Formulario e riassunto geometria e algebra
Capitolo I – Elementi di teoria dei vettori ordinari
Equipollenza tra segmenti orientati
Un segmento orientato nello spazio possiede tre proprietà: lunghezza, direzione e verso. Due vettori aventi stessa lunghezza, direzione e verso si dicono equipollenti. La relazione di equipollenza soddisfa tre proprietà:
- Riflessiva: ogni segmento orientato è equipollente a sé stesso.
- Simmetrica: se AB è equipollente ad A'B', A'B' è equipollente ad AB.
- Transitiva: se AB è equipollente ad A'B' e A'B' è equipollente ad A''B'', AB è equipollente ad A''B''.
Vettori
Dicesi vettore l’ente geometrico costituito da una classe di equivalenza di segmenti orientati equipollenti. Un vettore di lunghezza unitaria è detto versore. Il segmento orientato AB rappresentante del vettore v si dice vettore applicato in A.
Vettori paralleli e vettori complanari
Due o più vettori non nulli si dicono paralleli se hanno la stessa direzione. Due vettori con uguale lunghezza e direzione, ma di verso opposto, si dicono opposti. Tre o più vettori non nulli si dicono complanari se i loro rappresentanti sono paralleli ad uno stesso piano (due vettori sono sempre complanari).
Somma di vettori
Si definisce somma di due vettori il vettore risultante dalla combinazione dei due. La somma di vettori gode delle seguenti proprietà:
- Proprietà commutativa: per ogni coppia di vettori, si ha che v1 + v2 = v2 + v1.
- Proprietà associativa: per ogni terna di vettori v1, v2, v3, si ha che (v1 + v2) + v3 = v1 + (v2 + v3).
- Il vettore nullo è elemento neutro rispetto alla somma di vettori: per ogni vettore v si ha che v + 0 = 0 + v = v.
- Per ogni vettore v esiste il vettore opposto –v tale che (–v) + v = 0.
Prodotto di un vettore per un numero reale
Dato un vettore v, si dice prodotto del vettore v per il numero reale k il vettore che ha:
- La direzione di v.
- Verso concorde o discorde a quello di v (a seconda che k sia positivo o negativo).
- Lunghezza uguale al prodotto tra la lunghezza di v per il modulo di k.
L’operazione di prodotto di un vettore per uno scalare gode delle seguenti proprietà:
- Proprietà distributiva rispetto alla somma di vettori: k(v1 + v2) = kv1 + kv2.
- Proprietà distributiva rispetto alla somma di scalari: (k1 + k2)v = k1v + k2v.
- Proprietà associativa: (k1k2)v = k1(k2v).
- Il numero 1 è elemento neutro rispetto al prodotto per uno scalare: 1v = v.
Vettori linearmente dipendenti e indipendenti
Dati n vettori v1, v2, v3, …, si dice combinazione lineare degli n vettori dati il vettore:
v = a1v1 + a2v2 + … + anvn
I numeri a1, a2, …, an si dicono coefficienti della combinazione lineare.
Se esistono coefficienti a1, a2, …, an, non tutti nulli, tali che:
a1v1 + a2v2 + … + anvn = 0
I vettori v1, v2, v3, …, vn si dicono linearmente dipendenti. Se invece tale condizione è verificata solamente annullando tutti i coefficienti, i vettori si dicono linearmente indipendenti.
Teorema: condizione necessaria e sufficiente affinché due o più vettori siano linearmente dipendenti è che almeno uno di essi si possa esprimere come combinazione lineare degli altri.
Teorema: condizione necessaria e sufficiente perché due vettori siano linearmente dipendenti è che essi siano paralleli (da cui segue che due vettori non paralleli sono sempre linearmente indipendenti).
Teorema: condizione necessaria e sufficiente perché tre vettori siano linearmente dipendenti è che siano complanari (da cui segue che tre vettori non complanari sono sempre linearmente indipendenti).
Teorema: dati tre vettori non complanari v1, v2, v3, ogni altro vettore può esprimersi come loro combinazione lineare (da cui segue che vettori per n > 3 sono sempre linearmente dipendenti).
Capitolo II – Spazi vettoriali
Definizione di spazio vettoriale reale
Uno spazio vettoriale reale V è un insieme non vuoto, i cui elementi vengono chiamati vettori, nel quale sono definite due operazioni:
- L’operazione di somma, che associa a due vettori v1 e v2 di V un altro vettore, indicato con il simbolo v1 + v2 e detto somma di v1 e v2.
- L’operazione prodotto di un vettore per un numero reale (o scalare) che associa alla coppia (k, v) un vettore, indicato con kv.
Le due operazioni godono delle proprietà esposte nel Capitolo I.
Sottospazi vettoriali
Dicesi sottospazio vettoriale di uno spazio vettoriale V, o semplicemente sottospazio di V, un sottoinsieme non vuoto S ⊆ V che sia uno spazio vettoriale rispetto alle operazioni di somma e prodotto per un numero reale definite in V.
Teorema: condizione necessaria e sufficiente perché un sottoinsieme non vuoto S di uno spazio vettoriale V sia sottospazio vettoriale di V è che si abbia u1 + u2 ∈ S e ku ∈ S, ∀u1, u2 ∈ S, ∀k ∈ ℝ.
Teorema: dati n vettori v1, v2, v3, …, di uno spazio vettoriale V, l’insieme W di tutti i vettori che sono loro combinazioni lineari è un sottospazio vettoriale di V.
Proposizione: Siano v1, v2, v3, …, vp vettori linearmente indipendenti e sia v un vettore che non appartiene a Span(v1, v2, …, vp). Allora i p+1 vettori v1, v2, v3, …, vp, v sono linearmente indipendenti.
Basi e coordinate di un vettore di uno spazio vettoriale
Se V è uno spazio vettoriale finitamente generato, si chiama base di V ogni sistema ordinato di generatori di V linearmente indipendenti. Quindi,
Teorema: Condizione necessaria e sufficiente affinché n vettori v1, v2, v3, …, di uno spazio vettoriale V costituiscano una base, è che ogni vettore v ∈ V si esprima in modo unico nella forma:
v = a1v1 + a2v2 + … + anvn
Le coordinate del vettore somma rispetto alla base si ottengono sommando ordinatamente le coordinate dei vettori v1 e v2.
Le coordinate del vettore prodotto (di un vettore per uno scalare) rispetto alla base si ottengono moltiplicando ordinatamente le coordinate di v per lo scalare.
Sottospazi intersezione e somma
Siano U e W due sottospazi vettoriali di V. L’insieme dei vettori che appartengono sia a U che a W è un sottospazio intersezione di V, indicato con U ∩ W.
Siano U e W due sottospazi vettoriali di V. L’insieme dei vettori del tipo u + w con u ∈ U e w ∈ W è un sottospazio somma vettoriale di V. Esso viene indicato con U + W. Il sottospazio U + W è somma diretta di due sottospazi U e W se U ∩ W = {0}. Esso viene indicato con U ⊕ W.
Capitolo III – Matrici e determinanti
Definizione di matrice
Dicesi matrice ad m righe e n colonne una tabella A costituita da numeri reali (o complessi) disposti su m linee orizzontali (righe) ed n linee verticali (colonne). Gli numeri si dicono elementi della matrice. Se m = n, la matrice A si dice quadrata di ordine n; se m ≠ n, la matrice A si dice rettangolare.
Due matrici di tipo m × n si dicono uguali se ogni elemento di A è uguale al corrispondente elemento di B. Si chiama trasposta di una matrice A (e si indica con AT) la matrice che si ricava da A scambiando in essa ordinatamente le righe e le colonne.
Tipologie di matrici
Una matrice quadrata A di ordine n è una matrice del tipo:
[ a11 a12 ... a1n ]
[ a21 a22 ... a2n ]
[ ... ... ... ... ]
[ an1 an2 ... ann ]
In una matrice siffatta gli elementi a11, a22, ..., ann costituiscono la diagonale principale, mentre gli elementi a12, a23,..., an(n-1) costituiscono la diagonale secondaria.
Una matrice quadrata in cui siano nulli tutti gli elementi con i ≠ j si dice matrice diagonale. In particolare, [1 0 ... 0; 0 1 ... 0;...; 0 0 ... 1] è chiamata matrice unità di ordine n. Gli elementi simmetrici rispetto alla diagonale principale si dicono anche coniugati. Una matrice quadrata A si dice simmetrica se A = AT. Si dice antisimmetrica se A = -AT. Una matrice quadrata si dice triangolare superiore se aij = 0 per i > j, e triangolare inferiore se aij = 0 per i < j.
Somma di matrici
Date due matrici di tipo m × n, dicesi somma delle due matrici (e si indica con A + B) la matrice C ancora di tipo m × n il cui elemento generico cij è dato dalla somma degli elementi corrispondenti aij e bij. Ovvero, cij = aij + bij. La somma di matrici gode delle seguenti proprietà:
- Esistenza dell’elemento nullo O, ovvero la matrice nulla (in cui ogni elemento è zero).
- Esistenza dell’elemento opposto –A, tale che A + (–A) = 0.
- Proprietà commutativa: A + B = B + A.
- Proprietà associativa: (A + B) + C = A + (B + C).
Prodotto di una matrice per uno scalare
Se A è una matrice di tipo m × n e k è un numero reale, si definisce prodotto di A per k (e si indica con kA) la matrice di tipo m × n che si ottiene da A moltiplicando ogni suo elemento per k. Il prodotto di una matrice per uno scalare rispetta le proprietà elencate nel Capitolo I riguardanti il prodotto di un vettore per uno scalare.
Lo spazio vettoriale delle matrici
Considerate le proprietà delle operazioni di somma fra matrici e prodotto di una matrice per uno scalare descritte sopra, e confrontandole con la definizione di spazio vettoriale, si può concludere che ℳ(m, n) (denotato con l’insieme di tutte le matrici di tipo m × n con m ed n fissati) è uno spazio vettoriale reale. La base canonica di ℳ(m, n) è formata dal sistema ordinato delle matrici aventi tutti gli elementi nulli escluso l’elemento ij che è uguale a 1.
Prodotto di matrici
La definizione di prodotto di due matrici A e B viene data nel caso in cui il numero delle colonne di A sia uguale al numero delle righe di B. Si chiama matrice prodotto righe per colonne della matrice A per la matrice B la matrice C il cui elemento generico crs è dato da:
crs = ar1b1s + ar2b2s + ... + arnbns = ∑k=1n arkbks
Cioè dalla somma dei prodotti degli elementi della r-esima riga di A ordinatamente per gli elementi della colonna s-esima di B.
Rango di una matrice
Dicesi rango di una matrice A, e si indica con r(A), la dimensione dello spazio delle righe (o delle colonne) di A.
Proposizione: Dati m vettori v1, v2, ..., vm, esistono tra essi al massimo p vettori linearmente indipendenti se e solo se la matrice delle coordinate degli m vettori ha rango uguale a p.
Metodo di riduzione di Gauss
Due matrici A e B di tipo m × n si dicono equivalenti per righe se B è ottenibile da A mediante un numero finito di trasformazioni sulle righe del tipo:
- Scambio di due righe.
- Moltiplicazione di una riga per un numero reale ≠ 0.
- Sostituzione di una riga con la somma di essa e di un’altra.
Le suddette trasformazioni si dicono anche operazioni elementari sulle righe. Si dimostra che la relazione di equivalenza per righe tra matrici soddisfa la proprietà riflessiva, simmetrica e transitiva.
Matrice a scalini
Una matrice si dice matrice a scalini (per righe) se è la matrice nulla oppure se è nella forma:
[ 0 ... 0 a1k ... ... ... ... ]
[ 0 ... 0 0 a2j ... ... ... ]
[ ... ... ... ... ... ... ... ... ]
[ 0 ... 0 0 ... 0 ami ... ]
Per la matrice a scalini valgono le seguenti proprietà:
- Se gli elementi di una riga sono tutti nulli, allora sono nulli anche tutti gli elementi delle righe successive.
- Nella riga i-esima, il primo elemento non nullo si trova in una delle colonne successive alla colonna corrispondente al primo elemento non nullo della riga precedente.
Teorema: I vettori riga non nulli di una matrice a scalini A sono linearmente indipendenti e costituiscono una base dello spazio delle righe di A.
Teorema: Una matrice è equivalente per righe ad una matrice a scalini.
Teorema: Il rango di una matrice A è uguale al rango di una matrice a scalini A' equivalente per righe ad A, e quindi è il numero delle righe non nulle di A'.
Matrice aggiunta
Data A una matrice di ordine n, si chiama matrice aggiunta (e si indica con A*) la matrice ottenuta effettuando la trasposta e scambiando ogni valore con il suo complemento algebrico.
[ A11 A12 ... A1n ]
[ A21 A22 ... A2n ]
[ ... ... ... ... ]
[ An1 An2 ... Ann ]
Matrice inversa
Se A è una matrice di ordine n, si chiama inversa di A, e si indica con A-1, la matrice di ordine n tale che:
A-1A = AA-1 = I
Essendo I la matrice unità di ordine n.
Teorema: Condizione necessaria e sufficiente affinché una matrice A di ordine n ammetta la matrice inversa è che det(A) ≠ 0. Se questa condizione è verificata, A-1 è data da: A-1 = A*/det(A).
Determinante di una matrice quadrata
Si consideri il campo dei numeri reali ℝ e l’insieme ℳ(n, n) delle matrici quadrate a coefficienti reali. Ad ogni matrice quadrata A ∈ ℳ(n, n), si associa un valore det(A), detto determinante di A, rappresentato dal simbolo:
| a11 a12 ... a1n |
| a21 a22 ... a2n |
| ... ... ... ... |
| an1 an2 ... ann |
Determinante di una matrice 2x2
Sia data una matrice 2x2 a coefficienti reali, del tipo:
[ a11 a12 ]
[ a21 a22 ]
Il suo determinante è dato da: det(A) = a11a22 - a12a21.
Determinante di una matrice 3x3: metodo di Sarrus
Per calcolare il determinante di una matrice 3x3 a coefficienti reali, del tipo:
[ a11 a12 a13 ]
[ a21 a22 a23 ]
[ a31 a32 a33 ]
Si riscrive la matrice, senza parentesi, come segue:
Per poi sommare i prodotti degli elementi lungo le frecce blu e sottrarre a tale somma i prodotti degli elementi lungo le frecce rosse:
det(A) = a11a22a33 + a12a23a31 + a13a21a32 - (a13a22a31 + a12a21a33 + a11a23a32).
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