Omeostasi idro-elettrolitica
L'omeostasi idro-elettrolitica consiste nel tenere sotto controllo l’osmolarità e il volume del sangue e dei liquidi corporei.
Bilancio idrico
Bilancio idrico positivo: la quantità di acqua acquisita supera la quantità di acqua persa. Il volume plasmatico aumenterà al di sopra della norma → condizione di ipervolemia (se non vi è contemporaneo aumento dei soluti si ha decremento dell'osmolarità).
Bilancio idrico negativo: la quantità di acqua persa è superiore alla quantità di acqua acquisita. Il volume plasmatico sarà inferiore al normale → condizione di ipovolemia (se non vi è contemporanea riduzione dei soluti si ha aumento dell'osmolarità).
Normovolemia: stato di normale volume di sangue.
Regolazione dell'omeostasi idro-elettrolitica
Controllare l’omeostasi idro-elettrolitica significa regolare l’escrezione di acqua e regolare l’NaCl. Il 60% del maschio e il 55% della donna sono costituiti da acqua. La percentuale di acqua nel nostro organismo non è sempre uguale: si passa dal feto che possiede una percentuale di acqua del 100%, alla nascita che è l’80%, al normale adulto che è il 70%. Negli anziani si ha una grande perdita di acqua (50%), dettata dal fatto che l’anziano ha un riflesso della sete molto meno funzionale rispetto all’adulto.
Distribuzione dell'acqua corporea
L’acqua corporea totale è suddivisa:
- 40% dell’acqua costituisce i fluidi intracellulari (è all’interno delle cellule)
- 60% costituisce i fluidi extracellulari che possono suddividersi in:
- Plasma
- Fluido interstiziale
Questi due compartimenti variano maggiormente per poi essere riequilibrati.
Perdite di acqua del nostro organismo
Le perdite di acqua del nostro organismo avvengono attraverso:
- Tratto gastrointestinale
- 300 mL al giorno vengono persi con la respirazione (espiriamo aria umidificata)
- 600 mL si perdono attraverso la pelle (anche se le condizioni ambientali sono perfette per la nostra fisiologia → perspiratio insensibilis)
- 1,5 L si perdono grazie ai reni
- 1,5 L sono persi con l’urina (meno di 500 mL di eliminazione per urine non si può perdere perché 500 mL è il volume minimo per espellere metaboliti che possono diventare tossici, mentre il volume massimo è circa 18 L al giorno)
Queste perdite devono essere bilanciate da un’entrata di acqua, che può avvenire da tre parti diverse:
- Acqua metabolica (circa 200 mL)
- Acqua presente nel cibo ingerito (circa 800 mL)
- Acqua liquida ingerita (1,5 L)
Caratteristiche dell'ansa di Henle
L’ansa di Henle è tanto più profonda quanto i nefroni sono intramidollari e non corticali.
Tratto discendente: è permeabile all’H2O e poco permeabile ai soluti → si porteranno fuori solo l’H2O e i soluti resteranno all’interno (infatti l’osmolarità passa da 300 a 1200 mOsM).
Tratto ascendente: è impermeabile all’H2O e ricco di trasportatori per il Na, K e Cl → si portano fuori un sacco di soluti mentre l’acqua non può entrare né uscire.
La circolazione sanguigna (vasa recta) scorre in controcorrente rispetto al flusso dei tubuli. Ad esempio, negli arti per non disperdere troppo calore, il sangue caldo che arriva dall’arteria viene fatto decorrere vicino alla vena che ritorna (che ha perso calore) quindi diminuisce la temperatura. Per minimizzare la perdita di calore, i due tratti arteriosi e venosi sono talmente vicini che il sangue caldo dell’arteria passa direttamente alla vena raffreddata parte del suo calore, in questo modo anche il sangue venoso può essere sufficientemente caldo. Questo sistema di percorsi controcorrente viene utilizzato spesso per riuscire a mantenere il calore. Nel caso del nefrone viene utilizzato per riassorbire velocemente tutta l’acqua che viene portata fuori dall’ansa di Henle discendente.
La midollare ha un’osmolarità che aumenta man mano che si scende negli strati più interni del rene. Quindi più le anse di Henle sono profonde nella midollare, più saranno efficienti nel loro compito.