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ESTRATTO DOCUMENTO

L’unità motoria è costituita da un motoneurone e da fibre da esso innervate, tutte le fibre che sono

innervate da un motoneurone sono fibre dello stesso tipo. Nell’organismo umano esisto muscoli che

hanno unità motorie costituite solo da 3 o 5 fibre tipo l’occhio e altri che hanno unita motorie

composta da migliaia di fibre. Quando il motoneurone manda il segnale elettrico alle fibre tutte le

fibre contraggono in sincronia con la stessa velocità perché sono fibre dello stesso tipo.

Il reclutamento (attivamente) : è un meccanismo che permette al muscolo di modulare l’ampiezza

del movimento e la forza che esso sviluppa (lo stesso muscolo puo essere utilizzato per compiere

uno grande sforzo o uno sforzo minore); è un sistema che l’organismo mette in atto con il quale

decide di reclutare una unita motoria o un’altrà, una unità motoria o piu unità motorie.

Come vediamo nell’immagine ci sono 3 unità motorie e notiamo che le fibre che costituiscono una

unità motoria non sono tutte vicine ma sono distribuite all’interno del muscolo perché per sollevare

un piccolo peso uso solo una unità motoria e devo avere una contrazione del muscolo omogenea; le

altre due unità motorie si stanno accorciando ma in maniera passiva cioè le teste della miosina non

stanno lavorando. Se devo sollevare un peso che giudico piu pesante decido di usare 2 unità motorie

e questo è il reclutamento cioè posso scegliere quante e quali unità motorie usare.

EVENTI ELETTRICI E MECCANICI 45

Questo grafico mette in relazione il tempo alla tensione; il primo grafico rappresenta il potenziale

d’azione del neurone, il secondo rappresenta il potenziale d’azione della fibra muscolare.

Ad un certo punto dopo il segnale elettrico la fibra genera tensione con una fase di contrazione e

una fase di rilassamento chiamata scossa semplice. La scossa semplice perciò è la risposta

meccanica della fibra muscolare quando questa è stimolata da un’impulso elettrico che è

caratterizzata da una fase di salita (contrazione) e una fase di discesa (rilassamento). C’è però un

ritardo da quando arriva il potenziale d’azione a quando la fibra genera contrazione dovuto al

meccanismo di diffusione del calcio (10 15 ms) che viene chiamato periodo di latenza.

SOMMAZIONE DI CONTRAZIONI 46

È un sistema che utilizza l’organismo per modulare la risposta della forza che il muscolo dà. Il snc

manda tanti impulsi al muscolo che possono sommarsi.

In questo grafico vediamo una situazione in cui

non avviene sommazione e abbiamo una serie di

scosse semplici. Notiamo che vengono mandati 3

impulsi elettrici molto distanti fra loro, circa 200

ms, e il muscolo ha tempo di contrarsi e rilassarsi

perciò quando arriva il secondo impulso elettrico

non ci sarà nessuna sommazione perché la

tensione tornerà ad essere 0.

In questa immagine gli impulsi elettrici arrivano

alla fibra muscolare piu ravvicinati nel tempo; il

3 potenziale d’azione che viene mandato è piu

vicino nel tempo e avviene una sommazione che

porta ad un ulteriore aumento della tensione. Ci

sarà sommazione quindi quando il secondo

impulso nervoso arriva prima che il muscolo è

riuscito a rilassarsi.

In questa immagine vediamo che il snc manda

moltissimi impulsi che sono ravvicinati abbastanza in

modo da non permettere alla fibra muscolare di

rilassarsi. Qui il muscolo arriva ad un punto in cui sta

generando forza massimale e se noi continuiamo a

mandare impulsi la tensione non aumenta piu perche il

muscolo ha raggiunto la sua capacità di generare forza

massimale e si chiama tetano.

Il tetano puo essere completo e incompleto; in questo

caso è incompleto perché gli impulsi che vengono

mandati non sono molto ravvicinati nel tempo e infatti

quando ha raggiunto la forza massimale la tensione

scende e risale continuamente.

In questa immagine abbiamo una

situazione in cui il motoneurone sta

mandando impulsi ad una frequenza

piu alta e la tensione aumenta

progressivamente senza essere

interrotta ed arriveremo ad un tetano

completo perché fra un impulso e

l’altro il muscolo non riuscirà a

rilassarsi. Il muscolo però non riesce a

mantenere il tetano infinitamente,

anche se continuiamo a mandare impulsi a frequenze molto alte il muscolo diminuirà di tensione e

questa fase di discesa è la fase della fatica.

FATICA MUSCOLARE 47

Fattori che determinano la fatica muscolare :

1) Meno produzione di neuro trasmettitore : un nervo per stimolare il muscolo manda sempre

acetilcolina e a lungo tempo si stanca.

2) Alterazione nella composizione ionica della fibra dovuta alle numerose contrazioni : durante

l’esercizio fisico perdiamo un’altissima quantità di Sali e puo portare ad un’efficienza

muscolare perche i Sali mantengono un equilibrio ionico fra l’interno e l’esterno della fibra

che viene modificato con la perdita di Sali e acqua.

3) Inefficienza dell’accoppiamento eccitazione-contrazione : il reticolo sarcoplasmatico rilascia

calcio continuamente che deve essere ripompato dentro in continuazione con l’aiuto di atp.

4) Abbassamento del Ph : il muscolo per funzionare brucia direttamente glicogeno che è uno

zucchero complesso costituito da tante molecole di glucosio.

Il glucosio viene scisso in

piruvato e 2 molecole di atp. Il

piruvato in realtà si trasforma poi

in 2 molecole di acido lattico (è

acido perche rilascia h+) e

abbassa il ph che in condizioni

ottimali è 7.4 e scende a

condizioni piu acide di 7.2. Il

muscolo in condizioni più acide

produce meno forza perche la

miosina a ph piu acido genera

meno forza. Se la fibra sta funzionando in maniera perfetta la produzione di acido lattico viene

annullata e il piruvato va a sommarsi con l’ossigeno che gli arriva dal sangue, va nei mitocondri

e dà 36 molecole di atp. Questa è la differenza fra glicolisi anerobia (non usa O2) e glicolisi

aerobia (usa O2).

CLASSIFICAZIONE DELLE FIBRE DELL’ORGANISMO

1) Fibre glicolitiche a contrazione rapida II X : sono fibre veloci grazie alla velocità con cui la

miosina scinde atp e genera forza.

2) Fibre ossidative a contrazione rapida II A : utilizzano ossigeno ma sono fibre veloci.

3) Fibre ossidative a contrazione lenta I : sono fibre lente

FIBRE LENTE (I) di resistenza

1) Sono fibre rosse perche hanno piu mioglobina, una molecola che si trova nel muscolo la

quale lega e trasporta ossigeno.

2) Hanno una alta capacità ossidativi per la respirazione aerobica : hanno una alta capacità di

prendere il piruvato, combinarlo con l’ossigeno e farne 36 molecole di atp perciò hanno tanti

mitocondri.

3) Sono resistenti alla fatica cioè mantiene molto il tetano

4) Hanno tanti capillari, sono molto irrorati da sangue per portare ossigeno.

5) Numerosi mitocondri e enzimi aerobici (proteine)

6) Un esempio è il muscolo soleo.

FIBRE VELOCI (II X) 48

1) Sono fibre bianche per la poca quantità di mioglobina

2) Metabolismo di tipo anaerobico (acido lattico).

3) Grandi accumuli di glicogeno che è un glucosio prontamente disponibile.

4) Hanno pochi capillari indispensabili per la nutrizione.

5) Hanno pochi mitocondri

6) Un Esempio è il muscolo extraoculare dell’occhio

FIBRE INTERMEDIE (II A)

1) Hanno una miosina veloce e una capacità aerobica abbastanza buona.

2) Sono resistenti a mantenere la velocità.

La percentuale di fibre che abbiamo nell’organismo è stabilita piu o meno geneticamente infatti ci

sono persone portate piu per la velocità e altre piu per la resistenza.

È molto difficile pero trasformare fibre lente in veloci mentre una fibra veloce puo essere allenata

nella resistenza.

Le fibre rosse hanno un diametro piu piccolo perché l’ossigeno deve diffondersi.

ELEMENTI IN SERIE : ELASTICI E CONTRATTILI 49

Il muscolo è composto da fibre e da tessuto connettivo; non è composto solo da componente

contrattile (fibre) ma anche da una componente elastica (tendine). Il tendine mette in contatto la

componente contrattile con lo scheletro ma non è rigido, è un po elastico.

Quando generiamo contrazione c’è una prima fase chiamata isometrica in cui non varia la

lunghezza totale del muscolo (elementi contrattili + elastici) ma il muscolo sta generando forza

senza vincere la resistenza. Durante la contrazione isometrica entrambe le componenti cambiano di

dimensioni ma la lunghezza totale del muscolo non varia perché la componente elastica si allunga e

la componente contrattile si accorcia.

Nella contrazione isotonica il muscolo durante la contrazione genera sempre la stessa forza cioè il

muscolo si accorcia dando sempre lo stesso tono muscolare. Tutto il muscolo cambia di lunghezza

ma durante la generazione di forza il tono è sempre lo stesso.

Nella prima fase in cui stiamo sollevando un oggetto, generiamo una tensione isometrica, quando

riusciamo a vincere la resistenza e sollevare l’oggetto ci sarà una fase isotonica in cui il muscolo

cambia di lunghezza mantenendo sempre lo stesso tono.

CONTRAZIONE ISOMETRICA 50

Il muscolo è bloccato alla sua

lunghezza ottimale, non puo

vincere il carico; una parte del

grafico misura la lunghezza del

muscolo e una parte misura la

forza. La lunghezza totale del

muscolo quando arriva

l’impulso non varia però il

muscolo sta generando forza

quindi tensione.

CONTRAZIONE ISOTONICA In questo grafico vediamo

il muscolo non piu

bloccato, ha un peso che

bisogna sollevare.

La prima fase è sempre

isometrica ma poi il

muscolo riesce a vincere

la resistenza e inizia la

fase di contrazione

isotonica in cui sta

generando lavoro e il tono

rimane costante e il

muscolo sta contraendo.

In questo grafico vediamo

che la forza rimane

costante e la lunghezza

del muscolo diminuisce

perché si sta contraendo.

Quando poi lo stimolatore

non da piu impulsi, c’è

una fase di discesa in cui

la lunghezza aumenta ma il tono ancora no fino a quando il peso non è completamente rilasciato.

RELAZIONE TRA CARICO E VELOCITA’ 51

Questa è una curva che mette in

relazione il carico con la velocità di

contrazione.

All’aumentare del carico la velocità

di contrazione diminuisce, piu il

lavoro è piccolo e maggiore eè la

velocità di contrazione. A carico 0

il muscolo avrà la sua massima

velocità di contrazione e la curva

tocca l’asse delle ordinate.

- Quando il carico supera la

capacità del muscolo di

spostarlo, la velocità di

accorciamento diventa 0 e la

contrazione è isometrica.

- La massima velocità si

verifica quando non c’è

carico sul muscolo.

In realtà un carico c’è sempre perché ogni volta che muoviamo un arto siamo sottoporti alla forza di

gravita e applichiamo forza. In questo grafico le unità di misura sono diverse per ogni tipo di

muscolo in quanto ci sono muscoli che contraggono molto velocemente e altri meno velocemente.

APPARATO RESPIRATORIO 52

Perché è un apparato respiratorio interno?

- Deve portare all’interno grandi quantità di ossigeno perche il nostro organismo è molto

grande; dobbiamo inoltre rilasciare fuori grandi quantità di anidride carbonica.

- Durante questo scambio dobbiamo evitare di perdere calore e acqua.

I polmoni hanno una superficie di scambio con l’esterno molto grande per scambiare grandi

quantità di gas, sono internalizzati perciò l’aria che viene scambiata viene prima riscaldata nelle vie

aeree superiori evitando di perdere calore e acqua.

Il sistema respiratorio è costituito da :

- Vie aeree superiori : bocca, cavità nasale, faringe, laringe

- Vie aeree inferiori : trachea, bronchi, polmoni (i bronchi vanno in contro a circa 25

ramificazioni prima di diventare bronchioli terminali che hanno l’alveolo).

STRUTTURA ALVEOLARE 53

Tutta questa parte è completamente avvolta dalla circolazione perché lo scambio di gas avviene tra

l’ambiente interno ai polmoni e il sangue.

Gli alveoli sono delle sfere ricoperte da un epitelio costituito da 2 tipi principali di cellule :

- Pneumociti I : sono quelle piu grandi che operano lo scambio gassoso; sono piatte perché lo

scambio di gas fra l’ambiente interno all’alveolo e il sangue avviene per un meccanismo di

diffusione.

- Pneumociti II : hanno la funzione di secernere surfactante.

I POLMONI 54

I Due polmoni non sono identici e sono avvolti da membrane pleuriche che sono molto importanti

perché tengono a contatto i polmoni con la gabbia toracico. I polmoni sono costituiti da un

materiale molto spugnoso e se non fossero legati alla gabbia toracica, per caratteristica propria

tendono a sgonfiarsi perché sono costituiti da molto materiale elastico.

LA RESPIRAZIONE ESTERNA CELLULARE

Con il termine respirazione intendiamo tutti i processi che iniziano con la ventilazione (portare aria

dentro i polmoni) ma che finiscono con l’ossigeno che arriva ai tessuti, viene consumato e

trasformato in anidride carbonica. È costituita da 4 fasi :

1) Ventilazione : è il processo che permette di portare aria all’interno e all’esterno dei polmoni

ed è costituito da due fasi, inspirazione ed espirazione.

2) Scambio gassoso polmonare (tra polmoni e sangue)

3) Trasporto gassoso sanguigno : quando questi gas entrano nel sangue devono essere

trasportati.

4) Scambio gassoso cellulare : l’ossigeno entra nei tessuti mentre l’anidride carbonica prodotta

dai tessuti deve essere riversata nel sangue. 55

VENTILAZIONE

È costituita da due fasi : inspirazione ed espirazione.

L’ispirazione è sempre attivo : è un processo che richiede lavoro.

L’espirazione è una fase passiva cioè non dobbiamo lavorare specialmente a riposo proprio perche i

polmoni sono elastici.

Leggi dei gas :

- l’aria è costituita da una composizione e noi ne prendiamo solo l’ossigeno

- se il volume del contenitore cambia la pressione del gas contenuto cambierà in maniera

inversamente proporzionale : quando noi ispiriamo o espiriamo stiamo cambiando il volume

del contenitore e la pressione del gas all’interno cambia.

- I gas si spostano sempre da un area ad alta pressione ad una a bassa pressione : se noi

espandiamo il contenitore diminuiamo la pressione interna perciò l’aria entra.

- La quantità di gas che puo sciogliersi in un liquido è determinata dalla pressione parziale del

gas e dalla sua solubilità nel liquido : la superficie degli alveoli è sempre ricoperta da uno

strato d’acqua perciò i gas devono prima disciogliersi nell’acqua e devono dopo entrare nel

sangue che è comunque un ambiente acquoso.

MUSCOLI RESPIRATORI (scheletrici che possono funzionare involontariamente)

Fase inspiratoria :

- Diaframma : quando si contrae si abbassa e aumenta la cavità toracica

- Intercostali esterni : si trovano tra le coste e quando contraggono alzano la cavità toracica

- Sterno clenomastoideo : alza la gabbia toracica

- Scaleno :alza la gabbia

La fase inspiratoria è sempre attiva perciò per inspirare dobbiamo attivare questi muscoli ma la

maggior parte della respirazione a riposo è operata dal diaframma, gli altri intervengono quando

dobbiamo fare delle inspirazioni molto intense

Fase espiratoria :

- intercostali interni : abbassano la gabbia toracica.

- addominali

La fase espiratoria a riposo è passiva, questi muscoli ci sono ma non lavorano. 56

L’inspirazione determina :

- aumento del volume toracico spinta dai muscoli : la pressione quindi diminuisce

- abbassamento della pressione intrapolmonare

- ingresso di aria perché va da una zona a piu alta pressione a un area a piu bassa pressione.

L’espirazione determina :

- diminuzione di volume toracico

- innalzamento della pressione intra polmonare

- fuoriuscita di aria

LE PLEURE Le pleure avvolgono il polmone

formando un doppio strato che contiene

all’interno un liquido; uno strato è

attaccato al polmone, uno strato è

attaccato alla gabbia toracica.

Le pleure creano una superficie di

scorrimento e mantengono il polmone a

contatto con la gabbia toracica che

quando si espande porta dietro con se

anche i polmoni grazie alla presenza

della pleure. 57

PRESSIONE NELLA CAVITA’ PLEURICA

All’interno della cavità intrapleurica esiste una pressione negativa ( -3 ml di mercurio) chiamata

pressione intrapleurica (tra la pleura parietale e quella polmonare); è sempre negativa perché il

polmone tendendo a sgonfiarsi, tira sempre verso l’interno.

Variazione durante le fasi inspiratoria ed espiratoria:

- Volume intrapolmonare

- Pressione intrapleurica

- Pressione intrapolmonare o alveolare Se all’inizio della fase inspiratoria c’è

un volume x che aumenta di circa 500

ml e si chiama volume corrente (la

quantità di aria che viene portata nel

polmone durante un atto inspiratorio in

condizione di riposo. In fase espiratoria

il volume diminuisce.

La pressione intra pleurica varia

durante l’ispirazione e l’espirazione ma

è sempre negativa aumentando verso

valori sempre piu negativi.

Durante la fase inspiratoria la pressione

intrapolmonare diventa negativa (1ml

di mercurio) ma poi torna ad essere

come prima. Durante l’espirazione la

pressione aumenta piu di quella

atmosferica esterna e poi ritorna a 0

determinando uscita d’aria. 58

TEORIA DELL’INSTABILITA’ DEGLI ALVEOLI

Gli alveoli hanno tutti una forma sferica ma sono tutti diversi fra loro.

Abbiamo due alveoli di diametro diverso, all’interno sono bagnati da un velo di liquido il quale per

tensione superficiale ha una forza (pressione) che lo spinge verso l’interno che puo essere

calcolata : P = 2T/r (T = tensione superficiale del liquido ; r = raggio).

Tra i due alveoli la tensione superficiale è la stessa ma varia il raggio perciò nell’alveolo piu

piccolo, ha un raggio piu piccolo e la pressione sarà maggiore dell’alveolo piu grande (piu l’alveolo

è piccolo e piu la pressione che lo spinge dentro è grande); in questo caso l’alveolo piu piccolo

collassa in quello piu grande (questo avviene nei neonati prematuri).

Nell’adulto questo non avviene perché ci sono i pneumociti di tipo II che controllano la produzione

di surfactante che si discioglie nel liquido e diminuisce la tensione superficiale perciò in alveoli di

dimensione diverse le cellule intervengono producendo piu o meno surfactante in maniera da

variare la tensione superficiale e far rimanere costante la pressione dei diversi alveoli.

SPIROMETRIA 59

La spirometria è un test di funzionalità respiratoria che valuta le quantità di aria che vengono

spostate all’interno e all’esterno del polmone.

C’è un tubo nel quale soffiare che è collegato ad un cilindro con dell’acqua sul quale si trova un

altro cilindro che galleggia; a tutto cio è collegato un pennino che calcola l’entrata e uscita di

ossigeno.

VOLUMI E CAPACITA’ POLMONARI

Quando noi finiamo l’atto espiratorio il nostro polmone contiene ancora molta aria perciò quando

guardiamo il volume corrente il nostro polmone contiene già piu di 2 litri d’aria.

Quando mandiamo fuori tanta aria usiamo i muscoli addominali e intercostali interni, questo

volume che rimane si chiama volume di riserva espiratoria, piu o meno un litro. Il polmone

conterrà sempre un’ultima quantità di aria che viene chiamata volume residuo e non puo essere

calcolato con lo spirometro. 60

Se noi inspiriamo piu aria possibile andiamo a calcolare il volume di riserva inspiratoria che è piu

o meno 2 litri e mezzo.

Le capacità sono invece somme di diversi volumi. Ci sono diversi tipi di capacità :

L’EFFICACIA DELLA VENTILAZIONE è DETERMINATA DA PROFONDITA E

FREQUENZA RESPIRATORIA

L’ efficacia della ventilazione puo essere misurata andando a vedere quanta aria entra nei polmoni

in un’unità di tempo.

- Ventilazione polmonare : è l’aria che portiamo nei polmoni in un minuto

La ventilazione polmonare totale = la frequenza respiratoria (12 -20 respiri al minuto) per il volume

corrente (500 ml). Questa formula però non ci permette di calcolare quanta aria pulita portiamo

al’interno dei polmoni;

Spazio morto anatomico : è uno spazio contenuto all’interno delle vie aeree superiori che separa gli

alveoli dall’esterno. È uno spazio nel quale è contenuta aria ma non avviene scambio gassoso ;

quando espiriamo aria, mandiamo fuori un’aria ricca di anidride carbonica perciò alla fine di un atto

respiratorio queste vie aeree sono cariche di un aria ricca di anidride carbonica di cui non

riusciranno mai liberarsi. Quando spostiamo all’interno e all’esterno del polmone ezzo litro d’aria,

portiamo dentro una parte di aria consumata intrappolata all’interno delle vie aeree superiori e una

parte di aria fresca dall’esterno ; questa aria che non riusciamo mai a eliminare è contenuta nello

spazio morto anatomica che ha un volume di 150 ml.

- Ventilazione alveolare : ci dice quanta aria pura riusciamo ad immettere, la possiamo

calcolare ; frequenza ventilatoria per (volume corrente 500 – spazio anatomico 150).

COMPILENCE E ELASTICITA’ POLMONARE

- La compilence è la capacità del polmone di espandersi (la forza che dobbiamo dare per

allargare il polmone).

- L’elasticità è la capacità del polmone di tornare nella posizione normale. Il polmone torna

in posizione originale da solo ma non è solo grazie : l’elastina – la cassa toracica in se e per

sé – surfactante che dà una pressione ad ogni alveolo verso l’interno. 61

SCAMBIO GASSOSO NEI POLMONI

Fattori che controllano lo scambio gassoso nei polmoni (se cambiano diminuisce la capacità di

scambio) :

- La velocità di diffusione tra le membrane è direttamente proporzionale al gradiente di

pressione : se siamo in un ambiente molto ricco di ossigeno la differenza di pressione di

ossigeno fra aria è sangue è molto alta rispetto ad un ambiente in cui c’è una quantità di

ossigeno bassa.

- La velocità di diffusione tra le membrane è direttamente proporzionale all’area di scambio

disponibile : scambieremo piu ossigeno se abbiamo piu alveoli e quindi piu superficie di

scambio.

- La velocità di diffusione tra le membrane è inversamente proporzionale allo spessore della

membrana : se la membrana è sottile lo scambio avviene molto facilmente, se è spessa

avviene meno facilmente.

Patologie che cambiano queste leggi : 62

- Enfisema : diminuzione dell’area utile per lo scambio.

- Fibrosi : ispessimento della membrana

- Edema polmonare : aumenta il liquido fra gli alveoli e il sangue

- Asma : entra meno aria nell’alveolo.

Lo scambio gassoso avviene nello zone in cui l’alveolo è avvolto dalla circolazione e c’è uno

scambio in due direzioni diverse, l’ossigeno entra nel sangue e la CO2 esce dal sangue.

L’ossigeno in questo scambio ha bisogno di un trasporto attivo non mediato perché è piccolo e non

polare perciò attraversa la membrana per diffusione.

Il capillare ha una membrana fenestrata (interrotta in alcuni punti) perciò le sostanze attraversano la

membrana in maniera molto efficiente, esclusi globuli bianchi, rossi e proteine.

Perché l’ossigeno và dallo spazio alveolare al circolo sanguigno e l’anidride carbonica dal circolo

sanguigno allo spazio alveolare?

Lo scambio gassoso a livello alveolare avviene perché ci sono differenze pressorie nei due spazi.

La pressione di ossigeno all’interno dell’alveolo è piu o meno 100 mm di mercurio mentre la

pressione di ossigeno presente nel sangue venoso è 40 mm di mercurio perciò il flusso di ossigeno

dall’alveolo al capillare è continuo e proseguirà formando sangue arterioso con una pressione di 100

mm.

L’anidride carbonica ha una pressione parziale nel sangue venoso di 46 mm di mercurio mentre

nell’alveolo è di circa 40 mm di mercurio per cui i gas si sposteranno dal capillare all’alveolo. I gas

che continueranno poi nella circolazione arteriosa avranno una pressione uguale a quella presente

nell’alveolo.

Questi valori pressori nell’alveolo non variano né con l’aumento né con la diminuzione della

ventilazione perché l’aria fresca va a mischiarsi con l’aria che nel polmone già c’è e c’è una

continua uscita di ossigeno e entrata di anidride carbonica. 63

Questo grafico mette in

relazione la

ventilazione alveolare

con la pressione

alveolare.

Con l’aumento della

ventilazione la

pressione di anidride

carbonica diminuisce e

la pressione di

ossigeno aumenta ma

sempre in maniera

molto lieve.

Con la diminuzione di

ventilazione la

pressione di ossigeno

diminuisce e la

pressione di anidride

carbonica aumenta ma

in maniera vertiginosa.

SCAMBIO GASSOSO AL LIVELLO DEI TESSUTI

Il sangue che arriva ai tessuti al contrario di quello che avviene nel polmone è un sangue arterioso

quindi ricco di ossigeno con una pressione di 100 m di mercurio mentre nei tessuti la pressione è

piu bassa, 40 mm di mercurio; quindi l’ossigeno passa dal sangue ai tessuti mentre l’anidride

carbonica passa dai tessuti (pressione uguale o maggiore di 46) al sangue

COMPARTIMENTI LIQUIDI DELL’ORGANISMO

Nell’organismo esistono due compartimenti di liquidi, uno intracellulare e uno extracellulare che a

sua volta è costituito da liquido interstiziale e sangue. Quando i gas devono passare dal sangue ai

tessuti, attraversano solo la membrana del tessuto. Il sangue è costituto da plasma e una componente

corpuscolare (globuli rossi, bianchi e piastrine).

I globuli rossi contengono al loro interno la molecola di

emoglobina che è costituita da 4 catene polipeptidiche e

al centro di ogni catena esiste un gruppo M che lega

l’ossigeno. Nello stadio fetale abbiamo nel nostro sangue

2 catene di alfa e due catene gamma che è piu affine

all’ossigeno e strappa ossigeno alla madre. 64

TRASPORTO DI OSSIGENO NEL SANGUE

L’affinità tra ossigeno ed emoglobina è molto alta infatti la maggior parte di ossigeno che è

trasportato nel sangue è legato all’emoglobina, c’è una parte anche disciolta perché l’ossigeno

riesce a disciogliersi nei liquidi ma non è molto solubile nel sangue.

L’emoglobina legando tanto ossigeno non fa che aumentare la capacità del sangue di trasportare

ossigeno. Questa curva ci spiega alcune riserve funzionali

dell’organismo e il perché siamo in grado di respirare quando

le condizioni di ossigeno non sono ottimali.

È una curva di tipo sigmoidale, in basso ci sono le pressioni

parziali di ossigeno mentre di lato c’è la percentuale di

saturazione dell’emoglobina.

Nella parte in cui le pressioni sono vicine ai 100 mm di

mercurio (a livello alveolare o nel sangue arterioso) notiamo

che la maggior parte dell’emoglobina è saturata. Se queste

concentrazioni pero variano nella parte di destra in realtà la

percentuale di saturazione non cambia di molto; ciò significa

che se noi dovessimo trovarci in condizioni in cui la

pressione di o2 a livello degli alveoli scende a livelli di 60, a

questo livello di pressione moltissima parte dell’ossigeno è

ancora saturata e trasporta ancora una buona quantità di

ossigeno.

Nella zona di sinistra invece la situazione cambia molto in quanto la curva è molto ripida; a livello

dei tessuti la pressione di o2 è 40 o inferiore (proprio in questa zona) e questa curva ci dice che a

una pressione di 40 il 75% di emoglobina è saturato. Il sangue arterioso con 100 mm di mercurio

parte dai polmoni, raggiunge i tessuti con tutta l’emoglobina saturata, trova una pressione di 40 e

rilascia una molecola di ossigeno ogni 4 perché il 75% è ancora saturato.

L’organismo trasporta tantissimo ossigeno pero a livello dei tessuti ne lascia solo ¼ e il resto

rimane li pronto per situazioni di riserva.

Notiamo che la curva in questa parte è molto ripida e ciò significa che appena noi iniziamo a fare

esercizio (la cellula abbassa le pressioni di o2) la quantità di ossigeno che l’emoglobina rilascia è

molto grande. L’emoglobina è una riserva funzionale estremamente efficiente a rispondere ai

cambiamenti si pressione parziale di o2. La curva vista precedentemente cambia la sua inclinazione

quando cambiano parametri quali il ph o la temperatura

dell’organismo e c’è uno spostamento della curva o verso

destra (l’emoglobina è meno affine all’ossigeno, si lega

meno bene e ne rilascia di piu) o verso sinistra.

PH E TEMPERATURA INFLUENZANO IL LEGAME TRA o2 E EMOGLOBINA 65

Quando facciamo esercizio produciamo acido lattico abbassando il ph e la temperatura e

l’emoglobina rilascia piu ossigeno portando questo sistema verso una glicolisi di tipo aerobio. Lo

stesso avviene quando l’emoglobina legge che la temperatura si sta alzando.

Il ph e la temperatura influenzano il rilascio nei tessuti non i legami a livello dell’alveolo.

Questa è la curva di dissociazione o2 /emoglobina

nell’età adulta e nel periodo fetale. L’emoglobina fetale

è piu affine all’ossigeno e riesce a prendere ossigeno

dalla madre. Nel muscolo le fibre rosse erano rosse

perché al loro interno c’era piu

quantità di una molecola chiamata

mioglobina.

La mioglobina è solo una catena e la

sua curva di dissociazione

all’ossigeno è molto piu a sinistra

rispetto all’emoglobina e c’è

maggiore affinità all’ossigeno perché

quando l’emoglobina passa al livello

del muscolo ha bisogno di qualcosa

che gli stappa via l’o2 in maniera

efficiente come la mioglobina.

TRASPORTO DEI GAS A LIVELLO DEL SANGUE

Il sangue non trasporta solo ossigeno ma anche anidride carbonica allora entrambi i gas possono

sciogliersi un po nella parte liquida e un po vengono trasportati in altri luoghi. Il 3% di o2 è 66

disciolto nel sangue il 97 % è legato all’emoglobina; l’anidride carbonica invece è lievemente più

solubile cioè il 7 % è disciolto ,

23% legata all’emoglobina e

70% reagisce con l’acqua e si

trasforma in ione bicarbonato.

CONTROLLO RIFLESSO

DELLA VENTILAZIONE

I muscoli respiratori sono dei muscoli scheletrici perciò vengono attivati da un motoneurone che ha

un nucleo localizzato in una zona del cervello del bulbo e del ponte. 67

Si ritiene che la ritmicità della respirazione derivi da una rete neuronale che è instabile ; esistono

nell’organismo delle cellule il cui potenziale di membrana è instabile cioè non è fisso a – 70 si

sposta sempre un pò verso l’alto e quando arriva alla soglia manda il potenziale.

Cosa si sa dei centri che controllano la respirazione?

• Se c’è una lesione sotto il bulbo tutti i potenziali d’azione vengono bloccati

• Se il sistema encefalico viene lesionato sopra il ponte la ventilazione resta normale

• Se il bulbo viene separato dal ponte la ventilazione diventa profonda e spasmodica ma il

ritmo respiratorio resta normale.

1. I neuroni bulbari controllano l’inspirazione e l’espirazione.

2. I neuroni del ponte controllano la funzionalità dei centri bulbari.

3. La ritmicità respiratoria deriva da una rete di neuroni che scaricano spontaneamente

(audopolarizzarsi) chiamato generatore centrale.

Questi neuroni sono localizzati in due zone molto vicine, la zona de bulbo e quella del ponte. La

zona del bulbo contiene un nucleo dorsale (contiene i neuroni che controllano l’inspirazione e

funziona durante il respiro a riposo) e un nucleo ventrale (manda i segnali ai muscoli espiratori e

interviene anche nel controllo

dell’inspirazione forzata: neuroni E).

Con questo grafico vediamo che

l’inspirazione ha un periodo di tempo

che richiede piu o meno 2 secondi e

anche l’inspirazione richiede una fase

abbastanza lunga di circa 3 secondi;

quando noi ci troviamo nella fase

inspiratoria, non attiviamo tutti i

muscoli alla massima intensità che

deve essere modulata in base all’atto

inspiratorio.

L’attività dei neuroni aumentano

durante l’atto inspiratorio in maniera

graduale (arrampicamento); alla fine

dell’atto inspiratorio l’organismo

aumenta l’attività dei neuroni

raggiungendo il picco.

Durante l’espirazione c’è sempre una

piccola attività basale che fa si che

l’inspirazione sia piu graduale e non

improvvisa.

REGOLAZIONE DELLA VENTILAZIONE

Ci sono anche altri segnali che controllano la respirazione cioè l’organismo è in grado di leggere in

maniera estremamente precisa le concentrazioni di ossigeno, anidride carbonica e l’acidità H+ che

c’è nel sangue, che varia immediatamente durante l’attività motoria, leggendole regolano la 68

ventilazione (omeostasi). Nell’organismo esistono dei punti nei quali queste variazioni possono

essere lette da alcuni sensori chimici localizzati a contatto diretto con il sangue.

Chemorecettori periferici :

sono lontani dal bulbo in

corrispondenza dell’aorta e

della carotide, questi leggono i

cambiamenti di ossigeno e di

Ph.

Nell’attività normale

intervengono molto poco nel

controllo perché sono sentiti a

cambiamenti di ossigeno

molto grandi cioè andranno a

stimolare l’aumento della

respirazione solo se la

concentrazione di O2

diminuisce in maniera drastica

(scende sotto ai 60 mm).

Chemorecettori centrali: si trovano sulla parete del bulbo, sono piu sensibili e intervengono in

qualsiasi cambiamento ma in realtà leggono la Co2 ma non direttamente (nell’organismo tutto il

sangue è a contatto con gli ambienti extracellulari, nel cervello esiste una barriera emato encefalica

molto piu selettiva che permette il passaggio di molte meno sostanze per cui non passano neanche

gli H+) perché a contatto con l’acqua genera H+ + Hco3 ed è questo h+ che viene letto dal

chermorecettore centrale. Il chermorecettore centrale quindi legge delle variazioni di Ph che sono

dovute all’aumento o al decremento della Co2 nel sangue.

SCHEMA RIASSUNTIVO 69

Da questo schema possiamo

notare come le sostanze che

che controllano la

respirazione non sono solo

Co2, O2 e Ph ma esiste

anche una componente

emozionale che influisce

molto nel controllo della

respirazione in quanto siamo

in grado di respirare ogni

qual volta volgiamo.

APPARATO

CARDIO

VASCOLARE 70

E’ costituito da :

- Cuore

- Vasi sanguigni (arterie e vene)

Le funzioni principali del sistema cardio vascolare :

- trasporto di ossigeno

- trasporto di nutrienti

- trasporto di cataboliti cellulari

- comunicazione intracellulare

- difesa da agenti esterni

Per arterie intendiamo i vasi sanguigni che portano il sangue lontano dal cuore, per vene quelle che

lo riportano in dietro. IL CUORE

Il cuore può essere paragonato ad una pompa

formata da 4 camere, due camere dette ATRI e

71

due camere dette VENTRICOLI, rispettivamente accoppiate : atrio destro con ventricolo destro,

atrio sinistro con ventricolo sinistro. Queste 4 camere si contraggono in maniera alterna cioè c’è una

contrazione atriale e una contrazione ventricolare; il significato di questa contrazione è di spingere

il sangue arrivato al cuore tramite strutture venose nelle strutture arteriose (la posizione degli atri e

ventricoli è stata presa con il cuore posizionato in maniera dritta cosa che non è così).

Il cuore ha grossolanamente la forma di un cono la cui base è posta in alto e posteriormente con

l’apice rivolto in basso a sinistra.

Il cuore è in una posizione centrale dietro lo sterno solo che essendo posto in questa posizione una

parte del cuore è posta sulla sinistra. Entrambe le camere sono in grado di

pompare sangue ma la maggior parte

del lavoro lo fanno i ventricoli. Le

pareti dei ventricoli infatti sono molto

piu spesse di quelle degli atri perciò

sviluppano molta piu forza.

Piccola circolazione : Nel cuore di

destra arrivano le 2 vene cave

contenenti sangue venoso che arriva

nell’atrio destro e scende nel

ventricolo destro da cui nasce

l’arteria polmonare che porta sangue

venoso ai polmoni e arriva negli

alveoli tramite la circolazione

funzionale dove avviene lo scambio

gassoso e si formano cosi le 4 vene

polmonari con all’interno sangue

arterioso.

Grande circolazione : Il sangue

arterioso delle 4 vene polmonari

arriva all’atrio di sinistra, scende nel

ventricolo di sinistra dove nasce

l’aorta che provvede a portare sangue

arterioso a tutto il corpo.

Valvole : Gli atri sono a contatto con i

ventricoli tramite delle valvole:

tricuspide (destra) e bicuspide

(sin). 72

In realtà nel cuore ci sono altre due valvole che servono al passaggio di sangue dai ventricoli alle

arterie e si chiamano semilunari.

Le valvole atrio ventricolari in condizioni normali si aprono sempre e solo in una sola direzione

verso il basso.

Le valvole semilunari invece si aprono verso l’alto dal ventricolo

alla periferia.

La maggior parte del cuore è costituito da muscolo miocardio.

Differenze fra muscolo miocardio e scheletrico :

- le cellule cardiache sono mononucleate e sono molto corte.

- Le cellule cardiache formano un sincizio cioè si attaccano l’una all’altra con dei dischi

intercalari in modo tale che quando una contrae tira l’altra formando cosi una rete (nello

scheletrico le cellule scaricano la forza sul tendine).

- L’impulso della fibra scheletrica viene da un motoneurone per ogni fibra; la cellula

muscolare cardiaca viene stimolata dalla cellula adiacente e si propaga come un’onda.

Queste cellule sono attaccate da alcune strutture chiamate dischi intercalari che hanno una funzione

strutturale in quanto creano una connessione fra le cellule; ma sono importanti anche

funzionalmente in quanto all’interno dei dischi si creano delle comunicazioni citoplasmatiche fra le

due cellule che vengono chiamate giunzioni comunicanti. Questi sono dei canali ionici in cui il

mioplasma delle due cellule è in contatto diretto per trasmettere non solo il segnale meccanico

(forza) ma anche il segnale elettrico (potenziale d’azione) che è un passaggio di ioni.

Dove nasce il segnale elettrico?

Il muscolo cardiaco è costituito da tessuto miocardio (95%) e per una piccola parte da un tessuto

autoritmico cioè le cellule pass maker.

CUORE : CONDUZIONE E POTENZIALI 73

Il tessuto pass maker è quello che vediamo rappresentato in giallo, ha delle parti ramificate ma ha

anche due nodi : nodo seno atriale e nodo atrio ventricolare.

Il nodo senoatriale è il nodo dominante che controlla il nostro ritmo cardiaco ma può cambiare a

secondo della nostra efficienza cardiaca con l’allenamento (cambia il battito cardiaco).

I due nodi sono entrambi capaci di generare un ritmo basale pero il ritmo de nodo del seno ha una

frequenza piu alta ed esiste una rete che porta il segnale all’altro nodo che depolarizza subito. Se il

primo non dovesse piu funzionare noi siamo in grado di sopravvivere perché interviene il nodo del

seno striale che però ha un ritmo piu basso e diminuisce la contrazione striale. Il segnale viene poi

portato in basso attraverso i fasci di his che si separa in due branche con le fibre del Purkinje che

mandano il segnale verso l’alto.

Questa è una via di conduzione che permette al segnale di raggiungere molto velocemente l’apice

del ventricolo perché il fine è quello di far contrarre il ventricolo dal basso verso l’alto e pompare il

sangue in periferia.

Tra gli atri e i ventricoli esiste un setto connettivale che ha due funzioni :

- una funzione strutturale perche fanno da supporto alle valvole

- creano una barriera elettrica e non fa contrarre gli atri e i ventricoli insieme

CONDUZIONE ELETTRICA NEL CUORE 74

Quest’immagine vediamo un cuore giallo quando non c’è segnale elettrico mentre in viola è

rappresentata la propagazione del segnale elettrico.

Il principale nodo pass maker è il nodo del seno striale;

1 : cuore completamente rilassato

2 : quando parte il segnale gli atri iniziano a depolarizzarsi dall’alto verso il basso quindi si sta

propagando attraverso le cellule miocardiche e attraverso la rete internodale che porta il segnale

all’altro nodo.

3 : questa depolarizzazione degli atri determina una contrazione striale e grazie alla presenza del

setto connettivale il segnale qui si interrompe e l’unico modo che ha di passare è attraverso i fasci di

his.

4 : il segnale si sposta in basso verso l’apice

5 : il segnale si propaga attraverso le due branche e attiva la contrazione dei ventricoli.

POTENZIALE D’AZIONE DELLE CELLULE PACEMAKER 75

Le cellule pace maker danno un potenziale spontaneo e ritmico dovuto al fatto che non esiste un

potenziale di riposo, c’è sempre una perdita di ioni.

Il punto piu basso di questa onda è – 60, queste cellule però non hanno una membrana che le

isola completamente dall’esterno e c’è sempre un flusso di ioni; perciò esistono dei canali

responsabili di questa fase di instabilità chiamati canali If. Questi canali sono molto particolari

perche lascia sempre passare un certo flusso di ioni e si verifica un ingresso netto di sodio nella

cellula che depolarizza arrivando alla soglia di -40 in cui il potenziale parte. Questo potenziale

ha una fase di salita dovuta al flusso di calcio arrivando circa a + 15 dove poi scende grazie

all’uscita del potassio.

Questo potenziale deve poi passare alle cellule contrattili e queste per contrarre devono prima

depolarizzarsi.

POTENZIALE DELLE CELLULE MIOCARDICHE 76

Il cuore ha la funzione di pompare

sangue e per pomparlo non devo

solo spingerlo ma anche riportarlo

dentro perciò le sommazioni di

contrazioni nel cuore non devono

avvenire perche altrimenti non

riusciremmo a pompare sangue; è

assolutamente necessario che alla

fine di una contrazione il cuore si

rilassa. Nel cuore abbiamo bisogno

di contrazioni singole che sono

sempre seguite da un rilassamento,

mai sommazione.

Questo potenziale ha una fase

molto lunga ed è proprio per

questo che non somma le

contrazioni, la cellula rimane

depolarizzata per molto tempo e

non puo ricevere un altro segnale

depolarizzante se non dopo tempi

molto lunghi.

Le cellule miocardiche hanno un potenziale di riposo di – 90, la fase di salita è dovuta al sodio

la fase di discesa è dovuta al potassio ma è spezzata in 3 fasi.

Il segnale per depolarizzarsi alla prima cellula miocardia gli verrà dato dalle cellule pace maker

e poi il segnale passerà da cellula a cellula.

Fasi del potenziale :

0 : i canali del sodio si aprono ed entra il sodio

1 : inizia la fase di discesa dovuta all’uscita di potassio ,i canali di na+ si chiudono ma si aprono

dei canali del calcio.

2 : è una fase di discesa in cui interviene anche il calcio; esce il potassio ed entra calcio e rimane

in una fase abbastanza stabile.

3 : i canali del calcio si chiudono e si aprono i calali lenti del potassio.

4 : il potenziale è a riposo

Come fa la cellula a contrarre? 77

1- conduzione p. d’azione

2+

2- apertura canali Ca ,

2+

ingresso Ca 2+

3- rilascio di Ca dal RS

2+

4,5- aumento Ca intracel

2+

6- legame del Ca

alla troponina, inizio

contrazione 2+

7- distacco del Ca dalla

troponina,

rilasciamento muscol.

2+

8- Ca viene trasportato

nel RS

2+

9- Ca viene scambiato

+

con Na + +

10- la pompa Na /K

mantiene il gradiente

+

del Na

ACCOPPIAMENTO ECCITAZIONE CONTRAZIONE SCHELETRICA E CARDIACA : LA

PRIMA è MECCANICA E LA SECONDA DIPENDE DALL’ENTRATA DI CALCIO

DALL’ESTERNO

Il meccanismo di accoppiamento di concentrazione (traduzione del segnale elettrico in rilascio di

calcio) nella cellula cardiaca è lievemente diverso di quello scheletrico perche :

- uno è meccanico e uno dipende dal calcio esterno

- nello scheletrico il ryr è attaccato al dhpr, sente il cambiamento di potenziale e rilascia

calcio perché per diffusione è molto meno concentrato fuori; nel cardiaco invece le due

proteine non sono attaccate, sono vicine, il dhpr essendo anche un canale quando arriva il

segnale si apre, il calcio entra è stimola il ryr a rilasciare calcio (rilascio di calcio indotto da

78

calcio). Questi canali dhpr sono quelli che aumentano il tempo del potenziale con l’ingresso

di calcio.

RAPPORTO POTENZIALE CONTRAZIONE In questa diapositiva vediamo in blu la curva

della contrazione e in rosso il potenziale

d’azione. La temporalità fra i due è molto

lunga perciò può avvenire la sommazione.

Nel cardiaco a differenza dello scheletrico cambia la temporalità; in rosso è il potenziale d’azione

ed è è molto lungo nel tempo, in blu la contrazione ci mette lo stesso tempo che serve alla fibra per

ripolarizzarsi durante il potenziale d’azione.

Il potenziale è molto lungo tanto che la fibra ha tempo di contrarsi e rilassarsi durante la

ripolarizzazione ed è per questo che non ci puo essere sommazione.

IL CICLO CARDIACO 79

Il ciclo cardiaco è l’insieme di eventi che va dall’inizio di una diastole alla diastole successiva, un

meccanismo che ci spiega un ciclo del cuore (1 sec) e come fa il cuore a pompare il sangue.

1) Fase tardiva della diastole : il cuore è completamente rilassato perciò si espande e porta

dentro sangue sia negli atri che nei ventricoli ma in maniera passiva (quando il cuore si apre

crea dentro una pressione negativa ed entra sangue) perche le valvole atrio ventricolari sono

aperte.

2) Fase di sistole atriale : gli atri contraggono e mandano sangue nei ventricoli che non sono

ancora contratti. Un altro 20 % di sangue entra nei ventricoli e viene chiamato riempimento

attivo dei ventricoli.

3) Fase di sistole ventricolare isovolumetrica : i ventricoli nel contrarre incontrano una fase di

stasi cioè quando iniziano a contrarre spingono il sangue che chiude le valvole atrio

ventricolari ma in un primo momento tutte le valvole sono chiuse e non riesce a mandar

fuori sangue, questa si chiama contrazione isovolumetrica in cui c’è la massima quantità di

sangue nei ventricoli 125 ml.

4) Eiezione ventricolare : il ventricolo sta spingendo del liquido in una camera chiusa che puo

aprirsi quando la sua pressione è piu grande di quella presente nelle arterie e riesce a

spingere fuori sangue aprendo le valvole semilunari. Quando il cuore ha spinto fuori tutto il

sangue possiamo calcolare il volume telesistolico cioè la minima quantità di sangue perche

quando pompa fuori il sangue questo non esce tutto fuori ma rimane sempre una piccola

parte circa 60 ml.

5) Rilasciamento ventricolare isovolumetrico: il ventricolo dopo la contrazione si rilassa e tenta

di espandersi riportando dentro il sangue (chiude le semilunari) ma non ci riesce perche le

valvole atrio ventricolari sono chiuse. Quando poi la sua pressione è minore di quella che

c’è all’esterno e negli atri, si riaprono le valvole atrio ventricolari e si rilassa. 80

CICLO CARDIACO : CURVA PRESSIONE VOLUME

Questo grafico spiega il ciclo cardiaco mettendo in relazione volume e pressione ma solo del

ventricolo sinistro.

A - b) Riempimento passivo e contrazione atriale : in questa fase la pressione cambia di poco ma il

volume del ventricolo cambia di moltissimo arrivando a contenere 135 ml.

B – c) Contrazione isovolumetrica : la camera diventa chiusa ma aumenta la pressione perché non

riesce a mandar fuori sangue fino a quando non apre al valvola semilunare.

C – d) Eiezione del sangue : il ventricolo quando raggiunge una pressione piu alta di quella

arteriosa spinge fuori il sangue. In questa fase cambiano pressione e volume; spinge fuori sangue e

il volume diminuisce ma fa si che la pressione aumenti nell’aorta raggiungendo il picco della

pressione.

D – a) Rilassamento isovolumetrico : il ventricolo nel tentare di rilassarsi e espandersi fa si che la

pressione al suo interno diminuisce fino a che quando arriva ad una pressione come quella che c’è

negli atri si riaprono le valvole e si riempie di nuovo.

LA GITTATA CARDIACA SISTOLICA E VOLUME DI EIEZIONE 81

La gittata cardiaca si divide in :

- Gittata cardiaca sistolica : il volume di sangue che il ventricolo sinistro spinge fuori in un

singolo ciclo cardiaca (135 meno 65 = 65 ml). Puo variare da cuore a cuore e cambia nel

momento in cui stiamo facendo esercizio.

- Gittata cardiaca : è la quantità di sangue che il cuore manda in un’unità di tempo. Durante

l’esercizio questa puo aumentare anche di 6 7 volte.

L’ELETTROCARDIOGRAMMA L’elettrocardiogramma è un

modo per avere dei

parametri sulla funzionalità

cardiaca. È un metodo

esterno, non invasivo, che

globalizza tutto quello che

sta succedendo nel cuore che

però è la sommatoria di tante

attività elettriche delle

singole cellule. Il cuore è

molto bel isolato dall’esterno

perciò il segnale che

riceviamo con

l’elettrocardiogramma è

molto debole di circa 1mv.

Ogni singolo ciclo cardiaco

è caratterizzato da alcune

onde particolari, onda P,

complesso Q R S e un’onda

T.

EVENTI ELETTRICI ED EVENTI MECCANICI 82

Onda P : si stanno depolarizzando gli atri

Onda QRS : è la fase in cui il potenziale sta passando nel fascio di his e sta depolarizzando i

ventricoli.

Onda T : è la fase di ripolarizzazione

SISTEMA CARDIO CIRCOLATORIO 83

In realtà il cuore non è il solo a pompare il sangue ma ci sono anche altri sistemi che lo aiutano a

pompare sangue:

- Parete delle arterie : le arterie sono molto piu elastiche delle vene.

Il ventricolo spinge sangue fuori

dall’aorta ma il sangue si sposta in

modo lineare grazie alla parete

elastica delle arterie. Quando

cuore spinge dentro una grande

quantità di sangue l’arteria si

gonfia e man mano cercano di

ritornare alla loro posizione

iniziale permettendo cosi un

flusso lineare continuo.

- I liquidi si spostano da zone a piu alta pressione a zone a piu bassa pressione :

La pressione diminuisce man mano che ci allontaniamo dal cuore.

- Il muscolo scheletrico di tutto l’organismo : il muscolo scheletrico contraendo cambia

geometria, si accorcia e si ingrossa facendo pressione sia contro le arterie che contro le vene.

Le arterie pero hanno una parete difficilmente comprimibile, è molto resistente; la vena

invece è molto comprimibile ed ha la caratteristica di avere moltissime valvole al suo

interno che permettono il flusso di sangue solo verso l’alto. 84

MISURAZIONE DELLA PRESSIONE ARTERIOSA La pressione arteriosa viene

misurata al livello del braccio

perche in questa zona

riusciamo a comprimere bene

l’arteria brachiale. Utilizziamo

il sfigmomanometro il quale

quando crea una pressione

attorno al braccio, stringe tutti

i tessuti ma per stringere

l’arteria brachiale ha bisogno

di raggiungere una pressione

superiore di quella che è

all’interno dell’arteria.

Quando raggiunge questa

pressione il flusso di sangue è

interrotto e riprende solo

quando questa viene

lentamente rilasciata. Quando il sangue ricomincia a scorrere genera un rumore che puo essere udito

utilizzando lo stetoscopio fino a quando la pressione non si ristabilizza.

La pressione alla quale il suono viene percepito viene chiamata pressione sistolica; il punto in cui il

suono scompare viene chiamato pressione diastolica. 85


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze motorie, sportive e della salute
SSD:
Università: Carlo Bo - Uniurb
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jacopottino di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia degli organi e degli apparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Carlo Bo - Uniurb o del prof Protasi Feliciano.

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