Estratto del documento

Studiare anche dal manuale

P. Haggett, “l’ambiente globale e gli strumenti del geografo”, Bologna, Zanichelli, 2004 (volume secondo solo parte V), A. Greiner-G. Dematteis, Geografia umana. È possibile sostenere l’esame da 6 cfu ad aprile.

Modalità d’esame

Esame scritto:

  • Presenza: 2 domande aperte + 3 definizioni
  • Distanza: 10 domande varie + 1 aperta in 30 min

Obiettivo del corso

- Temi e problemi che sono oggetto dell’indagine geografica nei suoi diversi settori;

- Principali strumenti concettuali e metodologici messi a punto per affrontare tali problemi di ricerca;

- Diversi linguaggi attraverso cui la disciplina si esprime.

La geografia

La geografia non è solo scrittura e descrizione della terra ma è avere la capacità critica per pensare e controllare lo spazio terrestre. Paradossalmente, proprio perché conosciamo tutto il mondo, abbiamo bisogno di strumenti critici per poter controllare lo spazio terrestre.

II lezione 2-3-21

La geografia è la scienza delle relazioni spaziali e delle relazioni spaziali scalari. Le stesse reazioni lette a scala globale, locale o micro locale possono darci risposte diverse; le risposte delle indagini sono differenti a seconda della scala delle indagini. Riconoscimento del territorio come risultato dell’impronta evolutiva espressa dall’uomo, locale e globale sono intrecciati da forme di competizione reciproche. Grafico (del libro) che visualizza quel compito della geografia umana delle relazioni, che siano componenti antropiche o ambientali.

La geografia, pur avendo perso quel monopolio della trasmissione dell’immagine del mondo, ha il compito di rivitalizzare un sapere spaziale che ci è utile e che possiamo conoscere in maniera autonoma. La scienza geografica ci offre strumenti importanti per interpretare le modalità secondo cui si organizza lo spazio; la domanda non è fine a se stessa, la geografia ha delle ambizioni relative alla sfera abitativa.

Qualsiasi azione sul territorio è pianificata e gestita da tante figure professionali come l’architetto, il geologo e sempre il geografo. La geografia ci insegna a ragionare secondo termini di relazioni e non di emergenze, lo sguardo del geografo è in grado di connettere i fenomeni tra loro.

Organismi in Italia che si occupano di fusione di geografia, famigerata è la sede della società geografica che ha sede a Roma, una villa data in concessione dallo stato, delle istituzioni che hanno avuto ruoli importanti in epoca coloniale. (Parlare dell’AGEI) Ciascuna delle associazioni ha un proprio organo di stampa, una propria pubblicazione, il CISGE è il centro tagliato per gli studi storico geografici molto legato alla geografia storica, è un’associazione che ha un carattere di forte interdisciplinarità, e che aspira ad essere un’associazione di giovani.

Cos’è la geografia e quale campo scientifico definisce?

La geografia è la scienza dei rapporti tra uomo-natura e società-ambiente, la geografia studia le relazioni, i fenomeni naturali ecc. L’oggetto di studio della ricerca geografica è il territorio come prodotto dell’interazione società-ambiente.

Che cosa studia la geografia di questo territorio?

Nel territorio ci stanno le città, le industrie, i fiumi, esistono tanti aspetti, come si colloca dunque la geografia tra le altre scienze nel sistema di conoscenza? Ciò che distingue la geografia dalla prospettiva adottata dalle altre scienze che possono essere di tipo geografico indagano quei fenomeni assumendoli separatamente, ciò che studia la geografia è l’interazione.

I fenomeni che la geografia indaga sono fenomeni che molto spesso sono indagati in maniera isolata da altre scienze, il fenomeno che studia la geografia della popolazione è la biogeografia, poi abbiamo la geografia agraria, geografia delle attività industriali, geografia urbana, geografia politica.

La geografia generale

Tutti questi aspetti sono indagati dalla geografia che si porrà sempre la domanda “dove?” e analizzerà gli aspetti in relazione allo spazio e secondo della scala di osservazione. La geografia generale è l’area di integrazione delle geografie specializzate nell’analisi di tutte le componenti che interagiscono nel rapporto società-natura, quindi la geografia generale è quell’area di integrazione fra tutte le geografie specializzate.

La geografia generale si pone obiettivi di generalizzazione all’incrocio tra le scienze della terra, le scienze umane e le scienze geometriche, l’obiettivo è giungere a generalizzazioni e spiegazioni per la dimensione spaziale dei fenomeni naturali e antropici ovvero per i fatti di localizzazione ovvero dove si trovano e industrie, distribuzione ovvero come si distribuiscono le industrie e organizzazione e interrelazione nello spazio, come è organizzato lo spazio in cui viviamo.

Relazioni della geografia

La geografia indaga due tipi di relazioni:

  • Le relazioni verticali (o ecologiche) che si instaurano tra un gruppo umano e l’ambiente da esso occupato. Si tratta di relazioni che avvengono all’interno di una determinata porzione di spazio che può avere dimensioni diverse a seconda del fenomeno che sto indagando, con ambiente non intendo soltanto l’ambiente naturale ma anche caratteri costruiti non solo naturali;
  • Le relazioni orizzontali sono quelle che si instaurano tra diversi soggetti e/o gruppi e/o elementi territoriali situati in luoghi diversi della superficie terrestre.

La geografia tradizionalmente, fino a pochi decenni fa, si è interessata soprattutto alle relazioni verticali, dunque quelle relazioni in cui si instaura un rapporto tra l’uomo e l’ambiente da esso occupato, ma sono fondamentali le relazioni orizzontali. Il territorio è il risultato tra le relazioni orizzontali e verticali; quest’ultime danno vita a strutture territoriali, più localizzazioni legate da relazioni orizzontali e poggianti su condizioni ambientali che costituiscono l’organizzazione territoriale, più strutture territoriali connesse da relazioni orizzontali.

I nodi sulla superficie terrestre si connettono con reti invisibili che determinano una rete che non è uniforme ma presenta degli addensamenti e di discontinuità.

III lezione 3-3-21

Introduzione alla storia del pensiero geografico, serve ad individuare due approcci geografici che sono stati quelli del determinismo e del possibilismo. Delle relazioni orizzontali la geografia ha iniziato a occuparsi in tempi recenti. Prima di questo momento, fino alla metà del '900, le principali scuole del pensiero geografico davano importanza essenzialmente alle relazioni verticali che venivano considerate un fattore condizionante o esplicativo dell’organizzazione del territorio, si spiegava l’organizzazione del territorio partendo dall’analisi di quella che era la caratteristica ambientale. Ad oggi sappiamo che le relazioni orizzontali sono molto importanti.

Fasi della storia della disciplina geografica

Nella storia della disciplina geografica dobbiamo distinguere due fasi:

  • Fase pre-istituzionale (singoli pensatori isolati)
  • Fase di istituzionalizzazione o accademizzazione (dal secolo XIX)

Fase pre-istituzionale

La prima fase ha avuto una lunga gestazione. In questa fase, prima che la geografia diventi una disciplina insegnata all’università, i geografi si occupano di temi e approcci che in parte coincidono con quelli di cui oggi si occupa la geografia ma non del tutto. Quelli che consideriamo geografi appartenenti alla prima fase sono estranei a quello che oggi è l’ambito di indagine di geografia.

Eratostene è il fondatore della geografia matematica perché è stato il primo che nell’indagine sul mondo ha usato sistematicamente il sistema di coordinate sferiche di latitudine e longitudine. Per secoli il compito fondamentale dei geografi era l’elaborazione di immagini del mondo o delle ecumene (mondo abitato).

Questa operazione di descrizione del mondo è attuata dalla geografia attraverso due filoni:

  • Il filone storico narrativo
  • Il filone matematico-astronomico

Fare geografia vuol dire descrivere il mondo e nel corso dei secoli vuol dire descrivere il mondo aggiungendo via via le conoscenze acquisite dalle esplorazioni. Riscoperta di Tolomeo nel Rinascimento, base matematica; i due filoni precedenti conoscono differenze e indebolimenti ma in epoca rinascimentale in poi viaggiano parallelamente, si ha la necessità di reintegrare nuove informazioni facendo riferimento a Tolomeo.

È un arco cronologico molto ampio che va dal Rinascimento all’800 (XIX Sec), nascita delle cartine geografiche, cosmografia e cartografia sono le due modalità di descrizione del mondo, che proseguono fino al XIX secolo. La geografia si configura come un sapere elitario, utile ai mercanti, è un sapere pratico, per le imprese di conquista territoriale, per il potere politico, per il governo e per il controllo dei territori.

Si assiste da questo punto di vista a informazioni geografiche che circolano grazie alla diffusione della stampa, le carte geografiche manoscritte contengono informazioni che devono essere circoscritte.

Fase di istituzionalizzazione

Questa lunga fase è caratterizzata esclusivamente da pensatori isolati. Vengono istituite le prime cattedre universitarie stabili nelle università europee, è la fase in cui alcune istituzioni stabiliscono che nell’università sia insegnata una determinata disciplina. La geografia diventa uno strumento in tutta Europa per rafforzare l’identità nazionale, e questo deve avvenire a partire da una diffusione più capillare possibile, dunque deve partire dalla scuola, non solo per un gruppo elitario. La geografia serve per fondare un’identità, la geografia è al servizio del nation building; a questo scopo servono anche le società geografiche nazionali, creazione di riviste scientifiche specializzate, tutte queste condizioni fanno sì che si passi da una posizione circoscritta a pochi ad una diffusione generale nelle scuole. Non è più un sapere ad intermittenza ma continuativo che si sviluppa nel corso del tempo attraverso le scuole. La geografia dei singoli amministratori ha una capacità di penetrazione nel tessuto sociale molto limitata, le scuole che si formano invece intorno all’accademia hanno una capacità di diffusione ben diversa.

Due figure importanti

Queste condizioni creano una situazione di passaggio da pre-istituzionale a istituzionale presentata da due figure: Alexander Von Humboldt, è un pensatore isolato, anche Carl Ritter è il primo a salire su una cattedra di geografia in Germania. Alexander è un viaggiatore che trae dai suoi viaggi informazioni che annota e sistematizza e dai dati raccolti su flora e fauna ne trae delle analisi geografiche perché non analizza il fenomeno in sé, studiando il clima ne esamina i rapporti con il rilievo, con la vegetazione, come cambiano in relazione al clima e così via ma non si limita a indagare quei rapporti di causa effetto, compara questi fenomeni con gli stessi fenomeni di un’altra regione, correlando fenomeni dal punto di vista spaziale. Queste operazioni fatte da Alexander (si considera il padre della geografia) (L’analisi del rapporto tra vegetazione, clima e altitudine).

La geografia su e obiettivi di generalizzazione ed esplicazione, tende a superare quella sua caratterizzazione essenzialmente descrittiva e si assume come obiettivo quello di giungere alle generalizzazioni e alle spiegazioni. Humboldt studia delle correlazioni dei fenomeni che hanno lo scopo di fornire delle spiegazioni di ordine generale su un ambito di interesse che definisce sostanzialmente la geografia definisce infatti il proprio ambito di interessi come la dimensione spazio alle dei fenomeni naturali e antropici che hanno luogo sulla superficie terrestre studiandone:

  • Localizzazione
  • Distribuzione
  • Variazione nello spazio terrestre
  • Interrelazione
  • Organizzazione

Studiare la localizzazione dei fenomeni vuol dire studiarne la distribuzione e l’organizzazione, vuol dire dare delle spiegazioni del perché lo spazio sia organizzato in un certo modo. Questo ambito di interessi che la geografia va definendo nella sua fase istituzionale è un ambito più circoscritto rispetto alla fase precedente.

Problemi chiave nella geografia

All’interno di questo ambito disciplinare il dibattito teorico attraverso il quale si definisce l'odierna identità della disciplina si concentra intorno a due problemi chiave:

  • Problema delle relazioni tra uomo e ambiente
  • Problema della differenziazione regionale della superficie terrestre

Seconda metà del XIX secolo

- Filosofia della scienza positivista

- Teoria evoluzionista di Darwin (1859)

Positivismo

Il positivismo è quella filosofia caratterizzata da un esasperato empirismo che esclude dalla realtà tutto ciò che non è visibile, che non è identificabile fisicamente, unita dei fenomeni della realtà tasti nelle sue manifestazioni fisiche quanto in quelle sociali. Tale unità richiede una unita e identità dell’approccio conoscitivo per tutte le scienze il cui metodo d’indagine di costruisce sul modello delle scienze naturali, ovvero sul metodo empirico-induttivo: osservazione, comparazione, classificazione, generalizzazione (Identificazione di leggi derministiche di valore generale).

Ratzel è considerato il fondatore della geografia umana, compie inizialmente in età giovanile studi di zoologia ma in seguito compie studi di etnografia e dopo un viaggio in America si converte alla geografia umana, torna in Germania e diventa il capostipite della scuola tedesca di geografia e la influenzerà per tutta la parte del secondo '800. Ratzel definisce lo statuto disciplinare della geografia come studio della diffusione storica e distribuzione attuale dei gruppi umani sulla superficie terrestre in relazione alle diverse caratteristiche ambientali.

Determinismo ambientale

Le condizioni dell’ambiente naturale nelle loro diverse manifestazioni (clima, idrografia, suoli...) determinerebbero in modo vincolante non solo l’evoluzione biologica degli organismi, compreso l’uomo, ma anche lo sviluppo storico e le caratteristiche della vita economico-sociale dei gruppi umani.

Pertanto: ad ambienti naturali analoghi corrisponderebbero, secondo legami causali deterministici, identiche caratteristiche delle comunità umane (forme di economia, tecniche, organizzazione sociale, ecc.). La componente umana è determinata dalla natura ed ecco che in questa concezione la geografia umana deve appunto analizzare la distribuzione delle popolazioni sulla superficie terrestre e le forme di attività economiche.

  • L’ambiente, variabile indipendente, agisce sugli esseri umani, li plasma e ne determina il comportamento: il risultato è una determinata società che, con la sua cultura, vive su una precisa porzione di suolo;
  • Influenza dell’ambiente sugli esseri umani, cultura organizzazione sociale, organizzazione politica (lo Stato).

Negli ultimi decenni del XIX secolo si ha una decisa reazione alla filosofia positivista su cui poggia l’impianto teorico, dal punto di vista filosofico il periodo a cavallo tra la fine dell’800 e l’inizio del 900 è caratterizzato da una forte crisi delle concezioni positiviste e con lo sviluppo di posizioni neo-idealiste. Dal nostro punto di vista, questa crisi si manifesta soprattutto con il rifiuto del modello naturalista di scientificità e con l’affermazione della specificità delle scienze umane.

La considerazione è che se esistono due ordini di scienze con oggetti specifici e metodi differenti, le scienze della natura e le scienze dell’uomo allora devono avere anche due metodi di indagine differenti:

  • Dalla natura (o nomotetiche) caratterizzate dal presente obiettivo della generalizzazione con l’identificazione di leggi generali di tipo deterministico
  • D’altra parte invece le scienze dello spirito (o ideografiche) tendenti piuttosto a cogliere e spiegare i fenomeni umani ponendone in luce la variabilità e contingenza laddove la legge generale può essere un contenitore che mal si adatta a cogliere e spiegare quella variabilità di fenomeni che è propria dell’oggetto studiato dalle scienze umane.

Se le scienze hanno oggetti differenti allora devono avere anche metodi differenti. Nel caso della geografia, questa opposizione che viene messa in campo come reazione al positivismo, scienze della natura da un lato e scienze dello spirito dall’altro, è un’opposizione che rischia di frammentare la disciplina in due ordini distinti: geografia fisica da un lato e geografia umana dall’altro.

La risposta che viene data è quella della geografia che si identifica come scienza regionale, una scienza che cioè studia un ambito. Si studiano tanto gli elementi naturali quanto gli elementi umani perché la geografia studia proprio quella connessione e quella modalità che le due sfere hanno di influenzarsi l’una con l’altra.

Si sviluppa proprio attorno a questi concetti la scuola francese, una scuola che si sviluppa intorno al fondatore Paul Vidal de La Blache e che si contrappone alla scuola tedesca. Vidal è uno storico di formazione, ha un’esperienza di ricerca sulla Francia rurale, egli condivide la definizione di partenza di razze cioè quella della geografia come scienza delle relazioni uomo-ambiente ma ne elabora una diversa interpretazione. La sua esperienza è concentrata attorno alla Francia, una frazione molto diversa rispetto a quella di Ratzel e anche in ragione della sua formazione che lo vede nascere come storico. In quell’analisi uomo-ambiente Vidal, secondo lui, nei rapporti uomo-ambiente le relazioni non sono riconducibili a schemi di tipo deterministico cioè alle reazioni di causa-effetto, l’ambiente non pone all’uomo vincoli rigidi né univoci ma offre all’uomo un insieme di possibilità che vengono colte e sfruttate in modo variabile e differente dai diversi gruppi umani.

L’ambiente esterno pone delle condizioni di vita con l... (continua)

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/01 Geografia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gea_01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Pressenda Paola.
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