconnessioni sono responsabili della maggior parte delle attività integrative. I
circuiti che si possono originare possono essere di tipo divergente, convergente oa
scarica ripetitiva. Solo alcuni segnali afferenti terminano direttamente nei
motoneuroni mentre la maggior parte è mediata dagli interneuroni .
Recettori sensoriali del muscolo. Fusi neuromuscolari e organi tendinei di
Golgi. loro ruolo nel controllo muscolare: il corretto tono e lunghezza dei muscoli
è mantenuto dai fusi muscolari e dagli organi tendinei di Golgi.
struttura e innervazione motoria del fuso neuromuscolare: ogni fuso e collegato al
glicocalice delle fibre muscolari che vengono dette extrafusali. Le porzioni polari
vengono eccitate da sottili fibre nervose motrici gamma originate dai motoneuroni
gamma.
Innervazione sensoriale dei fusi neuromuscolari: le fibre intrafusali sono
sprovviste di filamenti contrattili e vengono eccitate quando la parte centrale del fuso
subisce uno stiramento può essere eccitato con due modalità: con l’allungamento
dell'intero muscolo, o la contrazione delle parti polari che porterà allo stiramento
delle parti centrali del fuso.
Terminazioni primarie: al centro dell’area recettoriale una grossa fibra sensoriale
avvolge il centro di ciascuna fibra fusale ed è chiamata terminazione primaria o
terminazione anulospirale, essa trasmette tramite fibre Ia a una velocità di
70-120m/s.
Terminazioni secondarie: sono più piccole trasmettono tramite fibre di tipo II e
avvolgono le fibre intrafusali e presentano ramificazioni multiple.
Fibre intrafusali a sacco nucleare e a catena nucleare. Risposte dinamiche e
risposte statiche del fuso neuromuscolare: le fibre a sacco nucleare sono grandi
il doppio rispetto a quelle a catena nucleare così come la loro lunghezza. l
terminazione primaria innerva entrambi i tipi, mentre la secondaria solo le fibre a
catena nucleare.
Risposta comune delle due terminazioni alla variazione di lunghezza del
recettore. risposta statica: quando la regione viene sottoposta a stiramento lento,
le terminazioni primarie e secondarie reagiscono in maniera proporzionale allo
stiramento.
Risposta della terminazione primaria alla velocità della variazione di lunghezza
del recettore. risposta dinamica: quando la lunghezza del fuso aumenta
bruscamente la terminazione primaria viene attivata intensamente, anche quando
l’allungamento è minimo essa scarica enormemente, quando invece la lunghezza
diminuisce la frequenza di scarica diminuisce. perciò si può dire che la terminazione
primaria invia all’allungamento segnali positivi aumentando la frequenza di scarica e
all’accorciamento segnali negativi diminuendo la frequenza di scarica.
Controllo operato dai motoneuroni gamma sulle risposte statiche e dinamiche:
le fibre gamma si possono dividere in gamma-d (dinamiche) e gamma-s (statiche), il
primo tipo si collega alle fibre a sacco nucleare, mentre le seconde alle fibre a
catena nucleare
Scarica continua dei fusi neuromuscolari in condizioni normali: le fibre afferenti
dei fusi neuromuscolari scaricano continuamente e reagiscono all’allungamento
aumentando la frequenza di scarica e all’accorciamento diminuendo la frequenza di
scarica (segnali positivi e negativi).
Circuito neuronico del riflesso da stiramento: quando il muscolo viene stirato la
fibra Ia riceve l’informazione e la trasmette alle corna anteriori del midollo spinale
dove incontrerà un motoneurone alfa che farà contrarre lo stesso muscolo da cui è
originato il segnale. questo è un classico riflesso monosinaptico. Le fibre II invece
vanno a terminare su molteplici interneuroni prima di terminare sul motoneurone che
andrà a far contrarre quel muscolo.
Riflesso da stiramento statico e dinamico: il riflesso da stiramento dinamico è più
forte e meno duraturo e si manifesta quando lo stiramento del muscolo avviene
bruscamente e perciò ha il compito di opporsi a improvvise variazioni della
lunghezza muscolare. Mentre il riflesso da stiramento statico è più debole ma
duraturo e insorge quando lo stiramento del muscolo è costante, perciò questo
riflesso permette al muscolo di mantenere costante il grado di contrazione finché il
soggetto non decide di mobilitare il muscolo.
Funzione di smorzamento svolta dai riflessi da stiramento statico e dinamico:
spesso i centri superiori inviano segnali ai motoneuroni irregolari e discontinui, il
riflesso da stiramento permette che nonostante questi segnali non siano omogenei la
contrazione che ne derivi sia “pulita” e non a scosse.
Ruolo del fuso neuromuscolare nella motilità volontaria: Ogni volta che la
corteccia motoria “ordina una contrazione muscolare” vengono attivati sia i
motoneuroni alfa che i gamma (coattivazione), ciò impedisce che la lunghezza dei
fusi cambi durante la contrazione del muscolo, cosicché l’apparato fusale si opponga
alla contrazione delle fibre extrafusali e assicura il fenomeno smorzamento.
Aree encefaliche deputate al controllo del sistema efferente gamma: è eccitato
da segnali provenienti dall’area facilitatoria bulboreticolare e in secondo luogo dal
cervelletto, dai nuclei della base e dalla corteccia cerebrale, essa è particolarmente
coinvolta nelle risposte antigravitarie.
I fusi neuromuscolari stabilizzano la posizione del corpo durante intense
contrazioni muscolari : infatti una delle funzioni importanti dei fusi è quella di
stabilizzare la posizione del corpo durante l’esecuzione di movimenti particolarmente
complessi o intensi, ciò si realizza grazie all’ attivazione simultanea di due fusi posti
ai lati opposti di un’ articolazione, facendo ciò producono un irrigidimento simultaneo
dei due muscoli psi ai due lati dell’articolazione e questa viene bloccata, bloccando
la posizione del corpo.
Clono e oscillazione del riflesso da stiramento: i riflessi tendinei possono
generare risposte motorie con andamento oscillatorio (clono ). Di solito si verifica
quando il riflesso da stiramento è fortemente esaltato da impulsi facilitatori
provenienti dall’encefalo.
Riflesso indotto dagli organi tendinei di Golgi: questo è un recettore capsulato
connesso a 10-15 fibre muscolari in prossimità del tendine, il suo compito è quello di
mantenera la giusta tensione del muscolo e quindi del tendinee, esso può dare sia
una risposta dinamica che una statica con caratteristiche simili a quelle osservate
per i fusi neuromuscolari.
Trasmissione degli impulsi dall’organo tendineo al SNC: i segnali vengono
trasmessi tramite fibre Ib sia alle aree locali nel midollo spinale, sia come via
ascendente al cervelletto e alla corteccia cerebrale. Il segnale diretto alle aree locali
è inibitorio nei confronti del motoneurone alfa che innerva il muscolo da cui deriva la
fibra Ib interessata, ciò provoca un’inibizione della contrazione muscolare, e perciò il
ristabilimento della corretta tensione nel muscolo.
Natura inibitoria del riflesso tendineo e sua importanza: i segnali trasmessi dagli
organi tendinei evocano una risposta a feedback negativo nei confronti della
contrazione del muscolo interessato. Perciò quando la tensione all’interno di questo
è elevata si genera una reazione di allungamento ed è un meccanismo di protezione
contro la lacerazione del muscolo dovuta ad un'eccessiva tensione.
Possibile ruolo del riflesso tendineo nella distribuzione della forza di
contrazione tra le diverse fibre di un muscolo: un’altra possibile funzione è quella
di distribuire equamente il carico tra tutte le fibre muscolari, inibendo le fibre che
sono eccessivamente contratte ed eccitando la contrazione in quelle che sono
eccessivamente rilasciate. Facendo così la contrazione di tutte le fibre di un
determinato muscolo rimane omogenea e il carico viene distribuito egualmente tra
tutte.
Funzione dei fusi neuromuscolari e degli organi tendinei di Golgi nel controllo
motorio attuato da centri cerebrali superiori: i due tipi di recettori sono deputati al
controllo dello stato di tensione e allungamento che si verificano nel muscolo durante
una contrazione e vengono trasmesse all SNC tramite fibre che viaggiano alla
velocità di 120 m/s.
Riflesso flessorio e riflessi di allontanamento: i riflessi flessori sono evocati da
una potente stimolazione nocicettiva , perciò vengono anche chiamati riflessi
nocicettivi o riflessi dolorifici. se oltre all’arto vengono stimolate altre parti del corpo
da uno stimolo nocicettivo si parla di riflesso da allontanamento.
Meccanismi neurali alla base del riflesso flessorio : la stimolazione dolorifica
applicata la mano evoca la flessione dell'arto superiore di sinistra cioè l'eccitazione
La contrazione dei muscoli flessori del braccio allontanando così La mano dello
stimolo doloroso. Le vie afferenti che attivano il riflesso non si portano direttamente
motoneuroni delle corna anteriori ma li raggiungono solo dopo aver fatto sinapsi con
il sistema degli interneuroni spinali punto il circuito più semplice è formata da minimo
tre o quattro neuroni ma un riflesso flessorio coinvolge numero di neuroni ben più
elevato seguendo due tipi di circuito circuito divergente per la diffusione del riflesso
circuiti inibitori dello stimolo denominati circuiti del inibizione reciproca per il
l'inibizione dei muscoli antagonisti e i circuiti responsabili del prolungamento della
scarica postuma. La contrazione del muscolo flessore che compare solo dopo un
pochi millisecondi dal momento in cui il nervo viene stimolato dal dalla gente
dolorifico punto nel giro di pochi secondi comincia manifestarsi l'affaticamento della
risposta flessoria e dopo la cessione dello stimolo dolorifico la contrazione del
muscolo diminuisce ma a causa della scarica postuma il livello di scarica basale
verrà nuovamente raggiunto solo dopo molti millisecondi. La scarica postuma che si
verifica nel riflesso flessorio è sostenuto da entrambi i tipi di circuito a scarica
ripetitiva. Una scarica postuma prolungata è quasi certamente dovuto a stimoli
dolorifici intensi e certamente alle vie di correnti che hanno dato origine nello
spillazione di circuiti interneuronali riverberanti. La funzione del riflesso flessorio è
quello di provocare l'allontanamento di una parte del corpo dello stimolo dolorifico
irritativo.
Reazioni di allontanamento: uno stimolo dolorifico che applicato sulla faccia
interna di un braccio non aveva soltanto un riflesso flessorio ma fa anche contrarre i
muscoli abduttori provocando l'esenzione del braccio e allontanando questo del dello
stimolo dolorifico. Cioè dato decenti integrative del midollo spinale che provano
anche la contrazione di quei muscoli la cui astiene risulta più efficace nella
allontanare la parte dell'ente dello stimolo dolorifico.
Riflesso estensorio crociato: Dopo circa 200 500 millisecondi che uno stimolo
dolorifico ha evocato un riflesso flessorio insorto, l'arto controlaterale comincia ad
estendersi e tale fenomeno è detto riflesso estensorio crociato questa questo
fenomeno ha la funzione di spingere l'intero corpo ancora più lontano dall'oggetto
che ha passato lo stimolo dolorifico.
Meccanismi neuronali del riflesso estensorio crociato: i segnali provenienti dai
nervi sensoriali del lato interessato passano al lato opposto del midollo spinale dove
eccitano i motoneuroni che innervano i muscoli estensori. Dato il lasso di tempo che
intercorre tra lo stimolo dolorifico e il verificarsi del riflesso estensorio crociato fa
intuire che il sistema che collega la fibra afferente dolorifica ai motoneuroni
controlaterali responsabili delle estensione crociata debba essere costituito da molti
interneuroni.
Inibizione reciproca e innervazione reciproca: quando un gruppo di muscoli è
eccitato molto spesso il gruppo di muscoli antagonisti viene inibito questo fenomeno
ha detto inibizione reciproca e il meccanismo che sta alla base e l'innervazione
reciproca. Infatti quando un altro viene stimolato da un riflesso flessorio L'altro
controlaterale viene stimolato da un riflesso estensorio crociato.
La reazione positiva di sostegno: essa implica l'attivazione coinvolgimento di un
complesso circuito di interneuroni simile a quello responsabile del riflesso flessorio
ed estensorio crociato la direzione verso la quale l'arco viene esteso varia a seconda
del sito in cui si applica la pressione sulla pianta della zampa.
Riflessi spinali di raddrizzamento: dimostra che alcuni riflessi posturali
relativamente complessi sono comunque integrati a livello del midollo spinale Infatti
non animale completamente ristabilito dopo una sezione trasversa del midollo
toracico può rialzarsi completamente dalla posizione sdraiata e può anche
camminare sui suoi arti posteriori.
Movimenti ritmici dal passo in un singolo arto: i movimenti della deambulazione
che si è servono spasso nelle animale spinale sono presenti quando la porzione
lombare del midollo spinale è separato dal resto del midollo Infatti ciascuno degli altri
sarà ancora in grado di eseguire le guance di movimento locomotori. I movimenti di
flessione spostamento saranno seguiti lentamente dopo circa un secondo
dall'estensione indietro dello stesso atto. Questa attività oscillante tra i muscoli
flessori quelli estensori persistere anche dopo la denervazione sensitiva dell'auto e
sembra dipendere principalmente dell'attivazione di circuiti di inibizione reciproca
all'interno della matrice spinali e oscillanti tra i neuroni che ho il controllo i muscoli
agonisti antagonisti.
Movimenti diagonali del passo di tutte e quattro gli arti il riflesso del
marcatempo: lo stiramento degli arti evoca movimenti di riflessi di deambulazioni
che interessano tutte e quattro gli altri i movimenti del passo degli arti anteriori degli
arti posteriori risultano essere in fase anche se sono diagonali. Questa risposta
diagonale un'altra manifestazione dell'innervazione reciproca degli atti che si
stabilisce tra gli arti anteriori e quelli posteriori.
Riflesso del galoppo: quegli altri non si muovono un avanti e uno indietro ma
vengono mossi quelli anteriori simultaneamente in avanti e quelli posteriori
simultaneamente indietro se gli stimoli di stiramento o di pressione vengono applicati
con modalità quasi esattamente uguali e nello stesso tempo sugli arti opposti più
facile evocare il riflesso del galoppo. Invece una simulazione ineguale dell'atto di una
di un lato rispetto a quello opposto fa insorgere un riflesso diagonale di marcia.
Controllo della funzione motoria da parte della corteccia cerebrale e
del tronco encefalico
Corteccia motoria e tratto cortico-spinale: la corteccia motoria si trova davanti al
solco centrale nel terzo posteriore dei lobi frontali, mentre la corteccia
somatosensitiva si trova dietro il solco centrale. La corteccia motoria è divisa in
corteccia motoria primaria, corteccia premotoria e area motoria supplementare.
Corteccia motoria primaria: presenta una mappa somatotopica, in cui la maggior
parte dell’area è rappresentata dalle mani e dai muscoli del linguaggio.
Area premotoria: si trova a 1-3 cm davanti alla corteccia motoria primaria e ha
un’organizzazione simile a quella della corteccia motoria
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Anatomia e fisiologia - Midollo spinale nervi spinali e riflessi spinali
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Midollo spinale e nervi spinali
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Funzioni
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Fisiologia del midollo spinale e dei riflessi, Fisiologia del sistema nervoso