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Fondamenti di management

Appunti di fondamenti di management basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni della prof. Simeoni dell’università degli Studi di Verona - Univr, facoltà di Lingue e letterature straniere, Corso di laurea in lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale. Scarica il file in formato PDF!

Esame di Fondamenti di Management docente Prof. F. Simeoni

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ESTRATTO DOCUMENTO

> il piccolo agricoltore ci mette molto di + per rimettersi in moto => il potenziale è molto importante

cap. produttiva teorico nominale=ciò che teoricamente dovrebbe produrre

> devo comprare una stampante=>guardo le caratteristiche. Mi serve che stampi veloce (capacità

teorica= x pagine al minuto) MA la stampante stampa meno pagine di quelle dette => vado al negozio e

questo mi dice che è un problema per il luogo, carta etc

CAPACITÀ TEORICA

capacità produttiva EFFETTIVA = quanto effettivamente produce

PATRIMONIALI

Capitale sociale =somma di denaro che l’impresa deve versare come garanzia per i creditori

è un costo per l’azienda tenere fermi dei soldi, sarebbe più proficuo investire questi soldi

minimo del capitale sociale da versare ossia da tenere fermo

non dice nulla della dimensione dell’impresa

può essere utile come indicatore nelle imprese che occupano nel campo assicurativo/bancario perché la

garanzia che possono prestare agli assicurati ha un valore differente

capitale sociale maggiore => garanzia maggiore

> A ha capitale sociale di 100 —>vado qui MA ha 1000 assicurati

> B ha capitale sociale di 10 —> ne ha 2 assicurati

Numero degli addetti

persone occupate nella nostra azienda

MICROIMPRESA, PICCOLA, MEDIA, GRANDE

gli addetti sono i dipendenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato

se togliamo quelli con contratti atipici ossia il 90% in genere, verrebbero esclusi

PS. i rossi sarebbero i più precisi

SONO TUTTI FATTORI TANGIBILI

QUALE INDICATORE USIAMO??

l’ideale sarebbe usarli tutti ma impiegherei troppo tempo

individuiamo i migliori indicatori rispetto all’obiettivo per cui voglio conoscere la dimensione

con tutti questi indicatori non ho ancora misurato le risorse più importanti dell’impresa: QUALITÀ,

RISORSA INTANGIBILE, IL VALORE, CIÓ CHE VERAMENTE VALGONO LE PERSONE.

il valore intangibile sta dietro al nome, hanno a che fare con risorse di fiducia e conoscenza che non si

misurano, sono risorse immateriali

> risorsa di conoscenza e fiducia > es: comperiamo la marca che conosciamo anche a prezzo

diverso. Ne abbiamo già sentito parlare => ci fidiamo di più.

> le imprese sfruttano questo fattore => fanno differenziazione del prodotto => lo fanno apparire

differente agli occhi del consumatore => perché se è differente NON posso confrontare il prezzo

perché sono cose diverse.

> ciò che differenzia il prodotto è anche la pubblicità => diffonde risorse di conoscenza e fiducia che

servono all’impresa per vendere il prodotto a un prezzo più alto

le risorse tangibile sono le condizioni per l’esistenza di un’impresa

la competizione dell’impresa sta nelle risorse intangibili

le caratteristiche delle risorse immateriali sono:

>> SEDIMENTALITÁ : le risorse immateriali si accumulano/costruiscono un po' alla volta essendo risorse

di fiducia e conoscenza

>> INAPPROPIABILI: non sono acquistabili né trasferibili facilmente. es. tutte le pubblicità negli anni

>> DEPERIBILITÀ: non fare passi falsi nella comunicazione. es. resta nascosta la manodopera minorile

sfruttata in paesi in via di sviluppo (Nike)

>> TRASFERIBILI:si può usare anche in altri campi la risorsa di fiducia. es: barilla fa pasta ma anche

sughi, pane, etc, un cappotto barilla non avrebbe lo stesso successo=> ha trasferito le

sue risorse di fiducia e conoscenza e ha iniziato a fare cose diverse. Devono essere

trasferite in campi simili altrimenti si deperiscono

>> ESTERNE e INTERNE: servono all’esterno a anche all’interno. Se lavoro con gente che conosco e di

cui ho fiducia è tutto più semplice. Se mi fido di un’impresa questa va via

veloce senza problemi.

sono dentro le persone e nei rapporti tra le persone => non si possono comperare => sono

INAPPROPIABILI perché se il mio concorrente compra una macchina nuova, la compro anch’io ma i

rapporti di fiducia non si possono acquistare.

LE FINALITÀ DELL’IMPRESA

le capiamo se capiamo qual è la natura dell’impresa che abbiamo di fronte

MASSIMIZZAZIONE DEL PROFITTO —> fare + soldi possibili

—> nel breve periodo (pescare i tonni nel modo + cruento) VS

medio-lungo (consente una prospettiva futura anche se richiede

+ tempo e costi)

COSTRUIRE UN FUTURO PER GLI EREDI

AMBIENTE

L’impresa è inserita in un contesto ambientale

ambiente REMOTO > + distante, rispetto al quale l’impresa non ha capacità di intervento/condizionamento

> economia di mercato

> + difficile da modificare

ambiente IMMEDIATO > + vicino, l’impresa può condizionarlo

> l’impresa ha delle possibilità di intervento + consistenti

> è un insieme di fornitori, clienti, comunità locale

la natura dell’ambiente dipende dalla natura dell’impresa

> ogni impresa lo legge in modo diverso sulla base delle sua competenze immateriali => le risorse

immateriali sono importanti anche perché sono quelle che fanno la differenza nel modo di leggere l’ambiente

dell’impresa => la differenza competitiva tra le imprese.

se nasce l’ipod e altri invece sono ancora ai cd è stato merito delle sue competenze

l’ambiente è oggettivo ma le imprese lo leggono in maniera diversa.

turbolenza ambientale: le caratteristiche sono a) globalizzazione

b) inapproppriabilità della ricerca scientifica

c) varietà

d) variabilità

e) autopropulsione della domanda

A) GLOBALIZZAZIONE: (punto di vista macroeconomico) mondo come unico mezzo è sempre +

interconnesso; connessione tra i mercati del mondo.

> per un’impresa stare nel mercato globale è difficile perché altre imprese fanno concorrenza con

prodotti migliori=>bisogna accorgersene e reagire in tempi brevi e possedere gli strumenti per farlo.

> IBM (inventore del personal computer) è andata fuori dal mercato perché non aveva tempi di reazione

veloci => è stata comprata dai cinesi => LENOVO

> il commercio elettronico è globalizzazione applicata al commercio

> cambia il modo d’essere e funzionare delle imprese

B) la velocità dell’innovazione è tale per cui una persona può anche brevettare una cosa per 20 anni ma

generalmente tale cosa dopo 6 anni è vecchia perché ne è arrivata un’altra che è migliore.

> bisogna riuscire a utilizzare al meglio ciò che c’è nel momento in cui vale qualcosa.

C) VARIETÀ: a ognuno di noi fa piacere avere un prodotto che sia + personalizzato possibile

> ognuno vuole avere la possibilità di scegliere tra cose diverse la cosa che secondo noi ci va meglio

> es. vado in un concessionario e scelgo come voglio la macchina (colore,interni,vetri ecc). Mi viene detto

che la macchina arriverà tra 40 gg ma è una cosa impossibile produrla in così pochi giorni =>

standardizzare il più possibile tutto ciò che non si vede. Deve essere diverso tutto ciò che si vede.

brand loyalty = essere fedeli alla marca

store loyalty = essere fedeli al punto vendita

SCORTA DI SICUREZZA= ci sono una serie di variabili che l’imprenditore non considera del tutto (furto,

ecc), ci si procura un tot di prodotti di scorta così da evitare di incorrere danni

al lavoro.

= in percentuale è tanto più bassa quanto più grande è il magazzino.

PUNTO DI RIORDINO= (consumo giornaliero) x (giorni che passano dall’ordine alla consegna)

> quando arrivo a questa quota devo riordinare le lattine.

> es. della coca cola al supermercato (tot me le rubano e tot vengono comprate da un gruppo i ragazzini

in gita che il supermercato non si aspettava => pensa di avere tot coca cole ma non è così => aspetta a

far e l’ordine e rimane senza coca cole per un giorno) => scorta di sicurezza delle coca cole.

Più alti sono i numeri più la scorta di sicurezza è bassa.

D) VARIABILITÀ= varietà + cambio di idea molto spesso perché ci si trova di fronte a varie innovazioni.

> ricerca di cose sempre nuove

> innovazione tecnologica è molto veloce

> se siamo abituati a dinamiche di innovazione continua in alcuni settori => finiamo per pensare che

questa innovazione debba esserci ovunque => cambiamento continuo.

> dal punto di vista tecnologico nella moda c’è stato qualche materiale un pó più innovativo

(elasticità…) MA siccome noi siamo abituati all’innovazione continua (le cose nuove sono meglio) =>

trasliamo questa logica anche in settori diversi nei quali si potrebbe anche fare a meno.

CURVE DI ESPERIENZA/apprendimento = rifaccio sempre le stesse cose => apprendo => ci metto

meno => costa meno.

> curva perché subentra la noia, faccio le cose male, la

curva torna su.

> cerco di cambiare tutto quello che si vede e tengo uguale

quello che non si vede => al consumatore appare diversa.

E) AUTOPROPULSIVITÁ DELLA DOMANDA > i consumatori cambiano spesso idea e talvolta in modo

del tutto IMPREVEDIBILE => NON PROGRAMMABILE

=> decido io cosa dargli di nuovo, oriento il consumatore

verso un determinato colore, ad esempio con la pubblicità

=> riduco il rischio variabilità perché oriento la domanda.

> esistono dei centri che si occupano di individuare i colori

più gettonati che andranno di moda quest’anno => altre

aziende si affidano a queste.

> devo pianificare il fatto che mando le persone in tv e le

vesto in un certo modo => devo rifornire i negozi con quei

determinati indumenti perché la clientela si indirizzerà verso

quei prodotti.

> talvolta la domanda prende delle strade non programmate

> es. accoppiamenti di stile completamente diversi tra loro

=> emergono e iniziano a fare tendenza.

> bisogna accorgersi di quello che sta cambiando per

arrivarci in fretta

> uffici innovazioni dove nascono le nuove tendenze =>

persone lavorano per questi posti, quando vedono qualcosa

di bello, comprano e spediscono agli uffici. In questo modo

si cerca di prevedere quali sono le nuove tendenze per

primi => lanciarlo sul mercato. Io sono il primo => sono

l’originale, gli altri copiano.

> tutto questo dinamismo è difficile da rendere compatibile con queste imprese più grandi che procedono per

routine. => ci sono soluzioni organizzative INTERNE, ESTERNE.

>> INTERNA: l’impresa diventa sempre + grande => è un grosso sistema => prendo

l’impresa e la divido in tante divisione più piccole che si occupano ognuna di

business specifici => RIDÓ DINAMISMO E PRONTEZZA DI REAZIONE =>

la tratto come se fosse una piccola impresa.

> grande dimensione in alcuni aspetti e essere come un’impresa medio-

piccola in altre attività.

> quando devo condizionare l’ambiente remoto, agire tipo lobby, se sono

grande può ex un vantaggio perché impongo le mie scelte.

> nel mondo della finanza, se devo trattare per le banche, se sono grande

porto a casa grandi convenienze perché ho un forte potere contrattuale.

> es. gelati —> Motta, algida non vendono solo gelati ma anche surgelati

detersivi, altri prodotti. => samson vendeva solo gelati=> non aveva un

potere contrattuale forte.

>> ESTERNE: distretti= territorio nel quale si concentrano tante che fanno

piccole imprese

più o meno le => non c’è il limite dell’impresa sistema

stesse cose

ma il risultato è lo stesso, senza limiti e rischi.

> es. distretto della coltelleria, mobile d’arte, armi, vino, marmo …

> c’è compresenza di concorrenza e collaborazione tra le imprese

> correlati a determinati posti a seconda delle materie prime.


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10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture per il turismo e il commercio internazionale
SSD:
Università: Verona - Univr
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giuliabonamin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fondamenti di Management e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Verona - Univr o del prof Simeoni Francesca.

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