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Fisiologia vascolare

Appunti di fisiologia umana; lezioni frontali con integrazioni da studio autonomo su libri consigliati (Conti)

Ottimo per: preparare l'esame; ripassare per le materie precliniche.

Utile per: ripassare per l'esame di abilitazione ed il concorso per le scuole di specializzazione.

Esame di Fisiologia umana docente Prof. F. Keller

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ESTRATTO DOCUMENTO

Man mano che la pressione del manicotto diminuisce il sangue riesce a scorrere in un orifizio più grande e ad una velocità

più grande. I rumori di Korotkoff, quindi, si fanno di intensità più grande fino ad arrivare ad un valore massimo, poi

diminuiscono fino a scomparire. Quando non li sento più allora abbiamo al pressione diastolica. La pressione sistolica

corrisponde alla pressione in cui comincio a sentire i rumori di Korotkoff, mentre la pressione diastolica corrisponde alla

pressione a cui non avverto più i rumori. Bisogna distinguere i veri rumori di Korotkoff dai rumori dovuti al sangue che

entra a fiotti in un vaso a sezione ristretta.

• Metodo oscillometrico: si presta ad essere automatizzato. Su di esso si basano gli apparecchi che misurano in maniera

automatica la pressione. Quello che usa è la variazione di pressione che si osservano nella cuffia, quando la pressione della

cuffia è tra quella sistolica e quella diastolica. Tra la pressione sistolica e quella diastolica la colonnina di mercurio oscilla.

Queste iniziano alla pressione sistolica, aumentano, raggiungono un massimo e poi diminuiscono fino ad arrivare alla

pressione diastolica. A partire dalla pressione media, attraverso una formula si ricava anche la pressione diastolica. Il

metodo si chiama oscillometrico perché varia le oscillazioni.

MECCANISMI DI REGOLAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA.

Principio di regolazione a breve termine, ovvero riflesso dei barocettori. La pressione sistolica, contrariamente alle aspettative,

aumenta proseguendo all'esterno, questo perché l'aorta ha una grande componente muscolare. Il brusco calo di pressione media si

osserva a livello delle arteriole, che rappresentano la porzione di maggior resistenza. La velocità media poi continua ad aumentare

fino ad arrivare alle grandi vene.

RIFLESSO DEI BAROCETTORI.

Un riflesso nervoso è una risposta involontari e stereotipata ad uno stimolo. Un riflesso nervoso si basa su:

• recettore periferico.

• Via afferente: che porta lo stimolo sotto forma di impulsi elettrici al sistema nervoso centrale, dove troviamo il circuito di

rielaborazione dello stimolo. Viene generata una risposta che viaggia su una via efferente.

• Effettore: termine della via efferente.

Meccanismi di regolazione omeostatica.

Per omeostasi si intende il mantenimento costante di un determinato parametro fisiologico. Non è una definizione precisa perché non

sempre è necessario mantenere costante un parametro. Il riflesso dei barocettori è un meccanismo per la regolazione della pressione

arteriosa: serve a mantenere la pressione arteriosa all'interno di limiti accettabili. La pressione deve essere sufficiente.

Schematicamente gli elementi fondamentali del riflesso sono: recettore, via afferente, centro elaborativo, via efferente, effettore. I

recettori per la via afferente sono i barocettori. Questi si trovano concentrati nella parete delle carotidi. Sono dei recettori di

stiramento della parete dovuta alla pressione interna del sangue che tende a stirare la parete. I barocettori non sono tanto sensibili alla

pressione media, ma al valore della pressione istante per istante; la loro attività varia all'interno del ciclo pressorio. La via afferente è

costituita da due nervi cranici: il nervo glossofaringeo e il nervo vago. Questi arrivano ad un nucleo del bulbo, detto integratore di

sensibilità viscerale o del tratto solitario, che riceve stimoli dal cuore, polmoni e sistema digerente. Da questo nucleo del tratto

solitario partono delle connessioni che arrivano ai centri di regolazione sia del simpatico che del parasimpatico che si trovano nella

formazione reticolare del ponte e del bulbo. È una rete distribuita nel tronco dell'encefalo e contiene dei neuroni che mandano delle

efferenze che arrivano al cuore. Il cuore è l'effettore.

Il parasimpatico rallenta il cuore, il simpatico accelera il cuore.

Se la pressione arteriosa diventa superiore al valore desiderato si attiva il parasimpatico in modo da far diminuire la pressione

arteriosa.

Il rapporto tra frequenza di scarico/intensità dello stimolo ci dice la sensibilità.

DENERVAZIONE DEI BAROCETTORI.

Il condizioni normali la pressione arteriosa rimane costante nel tempo. Alcune settimane dopo la denervazione si registrano

oscillazioni estreme. Il meccanismo dei barocettori serve a tamponare queste oscillazioni spontanee dovute a oscillazioni della

funzionalità dei meccanismi nervosi al livello encefalico. Se scomponiamo le oscillazioni nelle loro componenti fondamentali,

vediamo un periodo medio di 10-12 min. Queste oscillazioni vengono chiamate anche onde di Majer che si osservano anche in

condizioni fisiologiche. Queste onde sono state molto studiate negli ultimi decenni perché questa componente di oscillazione a lungo

termine della pressione arteriosa è esaltata durante il simpatico-tono. Nel caso di un organismo normale la curva corrisponde ad una

curva gaussiana, invece dopo denervazione la gaussiana si abbassa e diventa molto più allargata. La media è approssimativamente

invariata. Questo è un concetto fondamentale. Il meccanismo dei barocettori è un controllo a breve termine, cioè interviene nell'arco

di secondi ma non è un meccanismo a breve termine che permette di settare il valore del set point della press arteriosa. Il riflesso dei

barocettori mantiene il valore attuale il più vicino possibile al valore di pressione medio, o di set point. Negli ultimi anni sono stati

sviluppati degli approcci per valutare la risposta dei barocettori in maniera oggettiva, rispetto alla maniera classica. Il metodo

classico consiste nello stress ortostatico: far passare un soggetto dalla posizione coricata alla posizione eretta. Questo test viene fatto

anche in laboratorio e viene misurata la pressione arteriosa durante lo stress. L'altro metodo consiste nell'applicazione di un collare

intorno al collo in cui è possibile generare una pressione maggiore di quella atmosferica, oppure inferiore a quella atmosferica. Viene

misurata la press transmurale delle carotidi e vengono quindi inibiti i meccanocettori. In questo modo ottengo una classica risposta

dei barocettori. La stimolazione dei barocettori diminuisce la frequenza e quindi aumenta il periodo RR. Nel passaggio dalla

posizione coricata alla posizione eretta vediamo una sensibilizzazione dei barocettori. Passando alla stazione eretta abbiamo un

abbassamento del ritorno venoso e quindi una diminuzione della gittata sistolica e abbassamento della pressione arteriosa. Aumento

della frequenza cardiaca. L'aumento della frequenza cardiaca non compensa l'abbassamento della gittata sistolica. Come mai invece

riusciamo a compensare totalmente la pressione arteriosa. Questo perché la pressione arteriosa è determinata non solo dal cuore, ma

anche dalla resistenza periferica. Ed è proprio questo quello che succede. Aumenta la resistenza periferica per compensare la gittata

cardiaca diminuita.

COLLASSO ORTOSTATICO.

Quando il riflesso dei barocettori non funziona, abbiamo il cosiddetto collasso ortostatico. Una persona che passa dalla posizione

clinostatica alla posizione ortostatica molto velocemente va in collasso. Il collasso è causato da una frequenza cardiaca elevata e da

una bassa pressione arteriosa. In questi casi bisogna lasciare il soggetto per terra o al limite alzargli le gambe. Non bisogna rialzarlo.

COLLASSO VASOVAGALE.

In certe situazioni, si chiama anche crisi lipotimica, il soggetto di fronte a determinati stimoli, dolore, vista orribile, c'è in cosiddetto

tonfo al cuore. Abbiamo una bassa pressione arteriosa media e una bassa pressione arteriosa media.

CONDIZIONI CHE PORTANO ALL'ATTIVAZIONE GLOBALE DEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE.

• veglia

• esercizio fisico

• attivazione affettiva

• asfissia (ipossia e ipocapnia) i cui mediatori sono i chemiocettori periferici.

• Risposta all'aumentata pressione endocranica.

VEGLIA.

Sia la pressione sistolica che diastolica sono più basse durante il sonno e più alte durante la veglia.

Un centro fondamentale per il set point della pressione è l'ipotalamo, che è il cosiddetto ganglio cefalico autonomo, che svolge molte

funzioni vitali in particolare l'adattamento dei parametri cardiovascolari alle differenti situazioni, come il ritmo sonno-veglia e gli

stati affettivi. A sinistra parliamo della regolazione istante per istante, rappresentata dalla curva rossa, nella curva destra parliamo di

regolazione a lungo termina, rappresentata dalla curva blu. Durante la veglia abbiamo una sensibilizzazione del riflesso, durante il

sonno abbiamo una desensibilizzazione. Possiamo interpretare le regolazione a breve termine in base allo stato di coscienza.

IL BR COME MECCANISMO OMEOSTATICO PER MANTENERE LA MAP IL Più VICONO POSSIBLILE AL SET

POINT.

Il valore attuale è il valore di pressione che misuriamo istante per istante.

Il set point è il valore desiderato.

Il segnale di errore è la differenza tra frequenza cardiaca e set point. Questo valore dovrebbe misurare 0.

Questi valori servono a capire il riflesso dei barocettori.

Il disturbo è il passaggio dalla posizione coricata alla posizione eretta. Questo è un disturbo che permane. Il disturbo non fa cambiare

il set point. Abbiamo un calo di pressione e, tramite il riflesso, il ritorno ai valori normali. Abbiamo un errore che attiva dei

meccanismi in modo da spostare la pressione al set point. Il disturbo permane.

ATTIVAZIONE AFFETTIVA.

Si attivano i circuiti affettivi e fondamentalmente alla fine arriviamo all'ipotalamo. C'è un aumento del set point. C'è un aumento

della vigilanza. Quello che fa il riflesso dei barocettori è mettere in funzione dei meccanismi che minimizzano l'errore. Il riflesso dei

barocettori minimizza l'errore.

La perdita della regolarità sonno-veglia è un segno precoce di ipertensione.

È importante distinguere bene quando si parla di fisiologia tra un discorso che riguarda un singolo organo oppure un meccanismo che

riguarda un intero sistema di organi.

RISPOSTA ISCHEMICA DEL SNC.

Non interviene in condizioni fisiologiche, ma in caso di elevata pressione endocranica. È una risposta all'ischemia. L'elevata

pressione endocranica porta a comprimere i vasi endocranici per cui la circolazione nel cervello diminuisce. Abbiamo un'ischemia

cerebrale che può portare all'idrocefalo iperteso (dilatazione del liquido cefalorachidiano), emorragia interna. La risposta a ischemia

aumenta la pressione arteriose, in modo da aumentare la perfusione del sangue all'interno del cervello.

MECCANISMI A LUNGO TERMINE.

Questo meccanismo si basa sulla regolazione dei fluidi corporei, in particolare la regolazione di volemia. Che relazione c'è tra le due

cosa? La volemia attraverso la pressione circolatoria media di riempimento determina la gittata cardiaca. Quando abbiamo volumi

molto bassi c'è uno shock emorragico. L'aumento della volemia porta all'aumento della press venosa centrale e all'aumento della

pressione arteriosa. Un'aumentata gittata cardiaca porta ad un'aumentata perfusione degli organi e quindi abbiamo una

vasocostrizione che a sua vola porta all'aumento della resistenza periferica totale. Nella regolazione della volemia sono fondamentali

i reni. Soggetti con problemi ai reni vanno in contro a problemi di circolazione.

Curva di funzione renale o diuresi pressoria.

La diuresi è la produzione di urina. La produzione di urina da parte dei reni è una funzione della pressione arteriosa. Aumentando al

pressione arteriosa media aumenta la produzione di urina da parte dei reni. Questo è stato visto in un rene isolato. Anche piccole

variazioni di pressioni arteriosa media sono accompagnate da un aumento di produzione di urina. La curva non parte da zero, ma

parte da valori intorno a 60 mmHg. Questo perché al di sotto di questi valori l'urina non viene prodotta e abbiamo un'anuria. Se la

pressione di urina cessa allora c'è un problema ai reni. Questo è provocato da un aumento delle forze di Starling. Passiamo ad un

livello di sistema. Consideriamo non solo la curva di sistema renale, ma anche l'assunzione di liquidi da parte dell'organismo. La

linea nera misura l'assunzione media di liquidi. Il punto di intersezione corrisponde al punto di equilibrio tra assunzione di acqua e

produzione di urina. Se l'assunzione di liquidi aumenta, aumenta la pressione cardiaca e di pari passo aumenta anche la produzione di

urina. Anche qui siamo ad un livello già più di sistema. È questo il set point? Nì. Nel senso che è meglio dire che il set point è

associato alla volemia, ma non lo determina strettamente. Per modificare il set point bisogna intervenire o sulla curva di funzione

renale o sulla curva di assunzione dei liquidi. La curva id funzione renale può essere spostata verso destra o verso sinistra. Lo

spostamento verso destra significa che abbiamo un nuovo punto di intersezione in cui a parità di liquidi aumenta la pressione, in altre


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia
SSD:
A.A.: 2011-2012

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Gabriel_strife di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Campus biomedico - Unicampus o del prof Keller Flavio.

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