Estratto del documento

Capitolo 2 - Interazione sociale

Come sviluppiamo un senso di sé?

Tramite la consapevolezza di , l'uomo è in grado di compiere le proprie azioni, riflettendo individualmente sulla propria identità e posizione sociale che vengono elaborate attraverso l'interazione sociale. L' "interazionismo simbolico" è un approccio teorico risalente al primo '900, grazie al quale si conosce il filosofo George Hebert Mead. Egli sostiene che il sé non è una cosa, ma un processo di interazione poiché l'individuo vive ed opera in un mondo sociale. Per questa ragione si pensa che il sé si forma grazie al modo in cui il soggetto ritiene di essere giudicato dagli altri: qualsiasi nostra azione, espressione o gesto denota le valutazioni di coloro che ci circondano.

A introdurre la nozione di sé fu il filosofo William James che consiste nel fatto che il pensiero è continuamente proiettato sul mondo esterno. Le relazioni sociali hanno un ruolo importantissimo nella definizione del sé e nello sviluppo della conoscenza di sé e del sentimento della propria identità.

Nel 1902, nell'opera "Human Nature and the Social Order", il sociologo statunitense Charles Horton Cooley introdusse il concetto di "io riflesso" per esprimere la capacità che abbiamo di "assumere il ruolo degli altri" per essere approvati. Per Cooley la società non è altro che un intreccio di "io" mentali, all'interno della quale un individuo altera continuamente la propria identità in modo da non deludere l'altro. Ad esempio, anche nell'età digitale l'autopresentazione di sé è manipolata per trovare approvazione degli altri attraverso i social network (ad esempio modificando la propria pagina continuamente per assecondare chi la osserva).

Come diamo senso ai nostri mondi?

Con la pubblicazione nel 1967 dei suoi "Studi etnometodologici", si dà avvio alla nuova scuola sociologica di Harold Garfinkel dell'etnometodologia. Il termine indica lo studio dei metodi usati dalla gente comune. In primo luogo, la comprensione di ogni azione ha modalità diverse in contesti diversi. I membri di un gruppo, quando agiscono, danno senso a quello che fanno: il senso del loro agire è l'azione stessa.

L'uomo usa delle tecniche anche in una conversazione. Secondo l'approccio dell'etnometodologia, il sociologo intraprende un'analisi conversazionale. In particolare studia:

  • L'alternanza dei turni, prestando soprattutto attenzione ai silenzi; quindi, al tempo impiegato per rispondere a una domanda. Un silenzio, pur minimo, ci renderà in grado di capire che ci sarà una risposta negativa. Ma un semplice no si può cogliere anche attraverso brevi parole come "eh", "beh", "uhm".
  • La riparazione è una modalità che uno dei due parlanti mette in atto per salvaguardare la conversazione quando si incorre nei fenomeni di disturbo come incomprensioni ed errori. Si può cogliere attraverso un semplice "ops".
  • Differenze di età, genere e parte, mostrano il proprio potere attraverso le loro parole. Gli uomini, infatti, interrompono le donne molto più di quanto quest'ultime facciano nei loro confronti, così come i medici interrompono di più i pazienti a meno che il dottore non sia donna; per intuizione, quindi, anche i bambini vengono interrotti di più dagli adulti.
  • Le persone possono segnalare il proprio desiderio di non conversare tramite pause e mancate risposte, simboli chiamati dai sociologi "gesti di disaffiliazione". Colui che ignora questi gesti di disaffiliazione incorre in ciò che Duneir Molotch definisce "vandalismo interazionale" = ha luogo un'offesa, anche se poco percepibile. Dei gesti di disaffiliazione vediamo come "vittime" principali le persone che vivono in strada, i senzatetto e tutti coloro che stanno in fondo alla piramide sociale; entra qui in gioco il tipo di status sociale dell'individuo interessato.

Anche le emozioni hanno un ruolo importante a seconda del contesto. Per esempio, vi è una sorta di dovere del pianto in alcune culture e situazioni diverse. Randall Collins è uno dei più importanti sociologi contemporanei che crede la società organizzata intorno a conflitti tra i diversi gruppi sociali e la vede come un'infinita catena di "rituali di interazione". Le persone adeguano le proprie risposte alle condizioni in cui si trovano. Ad esempio, quando i membri di un pubblico si incitano a vicenda ci troviamo di fronte a un' "effervescenza collettiva".

Uno studio sull'andamento di un applauso durante un discorso condotto dal sociologo inglese Max Atkinson nel 1984 ha concluso che l'applauso cresce improvvisamente, cresce per un secondo e poi si stabilizza. Ha notato anche che un oratore talentuoso fornisce agli spettatori indizi che comunicano loro quando è il momento di applaudire tramite dei tricolon: serie ternarie come "del popolo, dal popolo, per il popolo". In conclusione, la capacità di influenzare una folla è un'abilità sociale che deriva dal sapere ciò di cui essa ha bisogno per agire insieme.

Erving Goffman nel 1971 definisce il meccanismo di "disattenzione civile", con cui in molte occasioni, ciascuno di noi segnala all'altro di aver preso atto della sua presenza ma evita qualsiasi gesto che potrebbe essere interpretato come troppo invadente, offensivo o lesivo del suo spazio personale. La disattenzione sociale è ciò che rende possibile la vita sociale per Georg Simmel (1908).

Chi conta per noi?

"L'altro significativo" viene descritto come l'altro che assum...

Anteprima
Vedrai una selezione di 4 pagine su 13
Fondamenti di scienze sociali Pag. 1 Fondamenti di scienze sociali Pag. 2
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 6
Anteprima di 4 pagg. su 13.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 11
1 su 13
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher basileaas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Lombardo Carmelo.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community