Dalle innovazioni tecniche alla costruzione di una teoria generale della nevrosi
Condizione indispensabile per l'acquisizione dell'isteria
La condizione indispensabile per l'acquisizione dell'isteria è costituito da un rapporto di incompatibilità tra l'io e una rappresentazione e questa incompatibilità viene risolta allontanando la rappresentazione dalla coscienza, rimuovendola e dunque rendendola inaccessibile al ricordo. Nella coscienza si produce così intenzionalmente una scissione e le emozioni suscitate dall'avvenimento si traducono in sensazioni o dolori di tipo fisico convertendo in una innervazione somatica l'eccitamento prodotto dall'avvenimento intenzionalmente dimenticato.
I traumi sessuali rimangono senza effetto e acquistano solo successivamente la loro potenza traumatica quando in adolescenza lo sviluppo puberale ne rende chiaro il significato sessuale ostacolandone l'integrazione nell'io. Se da un lato la resistenza si presenta come un ostacolo che rischia di bloccare il lavoro terapeutico, dall'altra è proprio la resistenza che permette di riconoscere al loro emergere i ricordi patogeni.
Il metodo analitico in psicoterapia
Freud si avvia ad abbandonare qualsiasi tipo di tecnica attivamente suggestiva e a basare il suo nuovo modo di psicoanalisi sulla tecnica delle libere associazioni. Questa nuova tecnica permetterà di raccogliere dei dati validi sulla vita interiore dell'uomo e di operare una svolta metodologica fondando una nuova disciplina.
L'applicazione di questo metodo di trattamento non solo alle isterie, ma alle nevrosi in generale, permetterà a Freud di identificare in eccitamenti di natura sessuale o conflitti attuali o esiti di episodi trascorsi, la causa delle diverse manifestazioni nevrotiche e di considerare le nevrosi in generale come perturbazione della funzione sessuale.
Freud non mira più semplicemente riportare alla luce un ricordo dimenticato ma piuttosto ad attivare quel lavoro mentale che il paziente si era evitato ricorrendo alla difesa, e al cui intervento si deve attribuire la mancanza di abreazione. L'isteria, le fobie, le ossessioni hanno dunque la stessa radice, il tentativo di sottrarsi a una situazione incompatibile e possono essere fatti rientrare sotto la stessa etichetta di psiconevrosi.
In queste due psiconevrosi sintomi, pur avendo identica funzione, e cioè quella di evitare di affrontare un conflitto di incompatibilità fra l'io è una serie di rappresentazioni, affetti, sensazioni derivano da due diversi meccanismi: la conversione (disturbo somatico) e la formazione di un falso nesso (l'affetto separato definitivamente dalla rappresentazione è costretto perciò a restare nella sfera psichica e spostato su una nuova rappresentazione).
Le nevrosi attuali cioè la nevrastenia e la nevrosi d'angoscia i cui sintomi sono principalmente costituiti da stanchezza psicogena ed attacchi di angoscia. Le nevrosi attuali vengono ricondotte a irregolarità ed anomalie della vita sessuale attuale che ostacolano il normale soddisfacimento dei bisogni sessuali.
Teoria trauma infantile
- I futuri nevrotici sono stati vittime di un trauma sessuale infantile che spesso nell'immediato è stato privo di conseguenze psichiche rilevanti.
- Lo sviluppo intellettuale e sessuale puberale ha reso a posteriori traumatiche le seduzioni infantili permettendo al soggetto di comprenderne l'esatta natura e ha messo all'opera dei processi difensivi che sono sfociati in alterazioni più o meno rilevanti del comportamento e del carattere che hanno la forma di misure restrittive rispetto ai desideri del soggetto.
- Un evento che si è verificato nell'adolescenza o nella prima età adulta attiva tracce mnestiche dei traumi infantili.
- Il conflitto tra il ritorno nella coscienza dei ricordi rimossi dei traumi antichi e le difese che a esso si oppongono, determinano la produzione di sintomi che rappresentano forme di compromesso tra le due intenzioni contrastanti.
L'isteria viene ricondotta così a un trauma subito in maniera passiva mentre la nevrosi ossessiva troverebbe la propria origine in trauma passivo seguito da esperienze sessuali attivamente ricercate. Non tutti i pazienti nevrotici possono essere stati abusati realmente, abusi sessuali non erano veri ricordi ma ricostruzioni fatte con paziente. I ricordi di abusi sono in realtà fantasie con funzione di appagare desideri. Se esistono fantasie con un impatto reale significa che anche i bambini nutrono desideri di natura sessuale.
Meccanismi di difesa
- Rimozione: meccanismo ipotetico che esclude dalla coscienza le tracce mnestiche degli eventi traumatici e si oppone al loro ritorno nella coscienza stessa.
- Conversione: processo per mezzo del quale gli aspetti connessi alle rappresentazioni rimosse determinano delle alterazioni del funzionamento automatico e organico.
- Spostamento: gli aspetti originariamente connessi alle rappresentazioni rimosse sono vincolati a rappresentazioni associativamente connesse alle prime ma semanticamente lontane da esse.
- Proiezione: un desiderio, un impulso o un effetto rimosso vengono attribuiti all'oggetto (persona) a cui sono originariamente rivolti.
- Distacco dalla realtà (disinvestimento dalla realtà): ritiro dell'investimento da porzioni di realtà che provocano dolore.
L'interpretazione dei sogni e il primo modello dell'apparato psichico
Freud è colpito dal fatto che i suoi pazienti mentre gli raccontano della propria vita e degli eventi associativamente connessi ai propri sintomi, spesso riportano anche i loro sogni. Applicando il metodo delle libere associazioni agli elementi che compongono i sogni, Freud giunge a considerare i sogni come atti psichici intellegibili e dotati di senso, testi manifesti che al tempo stesso esprimono e nascondono i pensieri onirici latenti. Il lavoro che permette di passare dai primi ai secondi è quello associativo mentre quello che trasforma i pensieri onirici in sogni manifesti è quello che Freud chiamerà il lavoro onirico.
Fonti e funzioni dei sogni
Freud si accorge che i sogni sono espressioni deformate dei pensieri connesse a eventi rilevanti della vita diurna: Le fonti possibili del materiale di questi sono composti sono infatti uno o più eventi reali o psichici del giorno del sogno che trovano rappresentazione diretta o mediata nel contenuto onirico manifesto ovvero nel sogno sognato, ricordato e narrato. Questi eventi hanno alimentato pensieri chiamati i residui diurni che rischierebbero di turbare il sonno del sognatore se dovessero essere pensati coscientemente. Il sogno assolve dunque la funzione di guardiano del sonno.
Ma se questi pensieri precoci permettono di comprendere un primo livello di senso del testo unico manifesto e sono connessi al materiale che lo sostituisce, l'energia necessaria a produrre un sogno proviene dal passato da desideri sessuali infantili. Questo è il secondo livello di senso del sogno ed è da qui che deriva la formula i sogni sono appagamenti di desideri infantili rimossi.
Il lavoro onirico
Freud giunge ad articolare in cinque punti i fattori responsabili del lavoro onirico (processo che trasforma i pensieri onirici in sogni manifesti) e della deformazione dei pensieri onirici latenti:
- La condensazione: un singolo elemento del testo onirico manifesto rimanda a più catene di pensieri onirici latenti.
- Lo spostamento: gli elementi rilevanti dei pensieri onirici latenti vengono rappresentati nei sogni manifesti da loro sostituti per associazioni più periferici e meno rilevanti.
- Il simbolismo: alcuni temi ed elementi connessi per lo più alla nascita, la morte, corpo e alla vita familiare e sessuale trovano espressione nei sogni per mezzo di significanti relativamente fissi che compaiono nel testo manifesto e rispetto ai quali i pazienti non riescono a produrre libere associazioni.
- Le considerazioni relative alla raffigurabilità: dato che il linguaggio dei sogni è costituito prevalentemente da immagini, il lavoro onirico è costretto a scegliere, tra gli elementi dei pensieri onirici latenti, quelli che meglio si adattano a essere rappresentati in forma plastica, e da qui deriva l'estrema difficoltà con cui sogni possono rappresentare nessi logici astratti.
- La rielaborazione secondaria: trasformare la giustapposizione tra i vari elementi del testo manifesto di un sogno assemblati dal lavoro onirico in un racconto relativamente coerente.
La deformazione onirica
Stabilito che un sogno è da una parte espressione dei pensieri connessi a eventi rilevanti del giorno del sogno, e dall'altra il tentativo di appagare per via allucinatoria desideri infantili rimossi, resta ancora da chiarire per quale motivo la mente operi una deformazione dei pensieri onirici latenti nella costruzione del sogno manifesto.
- La psiche che dorme funziona in modo più infantile primitivo e può dare maggior spazio ai suoi desideri e ai processi psichici arcaici perché gli accessi alla motilità sono inibiti in virtù dello stato di sonno e i processi di deformazione descritti sembrano seguire un modo di pensare che può essere definito illogico, irrealistico e arcaico.
- I desideri infantili rimossi contribuiscono al funzionamento psichico più primitivo perché affondano le proprie radici proprio nella preistoria dell'individuo.
- La parte più adulta, razionale e realistica della mente, vincolata alle norme dell'etica e dell'estetica, impone un mascheramento difensivo dei pensieri onirici latenti che rappresentano come appagati i desideri infantili rimossi. Questo mascheramento può persino sfociare nel completo oblio del sogno al risveglio.
- Freud interpreta i sogni di angoscia come conseguenza del fallimento delle difese che dovrebbero mascherare l'appagamento dei desideri rimossi (quindi ci si sveglia).
- I sogni di punizione possono essere letti come appagamento del masochismo del soggetto e del suo senso di colpa e bisogno di punizione inconscio.
- Lo scopo dei sogni traumatici sarebbe elaborare psichicamente l'evento traumatico e l'angoscia da esso scatenata, per cui essi si profilano come sogni da coazione a ripetere. Ripetizione in sogno di trauma vissuto, serve a elaborare e padroneggiare trauma.
Il primo modello dell'apparato psichico
Freud ipotizza che al suo livello più semplice e primitivo, l'apparato psichico possa essere concettualizzato come un arco riflesso dotato di un'estremità sensoriale che riceve gli stimoli dagli organi del corpo e del mondo esterno, e da un'estremità motoria per mezzo della quale l'incremento di energia dovuta agli stimoli in entrata viene ridotta o azzerata, scaricata, seguendo un principio di costanza.
- Principio di piacere: qualsiasi incremento della stimolazione è associato a sensazioni spiacevoli e qualsiasi suo decremento a sensazioni piacevoli.
- Processo primario tipico di primitivo e bambino piccolo, sogni e patologie in cui l'energia psichica è libera di muoversi da una rappresentazione a un'altra. Funzionale per appagare desideri, sfogo energia incrementata nella mente che risulta spiacevole.
Spiegare le allucinazioni: Stimolo colpisce apparato psichico => incremento di energia nella mente (spiacevole) => investite tracce mnestiche => di notte motilità inibita quindi non sfogabile con movimento => via regressiva e ritorno a estremità sensoriale => allucinazione.
Nel corso dello sviluppo il principio di realtà, che sostituisce alla priorità di ciò che provoca piacere quella di ciò che è utile. Vita porta a passare ad un modo di funzionamento complesso che va oltre a allucinazioni e riflessi. Per adattarsi bisogna passare dal principio di piacere al principio di realtà. Sviluppare una capacità inibitoria che implica che l'energia non sia libera di fluire da una rappresentazione a un'altra, ma strettamente vincolata a specifiche rappresentazioni (processo secondario).
In questo ipotetico apparato, simile a un cannocchiale, sarebbe quindi possibile differenziare:
- Una coscienza o sistema C che può essere intesa come un organo di senso delle qualità psichiche. Questo sistema sarebbe responsabile della consapevolezza di percezioni, pensieri e affetti momento dopo momento, cioè della consapevolezza di quegli stimoli su cui si concentra la nostra attenzione. Coscienza deve essere libera da contenuti quindi dotata di energia libera diversa da quella di inconscio perché non ha stessa carica pulsionale.
- Un preconscio o sistema Prec che conterebbe gli stimoli immagazzinati in memoria e recuperabili nella coscienza per mezzo di uno sforzo attentivo deliberato e un iperinvestimento energetico del sistema C. Ciò che sappiamo non è costantemente cosciente, contenuti e processi a cui abbiamo accesso ma di cui non siamo sempre consapevoli riguardano il preconscio. Processo secondario.
- Un inconscio o sistema Inc, in esso si troverebbero tutti gli elementi che non sono passibili di diventare coscienti nemmeno con uno sforzo attentivo poiché attivamente e costantemente esclusi dalla coscienza e dall'accesso alla motilità da processi difensivi o rimoventi. Processo primario.