Fonti di diritto internazionale
Il diritto internazionale è il diritto prodotto dalle relazioni internazionali tra stati sovrani. La costituzione si preoccupa e si occupa di accordi internazionali, in quanto l'Italia è stata concepita come uno stato internazionale, non sovranista → "internazionalista", cioè, aperto a interazioni con altri paesi.
Artt. 10 e 11
Per mezzo di questi atti le norme prodotte dalle fonti dell'ordinamento internazionale, e dell'unione, sono riconosciute come diritto applicabile.
L'ONU è il responsabile delle organizzazioni internazionali e si occupa del perseguimento di una cooperazione internazionale e il favorire l'armonizzazione delle varie azioni compiute a questi scopi dai suoi membri. È l'esito di un trattato internazionale generale.
L'UE è un'organizzazione internazionale di ambito regionale (europeo - 27 stati) con speciali caratteristiche: mira ad offrire libertà, sicurezza e giustizia, senza frontiere interne; favorire lo sviluppo sostenibile basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un'economia di mercato altamente competitiva, con la piena occupazione e il progresso sociale, e la protezione dell'ambiente.
Capisaldi del diritto internazionale
- Principio di eguaglianza degli stati sovrani → Nella comunità internazionale tutti gli stati hanno la stessa dignità di stati sovrani. - Lo stato entra a far parte della comunità internazionale quando la sovranità è riconosciuta.
- Principio pacta sunt servanda → "I patti devono essere osservati".
Tutte le organizzazioni internazionali nascono da contratti, tipicamente trattati ⇒ "negozio giuridico", che esprime la volontà degli stati; e successivamente a ciò sorge l'obbligo per i governi interessati di ratificare. Il momento dello scambio delle ratifiche determina l'inizio della vigenza delle norme contenute nel trattato. Procedimento di formazione dei trattati ⇒ disciplinato con la convenzione di Vienna nel 1969, ratificato in Italia con l.n. 112/1974 ed entrato in vigore nel 1980.
Il governo, attraverso il ministro degli esteri, grazie a trattative, decide con altri stati di sottoscrivere un trattato (questo non ne stabilisce l'efficacia). Il trattato poi deve essere ratificato, da parte del capo dello stato.
Art. 87 comma 8
"Il PDR accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l'autorizzazione delle Camere".
Ratifica → Serve per trasporre il contenuto del trattato dentro l'ordinamento dei paesi sottoscrittori.
Art. 80
Le camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati che riguardano:
- Natura politica
- Regolamenti giudiziari o arbitrali
- Importano variazioni del territorio
- Oneri alle finanze
- Modificazioni di leggi
La ratifica è subordinata alla previa autorizzazione - previo assenso delle camere -, se riguarda questi temi. Se uno stato non ratifica si espone a responsabilità internazionale per aver violato il "pacta sunt servanda" si espone a varie sanzioni.
Fonti e adattamento del diritto internazionale
Il diritto internazionale trova la propria fonte non solo nei trattati ma anche in alcune consuetudini internazionali, considerati come fatti normativi. Per le consuetudini, la costituzione parla di conformazione/adattamento delle norme riconosciute dalla comunità degli stati e si assume come norma quindi tale consuetudine attraverso un rinvio mobile alla fonte, cioè alla consuetudine internazionale.
Si parla perciò di norma sulla produzione → indica essa stessa la modalità per produrre nell'ordinamento interno una norma dal contenuto identico a quella vigente nell'ordinamento internazionale. L'adattamento automatico si giustifica perché l'ordinamento internazionale assume il primato su quello interno (sent. 238/2014) ⇒ è presente un conflitto tra diritto costituzionale e una consuetudine internazionale, anche se prevale sulla costituzione, il diritto internazionale vince sempre, salvo che non contrasti un principio supremo della costituzione; come diritto di difesa, dato che stravolgerebbe le fondamenta dell'ordinamento interno (i principi supremi costituiscono un controlimite tra i due ordinamenti).
Adattamento automatico perché nella disposizione dell'art. 10 II comma ("l'ordinamento giuridico italiano, viene espresso che si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute") l'ordinamento interno ha già in sé stabilito che ne permette l'adattamento. Inoltre, la violazione di questo articolo è considerata come una violazione indiretta della costituzione.
Adattamento dei trattati internazionali
I trattati internazionali - efficacia inter partes - (accordi, convenzioni, patti, ecc.) devono essere appositamente recepiti e possono seguire due procedure diverse:
- Adattamento ordinario → Si ha quando il contenuto normativo di un trattato è recepito all'interno di un atto di fonte nazionale, che di fronte a disposizioni non self-executing, le traduce in norme interne. In genere i trattati più importanti vengono recepiti tramite legge ordinaria, anche se la scelta del tipo di fonte da utilizzare è discrezionale. Internamente quel trattato entra sotto forma di atto interno di recepimento attraverso disposizioni volte a dare attuazione agli obblighi internazionali.
- Adattamento speciale → La legge che autorizza la ratifica contiene l'ordine di esecuzione: "piena e completa esecuzione deve darsi al trattato la cui ratifica è stata autorizzata" - è la formula. L'ordine di esecuzione contiene anche l'atto parlamentare che autorizza il PDR a ratificare. Questa legge non fa altro che allegare alla legge il contenuto del trattato così com'è stato posto ⇒ è il trattato stesso la fonte delle disposizioni che faranno ingresso nell'ordinamento interno e a cui si dovrà dare esecuzione (infatti riguarda norme self-executing che possiedono dunque un rinvio fisso). Quando dal trattato derivi la necessità di specifiche modifiche nell'ordinamento statale, l'ordine di esecuzione può anche essere associato ad un'adozione di specifiche norme interne volte a modificare lo stesso. Esempio: convenzione sulla prevenzione e repressione del delitto di genocidio del 1948.
L'adeguamento mediante legge, è stato successivamente modificato per rendere coerenti gli art. 10 e 26 della costituzione (che vietano l'estradizione per reati politici), mediante l. cost. 1/1967, si è stabilito che "con l'ultimo comma dell'art. 10 e dell'art. 26 non vengono applicati i delitti di genocidio".
Teoria monista
Obiettivo kantiano: pace perpetua tra le nazioni ⇒ - Kelsen, 1920. Secondo questa teoria, il rapporto tra ordinamento statale e ordinamento internazionale sarebbe di derivazione reciproca: o si ammette che l'ordinamento internazionale derivi da quello statale (sicché è dalla volontà degli stati che dipende la...