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Lezione fisiologia del 14-05-2012

Chiapperini Annarita

In base alle derivazioni, ci si può aspettare un QRS positivo, negativo o bifasico.

- Il QRS nelle derivazioni degli arti è quasi sempre positivo, ad eccezione di aVR, derivazione unipolare del braccio destro (ricordando che il vettore medio-istantaneo del cuore va dalla base all’apice, in questo caso si allontana dall’elettrodo positivo posto sul braccio destro, quindi il QRS sarà negativo).

- Il QRS sarà bifasico in V3 e V4, perché essendo i due elettrodi posizionati al centro del cuore, il vettore prima si avvicina (è positivo), poi si allontana (diventa negativo).

Il vettore medio istantaneo è la risultante (somma algebrica) di tutte le linee di flusso di corrente che partono dalla base (negativa) e vanno all’apice (positivo) del cuore, e indicano il potenziale d’azione in quell’istante. In determinate patologie il QRS cambia in diversi modi.

Derivazioni bipolari degli arti

  • D1 registra il potenziale tra il braccio destro e quello sinistro. L’elettrodo positivo è sul braccio sinistro, ha lo stesso verso del vettore medio istantaneo, quindi QRS sarà positivo.
  • D2 registra il potenziale tra il braccio destro e la gamba sinistra. L’elettrodo positivo è sulla gamba sinistra, ha lo stesso verso del vettore medio istantaneo, quindi QRS sarà positivo.
  • D3 registra il potenziale tra il braccio sinistro e la gamba sinistra. L’elettrodo positivo è sulla gamba sinistra, ha lo stesso verso del vettore medio istantaneo, quindi QRS sarà positivo.
  • aVR registra il potenziale tra il punto medio della linea che unisce il braccio sinistro e gamba sinistra con il braccio destro, onda negativa.
  • aVL registra il potenziale tra il punto medio della linea che unisce il braccio destro e gamba sinistra con il braccio sinistro, onda positiva.
  • aVF registra il potenziale tra il punto medio della linea che unisce il braccio sinistro e il braccio destro con la gamba sinistra, onda positiva.

Derivazioni precordiali

Collocate su di un piano orizzontale, presentano una direzione che va dal centro del torace verso l’esterno, a partire dallo sterno verso la parete laterale toracica sinistra. Vengono definite in ordine crescente da V1 a V6. Le prime due sono negative, le ultime due positive, la V3 e V4 bifasiche.

Non in tutte le persone si osservano ECG perfettamente uguali, dipende dalla costituzione dell’individuo; per esempio nei soggetti longilinei che hanno il cuore a goccia l’andamento QRS è leggermente diverso. A noi comunque interessa solo distinguere elettrocardiogrammi normali da quelli patologici.

Correlazione dello stimolo all'elettrocardiogramma

1a fase: gli atri cominciano ad eccitarsi (onda P: depolarizzazione degli atri, lo stimolo dal nodo seno-atriale si propaga agli atri, esiste un dipolo elettrico).

2a fase: gli atri sono depolarizzati e sono in fase di plateau, si aprono i canali del calcio. In questa fase, l’onda P è terminata (gli atri sono completamente depolarizzati e i ventricoli sono quiescenti) e si vede un segmento chiamato PR isoelettrico, non c’è differenza di potenziale in superficie, non ci sono né dipoli atriali né ventricolari, è il momento in cui lo stimolo passa attraverso il nodo atrio-ventricolare.

3a fase: Lo stimolo passa dal fascio di His al miocardio comune, le cellule ventricolari si contraggono, le cellule atriali si ripolarizzano. È composta da tre fasi: per primo viene eccitato il setto (è la prima parte dei ventricoli che si contrae), abbiamo l’onda Q; man mano che lo stimolo si propaga lungo l’apice e le pareti dei ventricoli, abbiamo l’onda R; lo stimolo giunge anche alle basi dei ventricoli, abbiamo l’onda S. Questa sequenza di zone che si contraggono permette una migliore eiezione del sangue.

4a fase: Tratto ST, non ci sono onde né differenza di potenziale, gli atri sono quiescenti e i ventricoli sono in fase di plateau (le cellule ventricolari sono tutte depolarizzate).

5a fase: onda T, ripolarizzazione ventricolare; il potenziale d’azione diffonde attraverso il nodo atrio-ventricolare.

La depolarizzazione inizia in Q e la ripolarizzazione finisce con l’onda T, per cui l’intervallo QT è il tempo di depolarizzazione e ripolarizzazione dei ventricoli. L’onda P è l’onda di depolarizzazione atriale e di solito non supera 0,12 sec.

Intervalli e complessi

Intervallo PR: (sarebbe più giusto chiamarla PQ, ma la Q è talmente piccola che non sempre si vede): tempo impiegato dallo stimolo per passare dal nodo del seno ai ventricoli, per diffondersi attraverso gli atri al nodo atrio-ventricolare (conduzione atrio-ventricolare). Va da 0,12 a 0,20 sec.

Complesso QRS: depolarizzazione ventricoli, non supera 0,10 sec.

Onda T: ripolarizzazione ventricolare.

Intervallo QT: non è un intervallo fisso, dipende dalla frequenza cardiaca. Se la frequenza cardiaca aumenta, l’intervallo QT si riduce, perché il ciclo cardiaco è più veloce.

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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

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