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Diritto pubblico per il welfare

29/09/2022

Le forme di stato e le forme di governo

La forma di stato identifica il rapporto che sussiste fra chi esercita il potere di imperio e coloro che ne sono sottoposti, ossia la società civile. Determina il rapporto tra autorità e libertà: rapporto che muta a seconda delle finalità che lo stato pone alla guida della propria azione (qualsiasi finalità utile e necessaria alla collettività).

La forma di governo s’intende il modo in cui il potere dello stato è suddiviso tra i propri organi, il complesso dei rapporti tra i poteri e la loro suddivisione. Corrisponde pertanto alle modalità organizzative.

Forma di stato e forma di governo sono concetti distinti ma tra loro strettamente collegati: la forma di stato indica le finalità che in un dato momento storico lo stato assume per la tutela degli interessi della propria collettività, la forma di governo individua gli strumenti attraverso cui lo stato intende perseguire quelle finalità.

Le forme di stato

L'evoluzione delle forme di stato:

  • Lo stato feudale (o patrimoniale): fu la prima forma di stato e si caratterizza per la presenza nell’ambito di un vasto territorio, sottoposto al dominio di un feudatario maggiore, di tanti piccoli feudi ciascuno dei quali sottoposti al potere di un signore feudale, legati al feudatario maggiore attraverso un patto con cui si acquisiva la proprietà e il potere di governare un feudo. Il potere sovrano cambiava con i passaggi di proprietà. I vari signori feudali in cambio della sovranità di un feudo riconoscevano al feudatario maggiore il loro sostegno militare e le risorse per l’espansione del regno. La struttura portante di questa forma di stato è la proprietà privata. Questo stato è caratterizzato da una molteplicità di comunità politiche. È una forma ancora “embrionale”, mancano alcune fondamentali strutture dello stato perché non sono ancora presenti finalità generali della collettività.
  • Lo stato assoluto: nasce tra il 1500 e il 1700 ed è legato ad una serie di trasformazioni della società medievale: cambiano le finalità della collettività sociale e lo stato inizia a garantire le condizioni per lo sviluppo economico, si apre alle attività commerciali e inizia la ricerca di nuovi mercati. Il potere è in mano al re: il potere del sovrano era considerato di origine divina, quindi il sovrano poteva utilizzare il suo potere senza alcuna interferenza e senza alcun controllo, ciò che il sovrano diceva diventava legge. Verso la fine del 1700 lo stato assoluto assume alcune caratteristiche che danno vita allo stato di polizia: la finalità del sovrano era prendersi cura della polis (popolazione) e si sviluppano alcuni apparati dello stato come fisco ed esercito. Il popolo era ancora escluso dall’esercizio del potere.
  • Lo stato liberale (stato di diritto): il passaggio avviene a causa di alcune cose che mettono in crisi lo stato assoluto: la crisi finanziaria, la nascita e rivendicazione della classe borghese che ad un certo punto vuole partecipare alle decisioni che riguardano lo svolgimento dello stato, i movimenti liberali che diffondono l’idea che la cura della popolazione doveva essere assicurata con la partecipazione del popolo. Lo stato liberale enuncia il principio di uguaglianza di fronte la legge. Lo stato liberale si afferma grazie al principio di separazione dei poteri, teorizzato da Montesquieu, che mette in discussione la concentrazione del potere in mano a un solo soggetto perché condurrebbe all’abuso di potere, per garantire libertà politica e diritti del popolo era necessario separare i poteri. I tre poteri dunque sono:
    • Il potere legislativo
    • Il potere esecutivo
    • Il potere giudiziario

Potere: complesso di organi a cui è attribuita una determinata funzione.

I cardini della teoria della separazione dei poteri:

  • L’attribuzione ad ogni potere di una funzione ben delineata
  • La necessità che i tre poteri dello stato siano fra loro separati e indipendenti, ma in rapporto di reciproco controllo
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Scienze giuridiche IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiaamica di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto pubblico e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Parma o del prof Torretta Paola.
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