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ARCHEOLOGIA E STORIA DELL’ARTE ROMANA

I FORI IMPERIALI

Il complesso dei fori imperiali alla fine della realizzazione del foro di Traiano si presentava così: 1

Questo complesso monumentale è un insieme straordinario: si tratta di cinque piazze monumentali

realizzate nell'arco di quasi 200 anni (dal 54 a.C. al 114 d.C.) che modificano completamente

l'aspetto di una parte del centro urbano di Roma perché gran parte di questi monumenti ricade nello

spazio delle mura antiche; per realizzare questo complesso vennero quindi distrutti interi quartieri di

abitazione.

Questo complesso monumentale cambia il rapporto tra i colli principali della città.

In questa zona confluiscono assi viari importanti, in particolare l’argileto, che è la strada che andava

dall’Esquilino e dalla subura al foro romano e che venne in parte monumentalizzata in occasione

della costruzione del foro transitorio.

Si tratta quindi di un'operazione urbana di enorme respiro che in origine non venne pianificata come

tale; Roma infatti non ha una pianificazione urbanistica, ma la città è il frutto di una serie di

modifiche più o meno casuali dovute in parte a eventi traumatici, come la bonifica degli spazi

pianeggianti tra i colli, l’incendio gallico del 390 a.C., gli ultimi grandi incendi che liberarono parti

di aree costruite e che permisero la razionalizzazione di parte della città; l'ultimo grande incendio è

quello del 64 d.C., con Nerone, che permise la costruzione della domus aurea.

Non c'è quindi per Roma un piano regolatore, un intervento progettistico a tavolino della città e

questo ha determinato problemi cronici di comunicazione, di viabilità, di sovraffollamento e così

via: la città di Roma è quindi la negazione dei principi fondamentali dell’architettura e

dell'urbanistica romana che sono basati su un progetto razionale e pragmatico che tiene conto delle

caratteristiche del terreno.

Ma perché a un certo punto si sente la necessità di creare la prima di queste piazze che poi genererà

tutto l’insieme, cioè perché si realizza il forum iulium che viene definito foro imperiale, ma che in

realtà non è tale in quanto Cesare non fu un imperatore; è indubbio che la creazione del forum

iulium spezza il monopolio che il foro romano deteneva da secoli come unica piazza principale

della città, sede delle attività politiche e giuridiche, con la creazione di un'altra piazza in cui si

colloca una parte di questa attività, piazza che dà origine a tutto l’insieme in quanto è l'orientamento

del forum iulium, diverso rispetto a quello del foro romano, che determina l'orientamento di tutte le

altre piazze che a incastro occuparono tutto lo spazio disponibile, arrivando ad allagarsi abbattendo

una parte dei colli.

Ma perché si arriva alla creazione del forum iulium? Per il forum iulium abbiamo alcune fonti

importanti, in particolare l'epistolario di Cicerone che ci informa che dal 54 a.C. il fratello di

Cicerone, Caio, per conto di Cesare, aveva cominciato ad acquistare una serie di terreni o a imporre

l'esproprio nella zona a oriente del foro romano, ai piedi del Campidoglio, per costruire un nuovo

monumentum che sappiamo essere grandioso, in quanto si parla di una cifra esorbitante per questa

costruzione; dall’epistolario si apprende infatti che Cesare aveva messo a disposizione 60 milioni di

sesterzi per questa impresa.

Si tratta di un monumento di proporzioni enormi che avrà un peso consistente dal punto di vista del

monumento finito che si inserisce in un'area centrale della città già costruita e che va

completamente modificata in quanto i terreni acquistati non erano liberi, ma occupati da abitazioni,

quindi la zona cambia destinazione d'uso da area abitata a nuova piazza monumentale.

Un altro problema nasce dal fatto che la definizione di questo complesso come foro e come edificio

comprendente un tempio dedicato a Venere genitrice, così come lo conosciamo alla fine dell’iter

realizzativo, in teoria essa dovrebbe essere alla base dell'operazione e quindi della scelta del luogo,

dell'esproprio o dell'acquisto dei terreni e dell'inizio dei lavori, ma in realtà, dal punto di vista delle

motivazioni storiche alla base della creazione di un nuovo foro, ma soprattutto della realizzazione

di un tempio dedicato a quella specifica divinità, Venere, nell'accezione di genitrice, progenitrice

della famiglia Iulia, questa scelta è posteriore perché il tempio di Venere genitrice viene votato sei

anni dopo il 54 a.C., cioè nel 48 a.C. durante la battaglia di Farsalo, quando, come accadeva di

solito, il generale comandante dell'esercito prometteva a una divinità che lo proteggesse la

2

realizzazione di un edificio come ex voto. Questo era avvenuto per la gran parte dei generale della

tarda Repubblica e aveva portato alla realizzazione di quel complesso di edifici trionfali nel campo

Marzio, intorno al circo Flaminio che erano spesso frutti di voti fatti durante le operazioni militari e

concretizzati con il bottino delle varie imprese vittoriose che hanno permesso di realizzare questi

imponenti santuari.

Il problema grosso che fa dire a uno studioso americano che si è occupato recentemente del

problema, che tutto sarebbe facile se la scelta della divinità del tempio e l'aggregazione a

quest'operazione di realizzazione della nuova piazza monumentale, anche della costruzione della

nuova curia (sede del senato), fossero precedenti al 54 a.C., o comunque all'inizio dei lavori.

Invece per la scelta della divinità la data è il 48 a.C., mentre per la curia dobbiamo dire che anche in

questo caso si sente la necessità di ricostruire la curia in seguito alla distruzione della curia hostilia,

bruciata nel 52 a.C., ovvero due anni dopo l'inizio dei lavori.

La curia hostilia era già stata ricostruita da Silla e il figlio di Silla, dopo l'incendio del 52 a.C.,

aveva fatto ricostruire la curia per non perdere nome (infatti gli edifici pubblici principali che si

affacciano sul foro sono legati ad alcune grandi famiglie e il mantenimento e la manutenzione di

questi edifici vennero mantenuti nel corso dei secoli sempre dalle stesse famiglie, poiché si trattava

di una gloria per la famiglia). Cesare fa distruggere la curia hostilia fatta ricostruire dal figlio di

Silla perché annette la realizzazione della nuova curia, che diventerà curia Iulia, al nuovo

complesso che sta progettando.

Quindi non si capisce quale fosse il progetto originale, se due dei nuclei fondamentali del nuovo

progetto, cioè il tempio e la curia vengono generati da motivazioni posteriori rispetto alla data di

inizio dei lavori, ci si chiede cosa volesse costruire Cesare, nel momento in cui fa acquistare terreni,

infatti è impensabile Cesare pensasse di costruire una piazza dove era previsto un tempio dedicato a

un dio anonima ed era altrettanto impensabile che la divinità a cui era originariamente dedicato il

tempio fosse stata cambiata in corso d'opera greca perché sarebbe stato un atto di empietà assoluta

nei confronti della divinità a cui era stato dedicato all'inizio il tempio.

Quindi questa successione cronologica non permette di capire quali fossero le motivazioni iniziali e

soprattutto che cosa fosse il monumentum che Cesare voleva realizzare nel 54 a.C.

Di questo monumentum noi sappiamo solo l'esito finale, probabilmente modificato dall'incendio

della curia hostilia del 52 a.C. e dal voto del tempio a Venere genitrice del 48 a.C. e questo

problema è irrisolvibile.

Cmq nel 46 a.C. il foro viene inaugurato, con tempi di realizzazione per noi impensabili, e

sappiamo che l'inaugurazione avviene quando l'edificio non è ancora compiuto, ma comunque

doveva essere in gran parte funzionante, così come doveva essere in gran parte funzionante il

tempio; all’inizio del 44 a.C. Cesare viene assassinato e i lavori si fermano, ma l'onere della

conclusione dei lavori viene assunto dall'erede (che è erede a tutti gli effetti in quanto eredita tutto il

patrimonio di Cesare che era un uomo straordinariamente ricco), Ottaviano che porta a termine la

costruzione del complesso, cioè del foro, del tempio e della curia; sappiamo poi della presenza del

calcidico, nominato espressamente tra le parti di questo monumentum completate da Ottaviano,

edificio di difficile identificazione, ma che, per il tipo di nome, designa un portico.

I lavori vengono quindi ripresi intorno al 42 a.C. e vengono conclusi poco dopo, mentre la curia

viene inaugurata nel 29 a.C., significativamente dopo la fine delle guerre civili: quindi negli anni

dal 52 al 29 a.C. il senato si riunisce dovunque, in una serie di templi sparsi per la città dentro e

fuori l’area urbana, perché non ha una sede, infatti Cesare viene assassinato nella curia di Pompeo,

un ambiente annesso al complesso del teatro di Pompeo. 3

Il tempio invece viene inaugurato la prima volta, insieme al foro, nel 46 a.C. e poi completato e

riinaugurato da Ottaviano nel 44 a.C., quando compare la cometa che, secondo la lettura degli

astronomi e degli astrologi romani, indicava la divinizzazione di Cesare.

Ma qual è la motivazione prima che sta alla base della creazione di questo complesso? Il motivo

pratico è che il foro romano ormai era troppo piccolo per far fronte a tutte le attività istituzionali che

vi si dovevano svolgere.

Il foro romano, in età imperiale, quando ormai ha diversi secoli di vita, ha l'aspetto che è stato

datogli da Cesare e Augusto: 4

Il foro era stato trasformato in piazza dall'ultimo dei Tarquinii e da allora era diventato il centro

politico principale della città, dove si installano gli uffici principali e una serie di edifici religiosi,

tra i più antichi presenti in città, da cui a poco a poco erano state allontanate alcune attività, tra cui

quella commerciale.

In questa fase il foro non riesce più ad accogliere tutto quello che vi si doveva svolgere, quindi la

motivazione principale della realizzazione di un nuovo complesso monumentale era quella di

ampliare lo spazio disponibile per le attività di carattere giuridico, non di quelle politiche, però, con

il progetto che Cesare mette in atto, si assiste all'inserimento della curia che è orientata sul nuovo

foro.

In realtà, nel 55 a.C., solo un anno prima dell'inizio dei lavori del foro di Cesare, viene inaugurato il

complesso del teatro di Pompeo; vi è quindi un rapporto tra gli interventi pompeiani e questo

intervento cesariano che va letto in una serie di interventi attuati nel foro romano e di altri progetti

che in qualche modo interferiscono con quelli di Pompeo, tra cui l'idea e l'inizio della costruzione di

un nuovo teatro che diventerà il teatro di Marcello.

Dove si concentrano le operazioni monumentali dei due avversari politici? Pompeo che

rappresentava la parte plebea dei personaggi politici, sceglie come luogo di intervento il campo

Marzio, area di nuova urbanizzazione, fuori dalla città, dove si era più liberi di costruire, perché non

era un area costruita e a non era sottoposta a una serie di obblighi di tutto quello che stava dentro il

pomerio e in più si trattava di un'area che, per la sua stessa posizione, libera che si prestava alla

realizzazione di grandi monumenti dedicati allo svago, al diletto. Pompeo sceglie infatti di costruire

il primo teatro stabile della città che si affianca all’altro edificio per spettacoli, il circo Flaminio che

era l'edificio più antico che dava la vocazione di area di svago che assumerà il campo Marzio; in più

qui vi era già un teatro non stabile, quello annesso al tempio di Apollo.

Cesare interviene nel centro della città e sul centro politico con un fine che è destinato a trasformare

la sede delle istituzioni di carattere politico e giuridico perché da una parte crea la nuova piazza che

è pensata come ampliamento del foro romano, anche se verrà fuori qualcosa di diverso; dall’altra

egli vuole fare collegare questa zona del foro, ovvero la parte settentrionale con la parte meridionale

perché qui, dove verrà realizzata la curia, vi erano il comizio e la curia hostilia (oggi, al posto della

curia hostilia, troviamo la Chiesa di S. Luca e Martina, quindi la curia Iulia non si sovrapponeva

alla curia hostilia); si trattava del centro più antico della città, dove secondo la leggenda era

scomparso Romolo, punto dove si era sempre svolta l’attività politica principale della città.

L’unico monumento che sopravvive alla eliminazione di queste reliquie della storia romana, è la

tribuna degli oratori, i rostra, che viene rifatta e riorientata perché i vari interventi nel foro da parte

di Cesare e Augusto sono finalizzati alla regolarizzazione della piazza che, essendo uno spazio

informe intorno al quale si sono stratificati nel corso dei secoli una serie di monumenti

completamente slegati l'uno dall'altro, si vuole dare un aspetto più o meno unitario per arrivare a

una forma che avvicini l'aspetto della piazza principale della città alle grandi piazze ellenistiche

delle capitali orientali, che sono tutte piazze pianificate ex novo con aree di forma geometrica

regolare circondate da portici.

Qui non era possibile ottenere un risultato del genere perché sarebbe stato necessario radere al suolo

tutto e ricostruire ex novo, ma questo era contrario alla mentalità romana, per cui alcuni

monumenti, soprattutto religiosi, erano inamovibili, quindi gli interventi furono graduali, ma in

alcuni casi anche abbastanza brutali, dove lo si poteva fare.

Cesare interviene in questa zona, nella zona dei rostra e nella zona della basilica Iulia: in realtà egli

riesce a portare a termine ben poco, infatti riesce a costruire la nuova tribuna, eliminando alcuni

monumenti antichi, ridisegnandola e creando una grande tribuna per gli oratori, ribadendo il ruolo

del dibattito politico nel centro politico della città, il foro romano, tribuna che viene a creare una

sorta di chiusura della piazza, isolando il settore religioso ai piedi del Campidoglio. 5

L’altro grande intervento è quello della basilica Iulia che sarà la più grande basilica presente sul

foro; essa prende il posto della basilica Sempronia che era uno degli edifici più antichi della piazza

e che era stata comprata da Cesare con il bottino gallico e completamente ricostruita; non

conosciamo questa basilica nel suo aspetto cesariano perché, compita da Ottaviano, bruciò all'inizio

del regno di Augusto e quindi verrà rifatta da Augusto e dedicata a Lucio e Caio Cesare, i due nipoti

di Augusto; la funzione della basilica Iulia viene quindi ereditata da quella di Lucio e Caio Cesare,

che è quella che vediamo ancora adesso. La basilica Aemilia verrà rifatta completamente in età

cesariana e poi in età augustea da due membri della famiglia Iulia, legati a Cesare e Augusto.

Cesare interviene quindi nel foro con una serie di operazioni consistenti: si assiste alla realizzazione

basilica Iulia,

della impresa significativa in quanto cambia l'aspetto di un intero lato del foro, alla

curia Iulia,

cancellazione della curia hostilia e alla realizzazione della annessa al foro iulium, con

una operazione abbastanza chiara dal punto di vista monumentale.

La piazza del forum iulium viene creata ex novo come piazza che vuole ampliare le dimensioni del

foro romano, ma come si configura? Si crea una piazza nuova che è un monumento a se stante e che

per Roma è una soluzione architettonica completamente nuova e il risultato è questo:

Volendo ampliare lo spazio del foro, sarebbe stato più facile abbattere la basilica Iulia e allargare la

piazza da quel lato, ma perché si decide di intervenire in questo modo, scegliendo una soluzione

architettonica completamente nuova.

Il tempio viene votato dopo la battaglia di Farsalo e i soldi che Cesare impiega sono legati al bottino

delle campagne galliche, quindi le modalità sono simili a quelle di un edificio trionfale di un

generale della tarda Repubblica; la soluzione architettonica adottata è però diversa da quelle

tradizionali: si può pensare che il forum iulium fosse nato in origine come ultimo erede degli edifici

trionfali, perché anche il complesso pompeiano nel campo Marzio, compiuto nel 55 a.C., era un

edificio trionfale, in quanto venne pagato con il bottino delle campagne orientali che avevano

enormemente arricchito Pompeo e il tempio in cima al teatro venne dedicato a Venere vincitrice (la

cavea del teatro in realtà viene presentata come scalinata di accesso al tempio e questo permise a

Pompeo di superare il divieto del senato di costruire un edificio di spettacolo stabile in città). 6

Che differenza c'è tra i monumenti trionfali e il forum iulium? Dal punto di vista architettonico la

differenza fondamentale è data dal fatto che gli edifici trionfali, costituiti dalla complesso porticus

più il tempio, che si disponevano lungo i lati del circo Flaminio, erano tutti riconducibili a un

modello ellenistico di area porticata all'interno della quale si colloca l'edificio sacro o di tempio

circondato da un recinto porticato. In questo caso la soluzione è completamente diversa poiché

abbiamo una piazza libera, chiusa su tre lati da un portico e il quarto lato è occupato da un tempio

che non sta più nella piazza, ma chiude la piazza.

Abbiamo quindi una chiusura totale nei confronti dell'esterno, si tratta infatti di una monumentale

piazza chiusa e pensata omogeneamente come monumento finito in se stesso e questa è una novità

nella concezione romana, infatti il foro romano è una piazza aperta, attraversata da strade e

accessibile da ogni lato, invece il forum iulium è accessibile da un unico punto di ingresso (il

tempio è affondato nel Campidoglio, infatti la parte posteriore del tempio &egra

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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ANT/07 Archeologia classica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher veroavalon84 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Archeologia e storia dell'arte romana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Slavazzi Fabrizio.
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