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Formazione professionale

Programma

  • 1 – Il primo incontro con il paziente
  • 2 – La motivazione
  • 3 – Formazione professionale e codice deontologico
  • 4 – L’audit clinico
  • 5 – Didattica e formazione
  • 6 – L’equipe
  • 7 – Linee guida, procedure e protocolli
  • 8 – Le diagnosi infermieristiche
  • 9 – Riferimenti legislativi
  • 10 – Formazione professionale

1 – Il primo incontro con il paziente

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Nel primo incontro con il paziente, questi chiedono la soluzione di un problema o di una sofferenza, mentre gli infermieri rispondono alla richiesta con i soli mezzi della relazione.

Molto importanti nel primo incontro sono:

Il setting: è un contesto in cui si svolge il primo colloquio ed in cui si cerca di mettere a proprio agio il paziente.

Il negoziato: non ha bisogni di esperti, ma bisogna riconoscere il ruolo dell’altro e accettarsi per quello che si è.

Il colloquio: può essere libero (alto grado di libertà) o direttivo (colloquio invasivo). Nel colloquio bisogna evitare tecnicismi usando un linguaggio quotidiano, soddisfare i bisogni immediati ed essere una persona di fiducia.

Il primo incontro deve durare più del normale, perché il paziente potrebbe inviare messaggi non verbali, inoltre bisogna dare il maggior numero di informazioni possibili, disponibilità e privacy.

Il tempo del colloquio è molto importante, infatti bisogna cercare di fissare un tempo prestabilito, altrimenti c’è il rischio che il paziente divaghi in argomenti poco utili.

Un altro aspetto molto importante è l’osservazione, come ad esempio dell’aspetto generale, segni di agitazione, linguaggio non verbale, linguaggio parlato, gli odori, ecc.

2 – La motivazione

È l’insieme degli scopi che spingono un individuo ad agire e a mettere in atto un comportamento in direzione degli obiettivi da raggiungere.

Quindi la motivazione è un fattore soggettivo che serve per soddisfare bisogni non solo materiali, ma anche psicologici ed emotivi.

Esistono alcune teorie che tengono conto delle motivazioni:

I comportamenti lavorativi secondo Maslow (soddisfazione dei bisogni essenziali): ovvero la soddisfazione dei bisogni fisiologici, di sicurezza, di amore ed appartenenza, di stima e autostima, di autorealizzazione, ecc.

Fattori che agiscono sulla motivazione al lavoro di Herzberg: possono essere interni (retribuzione, status professionale adeguato, ecc.) che non garantiscono la vera motivazione ma prevengono l’insoddisfazione, o esterni (interesse per i compiti svolti responsabilità, ampliare le conoscenze, ecc.).

Le spinte motivazionali di McClelland: sono il bisogno di successo (ottenere di più e fare meglio del passato), il bisogno di affiliazione 2 (promuovere e mantenere relazioni positive di affetto e amicizia) e il bisogno di potere (esigenza di controllare e influire gli altri).

La motivazione sul lavoro può essere facilmente influenzabile dallo stress e dal burnout e possibili cause sono:

  • Gestire situazioni di vita o di morte.
  • Affrontare rischi di infettarsi.
  • Struttura aziendale carente.
  • Mancanza di personale.
  • Comunicazione insufficiente.

Per evitare questi inconvenienti basterebbe creare un sistema premiante adeguato, creare un clima di fiducia, assumere maggiore personale, ecc.

Indispensabili in ogni processo di motivazione sono gli apprezzamenti e gli incentivi che possono essere verbali, scritti, pubblico ringraziamento, premio simbolico, corso ECM con premio o incentivo economico.

Inoltre per avere delle motivazioni bisogna fissare degli obiettivi a breve e lungo termine, creando un clima di stima e fiducia, attuare degli autoriconoscimenti ed avere i riconoscimenti degli altri.

La gestione dei conflitti invece sono uno dei momenti più delicati, infatti quando si crea un conflitto si abbassa il livello di responsabilità, si blocca la creatività e si condiziona la lealtà.

3 – Formazione professionale e codice deontologico

Con la legge 739/94 si identifica il profilo professionale dell’infermiere che comprende i seguenti articoli:

1: L’infermiere è l’operatore sanitario che in possesso del diploma universitario abilitante e dell’iscrizione all’albo professionale è responsabile dell’assistenza generale infermieristica.

L’assistenza infermieristica preventiva, curativa, riabilitativa e palliativa è di natura tecnica, relazionale ed educativa. Le principali funzioni sono la prevenzione della malattia, l’assistenza dei malati e dei disabili.

L’infermiere partecipa all’identificazione dei bisogni di salute, identifica i bisogni di assistenza infermieristica e formula i relativi obiettivi, pianifica e gestisce l’intervento assistenziale, garantisce la corretta applicazione delle prescrizioni terapeutiche, agisce sia individualmente sia in collaborazione con gli altri operatori sanitari, si avvale ove necessario del personale di supporto e svolge la sua attività in strutture pubbliche o private, in regime di dipendenza o di libero professionista.

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Vari tipi di infermieri sono: di sanità pubblica, pediatrico, geriatrico, psichiatrico o di area critica.

2: Il diploma universitario di infermiere conseguito ai sensi dell’articolo 6 comma 3 del Dlgs 502/92, abilita all’esercizio della professione, previa iscrizione al relativo albo professionale.

3: Con decreto del ministro della sanità e del ministro dell’università e della ricerca scientifica, sono individuati i diplomi e gli attestati, conseguiti in base al precedente ordinamento, che sono equipollenti al diploma universitario di cui all’articolo 2 ai fini dell’esercizio dell’attività professionale.

Per ogni infermiere è importante non perdere mai di vista il proprio mandato professionale, ed è questo lo scopo del codice deontologico.

Nel 1960, l’IPASVI crea il primo codice deontologico, in cui vengono indicate le coordinate etiche degli infermieri.

Nel 1977 questo codice sarà rivisto e abbreviato, nel 1996 viene aggiunto il patto tra infermiere e cittadino, mentre ancora nel 1999 il codice deontologico viene riscritto in modo da dare spazio alle esigenze di autonomia professionale e fornendo una traccia per il quotidiano confronto tra professionisti e i ritardi della cultura e delle strutture in cui operano.

Questo codice rimarrà in vigore fino al 2009, quando l’infermiere non viene più definito come l’opera

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher wallacekr di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Infermieristica clinica 2 e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Catanzaro - Magna Grecia o del prof Carullo Carmelo.
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