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Frutticoltura

Le specie più importanti

Le specie più importanti per area di coltivazione e produzione sono:

  • Banane e platani
  • Agrumi
  • Mele e pere
  • Uva da tavola
  • Noce di cocco
  • Mango
  • Ananas
  • Olive da mensa
  • Pesche
  • Susine
  • Caffè
  • Papaya

La frutta è prodotta principalmente nelle zone tropicali e subtropicali, le zone calde del mondo. L’area principale di produzione della frutta è l’Asia in quanto è posta in una fascia calda del mondo. Al secondo posto si piazza l’Europa seguita dall’America Latina e i Caraibi, in seguito si trova l’Africa, il Nord America ed infine l’Oceania.

Per quanto riguarda l’Europa, l’Italia è il primo produttore in competizione con Spagna e Francia. In molti Paesi, quelli non occidentali, i ricavi della produzione di frutta non restano nel Paese ma vanno a finire in grosse compagnie multinazionali, i traders della frutta che comandano il mercato frutticolo mondiale. I Paesi occidentali producono frutta ma traggono vantaggio anche dalla frutta prodotta in altri Paesi.

Storia della frutticoltura

A partire dagli anni ’50 è iniziata la frutticoltura specializzata dove l’intero appezzamento era coltivato con la stessa varietà. Questo processo è stato favorito dall’introduzione dei portinnesti nanizzanti che hanno intensificato gli impianti migliorandone anche la qualità. Questo in quanto in frutticoltura c’è un principio importante: è meglio avere tante piante con poca produzione per pianta che poche piante con molta produzione, a parità di produzione totale. Questa specializzazione degli impianti ha favorito un aumento delle superfici coltivate.

Attorno agli anni ’70 c’è stata una crisi del settore: tutti i mercati europei sono andati in sovraproduzione e l’Unione Europea ha inventato l’AIMA con il ritiro delle eccedenze di produzione.

L’Europa importa il 60% della frutta che consuma ed è eccedentaria di tutta la frutta che produce: importa frutta che non può produrre, tutta la frutta tropicale; viene importata frutta fuori stagione, che non potrebbe essere prodotta in Europa in determinati periodi dell’anno. L’Europa produce il 40% del fabbisogno di frutta e ne importa il 60%: questo dipende dal fatto che non è possibile la produzione di frutta tropicale e inoltre è possibile l’importo di frutta contro stagione. I Paesi dell’emisfero sud non importano dall’emisfero nord e culturalmente si accontentano della frutta di stagione.

Dal punto di vista della politica agricola è una situazione difficile da cambiare ma per un bravo frutticoltore esiste comunque di avere una produzione di reddito: è necessario quindi di avere una grande professionalità, essere aggiornati e mettere in coltivazione varietà che rendono. La frutticoltura ha un reddito di gran lunga superiore a quello di cereali, soia o altre colture simili.

L’ultima riforma della PAC ha rimosso il ritiro delle sovraproduzioni del mercato e ha favorito la professionalizzazione dei frutticoltori: ha disaccoppiato i contributi che l’agricoltore riceve dalla politica agraria rendendo libera la scelta delle culture. Ha investito molto nell’assistenza tecnica finanziando i produttori in tutti i settori e dando quindi contributi per la trasformazione dei prodotti, l’assistenza tecnica, le organizzazioni, ecc.

La politica agricola ha dato sempre più importanza al cittadino consumatore e quindi c’è una ricerca spasmodica di ridurre l’uso di pesticidi in agricoltura. La PAC consuma dal 40 al 60% del budget europeo e lo utilizzava principalmente per il ritiro della sovrapproduzione. L’Unione Europea ha deciso, con degli indirizzi politici sviluppati in una decina di anni, di ridurre i ritiri di sovraprodotto, degli aiuti diretti e degli incentivi alle organizzazioni di mercato disaccoppiando i contributi alle scelte agriculturali dell’agricoltori (viene premiata la professionalità).

Prospettive della frutticoltura

Nella frutticoltura si ha una evoluzione. In questi anni si ha un interesse per l’actinidia, il nocciolo, noce, aronia, fragola e ciliegio.

Pesco (Prunus persica)

Il pesco è coltivato in tutto il mondo tranne che nelle parti troppo tropicali o troppo fredde. Nel mondo è prodotto principalmente in Europa e il leader produttivo è l’Italia (concorrente principale è la Spagna, seguiti dai Paesi del Nord Africa). Il paese più importante per la produzione è la Cina oltre ad essere il paese d’origine della specie. La diffusione è partita dalla via della seta per arrivare in Persia e dalla Grecia è arrivata ai Romani diffondendosi in tutta Europa. Tutte le varietà di pesche coltivate nel mondo occidentale derivano da varietà che sono state originate dopo l’introduzione di una varietà di pesca negli Stati Uniti.

In Italia le pesche sono coltivate principalmente nell’Emilia Romagna (circa 40% delle pesche prodotte con anche marchi DOP), la Campania e il Veneto. Altra zona importante è il Metaponto. Il 50% delle pesche prodotte al mondo derivano dai Paesi europei. Il pesco è sempre meno coltivato dato il calo dei prezzi che ha colpito tutte le varietà, in particolare quelle tomentose.

La pesca non si conserva: la durata è di qualche giorno fuori dal frigorifero e come tutte le drupacee si conserva male in frigo. Al massimo alcune varietà arrivano al mese di conservazione. Ci sono però un gran numero di varietà che si distribuiscono da maggio ad ottobre inoltrato (ultima raccolta a settembre). Le prime varietà che maturano, per quello che riguarda le pesche a polpa gialla, sono Maycrest e Springcrest. Quando si parla di calendario di maturazione si preferisce fare un riferimento ad una varietà ossia alla Redhaven: tutto ciò che matura prima è precoce mentre tutto ciò che matura dopo è tardivo. Si fa riferimento rispetto ad una varietà perché possono di anno in anno cambiare alcune cose come l’andamento stagionale e, inoltre, siccome il pesco si può coltivare in diversi luoghi anche questo comporta un momento diverso di maturazione. Anche se si nota un ritardo o un anticipo le cose tendono ad equilibrarsi alla raccolta. Maycrest matura 30 giorni prima di Redheaven mentre Springcrest 24 giorni prima.

Difetto di tutte le varietà precoci è il fatto che l’endocarpo si spezza. Il seme del pesco contiene cianuro e pertanto non è commestibile. La Redheaven è una pesca a polpa gialla ma esiste una mutazione naturale che porta a pesche a polpa bianca. La Redheaven proviene da un incrocio in quanto era stata sviluppata apposta. Matura verso fine luglio ma al sud matura circa 15 giorni prima. Altre due varietà a polpa gialla sono Suncrest e Fayette che sono più tardive: la prima 8 giorni dopo mentre la seconda 30 giorni dopo. Le pesche a polpa bianca sono le varietà Iris rosso che matura 8 giorni prima di Redheaven mentre il K2 matura 40 giorni dopo e deriva da un semenzale rinvenuto casualmente nel modenese. È possibile distinguere pesche a polpa gialla da bianca osservando la buccia, osservando colore e sovracolore. Sovracolore è la parte rossa coprente mentre il colore è quello di fondo di tutta la frutta: nel caso delle pesche bianche è bianco mentre nel caso di pesche gialle o non c’è, perché prevale il sovracolore, oppure è verso il giallo. Oppure si possono riconoscere dal diverso odore.

Le nettarine a polpa gialla stanno prevalendo rispetto alle pesche perché non sono tomentose. Per le nettarine a polpa gialla le varietà sono:

  • Armking: 20 giorni prima di Redheaven
  • Big Top: le più gradite nel mercato
  • Stark Red Gold: 20 giorni dopo
  • Orion e Venus: 30 giorni dopo

Malattia principale del pesco è la bolla e le nettarine ne sono più sensibili. Altro problema è la sharka, una virosi trasferita da afidi, malattia da quarantena e pertanto è necessario l’espianto. I frutti colpiti sono più piccoli e presentano maculature rosse sull’epidermide. Fra quelle a polpa bianca ci sono la Caldesi 2000 e la Caldesi 2010. Le pesche e le nettarine subiscono la concorrenza di altra frutta come i ciliegi tardivi, gli albicocchi, ecc. Per le percoche la varietà più diffusa è la Andross che matura 30 giorni dopo Redheaven. Ci sono diverse tipologie merceologiche che ci permettono di coprire il calendario. Il pesco fa parte della famiglia delle rosacee, e fa parte del genere Prunus.

Inquadramento sistematico

I parenti del pesco, che non hanno alcun interesse commerciale, sono usati come portinnesti o conferiscono caratteri di rusticità, portano resistenza alle malattie:

  • Prunus davidiana: porta resistenza al virus della sharka.
  • Prunus ferganensis
  • Prunus kansuensis
  • Prunus mira

All’interno di queste grandi categorie ci sono quattro suddivisioni:

  • Le pesche si caratterizzano per il colore della polpa: o gialla o bianca (raramente rossa o verde dato che hanno caratteristiche commerciali non ricercate).
  • Anche nettarine hanno polpa bianca o gialla;
  • Per le platicarpe dove la maggior parte delle pesche hanno polpa bianca mentre la maggior parte delle nettarine ha polpa gialla.
  • Le percoche hanno polpa duracina, ossia compatta, e questo è interessante per l’industria in quanto nelle trasformazioni è meglio una polpa non deliquescente, soprattutto per quanto riguarda le pesche sciroppate. Inoltre, la polpa è associata strettamente al nocciolo (frutto non spiccagnolo) e questa è una caratteristica ricercata dall’industria per motivi di catena di montaggio e per evitare imbrunimenti della polpa nella zona dove il seme si stacca.

Il pesco sviluppa i frutti su rami misti che portano gemme miste prevalentemente: prevalentemente tre gemme per nodo a fiore o a legno. Le formazioni fruttifere sono portate sui rami misti ma ci sono poi altre conformazioni più rare, ossia brindilli e mazzetti di maggio. La fioritura è quasi contemporanea per tutti i fiori, è intensissima e se la potatura non è adeguata ci possono essere troppi fiori. Il fiore di pesco è rosa o più raramente bianco. Il pesco può essere usato come specie da fiore e in quel caso tutte le formazioni dei fiori si trasformano in petali arrivando anche alla ventina. Nel pesco da frutto il pesco ha 5 petali, 5 sepali, numerosi stami, l’ovario mono-carpellare e un ovulo (raramente 2 o 3). È importante ricordare che perché avvenga la fioritura è necessario che vengano superate le unità in freddo che per la maggior parte delle varietà europee si aggira sulle 600 ore. Esistono però varietà con un bassissimo bisogno di unità in freddo (sulla decina) ed esiste un genotipo che non ha tale bisogno. Le varietà di pesco vengono praticamente tutte dal Nord America e in funzione dell’origine la situazione cambia: le varietà del Sud e Nord Carolina hanno un fabbisogno in freddo maggiore rispetto a quelle della California. C’è grande allegagione da parte del pesco. Con la cascola naturale di giugno cadono dei fiori ma è comunque necessario effettuare diradamento: in caso contrario non si ha pezzatura adatta, con frutti troppo piccoli (i frutti grandi sono pagati di più di quelli piccoli).

Portinnesti

I portinnesti nel pesco sono importanti perché consentono di fare il ristoppio: coltivare pesco dove era stato coltivato in precedenza. Soprattutto l’ibrido pesco x mandorlo (GF 677) permette di evitare tale fenomeno. Altre opzioni:

  • Franco slavo
  • Ibridi davidiana x persica: tentano di portare ad una riduzione della taglia che permette di lavorare da terra.

In alcuni casi i portinnesti sono usati perché consentono di superare problemi legati a malattie del terreno, in particolare nematodi nel caso del pesco.

Forme di allevamento

Forme di allevamento per consentire alla pianta di sviluppare tutto il suo potenziale vegetativo senza comprimerla molto. Le potature sono importanti in quanto il pesco è una delle specie che più ne richiede. Le forme di allevamento principali del pesco sono:

  • Storicamente veniva allevato a vaso: la forma a volume ancora utilizzata è quella del vaso contenuto basso o il vaso catalano. Queste forme intercettano molto bene la radiazione luminosa e pertanto è la più utilizzata.
  • Palmetta: è una forma in parete e quindi tendenzialmente piatta. Tende ad intercettare meno bene la radiazione luminosa e pertanto è necessario uno spazio nell’interfila ampio.

Sesti d’impianto più comuni per le principali forme di allevamento del pesco:

Per la preparazione del vaso

Primo anno:

  • Messa a dimora degli astoni secondo uno schema scelto dall’agricoltore. Gli astoni sono acquistati dal vivaista.
  • Taglio di accorciamento dall’astone a mezzo metro interrompendo la crescita della freccia e stimolando la germogliazione delle gemme a legno. Idealmente se ne dovrebbero avere almeno 3 a 120 gradi l’una dall’altra. Questa distribuzione può essere forzata piegando uno dei germogli nella posizione giusta.
  • Se ce ne sono più di tre questi vengono cimati perché ci serve formare un cespuglietto in modo da avere sufficiente superficie fotosintetizzante per fare in modo che la pianta cresca velocemente;
  • I 3 germogli principali si accrescono e l’obiettivo è quello di assicurare la distribuzione spaziale e abbassarli e allargarli. Sono abbassati con dei picchetti o dei tiranti o delle aste per tenerli verso il basso in quanto tenderebbero ad alzarsi.
  • Potrebbe accadere che delle anticipate sulle tre branche possano germogliare: se vigorose vanno eliminate subito perché possono entrare in concorrenza con la branca, se deboli quelle verticali e dorsali sono quelle che portano più fastidi mentre quelle centrali si possono semplicemente cimare.

Secondo anno:

  • Si deve continuare a garantire la crescita radiale delle tre branche e bisogna fare in modo che la parte centrale del vaso non venga svestita (non si impoverisca di germogli).
  • Molto probabilmente è possibile rimuovere i picchetti;
  • Per mantenere l’apertura corretta si devia su rami ventrali di due anni
  • Si lavora sempre su rami di due anni perché tagliando su rami di un anno la risposta del pesco è quella di germogliare tantissimo. Il ramo di un anno viene tolto al secondo anno.
  • Una prima potatura verde ai primi di maggio, quando i germogli sono lunghi 10-15 cm, che consiste nella cimatura alla prima gemma di tutti i germogli dorsali, soprattutto se vigorosi;
  • Una seconda potatura verde tra luglio e settembre (se si tratta di una cultivar precoce si può attendere dopo la raccolta, altrimenti si interviene a giugno-luglio). La potatura è fatta con gli stessi criteri del punto precedente e completata con la 'torsione' dei germogli laterali vigorosi.
  • Le due potature verdi devono essere tempestive e sono indispensabili per eliminare tutti i germogli vigorosi della metà distale delle branche. Ciò permette di mantenere rivestita la parte basale della branca.

Al terzo anno è necessario fare la deviazione definitiva delle branche. Questa deve essere fatta in agosto-settembre con un taglio su legno di 2 anni e non su legno di 1 anno che richiamerebbe troppa vegetazione, deviando su un germoglio dell’anno.

La potatura invernale non viene fatta se non per aggiustare le potature estive e, in ogni caso, è preferibile anticiparla a settembre-ottobre, quando i germogli hanno arrestato la crescita vegetativa ma la pianta è ancora in attività. L’operazione, fatta quando la pianta è ancora in attività, favorisce la cicatrizzazione dei tagli.

Al centro della pianta ci interessa mantenere un certo numero di germogli per avere una produzione anche all’interno. Un vaso veronese viene sostituito ogni 14-15 anni per cambiare la varietà.

La palmetta è una forma di allevamento piuttosto alta e quindi la raccolta deve essere svolta con i carri. Il Tatura è una forma di allevamento ad Y in cui si ha una impalcatura bassa delle branche che crescono verso l’interfila. Intercetta benissimo la luce avendo due lunghissime branche su cui crescono i germogli a frutto. Si presta molto bene in aree dove c’è una buona intercettazione luminosa, a Sud, dove il sole tende a stare sullo zenit.

Per ogni forma è necessario fare un diradamento dei frutti: i fiori che rimarranno sulla pianta sono il 5% del totale. Il diradamento si può fare a mano ma è costoso oppure si possono usare dei presidi chimici come il CEPA che libera etilene (40-60 ppm). 40-60 giorni dopo la fioritura, quando i frutti hanno diametro di 24 mm si ha la cascola.

Raccolta

La raccolta delle pesche inizia, nell'ambito di ciascuna cultivar, quando la polpa dei frutti più esposti al sole comincia a cedere al tatto. La raccolta è dilazionata in 3-5 stacchi e si conclude in 7-10 giorni. La raccolta viene fatta in parte da terra e in parte su carri a piattaforme mobili. Il prodotto viene raccolto e movimentato esclusivamente su cassette, data la poca resistenza alle manipolazioni dei frutti. Oppure le pesche possono essere posizionate in Beans dove si formano strati di frutta e perciò questa deve essere più resistente. Le pesche da industria possono venire raccolte a macchina, per scuotimento. Le pesche hanno vita di conservazione brevissima, che non va oltre i 10-12 giorni. In atmosfera controllata (0°C, 1% ossigeno, 10 % CO) si possono conservare alcuni giorni in più.

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/03 Arboricoltura generale e coltivazioni arboree

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher NicolasG98 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Frutticoltura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Cipriani Guido.
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