Apparato
Fisiologia II respiratorio
Apparato respiratorio
L’apparato respiratorio è l’insieme degli organi e delle strutture che permettono il
passaggio dell’aria e gli scambi gassosi tra l’ambiente circostante e l’organismo; il
funzionamento risulta quindi strettamente connesso al sistema circolatorio Eventuali
⇢❗
disfunzioni cardiovascolari si riflettono sul circolo polmonare.
Si compone di una serie di strutture (condotti) in sequenza in cui passa l’aria ed una
porzione finale in cui si crea un gradiente differente di concentrazioni di gas: sangue dei
capillari polmonari con alta [CO2] e alveoli polmonari con alta [O2].
Le principali funzioni dell’apparato respiratorio
- Scambi gassosi per fornire O ai tessuti e rimuovere da essi CO
2 2
- Omeostasi acido-basico
- Termoregolazione
- Escrezione sostanze endogene/esogene
Eventi coinvolti nella funzione respiratoria Atmosfera: miscela
di gas con 21% di
• Ventilazione polmonare: movimento di aria atmosferica all'interno del O e il 75% di N .
2 2
polmone e viceversa.
• Distribuzione: movimento dell'aria attraverso vie aeree superiori ed inferiori
fino a raggiungere l’alveolo (sede degli scambi
gassosi)
• Perfusione: flusso sanguigno alveolare
• Diffusione o scambi gassosi: movimento di O 2
e CO attraverso la membrana respiratoria
2
• Trasporto: trasferimento di O e CO nel sangue
2 2
• Diffusione tissutale: movimento di O e CO
2 2
attraverso la membrana cellulare
• Respirazione cellulare 1
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Scambi gassosi
Per scambio gassoso si intende il passaggio di O e CO tra l’aria nei polmoni e le cellule
2 2
dell’organismo.
Gli scambi gassosi, in teoria, potrebbero prescindere dalla presenza dell’apparato
respiratorio perché l’ossigeno è una molecola che diffonde abbastanza bene attraverso le
membrane e le cellule e si scioglie nell’acqua.
Il problema è fondamentalmente di tipo dimensionale, perciò nella filogenesi degli animali
si è sviluppato un sistema che rendesse più efficiente il trasporto di ossigeno.
Gli esseri viventi che hanno una dimensione submillimetrica o millimetrica hanno un
➢
primitivo apparato respiratorio, possono affidarsi alla semplice diffusione per gli scambi
gassosi: O diffonde dall’ambiente esterno all’interno dell’organismo.
2
Es. I metazoi sono dotati di un sistema specializzato per canalizzare l’O contenuto
2
nell’atmosfera o disciolto in acqua dentro l’organismo.
e Mammiferi hanno un apparato respiratorio: sistema complesso protetto dentro
➢Uccelli
l’organismo atto a garantire gli scambi gassosi.
In questi animali, date le dimensioni maggiori, non è possibile un semplice scambio di
O tramite diffusione perchè il tempo che impiegherebbe O ad uscire ed entrare da
2 2
questi organismi non sarebbe compatibile con la sopravvivenza delle cellule.
Nello scambio gassoso è importante
l’interfaccia, cioè il luogo dove avviene
lo scambio gassoso: è costituita da
uno strato molto sottile di pneumociti
(soprattutto quelli di tipo I) che separa
l’ambiente esterno dall’organismo.
L’alterazione dell’interfaccia può determinare una riduzione dello scambio gassoso: se la
permeabilità della membrana aumenta si possono avere danni a livello polmonare fino
all’edema, se invece diminuisce troppo le conseguenze possono essere anche fatali.
della superficie
La velocità di diffusione viene ottimizzata aumentando al massimo l’area
di scambio e riducendo al minimo la distanza attraverso cui passano i gas. Nel sistema
respiratorio dei mammiferi la superficie di scambio di gas è notevolmente aumentata
dall’estesa ramificazione delle vie aeree e dall’elevatissimo numero di piccoli sacchi
alveolari. Le pareti degli alveoli e dei capillari sono caratterizzati da un singolo strato di
cellule epiteliali appiattite che riduce al minimo la distanza per la diffusione di O e CO
2 2
nel polmone.
Il sangue venoso sistemico, pompato dal ventricolo destro, entra nei capillari polmonari
(rete polmonare perialveolare); durante il passaggio attraverso i capillari, l’ossigeno 2
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diffonde nel sangue, mentre la CO2 passa nell’aria alveolare.
Il sangue ossigenato ritorna al cuore attraverso le vene Ventricolo dx rami dx e sx
⇢
delle arterie polmonari ⇢
polmonari e lascia il ventricolo sx attraverso l’aorta. ll sangue arteriole polmonari rete
⇢
ossigenato perfonde organi/tessuti dell’organismo, l’ossigeno polmonare perialveolare ⇢
attraversa le membrane cellulari ed entra all’interno delle venule vene polmonari
⇢ ⇢
cellule dove verrà utilizzato per trasformare energia chimica atrio sx ventricolo sx
⇢ ⇢
introdotta con gli alimenti in energia cinetica/termica circolazione sistemica
attraverso la reazione combustione: C + O = ATP + H O +
2 2
CO 2
Inoltre, il sistema respiratorio deve eliminare la CO che si forma durante le reazioni di
2
ossidazione, perchè la CO è un catabolita pericoloso per l’organismo: CO + H O
2 2 2
H CO H + HCO -
+
2 3 3
Il sistema respiratorio, quindi, permette di fornire O ai tessuti per il metabolismo cellulare.
2
Legge di Kleiber e metabolismo basale
il metabolismo dell’intero organismo è
La legge di Kleiber è una formula empirica:
proporzionale alla sua massa elevata alla potenza di ¾. La legge di Kleiber spiega,
quindi, perché il metabolismo basale di un animale aumenta al crescere della sua taglia.
• scambi metabolici
Gli sono correlati alla quantità di tessuto/cellule, quindi al volume
scambi termici
dell’animale; invece, gli avvengono in funzione
della superficie dell’animale. Farmaci e dosaggio: la quantità di
produzione di calore
La cresce in maniera direttamente alcuni farmaci è associata al peso
perdita di calore
proporzionale alla massa corporea, la invece dell’animale, altri vengono
cresce in maniera direttamente proporzionale alla superficie somministrati in base al m , quindi
2
corporea. Ne consegue che le perdite di calore sono maggiori in funzione della superficie, poiché
interagiscono con il metabolismo
negli animali di piccola taglia poichè hanno una superficie (citotossici, antitumorali,
corporea maggiore rispetto alla massa corporea, al contrario chemioterapici ecc.).
degli animali di grossa taglia.
Max Kleiber osservò che la velocità del metabolismo di un
organismo, ossia la velocità con cui brucia le sue riserve energetiche, è in funzione della
❗
sua massa. Questa legge empirica solleva dei problemi.
Tutti i processi metabolici rilasciano calore quindi contribuiscono alla sua produzione;
durante lo stato di riposo la T° corporea nei Mammiferi e negli Uccelli è normalmente
interna
mantenuta in un intervallo di 0,5-1 C° un aumento della T° corporea di 1C° determina
un aumento del metabolismo basale del 10%.
Il calore prodotto viene dissipato attraverso la superficie corporea: all'aumentare delle
dimensioni, però, la superficie corporea cresce meno della massa, quindi, se il
metabolismo crescesse sempre alla stessa velocità, il calore prodotto si accumulerebbe 3
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scompenso.
danneggiando l'organismo stesso Per poter sopravvivere, dunque, il
metabolismo di un organismo deve aumentare più lentamente della massa.
Il metabolismo basale per kg di massa corporea è minore nei grandi animali che nei
piccoli.
Se la superficie fosse l'unico fattore in gioco, secondo la matematica l’indice metabolico
MC
dovrebbe essere proporzionale alla .
0,67
Sostenuta da un copiosissimo insieme di osservazioni, la “legge di Kleiber” indica che
il metabolismo
negli animali e nelle piante questa relazione è leggermente diversa:
dell’intero organismo è proporzionale alla sua massa corporea elevata alla potenza
di ¾.
Questa differenza, biologicamente significativa, indica che in gioco ci sono altri fattori:
1. vari tessuti hanno un rilievo diverso nel determinare il metabolismo basale
2. le variazioni imposte dall'attività dell’animale sul metabolismo basale
3. eventuali fattori perturbanti dell’organismo
metabolismo o consumo basale
Il è il dispendio energetico di un Il ricambio completo di energia
organismo a riposo (funzioni vitali e funzione cellulare), corrisponde al per unità di tempo
minimo apporto necessario per mantenere vitale l’organismo. nell’organismo viene chiamato
A questo parametro contribuiscono: il metabolismo epatico ed il tono metabolismo basale, che è il
minimo degli animali a digiuno
muscolare (1⁄4 al fegato, 1⁄4 al muscolo), il tessuto nervoso (18%), e riposo.
respiratorio e l’apparato cardiovascolare (10%), renale… Gli indici metabolici
standardizzati sono
Durante la misurazione del metabolismo basale devono essere comunemente espressi come:
soddisfatte le seguenti condizioni: - Indice metabolico basale
- -
L’animale deve essere completamente a riposo e non soggetto a Indice metabolico a digiuno
- Indice metabolico a riposo o
stress fisico o psicologico di mantenimento
- I processi digestivi, l’assorbimento e lo stoccaggio delle sostanze - Indice metabolico di campo
nutritive assunte con l’ultimo pasto devono essere completati
- La temperatura esterna deve essere nella zona di termoneutralità dell’animale.
L’indice metabolico può essere determinato misurando la quantità di calore dissipato da
un animale in un dato periodo di tempo (in una camera isotermica) o determinando la
velocità di consumo di O2 e la produzione di H2O nella via finale di ossidazione dei
nutrienti. In questo modo è possibile calcolare quanta energia richiede il metabolismo del
soggetto in condizioni basali.
Negli animali lo stesso calcolo avviene in una vasca di acqua.
Il consumo di O e produzione di CO si modifica al modificarsi dell'attività dei tessuti,
2 2
quindi varia con l'attività dell’animale.
È importante studiare i sistemi organici in condizioni di quiete o di reclutamento
funzionale perché esistono condizioni che a riposo non danno evidenza di sintomi
(subcliniche) ma che diventano evidenti quando si chiede all’animale una performance: 4
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test sotto sforzo.
visibili mediate il Per testare la capacità di affrontare uno sforzo fisico
dell’acido lattico
di un cavallo sportivo si può misurare il livello ematico (prodotto del
metabolismo). La misura dell’acido lattico indica:
la capacità di affrontare lo sforzo attraverso il reclutamento del metabolismo aerobio
➢ la soglia aerobica
➢ il recupero dell’omeostasi dopo lo sforzo (l’acido lattico prodotto viene
➢
successivamente metabolizzato mediante il ciclo di cori nel fegato e in parte viene
escreto a livello urinario).
Nel caso in cui l’animale mostri problemi respiratori evidenti in situazioni di riposo si può
valutare l’integrità degli scambi gassosi (la quantità di O ematico) attraverso l’emogas
2
arterioso, prelevando il sangue in uscita dal circolo polmonare.
Il costo energetico della respirazione aumenta in presenza di malattie respiratorie. Questo
comporta una diminuita disponibilità di energia che l’animale non può più destinare
all’attività fisica (riluttanza al lavoro) e alla funzione metabolica necessaria per il
mantenimento del peso corporeo.
Omeostasi acido-base
Gli scambi gassosi sono la principale funzione dell’apparato respiratorio e sono correlati
con la funzione dell’omeostasi acido-basica.
È essenziale che l’organismo mantenga costante il pH dei liquidi corporei per mantenere
un ottimale funzionamento cellulare (enzimi cellulari).
Il pH del sangue arterioso in un animale sano è 7,4 e le variazioni di pH ematico
compatibili con la vita sono comprese fra 6,6 e 7,8.
L’organismo, tuttavia, evita di raggiungere questi estremi grazie ad un meccanismo
puntuale di controllo del pH che coinvolge il sangue e l’attività di due apparati emuntori
(renale e respiratorio).
Se la funzionalità polmonare, che presiede al controllo dell’omeostasi, viene meno
l’animale dopo poco perde coscienza e muore per acidosi (ipercapnia).
Nel sangue sono presenti diversi sistemi tampone che evitano rapide variazioni di pH:
Proteine plasmatiche
➢ Emoglobina
➢ Fosfati
➢ -
Bicarbonato HCO
➢ 3
Il tampone bicarbonato
E’ un sistema tampone molto efficiente data la grande concentrazione del bicarbonato nel
sangue (24 mEq/ml) e la possibilità dei reni insieme ai polmoni di regolarne la
concentrazione ematica. 5
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Acidi non volatili (H PO - H SO ): ogni
3 4 2 4
organismo tende continuamente all’acidità
(H sono prodotti continuamente). Gli
+
idrogenioni sono pericolosi perché sono
molto reattivi, possono legarsi al Cl e
-
formare HCl. Quando un acido forte come
l’HCl viene aggiunto alla soluzione
tampone di bicarbonato, l’aumentata
quantità di ioni H rilasciata dalla
+
dissociazione dell’acido viene tamponata
dall’HCO .
3-
Ne risulta una maggiore formazione di
acido carbonico (acido debole) che causa
un aumento della produzione di CO e
2
H O.
2
La CO formata viene rimossa con la
2
ventilazione, mentre il HCO consumato
3-
reni.
viene ricostituito dai Quando la generazione renale di bicarbonato eguaglia la
quantità di bicarbonato consumato nel tamponamento, la concentrazione di H nel liquido
+
extracellulare è stabile.
Acidi volatili (CO ): il sistema tampone bicarbonato
2
è molto veloce e permette alla CO di essere
2
espirata velocemente dall'organismo, grazie ad un
gradiente di concentrazione che ne favorisce il
passaggio dal sangue all'aria e l’enorme
l'interfaccia alveolare in cui questo gradiente opera.
La CO formata nei tessuti reagisce con H O,
2 2
producendo H . Nei polmoni, durante la
+
ventilazione, il processo è invertito.
L’equilibrio tra CO HCO è quello su cui gioca
3-
2
buona parte dell’equilibrio acido-base
dell’organismo: il polmone è in grado di controllare
l’emissione nell’ambiente di CO , quindi di far variare la concentrazione di uno dei due
2
partecipanti alla reazione.
La pKa è il valore del pH in cui il tampone si trova in forma associata e dissociata in egual
modo, ovvero il valore di pH in cui il tampone è più efficiente.
Il valore di pKa del sistema tampone bicarbonato è pari a 6,3; quindi dal punto di vista
chimico il tampone bicarbonato non è il più adatto per mantenere il pH a 7,4. 6
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Il tampone fosfato, dal punto di vista chimico, ha un pKa molto più vantaggioso di 7,4
sistema tampone chiuso
però essendo un è molto più difficile far variare velocemente la
concentrazione di fosfati perché non sono specie chimiche facilmente trasportabili/mobili.
sistema aperto:
Il sistema tampone bicarbonato risulta essere il più efficiente perchè è un
le concentrazioni di entrambe le componenti della coppia tamponante sono soggetti a
reni
regolazione indipendente. I regolano la concentrazione extracellulare di bicarbonato,
sistema
mentre la CO dalla quale è generato acido carbonico H CO , è regolata dal
2 2 3
respiratorio.
Le alterazioni acido-basiche causate da un’insufficienza renale vengono compensate dai
meccanismi di omeostasi polmonari; viceversa in caso di insufficienza dell’apparato
respiratorio.
Cambiamenti della funzione respiratoria modificano la Pressione di CO nel sangue e di
2
conseguenza il pH.
In condizioni patologiche il polmone può perdere la sua funzione di controllo
dell’omeostasi acido-basica:
Iperventilazione
• aumento della quantità di aria totale scambiata diminuzione della
CO innalzamento del pH = alcalosi.
2 L’alcolosi si verifica in corso di polipnea o può essere indotta da condizioni
patologiche a livello di SNC o quando l’animale è sottoposto a respirazione
assistita durante l’anestesia.
Ipoventilazione
• la ventilazione diminuisce viene eliminata meno CO2 rispetto a
quella prodotta la P arteriosa di CO aumenta diminuzione del pH = acidosi.
2
Il sistema respiratorio può modulare la sua funzione regolatoria modificando due principali
frequenza respiratoria profondità del respiro.
parametri: e
frequenza e dall’ampiezza
La ventilazione è data dalla del respiro; ogni specie ha una
frequenza respiratoria caratteristica anche se questa può cambiare in base allo stato
fisiologico (sforzo fisico, gravidanza…).
• Frequenza respiratoria: numero atti respiratori/minuto
Nel controllo della funzione cardiaca, alla frequenza, bisogna accoppiare un'altra
grandezza: la gittata cardiaca. All'aumentare della frequenza cardiaca, diminuisce
la quantità di sangue che abbandona il cuore e quindi anche la pressione (➡gittata
➡scambi
cardiaca gassosi = acidosi).
• Profondità del respiro: volume di aria introdotto in ciascun atto respiratorio
• Volume tidalico o Volume corrente: volume d’aria che entra o esce dall’apparato
respiratorio durante ogni ciclo
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