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Morte e rinascita della televisione

Se, dalle sue origini, l'identità mediatica della televisione è apparsa tanto chiara da risultare ripetitiva nelle pratiche comuni, l'attuale fase mostra sintomi di una transizione che investe la definizione stessa del mezzo. Tra questi evidenziamo:

  • Il livello legislativo ha una portata prevalentemente nazionale, ma ha il potere di risultare efficace nell'orientare lo sviluppo della comunicazione mediale, per esempio accelerando o rallentando alcune dinamiche;
  • Il livello della relazione fra produzione e consumo mediale, ovvero quello scambio simbolico, comunicativo e materiale che è alla base di qualunque processo di mediazione;
  • Il livello tecnologico, che è relativo agli strumenti tecnici che rendono possibile la produzione, la distribuzione e la fruizione dei contenuti mediali.

Sul piano legislativo, l'evoluzione del panorama audiovisivo, la progressiva digitalizzazione delle piattaforme distributive e il fenomeno della convergenza mediale hanno richiesto un'opera di ridefinizione del quadro normativo con cui i media vengono regolamentati. Fra i sintomi di mutazione ci sono le difficoltà legate alla necessità di definire nuovi strumenti e nuove pratiche.

Fra la fine del 2010 e l'inizio del 2011 l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) emana un regolamento che equipara le web-tv a servizi radio-televisivi a condizione che vi sia sfruttamento economico dei video pubblicati e responsabilità editoriale. Perciò la giurisprudenza è chiamata oggi a ridefinire cosa possiamo intendere col termine televisione.

L'esperienza televisiva si è definita sulla base di una serie di protocolli d'uso non essenziali, ma relativamente stabili nella loro storicità, che oggi sembrano essere messi in discussione: la domesticità, il riferimento a un palinsesto e la natura di broadcasting.

Innovazioni e transizioni nella televisione

Nel marzo 2010 la televisione ha sperimentato una modalità di distribuzione del tutto inedita: è il caso di Raiperunanotte, il programma evento ideato da Michele Santoro per oltrepassare le restrizioni imposte dal legislatore e recepite dal servizio pubblico, destinate ai programmi di approfondimento politico in periodo di par condicio pre-elettorale. Raiperunanotte ha indicato la possibilità della televisione contemporanea di trovare nuovi percorsi per raggiungere un pubblico ampio al di fuori dei propri canali tradizionali, colonizzando gli altri media, in un misto di innovazione e di tradizione. La transizione da un modello di tv a un altro incide sulla definizione stessa del mezzo e sui protocolli d'uso che caratterizzano l'esperienza televisiva. Ma la direzione di questo processo dipende: dalle scelte e dall'efficacia della regolamentazione; dai nuovi equilibri raggiunti fra produzione e consumo; e dalla diffusione e il concreto uso delle tecnologie di distribuzione e di fruizione.

Un medium di massa quale la tv, quando entra nell'età della frammentazione dei consumi, è destinato a mutare natura. La Tv contenuto comprende un proliferare di discorsi che leggono la convergenza come un passaggio da una tv-medium di massa a una tv centrata sui contenuti sempre più estesi su diversi media e su diverse piattaforme, ibridati con altri linguaggi audiovisivi. I vari contenuti televisivi corrono attraverso molti canali mediali. L'evoluzione attuale della serialità televisiva americana contemporanea genera un'espansione dei confini e vengono così costruite forme di narrazione crossmediale; e questo rappresenta l'esempio più calzante di Tv contenuto, dove il mezzo rappresenta solo un canale di distribuzione fra tanti altri.

Si ipotizza così una sorta di rivoluzione nel modo di intendere la relazione medium-spettatore: la tv perderebbe la sua natura di mezzo di fruizione passivo per diventare una sorta di portale di interattività, con contenuti arricchiti, così da coinvolgere il fruitore in un rapporto comunicativo sempre più biunivoco.

Fattori e dinamiche nel sistema televisivo

Per comprendere quanto sta accadendo alla tv e ai media è necessario tenere in considerazione i diversi fattori in gioco (quali tecnologie, contenuti, dinamiche di mercato e strategie industriali dei player, pratiche spettatoriali) non isolatamente ma nella loro relazione reciproca. Il problema riguarda le condizioni stesse dell'esperienza televisiva, che vanno ridefinendosi secondo gli assi del tempo, dello spazio e dell'uso.

Perciò, lo scenario che va delineandosi non è quello della sostituzione ma quello della sovrapposizione delle diverse forme di esperienza televisiva, uno scenario nel quale il vecchio e il nuovo si mescolano. Così ci avviciniamo sempre più a una MultiTv, caratterizzata dalla moltiplicazione di forme ed esperienze televisive che esaudiscono esigenze e bisogni diversi.

La storia dei media si caratterizza per due aspetti di fondo fra loro collegati: da un lato, la specifica strutturazione che il sistema mediale assume in diverse contingenze storiche; dall'altro, la relazione fra questo sistema e il più ampio contesto sociale, culturale, economico e politico. Il sistema dei media si definisce per l’articolazione interna dei suoi settori e per le connessioni che si stabiliscono fra essi. L'età della convergenza rende più visibili le connessioni che caratterizzano il sistema dei media contemporaneo, con ibridazioni e alleanze fra i diversi settori. Capire la televisione contemporanea significa comprendere il ruolo del medium televisivo all'interno di un sistema caratterizzato dalla convergenza.

Il ruolo centrale del mezzo televisivo

La centralità del mezzo televisivo si evidenzia a tre livelli:

  • Una centralità sociale, legata a parametri quantificabili quali la penetrazione delle tecnologie, la presenza nelle diete mediali e il consumo;
  • Una centralità simbolica, legata agli immaginari televisivi, alla loro capacità di ibridare altri settori dell'industria culturale e di risultare efficaci in dinamiche culturali più ampie;
  • Una centralità economica, relativa alle risorse che il medium è in grado di catalizzare e alla sua capacità di generare sinergie con altri settori dell'industria della comunicazione.

La televisione resta il primo e più diffuso mezzo d’intrattenimento e d’informazione domestica, tanto nei paesi sviluppati quanto in quelli in via di sviluppo. La diffusione delle piattaforme di distribuzione digitale ha ridefinito gli equilibri fra televisione generalista e tematica, fra tv free, pay e on-demand, ampliando i livelli di consumo.

La televisione convergente ha diverse vie d'accesso al contenuto:

  • Consumo attraverso il Web (streaming, downloading);
  • Consumo in mobilità;
  • Consumo extra-domestico.

E proprio queste pratiche convergenti ribadiscono la centralità della televisione nel sistema dei media, perché espandono e modificano le occasioni e le caratteristiche dell'esperienza televisiva.

Vi è una relazione tandem tra la rete e il mezzo televisivo, una complementarità. Una forma di convergenza che consiste non soltanto nella possibilità di consumare l'offerta televisiva utilizzando un mezzo differente da quello tradizionale, ma anche di ottenere notizie e anticipazioni sui propri show preferiti grazie alla rete, attraverso siti dedicati, blog e forum.

I fenomeni di medializzazione e popolarizzazione dei processi di rappresentazione politica, di costruzione del consenso e di organizzazione dell'opinione pubblica hanno trovato nel medium televisivo un fondamentale elemento di trasformazione. Dalle analisi di Mazzoleni e Sfardini emerge che: la spettacolarizzazione televisiva della politica non è un fenomeno localizzato alla sola Italia; i giochi della politica diventano soggetti di curiosità, argomenti di discussione e fonti di divertimento alla pari di altre storie che appartengono al mondo dello spettacolo; la televisione rappresenta il principale terreno di confronto e di comunicazione della politica.

Il ruolo centrale della televisione si trova a essere negoziato in un ambiente mediale complesso, nel quale non mancano di avere un ruolo fondamentale la stampa tradizionale e quella on-line, così come anche i nuovi media. Ma tutto ciò ridà sostanza a una fotografia nella quale la televisione rappresenta il nucleo centrale di un sistema di comunicazione attorno al quale girano altri media, altri linguaggi e altre forme di partecipazione. La televisione rappresenta lo strumento principale d'orientamento alle scelte politiche degli elettori.

Centralità economica del mezzo televisivo

La centralità economica della televisione deve essere intesa in relazione al sistema dei media contemporaneo e valutata sia nei termini quantitativi delle risorse che l'industria è in grado di catalizzare, sia in quelli delle relazioni con altri comparti dell'industria culturale. Sul primo versante, il fattore più rilevante è un progressivo riequilibrio fra il tradizionale settore della tv commerciale e il più recente ambito della tv a pagamento.

La crisi economica del 2008 ha rinnovato la centralità del mezzo, che presenta tendenze anticicliche, nel senso che ha aumentato i consumi per l'intrattenimento domestico. Il processo di digitalizzazione ha rafforzato la possibilità di penetrazione di piattaforme criptabili (digitale terrestre o satellite) e ha contribuito alla diffusione dell'offerta di televisione a pagamento. L'effetto combinato di questi fattori ha generato una situazione che mostra la centralità economica dell'industria televisiva nel settore dei media, in particolare in relazione alla capacità di attrarre pubblicità. Nel 2009 la televisione ha affermato il suo dominio come principale canale pubblicitario, superando la stampa.

È interessante osservare questa centralità anche dal punto di vista delle relazioni con altri comparti del sistema dei media. Il primo esempio riguarda il rapporto fra televisione e industria cinematografica. Questa dinamica è andata trasformandosi sia in senso quantitativo, ovvero di una maggiore dipendenza del cinema dalla televisione, sia in senso qualitativo, in relazione ai cambiamenti rilevanti che hanno caratterizzato l'industria televisiva nell'ultimo decennio. Montanari osserva che la televisione, oltre a essere un importante canale di fruizione, è anche uno dei principali finanziatori del cinema. Non solo rappresenta una delle principali fonti di ricavo attraverso il diritto d'antenna, ma interviene anche nella produzione delle pellicole. Il mercato italiano di cinema risulta essere prevalentemente di tipo intermediato. Questa situazione è però molto differente rispetto a quanto accade negli Stati Uniti, dove gli introiti derivanti direttamente dal consumatore finale (sala, home video, video on-demand, Internet) costituiscono la percentuale più rilevante dei ricavi di un film.

Il secondo esempio riguarda il rapporto tra televisione e industria musicale. La relazione non rappresenta una novità, ma ha subito una modificazione più rilevante rispetto a quella fra cinema e tv. L'industria musicale ha trovato nella televisione un terreno di promozione e programmazione che si è concretizzata in generi ed eventi. Negli anni più recenti l'industria discografica ha manifestato segnali di crisi, dovuta alla pirateria, a nuovi canali di distribuzioni e alla scarsità di investimenti. In questa situazione di debolezza, l'ultimo decennio ha visto il consolidarsi dell'alleanza strategica con la televisione, nella quale quest'ultima ha iniziato a svolgere un ruolo chiave nella ricerca e formazione di nuovi gusti, nuove canzoni, nuove star. Per la prima volta, grazie soprattutto ad alcuni generi, quali talent e fiction, l'industria televisiva è entrata più direttamente nel mercato musicale.

Convergenza e dinamiche di trasformazione

Se nell'età della convergenza, l'analisi di un medium non può prescindere da quella del sistema mediale nel quale si colloca, la comprensione delle dinamiche di trasformazione abbracciano un punto di vista sistemico. Dunque, non si parla soltanto di sistema dei media, ma anche di medium come sistema. Jenkins mette in primo piano la dimensione culturale della convergenza, ovvero la capacità delle persone di piegare l'ambiente mediale a specifici bisogni e interessi. Ma non sottovaluta la dimensione strutturale del fenomeno: sono i media che detengono il potere di strutturare il campo, di proporre un'offerta piuttosto che un'altra, di predisporre alcune forme di accesso piuttosto che altre. La convergenza è il terreno dove vecchi e nuovi media si scontrano, dove forme mediali generate dal basso e dall'alto si incrociano, dove il potere della produzione mediale e quello del consumo interagiscono in modi imprevedibili.

Si giunge quindi a un'interpretazione dei fenomeni della convergenza complessa, ovvero di carattere sistemico: la convergenza dei media altera i rapporti tra i pubblici, i generi, i mercati, le imprese e le tecnologie esistenti. Vi è una dinamica biunivoca che mette a confronto l'industria mediale e l'attività degli spettatori: perché la convergenza è sia un processo discendente, top-down, guidato dalle corporation; sia una dinamica ascendente, bottom-up, guidata dai consumatori.

Il paradigma incorporazione-resistenza inquadra la dinamica produzione-consumo nella tendenza, da un lato, a incorporare e mercificare le culture del consumo da parte del polo della produzione; e, dall'altro, dalla capacità delle culture del consumo di rappresentare forme di produttività impreviste. Un approccio sistemico consente due vantaggi:

  • Permette di non ridurre i fenomeni della convergenza alla sola dimensione produzione-consumo, ma di includere i diversi poli che costituiscono un medium come sistema: il polo istituzionale, testuale, tecnologico e del pubblico;
  • Permette di analizzare ciascuno dei precedenti poli come terreno di conflittualità e negoziazione.

Il paradigma incorporazione-resistenza tende a semplificare e ridurre fenomeni mediali e sociali complessi a due intenzionalità contrapposte. Ma un approccio sistemico mostra che le intenzionalità, all'interno di ciascun polo, non sono univoche, non costituiscono cioè un blocco unitario e talvolta non possono essere considerate pienamente intenzionali. Un approccio sistemico amplia fattori e soggetti che si collocano in uno o nell'altro dei poli che costituiscono un medium come sistema articolato. Nel polo istituzionale ritroviamo i soggetti che contribuiscono alla produzione mediale, ma anche soggetti esterni, come le istituzioni politiche e quelle del mercato; il polo del pubblico coincide con le stratificazioni di soggetti e gruppi che costituiscono una società in un dato momento storico; nel polo delle tecnologie ritroviamo altrettante imprese e soggetti che operano nell'hardware dei media; nel polo delle testualità ritroviamo tradizioni, generi, linguaggi e immagini che sono terreno di continue trasformazioni.

Un'interpretazione sistemica connette le dimensioni che costituiscono un medium con il contesto nel quale esso si inserisce, ovvero col sistema dei media e con una specifica contingenza economica, politica, sociale e culturale. Parlare di sistemi significa mettere in evidenza le reciproche relazioni fra questi diversi poli.

Per mettere alla prova questo approccio, possiamo riprendere il caso di Raiperunanotte che rappresenta un esperimento di convergenza in atto che ha coinvolto un ampio numero di persone, ha messo in campo un articolato apparato tecnologico e avuto una grande risonanza. Adottando un approccio sistemico possiamo provare a tracciare le relazioni che connettono i quattro poli mostrando le connessioni che si generano:

  • Accomodamento, è la dinamica che lega pubblico e tecnologie. La tecnologia diventa un tramite indifferente in sé, la cui selezione dipende da fattori contestuali quali la disponibilità immediata della tecnologia e la semplicità di utilizzo per lo spettatore.
  • Eventizzazione, è la dinamica che lega pubblico e testo. L'adesione spettatoriale è parte integrante del contenuto del testo. Il testo si offre come un evento mediale, ma la certificazione di questo suo status dipende dall'adesione dell'audience.
  • Politicizzazione, è la dinamica che lega pubblico e istituzioni. Una specifica forma di negoziazione fra produzione e audience che carica di significato politico il consumo del programma.
  • Televisivizzazione, è la dinamica che lega tecnologie e testo. Le tecnologie adottate per oltrepassare il blocco alla celebrazione mediatica dell'evento rappresentano uno strumento di liberazione. Le diverse piattaforme tecnologiche impiegate non entrano nella definizione del testo, che resta identico alla sua tradizionale messa in onda televisiva.
  • Aggregazione, è la dinamica che lega istituzioni e tecnologie. Dal momento che la specificità di questo sta nella non adesione e nella non copertura da parte della struttura che lo origina, Raiperunanotte genera un’aggregazione di canali di diffusione che operano con tecnologie differenti. Le diverse tecnologie distributive vengono aggregate ad hoc sulla base di scelte di soggetti mediali che si muovono con le motivazioni fra loro differenti.
  • Brandizzazione, è la dinamica che lega istituzioni e testo. Nel testo-evento è in gioco il marchio che dà il nome al programma (la Rai) e il significato da attribuire al servizio pubblico televisivo. Il testo chiede all’audience un'adesione non solo rituale ma partecipativa.

Vi sono alcune ipotesi su come intendere la convergenza televisiva e il ruolo del medium nella società contemporanea:

  • La sperimentazione di strade inedite (come l’utilizzo innovativo dei media convergenti) è fortemente guidata da dinamiche che definiamo istituzionali. Le tecnologie mediali rappresentano un materiale fortemente malleabile da soggetti istituzionali;
  • La televisione manifesta un ruolo chiave nel generare pratiche mediali convergenti, siano esse pratiche istituzionali o pratiche di consumo;
  • Il rapporto fra produzione e consumo non è riducibile alla relazione incorporazione/resistenza laddove i...
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/06 Cinema, fotografia e televisione

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gianbiker di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Format e prodotti televisivi e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Libera Università di Lingue e Comunicazione (IULM) o del prof Cardini Daniela.
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