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Formazione di specie eda Appunti scolastici Premium

Appunti di Sociologia dell'educazione sull'argomento la Formazione di specie eda.
Gli appunti di Formazione di specie eda sono una sintesi che include:
il posizionamento della formazione nella societa’ della conoscenza
la modellizzazione integrata del potenziale di conoscenza
l’istruzione... Vedi di più

Esame di Sociologia dell'educazione docente Prof. G. Limone

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collettive: infatti, la globalizzazione dell’info e della comunicazione, mettendo tutti gli uomini della terra nella

condizione di vedere, ascoltare e parlare e scrivere attraverso le reti telematiche con gruppi e individui ke

dalle personali esperienze di vita elaborano propri codici interpretativi a intensa carica emozionale, obbliga

tutti ad uscire dal campo dei problemi ke riguardano la propria collettività e a misurarsi con i problemi di altre

collettività. Su qst capo il lavoro della formazione è fortemente attivo, nella sua duplice versione di

educazione formale (l’istruzione) e non formale (interventi extrascolastici e di educazione degli adulti), esso

non può trascurare qst spazio multimediale in conseguenza del quale si è affermato anke il LEARNING ON

LINE ke ha permesso l’integrazione telematica dell’intellettualità e dell’emozionalità attraverso le quali si

la capacità di accettare e riconoscere la diversità dell’altro, cioè permettono il passaggio dalla

conquista

“fissità” alla “mobilità” dei saperi culturali.

LA FORMAZIONE PROFESSIONALE AL “LAVORO DELLA

CAP.7

CONOSCENZA” TRA TECNOLOGIA E ANTROPOLOGIA

La formazione professionale mira a fornire a chi si prepara a entrare nel lavoro le conoscenze e le competenze

idonee x farlo. Essa è influenzata da 2fattori fondamentali: la struttura della società e quella del lavoro.

Quando cambia l’una cambia anke l’altra e di riflesso cambia anke la formazione professionale x qst ha

bisogno di aggiornarsi e ristrutturarsi x preparare nuove attività lavorative; tali aggiornamenti e

ristrutturazioni mutano i suoi contenuti e le sue forme didattiche ma anke il valore riconosciutole nel

passaggio da un tipo di società a un altro, da un tipo di lavoro a un altro.

Un cambiamento ke insiste sulla formazione professionale è la trasformazione dalla società industriale a

quella postindustriale ke ha determinato l’affermarsi dello Stato liberale e dello Stato collettivista ke

alimentano rispettivamente l’ideologia della cultura borghese e quella della cultura socialista.

Nelle società socialiste la formazione professionale è entrata completamente nella teoria e nella pratica

dell’educazione politecnica di stampo marxista secondo la quale le conoscenze e le competenze professionali

alimentano la produzione collettiva.

Nelle società liberali la formazione professionale ha rispecchiato la stratificazione di classe: alla borghesia,

quale ceto dirigente, la formazione culturale +avanzata, con gli studi umanistici; ai ceti intermedi la

formazione tecnica e al proletariato la formazione professionale come addestramento alle mansioni.

Qst modello è stato acquisito dalla riforma gentiliana dell’istruzione in Italia negli anni ’20, questa xò ne ha

eliminato la scuola di avviamento propedeutica alla sola formazione professionale istituendo la scuola media

unica offrendo lo stesso percorso di istruzione obbligatorio a tutti i ragazzi, indipendentemente dalla loro

appartenenza sociale, senza ostacolarne l’accesso agli studi successivi.

Dal crollo delle ideologie del secolo scorso nate dalla società industriale sia nella versione liberalista ke

collettivista, emerge una nuova realtà economica, sociale e culturale ke presenta 2aspetti fondamentali:

l’affermazione delle tecnologie dell’informazione

- la dimensione sempre +planetaria dell’esperienza umana

- cioè viene ad affermarsi sempre +la società postindustriale ke dà vita ad ulteriori modelli di produzione e di

attività lavorativa quali il KNOWLEDGE WORK (il lavoro della conoscenza) ke diventa la nuova ideologia

della globalizzazione, KNOWLEDGE SOCIETY.

Ai mutamenti nelle tecnologie si accompagnano mutamenti nelle conoscenze e competenze e quindi ulteriori

livelli di sviluppo mentale, un esempio è quello della riv.industriale in cui le macchine in grado di realizzare

la produzione in serie e l’organizzazione complessa del lavoro hanno richiesto un impegno intellettuale

sconosciuto alle società agricole il quale ha portato alla necessità di estendere i processi di istruzione dei

Qst fenomeno comporta ke, mentre nell’epoca industriale era l’uomo a gestire le info delle

lavoratori.

macchine ke ne immagazzinavano un numero limitato, le nuove macchine delle tecnologie informatiche e

telematiche non solo sono in grado di elaborare e gestire autonomamente un’enorme quantità di info ma sono

anke capaci di trasferirle e usarle in tempo reale in ogni luogo x cui compiono attività lavorative ke l’uomo

stesso non riuscirebbe a realizzare da solo in cs poco tempo. Qst situazione cambia radicalmente le funzioni

del lavoratore: prima doveva far funzionare una “macchina inerte”, conoscere le info contenute nella

macchina e controllarla, ora deve lavorare con una “macchina intelligente” ke gestisce direttamente le info di

altre macchine in qst modo la prestazione intellettuale diventa +elaborata da qui nasce la Società della

conoscenza x il primato ke al suo interno assumono i contenuti del conoscere e x qst viene anke detta “Società

Forte è l’impatto di qst trasformazione tecnologica sui livelli di istruzione richiesti alla

dell’informazione”.

popolazione x entrare nel mondo del lavoro, infatti, x qualunque attività lavorativa, si richiede una formazione

continua intesa come aggiornamento periodico delle conoscenze e competenze. Quindi, nella società

postindustriale dell’informazione, conoscenza e apprendimento diventano requisiti prioritari x la presenza

attiva e produttiva dei suoi cittadini.

LA COMPETENZA DEL KNOWLEDGE WORK COME LAVORO INTELLETTUALE

COMPLESSO

L’importanza della conoscenza nella Società dell’informazione accompagna l’importanza del lavoro della

conoscenza nelle attività lavorative allargando l’ambito del lavoro intellettuale nei mestieri e nelle professioni,

quindi il K.W diventa un elemento centrale nello sviluppo delle competenze professionali. E sarà sempre +la

condizione indispensabile x poter svolgere attività basate su prestazioni conoscitive e competenze molto +alte

ke in qualunque altro tipo di società esistita fino a oggi. Il K.W. si articola a +livelli nei mestieri e nelle

professioni ma cmq poggia sulle competenze professionali di base e qst, a loro volta, x poter essere raggiunte

hanno bisogno di essere alimentate da una buona alfabettizzazione dei linguaggi multimediali della Società

dell’informazione e comprendere i significati ke essi assumono. Abbiamo 2aspetti importaneti del K.W.:

nell’analisi e nella gestione delle info, il K.W. si identifica con il trattamento dei contenuti razionali,

1) scientifiche dell’epoca moderna;

derivanti dalle discipline

2) si riferisce alla posizione irrilevante del singolo soggetto ke entra in rapporto con il K.W., sia come gestore

ke come destinatario del lavoro della conoscenza: non viene considerato il fatto ke sia l’uno ke l’altro

dispongono cmq dei tre domini conoscitivi e qst determina una forte discriminazione nell’accesso alla

conoscenza xkè tende a d escludere i soggetti i cui schemi mentali sono molto diversi da quelli

dell’intellettualità separata (solo razionale) oppure ne piegano il potenziale conoscitivo riducendone la

creatività; in qst tipo di K.W., la conoscenza perde la connotazione di processo personale di costruzione di

significati e finisce con l’essere identificata con il suo contenuto, quindi, chi lavora con la conoscenza è un

operatore di contenuti, cioè di info e manovra i prodotti della razionalità, cioè i concetti, espressi dai contenuti

stessi. L’adozione di tale processo ha un forte riflesso anke sulla formazione professionale ke prepara al K.W.

ke è considerata tanto +valida quanto +assume i contenuti del conoscere, cioè i concetti in sé, come suo punto

di partenza e di arrivo, cioè essa esclude i domini conoscitivi del sentire (conoscenza oggettiva) nella

preparazione dell’intellettuale. componenti dell’intellettualità emozionale il lavoro della

Solo assumendo le

conoscenza perde la connotazione di formazione di second’ordine e acquista pari dignità rispetto ai percorsi

dell’istruzione secondaria ma contribuisce anke al rinnovamento di questa in quanto ne critica la preparazione

di intellettuali separati e postula la formazione di specialisti ke attingano a tutti i loro domini conoscitivi.

Quindi, nella Società della conoscenza, l’obiettivo del K.W. è quello di dar vita ad una nuova intellettualità ke

si muove intorno a tutto il potenziale dei domini conoscitivi, in qst senso il KNOWLEDGE MANAGEMENT

(la competenza gestionale della conoscenza) fa si ke il lavoro intellettuale non si riduca a semplice capacità

professionale di ordine solo logico ma anke emozionale e sensoriale, x qst richiede una molteplicità di

competenze riassunte nella c.d. “intellettualità relazionale”:

è un’intellettualità attenta ad ascoltare i segni della realtà ke rimandano a

- competenza partecipativa: in qst senso il lavoro del conoscere diventa un’operazione mentale di

significati emozionali e sensoriali,

coinvolgimento, rispetto a se stesso in quanto soggetto conoscente ma anke rispetto al conosciuto esterno a sé

con il quale entra in rapporto; la gestione della conoscenza diventa gestione del personale potenziale

conoscitivo (<non posso fare un buon lavoro di trattamento di contenuti del conoscere senza considerare come

io conosco>).

- competenza comunicativa: cogliere il punto di vista ke si ha di fronte, sia una parte di se stesso ke una parte

esterna da sé; la comunicazione nell’intellettualità relazionale è innanzi tutto mentale a contenuto emozionale

e ciò permette al lavoratore di comprendere facilmente gli schemi mentali sottssi ai contenuti conoscitivi da

porta all’unione di contenuti del sapere di diversa natura ma è anke in

esplorare e gestire; la comunicazione

grado di generare nuove sintesi conoscitive.

- competenza correttiva: capacità di critica degli schemi mentali, revisione dei propri punti di vista x

coglierne i punti forti e deboli.

- competenza esplorativa: esplora possibilità di ulteriori e +avanzate soluzioni.

è complementare del metodo induttivo dell’esplorazione

- competenza euristica: conoscitiva xkè parte da un

principio particolare x risalire a quello generale; cerca di costruire un modello interpretativo di un evento

senza staccarsi da esso cercando cioè di tenere stabile la connessione tra particolare e generale; il generale a

cui si previene rimane relativo in quanto può essere modificato.

competenza di “leggere dentro”: propria dell’intelligenza (intus legere) ke alimenta la creatività nel

- collegare segni e significati e viceversa.

- competenza operazionale: interpreta la trasformazione della realtà trasformandola a sua volta e

e ciò ci richiama all’agire

modellizzandola degli animali x la sopravvivenza e x la conservazione della specie.

LA FORMAZIONE ALL’AUTOCONOSCENZA TRA IMPEGNO E

CAP.8

LEGGEREZZA DEL CONOSCERE

Con l’avvento della società planetaria il problema della conoscenza dei suoi abitanti è diventato di primaria

importanza: non sono +sufficienti l’alfabetizzazione, l’istruzione di base x tutti, l’assolvimento dell’obbligo

formativo fino all’istruzione secondaria tra i 16 e i 18anni d’età ma è necessario ke il cittadino dell’era

planetaria continui ad apprendere x tutta la sua vita (LIFELONG LEARNING) e ciò è possibile grazie al

lavoro di squadra tra sistemi di formazione e quelli economici, sociali e culturali.

La società del Villaggio globale non può +tollerare, neanke nei paesi poveri, perdite di importanti bagagli di

conoscenze e competenze nelle popolazioni. Sul piano europeo, l’Unione chiede ai paesi membri di ribaltare il

complesso sistema nazionale e regionale dell’offerta formativa, soprattutto dell’insegnamento, indirizzandosi

al successo dell’apprendimento, tutto qst x investire sul capitale umano dei cittadini del continente

alimentandone il patrimonio delle conoscenze e competenze. Il MEMORANDUM sul LIFELONG

LEARNING, ke la Commissione Europea ha sottoposto all’esame dei pesi dell’Unione dopo la decisione del

Consiglio Europeo di Lisbona del 2000, e il suo FOLLOW UP, approvato dal Consiglio Europeo di

Barcellona del 2002, ke prevede nei prossimi anni azioni mirate al consolidamento di uno “spazio europeo del

Lifelong Learning”, indicano ke l’attenzione dei sistemi di formazione, dalla scuola all’università, dalla

formazione professionale all’educazione degli adulti, deve essere mirata al successo formativo. X successo

formativo si intende il raggiungimento delle forme e delle strutture di apprendimento in termini di conoscenze

e competenze nello studente; quindi l’attenzione passa sui singoli soggetti in formazione e sulle modalità

attraverso cui essi possono raggiungere i guadagni formativi, x qst le strategie educative sono mirate a

esplorare le conoscenze e competenze ke il soggetto presenta quando entra in formazione, sia x riconoscergli

in termini di crediti formativi (lo studio)quelle ke già possiede, sia x preparargli specifici supporti didattici di

recupero di eventuali debiti formativi. Quindi la rivoluzione del Lifelong Learning è quella di restituire al

soggetto il diritto di apprendere. Il formatore deve stare attento a non danneggiare, né alterare il potenziale

conoscitivo delle persone con cui entra in contatto ma deve facilitarne l’espansione ed arricchirne la

produzione conoscitiva. E’ molto importante ke il soggetto oltre ad assimilare conoscenze sia anke in grado

sottoporle a critica x rielaborarle e sostituirle con delle nuove, in qst modo gli ulteriori processi e prodotti di

confermano o modificano le precedenti forme dell’agire. Su qst processo agisce il SELF-

conoscenza

KNOWLEDGE MANAGEMENT il quale lavora x liberare il potenziale conoscitivo personale e, attraverso

qst lavoro di liberazione, è impegnato nell’autorealizzazione personale; x farlo si avvale del processo di

apprendimento ke guida attraverso il SELF-LIFELONG LEARNING: autogestione dei processi di

apprendimento e di conoscenza. MANAGEMENT (L’AGIRE DEL CONOSCERE

LA COMPETENZA DEL SELF-KNOWLEDGE

DALL’EVASIONE ALLA PARTECIPAZIONE)

Conoscere e agire sono intrecciati: il conoscere è la guida dell’agire, l’agire è il conoscere in atto;

qst’intreccio nei primi 2domini conoscitivi avviene inconsapevolmente. Con l’affermarsi del terzo dominio,

apparteniamo, l’intreccio è diventato +elaborato x l’irruzione della

dagli ominidi alla specie H.s.s. alla quale

consapevolezza. Gli esiti di qst conoscere e agire dipendono dalla combinazione delle spinte specifiche dei

diversi domini conoscitivi: possiamo considerare 2posizioni opposte:

EVASIVA (intellettualità individualistica): c’è una scissione tra i 2domini conoscitivi

1) la CONOSCENZA

(sentire) e il terzo dominio (pensare) e qst scissione della mente genera determinate forme di scissione

nell’agire, cioè in qst caso il mondo del pensare prende il sopravvento su quello del sentire da essere portato a

governare l’agire; qst tipo di conoscenza può generare x es lo studioso puro, condizionato dai pensieri da

pensare, e l’ideologo puro, ke non ammette altro pensiero dal suo. Qst conoscenza evasiva xò non determina

un vero e proprio annullamento dei domini del sentire ma qst vengono tappati dalla mente ke li devia verso

meccanismi di difesa sostituivi necessari x autorealizzarsi=il disinteressarsi, il chiudersi al cambiamento.

2) La CONOSCENZA PARTECIPATIVA (intellettualità sociale): non si esonera dai problemi del contesto

anzi si sente totalmente invischiata con essi ma anke tale conoscenza incontra rischi come quello di essere

sopraffatta dal mondo di sensazioni ed emozioni intense fino al punto da indurre comportamenti sbilanciate e

pericolose x sé e x gli altri= al modello dello studioso puro subentra quello dell’edonista puro il quale non

considera i danni ke produce attraverso i suoi rapporti con le persone e l’ambiente; al modello dell’ideologo

puro subentra quello del rivoluzionario fondamentalista. Tale conoscenza sente come proprie la vicinanza e la

solidarietà ma anke la lontananza e l’ostilità quando qualcuno le sembra costituire una fonte di pericolo e ciò

significa ke +si dilata la sfera personale e collettiva del mondo di appartenenza + la conoscenza partecipativa

è in grado di riconoscere l’alterità come ricchezza +ke come minaccia; x qst motivo essa è chiamata a giocare

dell’informazione,

un ruolo fondamentale nella formazione di specie nella società globale essa permette la

formazione all’autoconoscenza come agire partecipativo alle violenza, alle esclusioni di ciascun abitante della

terra ma non può farlo senza l’aiuto del pensiero il quale deve integrarsi con il sentire.


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ninja13

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Sociologia dell'educazione sull'argomento la Formazione di specie eda.
Gli appunti di Formazione di specie eda sono una sintesi che include:
il posizionamento della formazione nella societa’ della conoscenza
la modellizzazione integrata del potenziale di conoscenza
l’istruzione tra conoscenza del sentire e conoscenza del pensare
la formazione sociale dall’esclusione all’inclusione del conoscere
la formazione culturale tra scienza e sapienza del conoscere
la formazione professionale al “lavoro della conoscenza” tra tecnologia e antropologia
la competenza del knowledge work come lavoro intellettuale complesso
la formazione all’autoconoscenza tra impegno e leggerezza del conoscere.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze della formazione primaria
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ninja13 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Sociologia dell'educazione e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Suor Orsola Benincasa - Unisob o del prof Limone Giuseppe.

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