Sistema nervoso
Il sistema motorio somatico
La motilità delle fibre scheletriche dipende da diversi livelli di controllo motorio che prendono il nome di sottosistemi motori.
Motoneuroni α
Il primo sottosistema motorio è costituito dai motoneuroni inferiori. Si tratta dei motoneuroni del corno anteriore della sostanza grigia del midollo spinale e dei neuroni motori dei nervi cranici. La loro attività dipende dai circuiti nervosi situati nel midollo spinale e nel tronco encefalico, responsabili dei riflessi, e dai motoneuroni superiori.
Il secondo sottosistema motorio è formato dai motoneuroni superiori. Comprende strutture del tronco encefalico e della corteccia motoria, premotoria e motoria supplementare. Il tronco encefalico controlla la postura ed i movimenti grossolani tramite le vie reticolo-spinale, vestibolo-spinale, tetto-spinale e rubro-spinale. La corteccia invece si serve di una via diretta – cortico-spinale – per il controllo dei movimenti fini, e di vie indirette che si arrestano nel tronco encefalico.
Il terzo sottosistema motorio è quello del cervelletto. Esso agisce tramite la corteccia ed il tronco encefalico. Tra le sue funzioni vi è quella di correggere gli errori motori.
Il quarto sottosistema motorio è quello dei gangli della base. Essi agiscono attraverso la corteccia e il tronco encefalico. La loro funzione è complessa, ed ancora non del tutto chiara.
Il sottosistema motorio dei motoneuroni inferiori
Omeostasi. Secondo la definizione data nel 1929 da Cannon, l'omeostasi è la capacità di mantenere costanti i parametri dell'ambiente interno, al fine di preservare la normale funzione delle cellule. L'omeostasi è dunque la capacità di mantenere costanti i fattori che influenzano l'attività cellulare (osmolarità, temperatura, pH) e di procurare il materiale di cui la cellula ha bisogno: acqua, ossigeno, sodio, calcio.
Le proprietà dell'omeostasi sono definite dai postulati di Cannon:
- Il SN ha un ruolo nel mantenimento dell'adeguatezza dell'ambiente interno (volume ematico, pressione arteriosa, temperatura corporea, osmolarità).
- Può esistere un livello tonico di attività: un fattore può avere un'attività moderata che può essere fatta aumentare o diminuire dai controlli omeostatici (es. calibro vasale).
- Può esistere un controllo antagonista, se due fattori agiscono sullo stesso parametro in modo opposto (è il caso di insulina e glucagone).
- I segnali chimici possono avere effetti diversi nei diversi tessuti del corpo (l'adrenalina è vasocostrittrice o vasodilatatrice a seconda della presenza di recettori α o β).