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Il Fascio di His

Dopo il Nodo A-V, parte il Fascio di His, il quale Fascio di His si divide in una Branca Destra, ed in

una Branca Sinistra.

La Branca Destra, a sua volta, si divide in due piccole Branche, e soprattutto forma una rete di

Fibre chiamate Fibre del Purkinje, che si diffondono a tutto il Ventricolo Destro.

La Branca Sinistra, invece, dopo un po’, si divide in due grandi Branche evidenti

macroscopicamente, che sono il Fascio Anteriore, ed il Fascio Posteriore, che raggiungono poi il

Ventricolo Sinistro.

Lo stimolo dunque, partendo dal Nodo A-V, lungo il Fascio di His, percorre la Branca Destra,

percorre la Branca Sinistra (che si divide in Fascio Anteriore e Posteriore),e giunge così ai

Ventricoli, permettendo loro di depolarizzarsi, e quindi di contrarsi.

Dopo che vi è la conduzione dal Nodo S-A al Nodo A-V, a livello del Nodo A-V vi è un ritardo di circa

100 ms; la Depolarizzazione del Miocardio Ventricolare inizia, attraverso il Fascio di His, al lato

sinistro del Setto Interventricolare: questa è la prima zona di Miocardio Ventricolare che viene

Depolarizzata.

Dalla parte sinistra del Setto Interventricolare l’impulso, poi, và verso destra, e lungo il Setto fino a

scendere all’ Apice del Cuore.

Dopo che lo stimolo è arrivato all’Apice, poi risale, e si propaga a tutte le pareti dei Ventricoli.

Infine, l’ultima parte ad essere Depolarizzata, sono le regioni Postero-Basali del Ventricolo

Sinistro, il Cono Polmonare, e la parte più alta del Setto Interventricolare.

La contrazione delle Fibre Miocardiche Ventricolari segue l’andamento della trasmissione del

Potenziale d’Azione: quindi la contrazione non avviene simultaneamente in tutte le regioni dei

Ventricoli.

Questa condizione ha un’importanza fondamentale in Fisiologia: innanzitutto la contrazione

primigena del Setto dà Sostegno alla contrazione di tutto il Ventricolo; la contrazione avviene poi

dall’Apice verso le Basi: il che permette lo Svuotamento di gran parte del Sangue contenuto nelle

due camere Ventricolari (un po’ come il tubetto del dentifricio).

Durante la contrazione Ventricolare avviene anche la contrazione dei Muscoli Papillari, i quali

impediscono che il Sangue possa rigurgitare negli Atri, perché tirano le Corde Tendinee,

permettendo la chiusura dei lembi delle Valvole Atrio-Ventricolari.

Dopo che c’è stata la Depolarizzazione, ci sarà la Ripolarizzazione, sia degli Atri, e sia dei Ventricoli.

La Ripolarizzazione degli Atri avviene in concomitanza con la Depolarizzazione dei Ventricoli:

mentre i Ventricoli si contraggono (Depolarizzazione), gli Atri si rilassano (Ripolarizzazione).

Invece, la Ripolarizzazione dei Ventricoli avviene dall’Epicardio verso l’Endocardio

(la Depolarizzazione avviene invece in verso opposto, dall’Endocardio all’Epicardio).

La Ripolarizzazione è un momento molto importante della Muscolatura Ventricolare, perché in

questo periodo, le Fibre Muscolari hanno bisogno di tanto Ossigeno: questo perché, durante la

Ripolarizzazione, devono funzionare tanto le Pompe, in quanto devono ristabilire la normale

differenza di Potenziale della Membrana, e dunque recuperare il Potassio perso, e far uscire il

Sodio.

Per questo motivo, la fase di Ripolarizzazione è una fase molto attiva, durante la quale si brucia

molta Energia a causa dell’elevata necessità di Ossigeno, ed è dunque anche la fase più sensibile

all’Ischemia. La fase più vulnerabile del Cuore, sotto questo punto di vista, è dunque proprio

quella della Ripolarizzazione, durante la quale c’è bisogno di un elevato apporto di Ossigeno per il

ripristino delle Concentrazioni Ioniche adatte all’interno delle Fibre Muscolari.

Il Ciclo Cardiaco

Per Ciclo Cardiaco si intende la ritmica alternanza tra Sistole e Diastole.

Tuttavia, i momenti del Ciclo Cardiaco sono ben Sette: tre della Sistole, e quattro della Diastole.

Il momento in più della Diastole rispetto alla Sistole è dovuto alla Presistole (Sistole Atriale).

Volendo dare una definizione precisa, per Ciclo Cardiaco si intende la successione periodica degli

stati funzionali del Miocardio (Sistole e Diastole), e delle Valvole Cardiache (aperta, chiusa), che

caratterizza l’attività ritmica del Cuore.

Il Ciclo Cardiaco è sostanzialmente uguale sia a destra che a sinistra, vi sono però alcune differenze

per quanto riguarda il Tempo e la Pressione.

Vi sono importanti differenze per quanto riguarda la Pressione, perché bisogna ricordare che il

Grande Circolo (Aorta) ha una pressione molto più elevata rispetto al Circolo Polmonare (Arteria

Polmonare), e questa condizione determina differenze anche per ciò che concerne la Contrazione.

Ricordiamo che, tra l’Atrio Destro e l’Atrio Sinistro, si contrae un attimo prima l’Atrio Destro (il

Nodo S-A sta a destra), ma il Ventricolo Sinistro precede il Ventricolo Destro (perché, per prima

cosa, si depolarizza la porzione sinistra del Fascio di His, e poi l’impulso dal Ventricolo Sinistro va al

Destro).

Attenzione però: finora si è parlato di Contrazione, ma la Eiezione è tutta un’altra cosa

Ricordiamo, infatti, che la Contrazione è prima Isometrica, e poi Isotonica; la Contrazione

Isometrica avviene prima nel Ventricolo Sinistro, e poi nel Destro, perché lo stimolo arriva prima al

Sinistro che al Destro;ma la Eiezione, cioè la Spremitura del Ventricolo avviene prima a Destra, e

poi a Sinistra.

Ciò avviene perché, siccome nell’Arteria Polmonare la pressione è molto più bassa rispetto

all’Aorta, è chiaro che ci vuole una pressione molto minore per aprire la Semilunare di Destra

rispetto alla Sinistra. Quindi, nonostante l’impulso alla contrazione venga trasmesso prima a

Sinistra e poi a Destra, siccome ci vuole maggior tempo per generare la pressione necessaria per

aprire la Semilunare di Sinistra rispetto alla Destra, la Eiezione avverrà prima nel Ventricolo

Destro rispetto al Sinistro.

Non solo l’Eiezione avviene prima a Destra che a Sinistra: ma essa dura più a lungo nel Ventricolo

Destro rispetto al Sinistro, sempre dovuto al fatto che la pressione da vincere è più bassa.

La durata del Ciclo Cardiaco è variabile: essa dipende dalla Frequenza Cardiaca.

La durata del Ciclo Cardiaco, infatti, è uguale al Reciproco della Frequenza Cardiaca.

Normalmente, in condizioni di riposo, Sistole e Diastole non hanno la stessa durata: la Diastole

rappresenta circa il 60% del Ciclo Cardiaco, è dunque leggermente più lunga.

Tuttavia, quando la Frequenza aumenta, la Sistole diventa sempre più lunga: in queste condizioni,

la Sistole può arrivare fino a circa il 65% dell’intero Ciclo Cardiaco.

Durante un’attività fisica, aumenta la Frequenza Cardiaca, cioè abbiamo la Tachicardia; e la

Tachicardia, aumentando il numero di Sistoli, chiaramente aumenta la quantità di Sangue che

viene pompata in un minuto.

Tuttavia, questo “adattamento” del nostro Organismo, può funzionare solo fino ad un certo punto:

perché quando la Frequenza è troppo alta, la Sistole dura sempre di più, e la Diastole sempre di

meno. La Diastole, però, è forse ancor più importante della Sistole, perché se i Ventricoli non

hanno il tempo di prendere il Sangue dagli Atri, non pompano niente.

Da ciò risulta che, la Frequenza Cardiaca è un importante adattamento per quanto riguarda la

quantità di Sangue pompato; ma solo fino ad un certo punto, fino a certi valori limite di Frequenza

Cardiaca, al di sopra dei quali valori addirittura diventa svantaggioso l’aumento della Frequenza

Cardiaca, perché la Diastole dura troppo poco, ed i Ventricoli non riescono a riempirsi di Sangue.

La Frequenza massima teorica si calcola sottraendo l’età al numero fisso 220: al di sopra di questo

valore, un ulteriore aumento della Frequenza Cardiaca risulterebbe essere svantaggioso, perché i

Ventricoli non avrebbero il tempo di riempirsi di Sangue durante la Diastole.

Durante la Contrazione, nel Ventricolo Destro, si ha un “Accorciamento Spirale”, nel senso che la

parete libera si avvicina al Setto, e quindi si “spreme” in questo modo.

Nel Ventricolo Sinistro, invece, durante la Contrazione ci sono due tipi di movimenti:

 Movimento Spirale

 Movimento Circolare

Per cui, nel Ventricolo Sinistro, differentemente dal Destro, c’è riduzione del diametro sia in senso

Trasversale, che Longitudinale.

Questo diverso tipo di accorciamento del Ventricolo Sinistro rispetto al Destro è dovuto alla

diversa Pressione, ma anche al diverso Spessore delle pareti, che sono molto più spesse nel

Ventricolo Sinistro rispetto al Destro.

Durante la Sistole, il Piano Valvolare si abbassa: e questo abbassamento del Piano delle Valvole

serve a determinare un maggior Risucchio di Sangue negli Atri.

Invece, durante la Diastole, il Piano Valvolare si innalza, e ciò contribuisce ad un maggior

riempimento del Ventricolo.

La Sistole Ventricolare consta dunque di due fasi distinte:

 La Fase Isometrica, nella quale la il Muscolo sviluppa la Tensione necessaria a vincere la

Forza esercitata dal carico (vi è un aumento di Pressione all’interno del Ventricolo, fino a

raggiungere la Pressione necessaria per aprire la Semilunare)

 La Fase Isotonica, ossia la Fase Eiettiva vera e propria

Si passa dalla Fase Isometrica alla Fase Isotonica quando si aprono le Valvole Semilunari, ovvero

quando la Pressione all’interno dei Ventricoli supera quella dell’Arteria.

Finita la Fase Eiettiva, il Ventricolo inizia a rilassarsi, la Pressione all’interno del Ventricolo

comincia a calare, il Sangue tenderebbe a tornare dall’Arteria nelle Camere Ventricolari, ma a

questo punto si chiudono le Valvole Semilunari, che impediscono il reflusso di Sangue in

Ventricolo.

A questo punto, il Ventricolo si rilassa; ma nella prima fase di rilassamento del Ventricolo, non c’è

Dilatazione, perché le Valvole Atrio-Ventricolari sono ancora chiuse: soltanto quando la Pressione

si abbassa al di sotto di quella Atriale, le Valvole A-V si aprono, ed inizia la Fase Diastolica vera e

propria (il Riempimento Ventricolare).

Si può dunque concludere che, così come c’è una Fase Sistolica Isovolumica, c’è anche una Fase

Diastolica Isovolumica.

Riassumiamo, negli specchietti seguenti, le 5 fasi del Ciclo Cardiaco che abbiamo analizzato finora:

Le 5 Fasi analizzate finora sono dunque la Diastole Isotonica, la Presistole (ossia la “spremitura”

degli Atri), la Sistole Isometrica, la Sistole Isotonica, e la Diastole Isometrica.

Volendo essere precisi, le Fasi del Ciclo Cardiaco non sono cinque, ma Sette: questo perché sia

nella Diastole Isotonica, che nella Sistole Isotonica, vi è una Fase Rapida, ed una Fase Lenta.

Ecco riassunte in questo specchietto le Sette Fasi del Ciclo Cardiaco:

In condizioni di riposo, la Gittata Sistolica ammonta a circa 70-90 ml, e quindi alla fine della Sistole

rimane nel Ventricolo un volume residuo che è il Volume Telesistolico, di circa 50 ml, un

importante volume di riserva funzionale per il Cuore.

La percentuale di Volume Telediastolico espulso come Gittata Sistolica prende il nome di Frazione

di Eiezione. La Frazione di Eiezione è un indice della percentuale di Sangue che viene eietto dal

Ventricolo, in ogni sua Sistole, che in condizioni normali rappresenta circa il 50 – 70 % di tutto il

Volume.

La Frazione di Eiezione è dunque pari al rapporto tra Gittata Sistolica, ed il Volume Telediastolico,

per 100.


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AUTORE

kalamaj

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia Umana I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Cibelli Giuseppe.

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