Estratto del documento

Che cos'è la sociologia

Possiamo definire la sociologia come lo studio scientifico del comportamento degli esseri umani in società, che utilizza sia metodi di ricerca empirica sia approcci teorici al fine di sviluppare una conoscenza approfondita di azioni, strutture e processi sociali.

Società = insieme organizzato di gruppi ed individui, uniti da relazioni morali culturali e giuridiche, che presenta vari gradi di complessità e dimensioni, non necessariamente dipendenti dai confini dello stato.

La società e i fenomeni sociali

Quotidianamente siamo immersi nella società e facciamo esperienza di fenomeni diversi che rappresentano i vari aspetti di essa. Questi fenomeni rappresentanti la società sono appunto i fenomeni sociali, come ad esempio salutare un conoscente incontrato per strada.

Tutti i fenomeni sociali si basano su regole implicite condivise e conosciute da tutti, chiamate “senso comune”. Queste regole sono tanto implicite quanto importanti, tanto che basta interrompere o violare una di queste regole di senso comune per notare l’imbarazzo, o il panico, della gente che ci circonda. Un esempio chiaro di ciò si può osservare nel film “L'attimo fuggente” in cui, per protestare contro il licenziamento del loro professore, degli alunni rompono le regole implicite di disciplina scolastica e salgono in piedi sui propri banchi.

La rottura di questa regola implicita e quindi dell'ordine sociale è di forte valore simbolico per lo sgomento che comporta. Infatti le regole sociali sono, anche senza che le persone se ne rendano effettivamente conto, alla base della realtà. La realtà è quindi, almeno in parte, una “costruzione sociale”, in quanto basata su regole implicite. Ad esempio, se non si crede che un pezzo di carta come la banconota sia del denaro, questo non vale nulla come oggetto in sé.

Ogni persona quindi sente l'influenza e si comporta seguendo pur non consapevolmente queste regole sociali, anche per quanto riguarda fenomeni sociali che non li riguardano direttamente (es. guerra, terrorismo), dando il loro giudizio in base a schemi mentali e stereotipi. Anche nelle scelte che possono sembrare individuali e personali l’individuo sente in realtà l’influenza del contesto sociale e delle regole implicite, si pensi ad esempio al fenomeno della moda che comporta un determinato tipo di abbigliamento e alla scelta del nome di un figlio (è stato dimostrato infatti che questa dipende molto dalla moda e ci sono ondate di nomi ricorrenti in base a determinati periodi).

Lo scienziato sociale e la sociologia come scienza

Le scienze sociali (economia, psicologia, antropologia, scienza politica, sociologia) si occupano di studiare in modo scientifico la società umana e le strutture e i processi che la riguardano. Compito dello scienziato sociale è infatti assumere l’atteggiamento opposto da quello assunto dagli individui, mettendo in discussione tutto ciò che generalmente viene dato per scontato. Deve quindi osservare la realtà e i fenomeni sociali cercando di arrivare alle cause di essi, per comprenderli.

Nel lavoro dello scienziato sociale l’elemento teorico è fondamentale perché è una sorta di “cassetta degli attrezzi” da cui lo scienziato prende gli strumenti necessari per comprendere e spiegare vari comportamenti complessi. Altro elemento fondamentale nello studio sociologico (oltre alla teoria) è la ricerca, in cui si analizzano gli aspetti pratici della teoria.

Spesso però uno di questi due elementi fondamentali viene a mancare. Come spiega Merton infatti, spesso ci sono sociologi che basano tutta la ricerca sulla teoria e la generalizzazione senza avere dimostrabilità dei dati, e dall’altro lato ci sono sociologi che basano tutta la ricerca sui dati pratici, senza saperli ricollegare a una base teorica.

Il concetto di società

L’oggetto di studio degli scienziati sociali è, appunto, la società. Nel linguaggio comune si usa spesso questo termine parlando di associazioni (es. società letteraria) o riguardo stratificazioni sociali (es. società aristocratica). La definizione sociologica di società va ben oltre quello che è il linguaggio comune.

All’inizio della sociologia la società era vista come un’entità collettiva, caratterizzata da una cultura comune e da specifici confini geografici, in cui i diversi organi non hanno utilità singolarmente ma hanno senso nella totalità perché lavorano insieme per la sopravvivenza della società (esattamente come gli organi nel corpo umano). Queste definizioni sono state però messe in discussione per diversi motivi.

  • Innanzitutto non è corretto chiudere la società entro dei confini geo-politici perché esistono società che non hanno questi confini, come ad esempio società di persone migranti o società minoritarie (come gli indiani in America) che esistevano già prima della nascita dello stato.
  • In secondo luogo è inadatto anche il paragone della società con il corpo umano in cui gli organi collaborano tra di loro, perché le società sono sempre più complesse e internamente differenziate in cui il ruolo degli individui è fondamentale.

In definitiva, la definizione di società più giusta è un insieme organizzato di gruppi ed individui, uniti da relazioni morali culturali e giuridiche, che presenta vari gradi di complessità e dimensioni, non necessariamente dipendenti dai confini dello stato. Il ruolo della società è quello di adempiere a diversi compiti in ambito economico, politico, culturale e comunicativo.

Le origini della sociologia

La sociologia si afferma alla fine del 1800, da una parte è un prodotto del pensiero illuministico in cui l’individuo assume un’importanza centrale, e dall’altra parte è prodotto di un nuovo contesto storico sociale che si stava delineando grazie a due importanti eventi: la Rivoluzione Francese e la Rivoluzione Industriale.

La Rivoluzione Francese porta con sé un sovvertimento dell’ordine politico e sociale. Infatti, la concomitanza di diverse sommosse e rivendicazioni da parte della borghesia, dei ceti popolari e dei contadini, portano alla caduta dell’Ancien Régime con la fine dei privilegi feudali e la nascita della concezione di “cittadini” possessori di uguali diritti fondamentali.

La rottura socio politica della Rivoluzione Francese è stata amplificata dall’evento della Rivoluzione Industriale, che portò innovazioni tecnologiche, nascita delle fabbriche e di un nuovo modo di produzione che portò a sua volta alla formazione di due classi contrapposte: i borghesi proprietari dei capitali e i proletari che vendevano la propria forza-lavoro. Con lo sviluppo del lavoro nelle fabbriche ci furono varie conseguenze.

  • Innanzitutto trovandosi le fabbriche in città, queste diventarono molto più popolose rispetto alle campagne che andarono via via spopolandosi. Nella periferia delle città iniziarono a riscontrarsi i primi problemi sociali dati da delinquenza, alcolismo ecc.
  • Inoltre i lavoratori, anche donne e bambini, erano sottoposti a orari e condizioni di lavoro inumane e ciò portò alla nascita di leghe di lavoratori (poi sindacati), scioperi, proteste.

Lo stato quindi si ritrovò a dover far fronte ai nuovi problemi sociali sorti e ai conflitti sociali. La sociologia come scienza nacque proprio da questa necessità di conoscenza dei nuovi problemi sociali per porvi rimedio. Nascono infatti in questo periodo le prime inchieste sociali e i primi istituti statistici per la raccolta di informazioni. Nonostante il vivo interesse per i problemi sociali da parte dello stato e di molte categorie come medici o uomini d’affari, e l’inizio delle raccolte statistiche, non possiamo ancora parlare di Sociologia come scienza perché questa non si limita ad un mero raccoglimento di dati, ma si impone una riflessione sul metodo con cui rilevare questi dati e sul definire precisamente l’oggetto di analisi.

PrecursorI della sociologia: positivisti, Marx e Alexis de Tocqueville

Due sono le principali scuole di pensiero da cui nasce la sociologia, entrambe hanno in comune l’idea che la scienza della società sia necessaria non solo per conoscerla ma anche per agire e modificare l’organizzazione della società stessa. Il positivismo e il marxismo.

Positivismo: Comte e Spencer

Da una parte abbiamo il positivismo, corrente di pensiero basata sulla fiducia nel progresso e nella scienza e che punta a risolvere i problemi con un approccio totalmente empirico. Comte fu un esponente del positivismo. Alla base del suo pensiero vi era l’idea di poter arrivare ad una riorganizzazione della società su basi scientifiche. Per farlo, presuppone appunto la nascita di una scienza della società, ed è proprio Comte a chiamare per primo questa nuova scienza Sociologia. Comte elabora la “legge dei tre stadi”, spiegando che esistono tre fasi nell’evoluzione del sapere.

  • 1° fase: fase Teologica = tipica del Medioevo, l’uomo spiega la società facendo riferimento alle credenze religiose. La natura e i fenomeni sociali sono intesi come volontà di Dio.
  • 2° fase: fase Metafisica = tipica del periodo che va dal Rinascimento all’Illuminismo. L’uomo spiega natura e società con concetti astratti.
  • 3° fase: fase Positiva = ultima fase nata con la Rivoluzione Industriale. I fenomeni sociali vengono studiati scientificamente.

In questa prospettiva, la Sociologia come scienza della società assume importanza fondamentale. Spencer, influenzato dalla teoria evoluzionista di Darwin, sostiene che anche per le società ci sia un processo evoluzionistico, in base al quale si evolvono le società che meglio si adattano all’ambiente e alle sue trasformazioni. La società industriale è intesa da Spencer come uno stadio più elevato dell’evoluzione rispetto alla società tradizionale.

Marxismo

Anche il marxismo, come il positivismo, intende elaborare una scienza della società. La differenza tra le due correnti di pensiero sta nel fatto che, nell’osservazione della società industriale, laddove i positivisti parlano in maniera ottimista di progresso e evoluzione, i marxisti parlano di contraddizioni e conflitti. Marx fu un filosofo, economista e politico molto influente nell’800. Gli aspetti della sua teoria che più hanno influenzato la sociologia sono l’analisi del capitalismo e del mutamento sociale.

Per quanto riguarda l’analisi del capitalismo, Marx individua due classi contrapposte: i capitalisti, proprietari dei capitali, e i proletari, che vendono la propria forza-lavoro. Il rapporto tra queste due classi è fondato sullo sfruttamento da parte della prima sulla seconda, infatti i capitalisti ricavano un profitto appropriandosi della parte di lavoro dei proletari che supera il salario imposto (ovvero il plusvalore). Questo sfruttamento genera dei conflitti di classe. Sono proprio questi conflitti di classe, secondo Marx, il motore del mutamento sociale.

Infatti, seppur Marx si sia concentrato sull’analisi della società moderna, la sua teoria è applicabile a qualsiasi altra epoca e società. In ogni società, infatti, sono presenti conflitti sociali, in cui una parte è in svantaggio e sfruttata dall’altra. Ed è proprio quando la parte sfruttata giunge a ribellarsi che si ha un cambiamento sociale. Ad esempio, così è avvenuto nella Rivoluzione Francese, in cui i borghesi si sono ribellati per avere più potere ed hanno sovvertito l’ordine sociale dell’Ancien Régime. Così, anche i proletari devono ribellarsi ai borghesi, e daranno vita a una nuova società senza classi.

Alexis de Tocqueville

Alexis de Tocqueville fu un filosofo e politico dell’800, e fu un altro tra i precursori della sociologia, seppur non abbia creato nessuna scuola di pensiero. Così come Marx, de Tocqueville ha avuto il merito di dare una più ampia interpretazione della società moderna. De Tocqueville analizza la società Americana del suo tempo e anche la Rivoluzione Francese, giungendo alla conclusione che ogni società muove inesorabilmente verso la democrazia e l’uguaglianza. E sono proprio la democrazia e l’uguaglianza le basi della società moderna.

Paradigmi in sociologia: oggettivismo e soggettivismo

Il significato di “paradigma” viene spiegato da Thomas Kuhn, il quale utilizza questo nome per indicare l’insieme di teorie e metodi che caratterizzano un metodo di ricerca all’interno del quale c’è il consenso di tutti i membri della comunità scientifica. Secondo Kuhn la scienza non procede accumulando conoscenze ma secondo diverse fasi. Nella fase normale, nella scienza domina un determinato paradigma che è accettato da tutti e in grado di risolvere problemi e indirizzare la ricerca. In una fase successiva, quando sorgono problemi e anomalie, questi fanno sì che venga messo in dubbio il paradigma dominante che lascia il posto ad un nuovo paradigma. I paradigmi si succedono quindi uno all’altro, definendo le rivoluzioni scientifiche.

Questa nozione di paradigma però non è applicabile alla sociologia, in quanto in quest’ultima non domina mai un solo paradigma, ma ne troviamo di più contemporaneamente, infatti esistono all’interno della sociologia varie prospettive, teorie e metodi. Nel periodo classico, tra il 19° e il 20° secolo, sono essenzialmente due i paradigmi contrastanti: l’oggettivismo con Durkheim e il soggettivismo con Max Weber.

Max Weber e il soggettivismo

Max Weber è considerato, insieme a Durkheim, un altro dei padri fondatori della sociologia. Il suo approccio metodologico è opposto all’oggettivismo Durkheimiano. Anche il contesto in cui si trovava Weber era completamente diverso da quello francese di Durkheim, in cui si era diffuso il positivismo. In Germania, infatti, alla fine dell’800 c’erano molti dibattiti riguardo le scienze. Queste erano fondamentalmente divise in Scienze dello Spirito (tra cui rientrava la sociologia) e le Scienze della Natura. Tale dibattito contrapponeva il positivismo, che sostenevano esistesse un solo tipo di scienza, e lo storicismo, che appunto divideva le scienze tra quelle della natura e quelle dello spirito.

In questo contesto nasce il pensiero di Max Weber che, con la sociologia comprendente, si propone di comprendere e spiegare i fenomeni sociali basandosi sullo studio del significato che gli attori attribuiscono alle loro azioni. Ciò che caratterizza un fenomeno sociale infatti, secondo Weber, è il significato che l’individuo gli attribuisce e quindi i fatti sociali non sono visti come entità completamente indipendenti dagli individui. Lo scienziato sociale deve spiegare la realtà e i fenomeni sociali partendo dalle cause. Essendo però queste cause molteplici, lo scienziato deve obbligatoriamente assumere un determinato punto di vista e assumere un “tipo ideale”, ovvero un modello sul quale lo scienziato deve basarsi per riuscire a spiegare il fenomeno nella sua individualità, analizzando quanto è distante dal “tipo ideale”.

L’oggettività per Weber, infatti, riguarda la conoscenza dei fenomeni, ma riguarda il metodo utilizzato. Un esempio di “tipo ideale” utilizzato da Weber è il “capitalismo moderno”. Weber tenta di spiegare il fenomeno del capitalismo partendo da un modello ideale per comprendere il particolare.

Émile Durkheim e l’oggettivismo

Durkheim è considerato uno dei padri fondatori della sociologia e, come visto, il suo approccio metodologico è stato fondamentale nello sviluppo della sociologia. Il paradigma di Durkheim muove le basi dalla considerazione che i fenomeni sociali devono essere considerati come cose che hanno una propria esistenza, indipendentemente da come sono vissuti e da che senso gli viene dato dagli individui. I fatti sociali sono quindi esterni all’individuo, non hanno nulla a che vedere con idee e sentimenti degli esseri umani e questi vi obbediscono.

La società, per Durkheim, sovrasta l’individuo ed è un tutto superiore alla somma delle sue parti, ovvero per l’appunto gli individui. I fatti sociali, quindi, possono essere spiegati solo guardando ad altri fatti sociali, e non si può partire dai comportamenti e dalla personalità dell’individuo per spiegare la società. Per quanto riguarda il metodo che deve utilizzare lo scienziato sociale, secondo Durkheim, egli deve porsi davanti ai fenomeni sociali come di fronte a problemi della natura, cercando il nesso tra i fenomeni sociali e le cause che li scaturiscono. Infine, dato che i dati sociali non possono essere analizzati in laboratorio, lo scienziato deve comparare i vari fenomeni sociali di diversi paesi, contesti e periodi.

Per dimostrare le sue idee, Durkheim scelse il tema del suicidio, uno dei gesti probabilmente più individuale e personale che esista. Durkheim dimostrò invece come, secondo la sua teoria, si poteva ricondurre questo gesto a cause sociali e non individuali. Attraverso l’analisi dei tassi di suicidio e di come questi variano a seconda delle condizioni (politiche, familiari, religiose) delle persone suicide, Durkheim giunse ad individuare variazioni costanti. Infatti osservò che i tassi di suicidio erano maggiori tra coloro che non avevano un partner rispetto a coloro che ne avevano, tra i protestanti rispetto ai cattolici e ancora tra chi viveva una condizione politica di pace rispetto a chi viveva una guerra. Individuò quindi l’elemento comune a tutte queste relazioni, ovvero l’integrazione dell’:

Anteprima
Vedrai una selezione di 15 pagine su 70
Fondamenti di scienze sociali Pag. 1 Fondamenti di scienze sociali Pag. 2
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 6
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 11
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 16
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 21
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 26
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 31
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 36
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 41
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 46
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 51
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 56
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 61
Anteprima di 15 pagg. su 70.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Fondamenti di scienze sociali Pag. 66
1 su 70
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/07 Sociologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Benedettaprati94 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di scienze sociali e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Antonini Erica.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community