Intro
Anche in società e culture diverse tutti gli uomini condividevano la stessa idea di informazione. Per tutti i messaggeri dovevano essere veloci e sapienti per raccontare le notizie in modo avvincente. La spiegazione di questo fenomeno sta nel fatto che tutti gli uomini soddisfano tramite l'informazione l'istinto di sapere ciò che accade in loro assenza, per essere tranquilli e consapevoli di ciò che accade. Quando non c'è flusso di notizie cresce l'ansia. Cercare di capire cosa dovrebbe essere il giornalismo rispetto ad altre forme di comunicazione. In questo libro: descrizione della teoria della cultura del giornalismo basato su studi empirici condotti negli Usa. Necessità di una teoria rispettata da tutti i giornalisti con principi chiari.
Primo scopo del giornalismo
Fornire alla gente informazioni necessarie per essere libera e autogovernarsi. Per adempiere a questo scopo c'è bisogno di:
- Obbligo di verità
- Lealtà verso i cittadini
- Obbligo di verifica
- Giornalisti indipendenti dai soggetti trattati
- Giornalista = osservatore indipendente
- Di tornare ad avere un forum per le critiche dei lettori
- Per rendere interessante e rilevante ciò che è significativo
- Fornire informazioni complete e proporzionate
- Giornalisti = praticare secondo coscienza
In questa lista manca imparzialità ed equilibrio in realtà sono i reali per il giornalismo vero perché non esiste un giornale totalmente neutrale. In ogni periodo di cambiamenti sociali economici c'è anche una fase di transizione all'interno della stampa di far dare peso a certe situazioni piuttosto che ad altre. È successo questo in tutte le fasi rilevanti di transizioni storiche e ancor di più sta avvenendo oggi con Internet e le trasmissioni via cavo, oggi c'è davvero il pericolo che l'informazione indipendente lasci il posto ad un affarismo camuffato perché le società che producono giornali sono sempre più spesso esterne, oggi la stampa indipendente è realmente minacciata.
Capitolo 1
A che cosa serve il giornalismo?
Esempio della protesta polacca verso la censura di media fatta dallo Stato comunista che fece nascere una stampa clandestina e dunque l'opinione polacca: le nuove tecnologie d'informazione informando molte persone in poco tempo generano democrazia. Il giornalismo serve a costruire una comunità, serve alla cittadinanza e serve alla democrazia. Una libera circolazione di informazioni da gente s'impegna a creare un nuovo governo e nuove regole della vita politica, sociale ed economica. Anche se il giornalismo è cambiato lo scopo primario è sempre lo stesso: fornire ai cittadini le informazioni di cui necessitano per essere liberi e autogovernarsi. Impossibile separare il concetto di giornalismo con quello di comunità e successivamente democrazia. Il giornalismo indipendente oggi è in pericolo perché rischia di cadere nella comunicazione commerciale.
Definire giornalismo è uguale a porre limiti. L'obiettivo del giornalismo è di dire la verità affinché il popolo sia sovrano. Il giornalismo ha occhi di sociali morali perché ha un'influenza diretta sull'opinione pubblica.
L’istinto di consapevolezza
Stephens: ha studiato l'influenza delle informazioni sulla vita umana. L'uomo ha bisogno dell'informazione per un istinto di consapevolezza: ha bisogno di sapere cosa accade in sua assenza perché gli dà sicurezza. Scambiarsi informazioni è la base per creare una comunità. Più la società è democratica più tende ad avere maggiori notizie (Atene e Roma facevano giornalismo orale; nel medioevo regimi autoritari fecero sparire l'informazione).
La nascita del giornalismo
Medioevo: informazione da menestrelli ambulanti con le ballate. XVII secolo apertura dei caffè dove si conversava di notizie date dai viaggiatori. Primi giornali nel 1609: si comincia a parlare dell'opinione pubblica. Nel '700 giornalista “Cato” formula l'idea che la verità è una difesa contro la calunnia ispirò la rivolta negli Stati Uniti e la prima richiesta verso il governo nuovo fu una stampa libera.
Una stampa libera nell'era elettronica
Anche alcune notizie che non vengono pubblicate perché non è giusto farle sapere alla fine appaiono su Internet: oggi il giornalista non ha da scegliere le notizie bensì aggiunge analisi e interpretazioni. Nella nostra epoca ognuno può fare giornalista: pro-sumer. Il pubblico può interagire con il giornalista e in tali casi correggere delle notizie sbagliate. Questa interazione genera un giornalismo che assomiglia alle conversazioni nei caffè, dunque il cerchio si chiude: le tecniche cambiano, ma i principi sono sempre gli stessi.
L'idea di democrazia dei giornalisti
In realtà l'attivismo politico di una nazione non è mai alto, a che serve quindi l'opinione pubblica dalla fine la gente non mette in pratica niente? Questo è il punto centrale del libro di Lippmann “L'opinione pubblica” nel quale diceva che la gente conosce il mondo in base a quello che vede nei media ma in maniera distorta perché non capisce le verità che vengono scritte, perché ragiona per pregiudizi e stereotipi. Quindi la democrazia del popolo era difettosa dalla base. Questo tema venne criticato fortemente da Dewey che disse che la democrazia non era lo scopo della stampa ma un mezzo per rendere da gente libera e la possibilità di migliorare la società e il governo tramite la libertà. Innegabile è che anche implicitamente il giornalista decide quello che i lettori devono sapere tuttavia bisogna operare per offrire un giornalismo che serva ai cittadini. Ci sono dei giornali che non danno alcun ruolo ai cittadini nell'ambito della politica prendendoli esclusivamente spettatori e non come sono veramente, ovvero parte attiva della società.
La teoria del pubblico interdipendente
Non tutti i lettori di giornale s'interessano a tutto e non tutti leggono tutti gli articoli di una pagina. Nel pubblico ci sono tre livelli di impegno su un argomento: 1 pubblico coinvolto, che conosce l'argomento ed è interessato; 2 pubblico interessato, che è interessato da un argomento che non conosce bene; 3 obbligo disinteressato, che all'argomento non dà alcuna attenzione. Il giornale ha il compito di dare ciò di cui ha bisogno un gruppo eterogeneo di gente, infatti giornali specialistici verso un settore non riflettono il mondo. La stampa deve fare gli interessi di una comunità più vasta possibile.
La nuova sfida
La nuova sfida è il giornalismo basato sul mercato e non sulla responsabilità civile. Vi è dunque un allontanamento dal giornalismo come formazione di cittadini e a provocarlo sono tre forze: 1 la natura di Internet, che non è una comunità politica geografica ma nella comunità della rete e quindi soggetta a regole commerciali della rete; 2 la globalizzazione, non esiste una cittadinanza per chi fa giornalismo on-line e per poter vendere le notizie bisogna accontentare tutti nell'ottica commerciale, cambiando i contenuti esemplificando gli spunti culturali; 3 la conglomerazione, ovvero chi possiede giornali possiede anche altri media e di certo riterrà l'informazione una piccola parte perché non dagli stessi introiti dell'intrattenimento. Se prima la stampa libera era quella non sottoposta alla censura del governo, oggi l'indipendenza si deve avere da imprenditori, inserzionisti e partiti. Sotto questi fattori ci si può oggi fidare di una stampa dagli interessi economici? Il giornalismo oggi serve ancora lo scopo per cui è nato?
Capitolo 2
La verità: il primo principio e il più ambiguo
Esempio delle conferenze stampa sul Vietnam che emanavano comunicati opposti al reale andamento della guerra. Primo fondamento: il primo obbligo del giornalismo è nei confronti della verità, tuttavia non esiste una definizione chiara di verità. La verità è necessaria per capire quello che veramente accade tuttavia nel medioevo ad esempio i monaci ritenevano che esistesse una gerarchia delle verità: l'attività più importante era per i messaggi che riguardavano il destino, poi c'era la verità morale che doveva insegnare a vivere, dopo c'era la verità allegorica che insegnava la morale della storia e per ultima c'era la verità letterale, considerata irrilevante.