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Appunti di psicologia dinamica su: Freud: traumi sessuali, tecnica delle libere associazioni, L'isteria, le fobie, le ossessioni, Teoria trauma infantile, Meccanismi di difesa, L'interpretazione dei sogni e il primo modello dell'apparato psichico, Psicopatologia della vita quotidiana, Lo sviluppo psicosessuale dall'infanzia all'età adulta, La tematizzazioe del narcisismo e la teoria delle psicosi,... Vedi di più

Esame di Psicologia dinamica docente Prof. F. Gazzillo

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Il piccolo rinuncia di appagare i suoi desideri per la madre per timore di essere evirato dal padre e

allora rivolge i suoi desideri sessuali al padre ma a quel punto comporende che anche l'amore per

il padre ha come esito la castrazione e che quindi deve ugualmente rinunciare.

- Complesso edipico positivo => desiderio sessuale verso madre

- Complesso edipico negativo => desiderio sessuale verso padre

A differenza dei maschi le femmine devono modificare in un duplice senso le proprie preferenze

sessuali, devono sostituire il padre alla madre come oggetto principale degli investimenti libidici e

la vagina alla clitoride come zona erogena principale.

Quando una bambina si accorge che i maschi, padre, hanno qualcosa che a lei manca, il pene, il

rapporto tra madre e figlia si incrina, la bambina prova invidia per il pene che non ha ma che altri

hanno e inizia a odiare la madre che non le ha fornito con l'organo. L'invidia del pene, che è la

forma specifica assunta dal complesso di evirazione della donna, dà così il via al complesso edipico

positivo della bambina. Nella maggior parte dei casi la bambina abbandono la sessualità clitoridea,

prende ad odiare la madre che l'ha ingiustamente privato del pene e si rivolge al padre come oggetto

sessuale. In questo senso all'inizio il padre è poco più di un appendice del pene. Gradualmente il

desiderio per il padre diventa poi desiderio di avere un figlio dal padre, così che il figlio si rivela

erede del pene che la piccola avrebbe voluto ricevere.

Anche i deisderi edipici della bambina sono però destinati alla frustrazione e questa frustrazione è il

motivo per cui la piccola finirà per rinunciarvi.

Fase di latenza

Dai 6 agli 11 anni di vita, lo sviluppo psico-sessuale attraversa una fase di latenza.

Il tramonto del complesso edipico cede il passo all'emergere o al consolidarsi dei sentimenti morali,

estetici e sociali che si oppongono alla ricerca di appagamento delle pulsioni sessuali infantili, in

primis l'orrore, il pudore, il disgusto e il dolore.

E così, nel corso della fase di latenza, lo sviluppo e l'intensità delle pulsioni va incontro a una

battuta di arresto, e anche se la sessualità infantile e i desideri edipici permangono attivi nell'

inconscio rimosso, il comportamento e la vita psichica cosciente sono trasformati dall'emergere di

loro formazioni reattive, sublimazione, manifestazioni inibite della meta, i primi segni del futuro

carattere della persona.

Nel corso della fase di latenza, il piccolo lotta contro la tentazione di masturbarsi, i suoi rapporti

con i genitori sono caratterizzati da un affetto non sensuale. Orientamento affettivo inibito nella

meta verso i genitori (affetto non per riproduzione)

Pubertà e adolescenza

Nel corso dell'adolescenza, il ragazzo dovrà affrontare diverse sfide evolutive di importanza

fondamentale. In primo luogo il riemergere della masturbazione e la cresciuta intensità dei desideri

sessuali porteranno nuovo energia alle vestigia inconscia del complesso edipico.

L'adolescente riorganizza e riformula a posteriori le proprie esperienze infantili alla luce del suo

sviluppo intellettuale, culturale, morale e sessuale, con tutte le distorsioni del caso e la creazione di

miti personali.

Ulteriore compito dell'adolescenza è quello di riunire la libido non inibita nella meta, che

nell'inconscio investe ancora le rappresentazioni rimosse nel complesso edipico, con quella inibita

nella meta, investita in gran parte nella relazione reale con i genitori, in modo da gettare le basi per

un legame di amore e attrazione sessuale verso un oggetto esterno alla famiglia.

Sempre nel corso dell'adolescenza poi, l'essere umano deve superare l'ambivalenza della sua vita

amorosa cioè il coesistere di sentimenti di amore odio diretti verso la stessa persona e riuscire a

relazionarsi a oggetti interi. Dirigere l'attenzione verso l'esterno.

La pubertà e la menopausa sono i due momenti della vita per eccellenza in cui una patologia

psichica può emergere anche in assenza di eventi esterni di particolare rilevanza, il mutamento

quantitativo dell'intensità della libido tipico di queste fasi mette infatti di per sè in discussione gli

equilibri tra impulsi e difese che sono stati stabiliti nell'infanzia.

La tematizzazioe del narcisismo e la teoria delle psicosi

Nel saggio "Introduzione al narcisismo" Freud tematizza per la prima volta in modo sistematico il

costrutto del narcisismo.

Freud vede il narcisismo come una perversione in cui il soggetto tratta il proprio corpo come se

fosse il corpo del proprio oggetto erotico.

Fenomeni clinici che mettono in luce il narcisismo (“complemento libidico dell'egoismo”)

- Il distacco dal mondo esterno mostra come è possibile ritirare il proprio investimento libidico e le

pulsioni dell'Io dal mondo esterno per renderlo affettivamente poco rilevate.

- Il delirio di grandezza visto come iper-investimento libidico del proprio io: libido sottratta agli

oggetti accrescendo la considerazione che si ha di se e del proprio potere.

Un altro tema che Freud riconduce a rivisita grazie al narcisismo è quello della scelta dell'oggetto

sessuale. Tale scelta può essere compiuta..

- Per appoggio : la libido rende erogene le parti del corpo coinvolte nell'appagamento delle pulsioni

di autoconservazione ed investe gli oggetti che appagano tali pulsioni. Il bisogno del soggetto è

quello di amare l'oggetto.(la donna nutrice/uomo protettivo)

- Di tipo narcisistico : la libido investe gli oggetti che che più assomigliano o sembrano

appartenere al soggetto.

L'amore oggettuale chiede all'oggetto di lasciarsi amare,quello narcisistico chiede all'oggetto di

amare il sé. Nella scelta narcisistica è implicito uno spostamento della libido originariamente rivolta

al se sull'oggetto che finisce per prendere il posto del sé infantile narcisisticamente investito.

Per mezzo dell'oggetto il soggetto ama se stesso.

Freud propone il costrutto dell'ideale dell'io, ovvero la rappresentazione di ciò che il soggetto

pensa di dover essere per sentirsi perfetto, (erede del narcisismo primario dell'infanzia).

Questo reca in sé le tracce delle critiche che il soggetto ha subito dai genitori e dalla società.

Il senstimento di sé (autostima) degli adulti scaturisce da: Il narcisismo primario residuo +

l'assimilazione tra Io e Ideale dell'io,che fa sentire onnipotenti + amore oggettuale ricambiato,che

rende indistinguibili libido oggettuale e narcisistica.

La teoria delle pulsioni

Nel saggio “Pulsioni e loro destini”, Freud ribadisce che alla base della teoria vi è il postulato

biologico secondo cui il sistema nervoso è un apparato con la funzione di eliminare o ridurre al

minimo gli stimoli che provengono:questo è il principio di costanza,il substrato biologico del

processo di piacere.

Le pulsioni sono stimoli costanti che provengono dall'interno dell'organismo e non possono essere

eluse con la fuga.Per essere appagate richiedono una modifica della fonte interna dello stimolo che

ne è alla base, questa modifica passa necessariamente per una modifica del mondo esterno.

Di ogni pulsione è possibile individuare: spinta + meta + fonte + oggetto

Lo sviluppo delle pulsioni sessuali implica un passaggio da una condizione autoerotica e

narcisistica a una di investimento oggettuale.

Lo sviluppo psichico implica il passaggio da Io-realtà primordiale,narcisisticamente investito di

libido, a un Io-piacere allo stato puro che introietta tutto ciò che è piacevole e proietta ciò che è

spiacevole. La costituzione e il mantenimento di quest'ultimo è funzione del p.di piacere. Solo alla

fine si arriverebbe all'Io-realtà adulto, genitale e davvero capace di amare ciò ce è diverso ed

estraneo a sé.

La comprensione psicoanalitica della depressione e i primi passi verso la riformulazione della

metapsicologia

Sostanziale somiglianza tra la fenomenologia della melanconia (depressione) e quella del lutto.

La melanconia è psichicamente caratterizzata da un profondo e doloroso scoramento, da un venir

meno dell'interesse per il mondo esterno, dalla perdita della capacità di amare, dalle inibizioni di

fronte a qualsiasi attività e da un avvilimento del sentimento di sé che si esprime in autorimproveri

e autoingiurie e culmina nell'attesa delirante di una punizione.

Il lutto presenta le medesime caratteristiche ma in questo non compare il disturbo del sentimento di

sé. Il lutto profondo ossia la reazione alla perdita di una persona amata implica lo stesso doloroso

stato d'animo, la perdita di interesse per il mondo esterno, la perdita della capacità di scegliere un

qualsiasi nuovo oggetto d'amore, l'avversione per ogni attività che non si può anche il rapporto con

la sua memoria. Queste inibizioni e limitazioni dell' Io esprimo una dedizione esclusiva al lutto che

non lascia spazio ad altri interessi.

In cosa consiste il lavoro svolto dal lutto?

L'esame della realtà ha dimostrato che l'oggetto amato non c'è più e comincia ad esigere che tutta la

libido sia ritirata da ciò che è connesso con tale oggetto. Contro tale richiesta si leva un'avversione

ben comprensibile. Questa avversione può essere talmente intensa da sfociare in un distaccamento

dalla realtà, in una pertinace adesione all'oggetto, consentita dall'instaurarsi di una psicosi

allucinatoria da desiderio. La normalità è che il rispetto della realtà prenda il sopravvento.

Tuttavia questo compito non può essere realizzato immediatamente.

Tutti ricordi le aspettative con riferimento ai quali la libido era legata all'oggetto vengono evocati e

soprainvestiti uno a uno, e il distacco della libido si effettua in relazione a ciascuno di essi.

Una volta portato a termine il lavoro del lutto, l'io ridiventa in effetti libero e disinibito.

Un secondo elemento comune a lutto e melanconia è che entrambi le condizioni sono scatenati dalla

perdita di un oggetto concreto o astratto, anche nel caso della malinconia questa perdita può essere

più sfumata e persino inconscia.

Ma tra lutto e melanconia saltano agli occhi anche due differenze:

- Nel caso del lutto la persona sente che il suo mondo si è svuotato perché l'oggetto è amato e poi

perduto, mentre in quello della melanconia è il proprio io che appare al paziente svuotato.

- In secondo luogo il melanconico presenta un violento avvertimento del sentimento di sé, che si

concretizza in autoaccuse, sensi di colpa e una potente autosvalutazione. Pur avendo una stima

bassissima di sé, il soggetto melanconico non prova vergogna a mettersi a nudo davanti agli altri

(si lamenta). Probab dietro lamentela c'è aggressività rivolta verso gli altri.

Le esplorazioni psicoanalitiche portano quindi Freud e ipotizzare che la melanconia sia il risultato

di un processo di introiezione dell'oggetto in conseguenza della sua perdita.

Questo processo, che costituisce una regressione dell'investimento oggettuale a quello narcisistico, è

complicato dal fatto che la relazione con l'oggetto era connotato a sua volta da narcisismo e

ambivalenza. Quindi in conseguenza della perdita, la componente libidica dell'ambivalenza trova

appagamento regressivo per mezzo della sua introiezione e quella distruttiva si rivolge contro il Sè

della persona.

L'odio che soggetto melanconico prova per se stesso è dunque in realtà odio per un oggetto perduto

con cui si è identificato riproponendo un processo che aveva già avuto luogo nell'infanzia.

Se nella melanconia l'ideale dell'io e l'Io sono in conflitto tra loro, nella mania l'io si assimila

all'ideale dell'io.

Un nuovo modello della mente e una nuova teoria delle pulsioni

Lo studio delle nevrosi di guerra, delle nevrosi traumatiche e dei sogni che vi sono connessi, e

l'osservazione dei giochi dei bambini attirano l'attenzione di Freud su un insieme di fenomeni che

sembrano spiegati in modo non del tutto adeguato dagli strumenti concettuali elaborati dalla

psicanalisi fino a quel momento.

Osservazione del gioco del Rocchetto

L'Io cercherebbe di appropriarsi a posteriori di una situazione traumatica che è stata tale anche

perché vissuta senza una preparazione angosciosa che avrebbe permesso un sovrainvestimento

difensivo del sistema P-C. I traumi sono situazioni spaventanti proprio perché inattese e colgono il

soggetto psichicamente impreparato. La ripetizione permetterebbe all'Io di abreagire e di legare le

energie psichiche libere con le quali il trauma ha allagato la mente.

Ma questa spiegazione non chiarisce i motivi per cui anche nelle nevrosi da transfert che si sviluppa

durante il trattamento analitico vengono ripetuti dolorosi traumi che hanno caratterizzato lo

sviluppo psichico. Freud ipotizza l'esistenza di una coazione a ripetere che si colloca al di là del

principio di piacere e sembra esprimere un elemento pulsionale del tutto primitivo e demoniaco.

Le pulsioni di vita o Eros che includerebbero tanto la libido quanto le pulsioni di

autoconservazione e che avrebbero quale fine quello di unire più individui singoli e comporre unità

più ampie del vivente. Le pulsioni di vita sarebbero nate quando una qualche forza esterna avrebbe

frammentato la materia organica originariamente unità e il loro fine sarebbe ristabilire l'unità

originaria del vivente. Eros sarebbe inoltre alla base del principio di piacere, laddove il piacere non

è più ricondotto alla riduzione assoluta degli stimoli ma a una loro qualità ignota o al ritmo dei

fenomeni di accumulo e scarica.

Le pulsioni di morte o thanatos sarebbe invece alla base dei fenomeni catabolici di repulsione e

delle tendenze autodistruttive, avrebbero quale obiettivo quello di dividere scomporre la materia

organica fino a riportarla a un'originaria condizione inorganica e, deflesse sul mondo esterno

dall'incontro con Eros narcisistica, darebbero vita alla distruttività umana.

A Thanatos sarebbe ascrivibile di principio di Nirvana, inteso come tendenza a ridurre a zero gli

stimoli. Dal punto di vista cognitivo il rifiuto, la ripulsa, la negazione sarebbero espressione di

thanatos e lo sputare via e l'evacuare le loro prime manifestazioni somatiche.

Eros modifica il principio di Nirvana connessa a Thanatos, che vorrebbe ridurre a zero gli stimoli,

trasformandolo in principio di piacere, il vero custode della vita, e l'incontro con la realtà trasforma

il principio di piacere in principio di realtà.

Alla luce della nuova teoria delle pulsioni, tutta la vita può essere intesa come espressione della

lotta tra pulsione di vita e pulsione di morte.

Eros trasforma la pulsione di morte in uno strumento per ferire e aggredire l'altro (ferire gli altri per

proteggere se stessi da pulsione di morte).

Le pulsioni sono originariamente divise poi nel corso dello sviluppo si impastano (sadismo fase

orale e anale è forma di incontro incompleto tra pulsioni). Con completamento sviluppo, il sadismo

viene superato perchè la pulsione di vita prende il sopravvento, pulsione di morte come assertività.

L'Io e l'Es

È probabile che il motivo principale che spinge Freud a rivedere il suo modello dell'apparato

psichico sia la notazione per cui l'operare delle difese e delle resistenze è tante inconscio quanto lo

è il rimosso, ragion per cui l'idea che il conflitto psichico sia riconducibile a un inconscio cui si

oppone un preconscio si rivela sbagliata.

Se le resistenze sono anch'esse inconsce e si può a buon diritto ipotizzare l'esistenza di una

resistenza alla presa di coscienza delle resistenze, allora anche una parte rilevante del io è di fatto

inconscia quanto il sistema inconscio. Ne consegue che è più aderente ai fatti ipotizzare che nella

mente si contrappongono due stanze che si differenziano prima di tutto in virtù del loro grado di

coerenza e organizzazione.

Io

- Nucleo coerente organizzato dei processi psichici

- In parte cosciente, in parte preconscio in parte in conscio.

- L'io si sviluppa a partire dal contatto con la realtà esterna, tanto che possiamo considerare il

sistema P-C come il suo nucleo e possiamo attribuire ad esso i sistemi mnestici e quindi il

controllo della motilità volontaria e di tutti i processi psichici parziali, le attività di censura e

quelle rimuoventi, nonchè l'esame di realtà.

- Nell'io dominano il principio di piacere ma soprattutto quello di realtà e le energie psichiche sono

legate al processo secondario, i processi dell'io sono gli unici a potersi conformare alle leggi della

logica del realismo.

- Rappresentazioni di cose associate a rappresentazione di parole

Es

- Parte non organizzata incoerente della mente

- Contiene il rimosso e sede delle pulsioni (crogiuolo di eccitamenti ribollenti).

- Le leggi del pensiero logico non valgono per i processi dell'es, non conosce nè giudizio di valore

nè bene nè male nè moralità.

- Le rappresentazioni inconsce dell'es si producono in relazione a qualche materiale ignoto

- L'es può funzionare tanto secondo il principio di piacere, di Nirvana o coazione a ripetere.

Freud aveva ipotizzato che a partire dalla rinuncia al narcisismo infantile per mezzo

dell'idealizzazione dei genitori, poi introiettati, nella mente si sviluppa un ideale dell'io che indica

all'Io la strada per raggiungere gradi via via superiori di perfezione che viene proiettato sui capi, sul

l'ipnotizzatore sui propri oggetti di amore.

Il tramonto del complesso di Edipo cederebbe il passo proprio alla formazione per introiezione di

questa nuova struttura che ora Freud chiama Super-io.

Il super-io cui spettano le funzioni di auto-osservazione, ideale dell'io e coscienza morale, sarebbe

quindi l'esito dell'introduzione dei genitori idealizzati dell'infanzia che consegue la rimozione del

complesso edipico.

Il super io, nucleo dell'etica e della religione, è spesso estremamente severo e nel suo attaccare l'io,

provoca sensi di colpa e i confronti tra io e ideale dell'io sono avvertiti dal soggetto come sensi di

inferiorità e inadeguatezza. Questo lascia pensare che questa struttura si alimenti di pulsioni

aggressive di cui anzi sembra una coltura pura. E' dunque possibile sostenere che quello che era un

conflitto tra es e io, tra le proprie pulsioni e ciò che esige la realtà, adesso può diventare un conflitto

tra es e superio mediato dall'io e il super io è un precipitato tanto nella prolungata impotenza

infantile quanto dell'inizio in due tempi della vita sessuale.

- Conflitti io-es: patologie nevrotiche

- Conflitti io-realtà: patologie psicotiche

- Conflitti io-super io: melanconia/depressione

Se la libido contribuisce agli sviluppi nevrotici alimentando la formazione di sintomi, il contributo

dell'aggressività alla patogenesi avrebbe a che fare con i sensi di colpa e il bisogno masochistico di

punizioni tipico delle patologie psichiche.

- Le persone che subito prima o subito dopo aver conseguito un successo importante o aver

realizzato un desiderio di lunga durata, finiscono per ammalarsi o farsi del male. Freud giunge alla

conclusione che queste persone finiscono per essere vittime di un potente senso di colpa di cui non

sono consapevoli e che questo senso di colpa deriva dall' equazione inconscia tra successo e

trionfo edipico. Se conseguire il successo agognato equivale a uccidere il genitore dello stesso

sesso e possedere quella del sesso opposto allora il successo non deve essere conseguito o bisogna

pagare un pesante scotto.

- In modo analogo Freud aveva spiegato il comportamento di quelli che aveva chiamato criminali

del senso di colpa, queste persone finirebbero per commettere dei crimini a causa di un senso di

colpa preesistente di cui non riescono a spiegare l'origine.

- Un altro tipo di fenomeno che Freud riesce a spiegare in modo più compiuto per mezzo delle

ipotesi relative al super-io è quello delle reazioni terapeutiche negative. Con questo termine si

intende il paradossale peggioramento delle condizioni psichiche a cui alcuni pazienti vanno

incontro quando il trattamento analitico procede bene. Quanto migliora il lavoro analitico tanto più

le loro condizioni cliniche peggiorano.

Freud ipotizza che questo senso di colpa nasca dal complesso edipico ma la sua spiegazione si

arricchisce di nuovi elementi:

- Il senso di colpa può essere inteso come una prosecuzione interna del conflitto con il rivale

edipico, che ora è diventato uno scontro tra Super io e io.

- In questo scontro l'io mostra un atteggiamento masochistico nei confronti del super-io cercando la

punizione come fosse l'appagamento di un suo desiderio.

Il problema economico del masochismo

Pazienti perversi masochistici: trarre piacere dal vivere situaz relazional che procurano sofferenza e

umiliazione. Regress a fase sadico anale, desideri edipici producono forte angoscia.

Non seguono principio di piacere.

Il masochismo è concettualizzato come l'investimento libidico del tentativo di padroneggiare i

propri organi a cui segue una sostituzione del se con un oggetto esterno e che successivamente può

cedere il passo a un nuovo rivolgimento contro il sè che lo trasforma nel masochismo clinico, il

masochismo in senso stretto quindi è visto come un fenomeno secondario, come sadismo

introiettato, anche se il piacere del sadico avrebbe sempre una spiccata base masochistica in quanto

derivato dall'identificazione parziale con la vittima e con il doloroso piacere che quest'ultima prova.

Freud ipotizza l'esistenza di un masochismo primario che deriva da quella parte della pulsione di

morte che resta investita nell'organismo e si lega alla pulsione di vita, che invece ha fatto sì che una

gran parte di thanatos fosse deflessa sul mondo esterno e gestita dalla muscolatura.

Questo masochismo primario avrebbe basi biologiche, costituzionali, si manifesterebbe sotto forma

di piacere derivante da stimoli dolorosi di particolare intensità. Il rivolgimento contro di sé di un


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Appunti di psicologia dinamica su: Freud: traumi sessuali, tecnica delle libere associazioni, L'isteria, le fobie, le ossessioni, Teoria trauma infantile, Meccanismi di difesa, L'interpretazione dei sogni e il primo modello dell'apparato psichico, Psicopatologia della vita quotidiana, Lo sviluppo psicosessuale dall'infanzia all'età adulta, La tematizzazioe del narcisismo e la teoria delle psicosi, La teoria delle pulsioni, La comprensione psicoanalitica della depressione, L'Io e l'Es, Il problema economico del masochismo , La seconda teoria dell'angoscia.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in psicologia e processi sociali
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AliceDP97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia dinamica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Gazzillo Francesco.

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