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Sono caratterizzate da un doppio strato fosfolipidico, con testa polare idrofila e coda idrofoba

(formate da catene di acidi grassi).

In mezzo troviamo uno scheletro di glicerolo. Questa struttura è comune ai trigliceridi costituiti da 3

catene di acidi grassi ed uno scheletro di glicerolo. Immaginiamo una di queste catene piegata

all’indietro, in modo tale che non funga più da catena ma da testa. Lo schema del lipide è quindi

simile. Una molecola con caratteristiche intermedie di polarità prende il nome di molecola

“anfipatica”. Le membrane cellulari hanno ragione di esistere in virtù della loro proprietà di

regolazione ionica tra l’ambiente intra ed extra cellulare. La concentrazione degli ioni è infatti di

fondamentale importanza per il buon funzionamento della cellula. Il nostro interesse cadrà su ioni

come il K, Na, Ca, Mg, Cl. La differenza di cariche, e quindi di ioni, crea una differenza di

potenziale chiamata potenziale di membrana.

Componente Concentrazione Intracellulare Concentrazione Extracellulare

(mM) (mM)

Na+ 5-15 145

K+ 140 5

Mg2+ 30 1-2

Ca2+ 1 - 2 ( 10-7 M è libero) 2,5-5

Cl- 4 110

Nella membrana cellulare è presente anche colesterolo. Esso è fondamentale perché irrigidisce la

membrana e la rende più flessibile per proteggerla dai grandi sbalzi di temperatura.

TRASPORTO DI MEMBRANA

La membrana è in grado di far passare solo alcune tipologie di sostanze, essenzialmente di natura

lipofila, ormoni steroidei, alcune vitamine (A,D,E,K), alcuni gas come CO, O2,CO2. Le cariche

ioniche sono invece soggette a meccanismi di trasporto particolari come il processo di diffusione

semplice e facilitata.

Legge di Fick: La velocità di diffusione di una sostanza attraverso una

membrana è proporzionale all’area A della membrana, alla

solubilità S della sostanza nella membrana, al gradiente di

concentrazione DC ed è inversamente proporzionale allo

spessore t della membrana e alla radice quadrata del peso

molecolare pm della sostanza.

Velocità di diffusione= AS DC / t (pm)^1/2

I trasporti attraverso membrana vengono definiti passivi o attivi a seconda che, rispettivamente, non

si faccia utilizzo di energia sotto forma di ATP (trasporto passivo), o tale molecola venga utilizzata

(trasporto attivo). Ma è veramente così come abbiam detto?

è si un trasporto gratuito, ma ciò non vuol dire che l’energia sia assente. La

Il trasporto passivo

fisica ci insegna che in funzione di uno spostamento ed una forza esiste un lavoro, e quindi energia.

Ciò che facciamo nel parlare dei trasporti passivi è quello di spostare il nostro punto di vista. Infatti

le diverse particelle che si spostano da un punto a più alta verso quello a più bassa concentrazione,

lo fanno in virtù di un gradiente elettrochimico, ma anche del moto caotico (browniano) cui sono

sottoposte. Di conseguenza, dire che il trasporto passivo avviene in assenza di energia non è del

tutto esatto, poiché l’energia esiste, ma il discorso è correlato al fatto che non è il mio organismo

che sta pagando.

Lo stesso discorso può esser fatto nei confronti dell’osmosi, un processo che prevede il passaggio

del solvente da una regione a più bassa concentrazione di soluto verso quella a più alta

concentrazione.

In natura in generale tutto tende al più povero (da una regione a più alta verso quella a più bassa

concentrazione). Come mai l’osmosi sembra apparentemente contraddire tale legge?

La realtà , ancora una volta, è il nostro punto di vista a subire un cambiamento. Possiamo infatti

notare, che la regione più concentrata di soluto è anche quella con un minor spazio libero tra le

molecole; questo vorrà significare che l’acqua tenderà a spostarsi da una regione a più alto

contenuto di “spazio”, a quella in cui le molecole risultano più addensate.


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kalamaj

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (a ciclo unico - 6 anni)
SSD:
Università: Foggia - Unifg
A.A.: 2012-2013

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher kalamaj di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia Umana I e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Foggia - Unifg o del prof Cibelli Giuseppe.

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