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Sviluppo del bambino da 0 ai 5 anni - Tappe fondamentali dello sviluppo

Il neonato: nei primi giorni di vita del neonato si osservano periodi di sonno intervalla2 da periodi di veglia:

la rea3vità del bambino dipende dallo stato comportamentale in cui si trova (Brazelthon).

Sta2 comportamentali: secondo la teoria sina3va della ols, da cui Brazelthon ha ripreso e ha studiato per

fare una valutazione già dai primi giorni di vita.

Sono quelle situazioni, quei momen2 di vita del bambino che presentano delle caraBeris2che peculiari e

sono 5: il sonno profondo, il sonno leggero, la veglia tranquilla, la veglia agitata e il pianto.

Il bambino nell’arco della giornata si trova in ques2 momen2 in cui dorme profondamente e nessuno lo può

svegliare, passa poi al sonno più leggero dopo dorme ma si muove, ascolta e si può svegliare, passa poi al

momento di veglia tranquilla ed è il momento in cui si sveglia e sta in uno stato di benessere, è tranquillo

(ancora non ha fame), da li si può passare ad una veglia agitata dove il neonato si può agitare un pochino

(per esempio si avvicina il periodo del pasto) e infine passa al pianto quando il bambino tra la veglia

tranquilla e agiata non vengono soddisfa3 i suoi bisogni.

L’osservazione degli sta2 comportamentali serve per capire se quel bambino in quel momento è disponibile

a compiere determinate azioni: se quel bambino è in uno stato di veglia agitata (bastano pochi minu2 che

passa al pianto) è un bambino che non è disponibile a fare qualcosa, oppure ad ascoltarci perché è un

bambino che ha un bisogno e finché non viene soddisfaBo questo bisogno è difficile valutarlo in quel

momento. Per fare una valutazione è indicato lo stato di veglia tranquilla, in cui il bambino è disponibile a

ricevere s2moli dall’esterno ed è disponibile a fare qualcosa).

Quindi nell’ osservazione degli sta2 comportamentali rientra il vedere quando dorme, come dorme e se c’è

una transizione regolare tra uno stato comportamentale all’altro: es il bambino passa dal sonno profondo al

pianto (se succede questo c’è qualcosa che non va); Il passaggio avviene gradualmente e se avviane in modo

brusco deve essere considerato un campanello di allarme.

Oltre a valutare gli sta2 comportamen2 è importante osservare la loro motricità spontanea: tu3 i neona2

sia termine che pretermine hanno degli general movements (il bambino non sta mai fermo) ed una

motricità riflessa (riflessi primari che indicano la maturazione neurologica). Queste due cose vanno di pari

passo.

I general movements possono essere di 2 2pi:

1. Di 2po wri2ng: si possono osservare nel feto dalla 9°

se3mana alla fine del secondo mese post termine (noi li

valu2amo sopraBuBo nei prematuri). Sono movimen2

grossolani che coinvolgono tuBo il corpo; la sequenza è

fluida, variabile e complessa

2. Di 2po fidgety: tra la 6° e la 9° se3mana post-termine

cambiano paBern di movimento. Sono movimen2 a velocità

moderata con accelerazione variabile, con componen2 di

rotazione e oscillazione (movimen2 più raffina2).

Nel feto di 9 se3mane (in gravidanza) iniziano ad esserci i wri2ng moviment, e arrivano fino alla 45°

se3mana post-termine, poi diventano fidgety, e poi passiamo all’a3vità volontaria die movimen2.

Riflessi primari che sono presen2 alla nascita e che indicano una maturazione neurologica del neonato.

La loro valutazione è importante perché un riflesso evocabile in modo eccessivo o un’assenza di riflesso

indicano patologie neurologiche del neonato (tu3 i riflessi vengono integra2 nell’a3vità motoria spontanea

del neonato durante tuBo il primo anno di vita).

Riflessi principali

▪ Riflesso di suzione e dei pun2 cardinali (presenta da 0-6 mesi di vita): questo riflesso di suzione

permeBe al neonato di nutrirsi e viene evocato s2molando la parte delle labbra centrale.

Il riflesso dei pun2 cardinali è quando lo s2moliamo anche ai la2 della bocca e questo gli permeBe

di orientarsi e di dirigersi verso quello s2molo permeBendogli di aBaccarsi subito al seno della

mamma.

▪ Riflesso di Moro: è uno dei principali riflessi presente alla nascita ed è facilmente evocabile e da

un’idea che il bambino si è messo paura, apertura degli ar2 superiori (s2molazione eccessiva).

Questo s2molo è presente dai 0-3 mesi non oltre (spesso un bambino con paralisi cerebrale

infan2le questo riflesso se lo porta dietro tuBa la vita)

▪ Riflesso tonico asimmetrico del collo: si integra nella motricità spontanea intorno ai 3 mesi e se

persiste è indice di una patologia neurologica importante.

Quando il bambino si trova in posizione supina, se il capo viene ruotato da un lato ci sarà

estensione dell'arto superiore omolaterale e flessione del controlaterale (posizione dello

schermidore). L'acquisizione di questa capacità motoria è condizione necessaria perché si creino le

basi per il passaggio a competenze ancora più elevate: il passaggio alla posizione a carponi, che

permeBerà, l'acquisizione dello schema motorio dinamico, fruBo dell'a3vazione incrociata degli

ar2 superiori ed inferiori. Il resto del processo di maturazione neurologica avviene ed è sostenuto

dalle acquisizioni motorie faBe. Tale riflesso impedisce al bambino di rotolare. Ha inoltre la funzione

di portare nel campo visivo il braccio e permeBere quindi il controllo occhio-mano che porterà ai

ges2. Patologie correlate —> Il riflesso dovrebbe normalmente scomparire entro i primi mesi di

sviluppo del bambino (0-3 mesi) se invece il riflesso è presente anche in seguito si deve presupporre

un danno neurologico.

▪ Riflesso di Galant (0-6 mesi): è uno dei riflessi neonatali, viene definito anche semplicemente

riflesso della colonna vertebrale. Il neonato presenta automa2camente un riflesso, che si manifesta

aBraverso l'incurvamento omolaterale del tronco, quando avviene la s2molazione paravertebrale

nella regione dorso-lombare.

▪ Riflesso di grasping: Riflesso di prensione della mano. Il grasping reflex comprende due componen2

del riflesso: la prima è il riflesso esteroce3vo di prensione della mano che viene provocato dalla

s2molazione cutanea del palmo; la risposta evocata è una flessione successiva del medio, anulare,

mignolo ed infine dell'indice. Il pollice non partecipa alla flessione. Questo riflesso è presente dalla

nascita e scompare verso la fine del 3 "mese. Andrė-Thomas e Saint-Anne Dargassies (1952) hanno

riconosciuto il secondo componente del riflesso, quello tonico dei flessori delle dita della mano che

è provocato da s2moli pressori sulle guaine tendinee dei flessori delle dita. È un riflesso

neBamente più forte del precedente, al punto tale che nel primo mese di vita è sufficiente per

sostenere il peso del bambino. Tende a scomparire più tardivamente verso 10-12 mesi, diminuendo

progressivamente di intensità e forza senza creare problemi alla prensione volontaria che compare

tra il 3-4 "mese. Molto probabilmente l'aBeggiamento delle mani a pugno durante i primi tre mesi

di vita è sostenuto dalla partecipazione della componente proprioce3va ed esteroce3va. Nella

posizione supina, nell'ereBa sostenuta, il tono dei flessori delle dita presenta frequen2 variazioni:

nei primi tre mesi di vita, in condizioni di riposo, le mani assumono un aBeggiamento a pugno semi-

chiuso; questo tono di base viene frequentemente modificato da s2moli estero ed enteroce3vi; i

movimen2 degli ar2 superiori tendano a provocare un'apertura delle mani; s2moli apporta2 sul

polso o sulla mano rafforzano il tono dei flessori; la rotazione del capo verso un lato rafforza il tono

flessorio della mano controlaterale e l'apertura di quella omolaterale; la suzione rafforza il tono

flessorio delle dita di entrambe le mani. Con la progressiva dell'ipertono flessorio generale, verso il

2 ° -3 ° mese, tende a diminuire anche l'ipertono dei muscoli flessori delle dita, sia come intensità

sia come durata nella giornata; pertanto

tenderà a risolversi anche lo s2molo cutaneo

portato dalle dita flesse sul palmo. Va dis2nto

quindi l'aBeggiamento delle mani chiuse a

pugno, presente nei primi 2-3 mesi di vita, dal

cogliere reflex che è scatenato da uno s2molo

esteroce3vo. Il significato ipo2zzabile di

questo riflesso, sia per la sua componente

cutanea sia per quella proprioce3va, è quello

di fornire uno schema motorio di base per

l'acquisizione della prensione.

▪ Riflesso di grasping dei piedi: 0-10 mesi

▪ Marcia automa2ca: 0-3 mesi

Primo trimestre

Già dai primi giorni il bambino è in grado di interagire con il mondo che lo circonda. È in grado di vedere da

una distanza di 30 cm, si gira verso una fonte sonora.

La motricità spontanea è caraBerizzata da movimen2 fluidi ed armonici di ar2 e tronco.

Produce piccoli suoi guBurali di appagamento ed u2lizza il pianto per comunicare i suoni bisogni (alla fine

del terzo trimestre)

Una tappa importante dello sviluppo motorio nei 3 mesi è quella del raggiungimento del controllo del capo

e la motricità si organizza sulla linea mediana. Il neonato in questa fase è più aBento agli s2moli visivi ed è

aBraBo dai vol2 (più vol2 che giocaBoli), segue un giocaBolo e si guarda le mani, gioca con le dita. Quando

un neonato compie 3 mesi è un bambino che già ci dà delle informazioni ed è in grado di socializzare di più,

i tempi di aBenzione sono maggiori, è un bambini che comincia a passare più temo in veglia tranquilla. È un

bambino che comincia ad allungare i tempi tra una poppata e l’altra e il tempo id sonno si riduce ed è più

disponibile alla s2molazione.

Sorride e si tranquillizza con suoni familiari (per esempio la voce della mamma) + Vocalizza gioiosamente

quando è contento, iniziano gli scambi basa2 sull’alternarsi dei turni (protoconversazione)

Secondo trimestre

il bambino è ora n grado di afferrare gli ogge3 di portargli alla bocca, la motricità diventa più funzionale e

volontaria (già da subito dobbiamo andare a s2molare l’a3vità bimanuale, e si fa aBraverso s2molazione

con i giochi per poi riportarli sulla linea mediana. Per tuBo il secondo semestre il neonato porta gli ogge3

sulla linea mediana iniziando a sviluppare uno schema corporeo). Impiega le mani in modo appropriato per

afferrare giocaBoli di piccole dimensioni (prensione palmare).

Comincia a muovere gli occhi in perfeBa coordinazione; percepisce la profondità, segue con aBenzione

l’a3vità dell’adulto o di un altro bambino (l’apparato visivo si inizia a sviluppare sempre di più).

Nel secondo semestre l’altra tappa importante da un punto di vista motorio è il controllo del tronco. Verso i

6 mesi il neonato impara a star seduto da solo, senza sostegno (esistono bambini che l’acquistano a 5 mesi e

mezzo ed altri anche a 6 mesi e mezzo, è importante avere in mente queste tappe per capire se i bambini

che vengono da noi in traBamento è troppo di stanze dal raggiungimento di una tappa o ha iniziato a farlo).

I 6 mesi sono standard poi esistono delle leggere variazioni fisiologiche.

Nel secondo semestre sarà in grado di ruotare dalla posizione prona alla supina. Riconosce le voci familiari

ed ascolta la voce di una persona anche quando è fuori dal su campo visivo. Vocalizza melodiosamente tra

se e con gli altri, vocalizza mentre gioca. Gli piace il gioco a3vo, manipola con aBenzione gli ogge3.

Terzo trimestre

Come abbiamo deBo sarà un bambino che è in grado si stare di seduto senza appoggio e versa la fine del

trimestre raggiunge da solo la posizione seduta; si sposta rotolando o strisciando sull’addome.

A questa età si è ormai sviluppata la maggior parte delle funzioni visive, osserva con aBenzione tuBo ciò che

lo circonda. Raccoglie piccoli ogge3 tra l’indice ed il pollice (pare distale), presa a pinza (inizia la prensione

più raffinata).

Si diverte a lanciare ogge3, mostra comprende i rappor2 causa effeBo tra i giochi.

Sempre nel terzo semestre inizia a dis2nguere chiaramente gli estranei dai familiari.

Inizia ad u2lizzare in modo intenzionale i vocaboli; inizia la lallazione (il bambino inizia a produrre dei suoni

più complessi pronunciando delle bisillabe).

Capisce espressioni come il no ed il ciao, risponde quando è chiamato.

Con2nua a portarsi gli ogge3 alla bocca, imita azioni semplici (baBere le mani).

Permanenza dell’oggeBo: fino a questo trimestre ogni oggeBo che cadeva a terra, o scompariva dal su

piccolo campo visivo per lui era come se non esistesse più. Invece ora in questo trimestre va alla ricerca

dell’oggeBo che è uscito dal suo campo visivo.

Quarto trimestre

Il bambino riesce a stare seduto sul pavimento e senza difficoltà passa dalla posizione reBa e si risiede,

cammina lateralmente con appoggio, verso la fine del trimestre può raggiungere la deambulazione

autonoma. Ci sono bambini che non gaBonano e che iniziano a camminare all’11 mese. Altri bambini che

invece gaBonano e iniziano a camminare anche all’14 mese. (deambulazione a cos2era si sposta

lateralmente appoggiandosi su una sedia o su un divano inizialmente per poi arrivare alla fine del 12 mese

alla deambulazione autonoma)

▪ La prensione ormai è sviluppata, i movimen2 di avvicinamento all’oggeBo sono più coordinan2.

▪ Indica gli ogge3 che a3rano il suo interesse

▪ Il bambino vocalizza ad alta voce, riconosce e can2cchia melodie familiari, imita i suoni giocosi

dell’adulto.

▪ Comprende istruzioni semplici, è possibile che dice qualche parola.

▪ Gli piace giocare insieme agli adul2, manipola i giocaBoli, sa bere dalla tazza

▪ Comprende l’uso funzionale degli ogge3 di vita quo2diana (capisce che la forcheBa serve per

mangiare e che il bicchiere serve per bere)

Primo anno di vita: dai 12 ai 15 mesi

In tuBo il primo anno di vita il bambino deve affrontare un enorme sviluppo che già da se3mana a

se3mana sono visibili, mentre poi dal 12° mese in poi i cambiamen2 ci sono ma lo sviluppo comincia a

rallentare e ad essere più dilatato nel tempo.

Il bambino intorno ai 15 mesi ha ormai raggiunto la deambulazione autonoma; riesce a meBersi seduto da

solo e si inginocchia senza aiuto; si arrampica sulle scale ed è possibile che riesca a scender all’indietro.

▪ Manipola cubi e costruisce una torre di 2 cubi; riesce a meBere e togliere dei pioli nei fori;

▪ Dice spontaneamente alcune parole riconoscibili, e ne comprende mol2 di più; comprende ed

esegue istruzioni semplici (es dammi la palla)

▪ Indica su richiesta animali, persone, ogge3 conosciu2; comunica i propri bisogni indicando con il

dito, vocalizzando o strillando.

▪ Esplora con grande interesse sia l’ambiente sia gli ogge3; si dedica al gioco funzionale (es finge di

bere, spinge le macchineBe)

▪ Riesce a mangiare da solo ma si sporca facilmente, partecipa a3vamente nel ves2rsi

▪ È affeBuoso verso persone conosciute; è molto dipendente dalla presenza rassicurante dell’adulto

Primo anno di vita: 18 mesi

▪ Cammina bene, meBendosi in movimento e fermandosi senza problemi; corre con cautela e una

certa rigidità; mentre cammina riesce a portare un oggeBo di grandi dimensioni

▪ Gli piace arrampicarsi; tenuto per mano riesce a salire e scendere le scale; si accovaccia per

prendere i giochi da terra.

▪ Gli piace guardare libri illustra2, gira più pagine alla volta; 2ene una ma2ta con prensione palmare

▪ Riesce a costruire una torre di 3 cubi; comincia a mostrare preferenza per l’uso di una mano.

▪ Chiacchera tra se mentre gioca ed u2lizza modulazioni emo2ve; impiega tar le 6 e le 20 parole

riconoscibili; prova a cantare

▪ Indica con il dito le ar2 del corpo di una bambola o su di sé

▪ Non ha percezione del pericolo, si meBe gli ogge3 in bocca (è importante perché è un modo di

esplorare l’ambiente esterno e solitamente lo effeBua fino al secondo anno), scambia giocaBoli con

i coetanei.

Secondo anno di vita: 24 mesi

▪ Corre sicuro fermandosi e ripartendo con facilità ed evitando ostacoli; si accovaccia senza perdere

l’equilibrio e si rialza senza aiuto

▪ Si arrampica sui mobili per raggiungere un obie3vo; sale e scende le scale tenendosi al corrimano;

cerca di calciare la palla; sta seduto sul triciclo ma ancora non pedala.

▪ Dimostra buone abilità manipolatorie; è capace d’abbinare forme quadrate, circolari e triangolari

Quando noi facciamo delle valutazioni dobbiamo osservare anche questo. Perché oltre all’apporto motorio

è importante anche capire se dal punto di vista relazionale e cogni2vo dove si trova questo bambino. Un

bambino che ha un problema motorio e che cogni2vamente sta bene è molto diverso da un bambino con

problemi sia cogni2vi che motori.

▪ Tiene la ma2ta in fondo e si mete di sua inizia2va a scarabocchiare; costruisce torri di 6 cubi; gira le

pagine di un libro una alla volta

▪ Il bambino impiega una cinquan2na di parole riconoscibili; combina 2 o più parole a formare frasi

semplici

▪ Ripete filastrocche o canzoncine mimate; usa l’oggeBo come se ne rappresentasse un altro (es usa i

maBoncini con macchineBe)

▪ È presente il gioco parallelo (gioca soddisfaBo accanto ad altri bambini ma non con loro). I bambini

fino a 3 anni è difficile che giochino insieme, stanno vicini ma sono troppo piccoli per condividere

un gioco (gli piace stare con gli altri)

Secondo anno di vita: 2 anni e mezzo

▪ Corre con scioltezza; si arrampica; è capace di saltare a piede uni2 da un gradino basso; riesce a

stare in punta di piedi

▪ Riconosce piccoli deBagli nei libri, riconosce se stesso nelle fotografie

▪ Costruisce torri di seBe o più cubi; 2ene la ma2ta nella mano preferita con prensione a t

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Scienze mediche MED/38 Pediatria generale e specialistica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher cassioli25 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pediatria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Valentini Vanessa.
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