Lo spazio filmico
Scegliendo quali pezzi della realtà tridimensionale saranno visti dal pubblico e mettendoli in un determinato ordine, il filmmaker introduce un punto di vista. L'inquadratura è il primo elemento della composizione e coinvolge due scelte: 1) scegliere una posizione da dove guardare la scena; 2) isolarne alcune parti verso le quali guardare. La tecnica cinematografica è in larga parte un creare domande e aspettative nella mente dello spettatore. Queste domande sono ciò che lo mantiene coinvolto nella storia. Se non si porrà costantemente la domanda “Cosa succederà ora?”, allora lo avremo perso. Creando delle domande possiamo poi manipolare quelle stesse domande e le aspettative che ne derivano.
Un osservatore neutrale è completamente oggettivo. La soggettiva è quando la macchina da presa prende il posto di uno dei personaggi ed è ancor più vera se girata con la macchina a mano. Lo spazio fuori dall'inquadratura è importante poiché è parte della narrazione. Le inquadrature non vengono usate in maniera isolata ma in combinazione con altre inquadrature.
Tipi di inquadrature
- Campo lungo: un'inquadratura che comprende l'intera scena. È una grande scena panoramica realizzata con un obiettivo da focale corta che inquadra tutto ciò che l'occhio può vedere.
- Inquadratura d'ambientazione (establishing shot): in genere un campo lungo, è l'inquadratura di apertura di una scena, che ci dice dove ci troviamo. Bisogna stabilire una geografia dei luoghi dando al pubblico una qualche idea di dove ci troviamo, che tipo di posto è e se gli oggetti e le persone sono in relazione gli uni con gli altri.
- Totale: un'inquadratura che comprende tutto il soggetto, sia che si tratti di un palazzo intero o di una persona.
- Campo medio: si riferisce al soggetto ed è un'inquadratura per esempio di persone sedute a un tavolo. Se entra qualcuno nella stanza, tutte le volte che è possibile, dovremmo far vedere l’entrata del personaggio.
- Stretta a due: qualsiasi inquadratura che comprenda due personaggi.
- Figura intera: un'inquadratura in cui vediamo il personaggio dalla testa ai piedi.
- Piano americano: vediamo il personaggio dalla testa fino a metà coscia.
- Primo piano: riprende dalla testa sino a metà petto ed è tra le inquadrature più importanti. I primi piani che includono una sola persona sono detti inquadrature a uno o single, ma se nell'inquadratura entra anche un po' dell'attore che gli sta di fronte, si chiama single con quinta.
- Primissimo piano: un'inquadratura concentrata che lascia fuori un po' di fronte.
- Dettaglio: può includere solo gli occhi ma può essere anche inquadratura di un oggetto, come un orologio da polso.
- Inquadratura di quinta: una variante del primo piano e inquadra da sopra le spalle di un attore e un primo piano dell'altro.
- Piano d'ascolto: un'inquadratura di una persona o di una cosa nella scena diversa dai personaggi principali che stiamo seguendo. Può sottolineare un'azione nella scena o fornire ulteriori informazioni. È molto importante come inquadratura di sicurezza per il montatore, che lo utilizza per risolvere problemi di montaggio.
- Inquadratura di reazione: un particolare tipo di piano d'ascolto. Si ha quando succede qualcosa o un personaggio dice qualcosa e tagliamo a un'altra persona che da un'altra parte della stanza reagisce a quello che è successo o che è stato detto.
- Inserto: un pezzo isolato di una scena più ampia e rientra in alcune categorie:
- Inserti pratici, come l'orologio sul muro o i titoli di giornale, sono inquadrature che hanno una funzione informativa.
- Inserto di sottolineatura, come le ruote che inchiodano a uno stop o la tazzina di caffè che sobbalza quando il personaggio batte il pugno sul tavolo, sono collegati all'azione principale ma non essenziali per essa.
- Inserto di atmosfera, sono piccoli tocchi che contribuiscono a creare l'atmosfera o il tono della scena oppure per creare un contrappunto ironico, come le pale che girano lentamente nel vento.
- Inquadratura di collegamento: si utilizza quando la scena comprende persone od oggetti che non possono essere inquadrati contemporaneamente in un determinato punto della scena. Valgono soprattutto per le inquadrature del punto di vista.
Più lo spettatore sa dove si trova e più gli sarà facile seguire il flusso narrativo ed emotivo. Il pick up è una qualsiasi inquadratura in cui si parte da un punto qualsiasi ma non dall'inizio. La tecnica del master è un sistema per assicurarsi di riprendere tutte le inquadrature necessarie, contro gli errori di continuità e altri problemi di montaggio. Prima si gira il master e poi si passa alla copertura. La scena master è quella complessiva che comprende gli elementi chiave, in genere girata con un unico take continuo. Dovrebbe comprendere tutti i personaggi chiave e tutti gli elementi essenziali ma non deve però essere troppo larga. Il punto di taglio è un punto in cui il montaggio è motivato, logico e scorre fluido. Non tutti possono essere pianificati in anticipo, ma bisogna tenerli in considerazione mentre si gira.
È sempre meglio fare delle transizioni per entrare e uscire da una scena. Nei casi in cui il periodo di tempo trascorso tra due scene non corrisponde approssimativamente al tempo reale, può essere importante pianificare un'inquadratura che spieghi la transizione di tempo. Gli strumenti standard possono essere l'inquadratura di un tramonto o di un'alba, l'esterno di un edificio di giorno o di notte. In passato venivano usate le pagine di un calendario che volano e una ripresa velocizzata delle lancette dell'orologio. Un taglio da un'inquadratura all'altra in cui avviene un cambiamento di tempo molto ampio senza meccanismi di transizione viene detto montaggio ellittico. Un esempio di inquadratura di transizione potrebbe essere partire con un primo piano di un telefono, per poi allargare e mostrare il proprietario. Ciò da cui si parte è l'inquadratura di apertura, che è meglio che sia qualcosa di importante per la storia. Un altro sistema consiste nel partire da un'inquadratura vuota e far poi entrare i protagonisti. È sempre più sicuro partire con un'inquadratura pulita e finire con il personaggio che esce dall'inquadratura.
In parte delle volte saranno solo l'inizio e la fine della scena ad essere pienamente master, ma ci sono volte in cui il montatore torna al master per scelte di montaggio e per risolvere dei problemi. È possibile mescolare pezzi di diversi master. La ripresa delle inquadrature di copertura, dette coverage, comprende tutti i mezzi primi piani, i primi piani, le inquadrature di quinta, gli inserti e i piani d'ascolto necessari per montare la scena e che vengono montate sul master. In un dialogo a due le inquadrature di quinta e i primi piani della seconda persona inquadrata sono dette inquadrature di risposta. Devono corrispondere all'inquadratura a cui rispondono per lunghezza focale dell'obiettivo, distanza dal soggetto dalla mdp, angolazione verticale ed orizzontale dell'obiettivo. Se due attori hanno altezze diverse, sarà necessario intervenire con degli aggiustamenti. Ciò che è importante è che le dimensioni e la prospettiva dell'immagine siano grosso modo le stesse.
Il master viene girato per primo poiché rende più semplice il legame dell'azione nei primi piani con l'azione stabilita nell'inquadrature più larghe. Il master imposta la scena per tutte le successive azioni, dialoghi e movimenti. Un'inquadratura stretta a due ripresa dal lato, con i due personaggi uno di fronte all'altro viene detta fifty-fifty. La linea dello sguardo è la direzione dello sguardo dell'attore in relazione all'asse dell'obiettivo. Può riferirsi anche alla direzione dello sguardo in un’inquadratura soggettiva o in un'inquadratura di reazione.
Il turnaround è il riprendere tutta la copertura da un lato per poi spostare la macchina da presa e rifare le luci per riprendere tutte le inquadrature di risposta. Il piano sequenza viene realizzato come un'unica ripresa e non prevede riprese di copertura. Le dimensioni di un oggetto nell'inquadratura dovrebbero essere pari alla sua importanza nella storia in quel momento. Con il metodo della sovrapposizione non si ripete nulla, ci si accerta di portare l'azione più avanti di quanto realmente serva per la ripresa. Ciò garantisce al montatore la possibilità di fare tagli morbidi che si leghino in maniera naturale. Il montage o taglio continuativo è una serie di inquadrature che non possono essere collegate le une alle altre in termini di direzione del movimento, continuità, soggetto, personaggi, illuminazione, ma hanno in comune un elemento tematico, un'atmosfera uno elemento poetico semi-narrativo.
Il linguaggio visivo
L'inquadratura è informazione, alcune sono più importanti di altre e noi vogliamo che queste informazioni vengano percepite dallo spettatore in un determinato ordine. La composizione serve per raggiungere questo obiettivo, poiché attraverso di essa diciamo agli spettatori dove guardare, cosa guardare e in quale ordine. Dobbiamo dirigere la loro attenzione in maniera organizzata in modo da comunicare il significato che si vuole trasmettere. È il modo in cui l'artista impone sul materiale un punto di vista. La composizione seleziona ed enfatizza elementi come le dimensioni, la forma, l'ordine, la prevalenza, la gerarchia, la struttura, la risonanza e la discordanza. Ogni elemento in una composizione ha un peso visivo e questi elementi possono essere organizzati in una composizione equilibrata o squilibrata. Il peso visivo è determinato dalle sue dimensioni, ma dipende anche dalla posizione all'interno dell'inquadratura, dal colore e dalla natura del soggetto stesso. L'interazione di elementi equilibrati e squilibrati e la loro posizione all'interno dell'inquadratura possono creare una tensione visiva.
Il contrasto ha a che fare con i valori di luce e ombra, col colore, con la materia degli oggetti e con l'illuminazione nell'inquadratura. È una componente visiva importante nella definizione della profondità e delle relazioni spaziali e ha anche un grande peso per l'aspetto emotivo e per la narrazione. La direzionalità è l'elemento chiave del peso visivo di un oggetto, che determina quanto sarà attivo in un campo visivo e quanto influenzerà gli altri elementi, tutto ciò che non è simmetrico è direzionale.
Percezione della profondità
Come creare una percezione di profondità: la sovrapposizione stabilisce chiaramente una relazione davanti/dietro; la gravità è un fattore dell'organizzazione visiva, la posizione verticale dell'oggetto è indizio di profondità; l'occhio per condizionamenti culturali tende a guardare da sinistra a destra e questo ha un effetto ordinatore sul peso visivo degli elementi che si trovano in campo; l'effetto accorciamento è un effetto dell'occhio umano e dal momento che gli oggetti più vicini all'occhio appaiono più grandi di quelli distanti, quando la parte di un oggetto è più vicina del resto dello stesso oggetto, la distorsione visiva dà indizi sulla profondità e sulle dimensioni; il chiaroscuro stabilisce una percezione di profondità e crea un fuoco visivo; nella prospettiva atmosferica, o aerea, gli oggetti che si trovano a grandi distanze avranno meno dettagli, colori meno saturi e saranno meno definiti di quelli più vicini, deriva dal fatto che l'immagine viene filtrata attraverso più atmosfera. Un'impressione di foschia è possibile ricrearla appendendo una grande rete tra il retro del set e il translight (grande pannello trasparente).
Per l'organizzazione visiva: la linea è una costante nella costruzione visiva e bastano poche linee per organizzare uno spazio bidimensionale in maniera comprensibile; i triangoli compositivi mantengono l'inquadratura attiva anche in una lunga scena espositiva; le linee possono essere esplicite o implicite nella sistemazione degli oggetti e degli spazi; nella concezione della prospettiva ci servono le linee dell'orizzonte, della prospettiva e del punto di fuga; i quattro bordi dell'inquadratura hanno una loro forza e la cornice esercita un peso visivo sugli oggetti al suo interno, soprattutto se questi sono molto vicini o si sovrappongono ai bordi, ha anche un ruolo importante nel renderci consapevoli degli spazi che sono fuori dall’inquadratura; la cornice aperta è quella in cui uno o più elementi spinge il bordo o lo attraversa, mentre la cornice chiusa è quella in cui gli elementi sono comodamente contenuti al suo interno; rappresentazione della cornice dentro la cornice; ogni composizione può essere equilibrata o squilibrata; il peso visivo degli oggetti o delle linee di forza può creare uno spazio positivo, mentre la loro assenza può creare uno spazio negativo, quindi anche gli elementi che non ci sono e non vengono visti hanno un peso visivo; tutti questi fattori si combinano per creare un movimento che ha un ruolo fondamentale nell'ordine in cui lo spettatore percepisce ed assimila gli oggetti nella cornice, poiché influenza la percezione del contenuto.
La regola dei terzi parte dalla divisione della cornice in due terzi ed è un utile punto di partenza per qualsiasi raggruppamento compositivo, posizionando i punti di maggior interesse della scena in una delle quattro intersezioni delle linee interne.
Alcune regole della composizione sono: non tagliare i piedi, o si includono o si taglia sopra il ginocchio, non tagliare neanche le mani all'altezza dei polsi; attenzione alle dimensioni per la tv; le teste delle persone che stanno sullo sfondo se sono abbastanza prominenti è meglio includerle nella composizione, se invece c'è abbastanza enfasi sui personaggi in primo piano si possono anche tagliare; per quanto riguarda lo spazio sopra la testa si lascia il limite minimo necessario a non far apparire la testa troppo attaccata al lato superiore della cornice; se un personaggio è girato di lato, è come se il suo sguardo avesse un certo peso visivo e di conseguenza non metteremo la testa esattamente al centro dell’inquadratura ma dovremo lasciare più spazio davanti al naso.
Il linguaggio degli obiettivi
La prima decisione è dove posizionare la mdp rispetto alla scena. Poi ci sono le scelte che hanno a che fare con il campo visivo e con il movimento, che lavorano insieme per influenzare il modo in cui il pubblico percepisce la scena. Nell'inquadratura fissa l'azione della scena viene mostrata come in uno spettacolo teatrale. L'aspetto fondamentale dell'inquadratura sta nel fatto che costituisce una selezione di ciò che il pubblico vedrà, e quindi definita la posizione della mdp bisogna ancora decidere quanto di ciò che vede verrà incluso nell'inquadratura e questo è il compito della scelta dell'obiettivo. Gli obiettivi con un range normale (da 35 a 50mm) ritraggono le relazioni di profondità tra gli oggetti in una maniera abbastanza vicina alla visione umana. Con un obiettivo più ampio del normale la percezione di profondità viene esagerata e di conseguenza gli oggetti sembrano più distanti di quanto non siano in realtà. Man mano che si allarga l'angolazione dell'obiettivo gli oggetti vengono distorte, soprattutto quelli più vicini. Questo è il motivo per cui si considera necessario un obiettivo più lungo di 100mm per riprendere un primo piano di un volto. Gli obiettivi a focale molto lunga hanno effetti opposti a quelli dei grandangolari, poiché comprimono lo spazio, hanno meno profondità di campo che tolgono importanza al movimento verso e dalla macchina da presa. Questa compressione dello spazio può essere usata per un restringimento claustrofobico dello spazio, per far sembrare gli oggetti lontani più vicini e per aumentare l'intensità dell'azione e del movimento.
Il deep focus è un'ampia profondità di campo. Mentre la limitata profondità di campo può essere usata per isolare un personaggio nello spazio e viene usata come strumento narrativo; durante una stessa inquadratura può essere cambiata su un altro soggetto, guidando così l'attenzione dello spettatore. La pellicola a 16mm e l'alta definizione hanno una profondità di campo maggiore rispetto al 35mm.
Regole generali per la messa a fuoco
- Il fuoco va sulla persona che parla, è ammesso passare da uno all'altro se parlano entrambi.
- Il fuoco va sulla persona che è rivolta verso la macchina da presa o è più importante nell'inquadratura.
- Il fuoco va sulla persona che sta avendo il momento più drammatico o emotivo. Ciò può contraddire il principio del fuoco sulla persona che parla.
- In caso di dubbi, si tiene il fuoco sull'attore che ha il numero più basso sul foglio delle chiamate. Poiché i fogli di chiamata elencano gli attori nell'ordine di importanza dei personaggi (l'attore principale è il numero uno).
Ci sono diversi modi per ottenere un'immagine più morbida, che in genere è più bella. Alcuni utilizzano vecchi obiettivi per ottenere un'immagine più...
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