FISIOLOGIA GENERALE:
Fisiologia: Studio del normale funzionamento di un organismo vivente e delle parti che lo
compongono a vari livelli di complessità, dalle molecole alle cellule (inclusi processi chimici e
fisici), all’organismo in toto, a popolazioni di animali adattati a particolari condizioni ambientali.
Struttura e funzione sono correlate negli organismi, la funzione di un tessuto o di un organo
(fisiologia) è strettamente legata alla sua struttura (anatomia), viceversa la struttura di un organo si
è evoluta per fornire una efficiente base fisica ad una funzione più evoluta.
OMEOSTASI: è un processo che tende a mantenere stabili le condizioni interne all’organismo,
ovvero lo stato stazionario. I vari organi mantengono una certa omeostasi per un funzionamento
ottimale (es. pressione arteriosa = costante)
L’evoluzione di organismi pluricellulari di grandi dimensioni, la migrazione degli organismi marini in
ambienti salmastri a salinità, temperatura e pH variabili, nonché il passaggio all’ambiente terrestre,
ha comportato l’evoluzione di una serie di meccanismi fisiologici, strutturali e comportamentali allo
scopo principale di mantenere costante l’ambiente interno (omeostasi). Solo una piccola parte di
cellule dell’organismo è in contatto diretto con l’ambiente esterno (le cellule di scambio). La
maggior parte delle cellule è circondata dal fluido extracellulare che funziona da interfaccia con
l’ambiente esterno. Se mutano le condizioni esterne ciò si riflette sul liquido extracellulare che a
sua volta influenza le cellule, le quali non sono molto tolleranti a variazioni che si verificano nelle
loro immediate vicinanze. Di conseguenza l’organismo mette in atto una serie di meccanismi per
mantenere invariata la composizione del fluido extracellulare (omeostasi).
(L’alterazione dei meccanismi omeostatici si ripercuote negativamente sul normale funzionamento
dell’organismo)
MEMBRANA PLASMATICA: (plasmalemma)
E’ una guaina costituita per la maggior parte da lipidi, a cui sono anche spesso associati zuccheri e
proteine, le funzioni ad essa associate sono:
1. Isolamento fisico—> separare i due ambienti acquosi intracellulare ed extracellulare.
2. Regolazione degli scambi con l’ambiente—> controllo dell’entrata di ioni e nutrienti nella
cellula, l’escrezione di cataboliti e la secrezione di prodotti cellulari
3. Comunicazione tra la cellula e l’ambiente in cui si trova—> mediante specifici recettori di
molecole segnale posti su di essa
4. Supporto strutturale della cellula stessa—> alcune proteine ad essa associate sono ancorate al
citoscheletro interno o formano giunzioni tra la cellula e la matrice o tra cellule adiacenti
Essa è:
A. Discontinua—> non è una superficie uniforme
B. Asimmetrica—> le superfici (interna ed esterna) differiscono nella composizione
C. Fluida—> non è immobile ma a 37° si comporta come un fluido, tale fluidità è conferita alla
membrana sia dalla natura dei fosfolipidi che la compongono (più insaturazioni presentano i
fosfolipidi nelle catene idrofobiche e più sarà fluida la membrana in quanto questi si terranno
maggiormente a distanza l’un l’altro), sia dai movimenti che i singoli fosfolipidi compiono:
scambio tra fosfolipidi adiacenti
flessione delle catene idrofobiche
rotazione di un fosfolipide su se stesso
scambio tra un fosfolipide
appartenente allo strato interno con
uno appartenente allo strato esterno
Il colesterolo è una molecola che si inserisce in uno dei due strati tra due fosfolipidi adiacenti
rendendo la membrana meno fluida, più rigida e meno permeabile (favorisce coesione tra i
fosfolipidi adiacenti)
Per quanto riguarda le proteine di membrana esse attuano interazioni selettive con componenti
dell’ambiente esterno ed interno, possono avere con la membrana diversi rapporti:
inserite in un singolo strato
ext. incluse ad essa,
int. a contatto con un singolo
attraversano il doppio strato senza inserirvisi
strato da parte a parte
le funzioni di tali proteine sono molteplici:
• Proteine strutturali: aiutano a creare le giunzioni cellulari che tengono assieme i tessuti, connettono la
membrana al citoscheletro per mantenere la forma della cellula (es. microvilli epiteli di trasporto),
fanno aderire la cellula alla matrice extracellulare
• Enzimi: catalizzano le reazioni chimiche che hanno luogo sulla superficie esterna della cellula o
appena dentro la cellula
• Recettori: fanno parte del sistema di trasmissione di segnali chimici dell’organismo, il legame del
recettore col suo ligando produce un effetto a cascata che innesca una risposta intracellulare
• Trasportatori: spostano le molecole attraverso la membrana
I lipidi e le proteine della membrana si trovano poi spesso associati a glucidi (zuccheri), formando
rispettivamente glicolipidi e glicoproteine
funzioni:
Nel caso degli ioni la membrana è refrattaria a molecole polari con carica elettrica netta, questi
possono passarvi attraverso solo mediante proteine canale e trasportatori.
Le proteine di membrana hanno una struttura che può cambiare a seconda delle interazioni con
altri elementi (ligando-recettore).
movimento spontaneo dei soluti secondo trasporto contro gradiente di concentrazione che
gradiente di concentrazione, non richiede energia richiede energia (ATP) per avvenire
Trasporto passivo:
• Diffusione semplice: le molecole si muovono attraverso la membrana seguendo un gradiente
concentrazione, carica, ph, che le spinge in una certa direzione a raggiungere un equilibrio. La
differenza di concentrazione tra i soluti nei due scomparti e la differente permeabilità della
membrana ai soluti determina una separazione di cariche e quindi la formazione del potenziale
di diffusione
• Proteine canale: permettono l’entrata di ioni, la specificità di trasporto dipende dall’ampiezza
del poro e dalle cariche elettriche sulla superficie interna. L’apertura e la chiusura di questi
canali possono essere influenzati da: voltaggio(potenziale di membrana), ligandi, ormoni, luce,
fosforilazione, pH
• Acquaporine: sono canali specializzati per il passaggio di molecole d’acqua, permettono il
flusso di massa di queste ultime attraverso la membrana dentro la cellula
• Proteine carriers: effettuano sia il trasporto attivo secondario che quello passivo,
Nel primo caso trasportano molecole (es. glucosio quando in certi casi quello presente nella
porzione intracellulare non è immediatamente degradato dissipando il gradiente di concentrazione
normale esterno—>interno) contro gradiente, senza idrolisi di ATP, ma sfruttando un gradiente
ionico (es. Na+ che vuole entrare nella cellula) precedentemente creato tramite trasporto attivo
primario. (solo sistemi simporto e antiporto, i sistemi uniporto sono utilizzati unicamente per il
trasporto passivo)
Il trasporto mediato da carrier può essere studiato tramite la cinetica enzimatica, l’interazione
soluto - carrier = l’interazione substrato - enzima La V(max) del trasporto è raggiunta quando il sito per il
substrato è sempre occupato o quando il flusso è
massimo
La concentrazione del trasportatore è il fattore limitante
Equilibrio di Gibbs-Donnan:
In condizioni bilanciate avrò una uguale somma delle concentrazioni degli ioni nei due
compartimenti all’equilibrio
Se nel primo compartimento si trova un anione non diffusibile (es. proteine nella cellula), la sua
presenza fa si che la somma delle concentrazioni degli ioni all’equilibrio nel compartimento 1, sia
maggiore di quella nell’altro compartimento, di conseguenza l’acqua si sposta nel compartimento
uno.
La concentrazione di sostanze osmoticamente attive (che attirano acqua) è maggiore
dove sono presenti ioni non diffusibili.
Le proteine cellulari cariche negativamente (Pr-) sono sostanze osmoticamente attive, poichè
richiamano all’interno della cellula un afflusso di acqua che potrebbe potenzialmente fare
scoppiare la cellula stessa. Le cellule risolvono questo problema in due modi:
Pompa sodio potassio Presenza di parete rigida
(cellule animali) (batteri e piante)
la pressione necessaria a impedire lo spostamento di un solvente puro in
Pressione osmotica una sua soluzione attraverso una membrana semipermeabile.
Pressione oncotica —> è la pressione osmotica causata dalle proteine in grado di determinare il
movimento di acqua attraverso le membrane cellulari.
Senza la pompa sodio potassio le cellule animali scoppierebbero per il troppo richiamo di acqua al
loro interno.
Trasporto attivo Primario:
• Pompe protoniche: es. pompa sodio potassio: ATPasi (pompa protonica ATP dipendente) butta
fuori dalla cellula 3 ioni Na+ e ne fa entrare 2 K+, seguendo il seguente ciclo:
Ad ogni stadio del ciclo vi è un
cambiamento conformazionale
della proteina di membrana
Funzioni:
• Evita che la cellula (in particolare quella animale sprovvista di parete) esploda per il troppo
afflusso di acqua al suo interno (provocato dalle proteine cariche (-) che richiamano acqua), con
la seguente modalità: Avendo il sodio un alone di solvatazione (nuvola di molecole di H2O
formatasi intorno al catione) maggiore del potassio, uscendo tre ioni sodio, si portano dietro più
molecole di acqua di quelle entranti con soli due ioni potassio
• Genera un potenziale elettrochimico di membrana (pompa elettrogenica) tramite due modalità:
A. Si viene a creare un equilibrio tra il flusso di ioni K+ in entrata mediante la pompa sodio
potassio e l’uscita di essi secondo gradiente elettrochimico tramite canali a perdita (sempre
aperti) sulla membrana, non sono invece presenti i canali per il sodio, raggiungendo il
potenziale di equilibrio intorno ai -90mV (potenziale di riposo in tutte le cellule).
B. Due cationi carichi positivamente entrano e tre ne escono, ottenendo cosi un eccesso di carica
positiva all’esterno.
Cellule eccitabili: cellule capaci di aumentare o diminuire il proprio potenziale di riposo regolando
l’apertura e la chiusura dei canali ionici di membrana in quanto canali voltaggio dipendenti.
(presenza di canali per il sodio rispetto alle altre cellule)
Potenziale di equilibrio di uno ione calcolato attraverso l’equazione di nernst:
• Grande permeabilità (conduttanza) per K
+
• Piccola permeabilità (conduttanza) per Na +
In base alla conduttanza
E = - 90 mV
• K relativa dei due ioni
attraverso la membrana
E = + 60 mV
• Na raggiungo il potenziale
di riposo di:
• -90mv per tutte le
somma vettoriale dei popolazioni cellulari
due gradienti precedenti • -70mv per le cellule
eccitabili
Più la conduttanza è grande
più canali ci sono per quel
determinato ione sulla
membrana
Posso quindi considerare quanto detto fino ad ora un circuito vivente in cui:
• i canali sono paragonabili a resistenze
• la membrana può essere considerata un condensatore
generando il seguente circuito equivalente della membrana,
Registrazione di potenziali di membrana:
SISTEMA NERVOSO:
(vd. storia delle neuroscienze) risposte
Il sistema nervoso è composto principalmente da 2 tipi di cellule:
I neuroni che rappresentano le unità essenziali per lo scambio di segnali all’interno del sistema
• nervoso
Le cellule gliali costituenti la glia, cellule di supporto ai neuroni
•
STRUTTURA DI UN NEURONE: DENDRITI: sono estroflessioni citoplasmatiche del soma
cellulare che ricevono input dalle cellule vicine, formano
spesso complesse ramificazioni che permettono al neurone
da cui si generano di entrare in contatto con altri neuroni, la
quantità di queste connessioni varia a seconda della
complessità del neurone. La superficie di un dendrite può
essere ulteriormente espansa dalla presenza di spine
dendritiche, che assumono aspetto variabile da punte sottili
a bottoni fungiformi. La funzione dei dendriti varia nei due
sistemi:
A. nel SNP la funzione è principalmente ricevere le
informazioni in arrivo e trasferirle a una regione di
integrazione all’interno del corpo cellulare.
B. nel SNC la funzione è più complessa, le spine dendritiche
possono funzionare come unità indipendenti scambiando
segnali con altri neuroni nel cervello, infatti molte di queste
contengono poliribosomi sintetizzando proteine proprie.
Inoltre le spine dendritiche possono qui cambiare forma e
dimensione in risposta ai segnali che ricevono dalle cellule
vicine, questi cambiamenti morfologici vengono associati a
processi come l’apprendimento e la memoria oltre che a
patologie come l’alzhaimer.
CORPO CELLULARE: Esso integra le informazioni ricevute dai dendriti, costituisce 1/10 del
volume cellulare e la sua posizione può variare a seconda della tipologia di neurone, risulta
inoltre fondamentale per la sopravvivenza della cellula in quanto contiene all’interno del nucleo il
DNA.
ASSONE: Trasmette segnali in uscita tramite depolarizzazione unidirezionale della membrana
dal centro di integrazione del neurone fino all’estremità dell’assone stesso, dove si possono
verificare due modalità di sinapsi:
A. Sinapsi elettriche
B. Sinapsi chimiche
Dall’ assone principale si diramano spesso ramificazioni collaterali che terminano in un proprio
terminale assonico.
CLASSIFICAZIONE DEI NEURONI:
Classificazione morfologica:
Classificazione funzionale:
Propagazione del segnale nelle cellule nervose:
Le cellule nervose si preparano a mandare un segnale concentrando ioni potassio al loro interno e
contemporaneamente pompando ioni sodio verso l'esterno per mezzo della pompa sodio-potassio.
Questo crea un potenziale di riposo di -70mV (maggiore rispetto alle altre cellule poichè causata
da una permeabilità attraverso canali a perdita nei confronti del sodio che tende a entrare). Sia i
canali del sodio che quelli del potassio sono sensibili al voltaggio, cioè si aprono quando il
voltaggio aumenta. A seguito di uno stimolo, se questo provoca una sufficiente depolarizzazione
della membrana (abbastanza canali Na+ aperti capaci di compensare la quantità di K+ che esce
attraverso canali a perdita) che supera una certa soglia le cellule nervose vengono eccitate, più
canali del sodio si aprono, permettendo al sodio di entrare velocemente in massa e aumentando
la differenza di potenziale attraverso la membrana a +40mV(depolarizzazione). Questo aumento
di potenziale ha due conseguenze:
1. provoca l'apertura lenta anche dei canali del potassio, permettendo agli ioni potassio di
uscire e ristabilire così il voltaggio originale di riposo a -70 mV (iperpolarizzazione), questo dà
alla fibra nervosa la capacità di eccitarsi nuovamente.
2. provoca l'apertura dei canali del sodio immediatamente vicini lungo il percorso del nervo, e
questi a loro volta fanno aprire i canali del sodio ancora più avanti lungo la membrana cellulare.
Il risultato è un'ondata di apertura e chiusura di canali che si trasmette velocemente (10 m/s)
da un capo all'altro del nervo.
Raggiunti i +40mV si ha una brusca caduta di potenziale dovuta all’inativazione dei canali
voltaggio dipendenti del Na+, i quali cambiano conformazione (canali a cancello) non permettendo
più il passaggio degli ioni e ristabilendo cosi il potenziale di riposo (tramite i canali K+)
Il fenomeno dell’inattivazione interessa solo i canali del Na+ ed è determinato dalle interazioni tra
le cariche degli amminoacidi del canale e quelle presenti dentro e fuori la cellula.
La fase di depolarizzazione è dovuta
all’apertura di canali Na voltaggio dipendenti
+
con conseguente influsso di ioni sodio
La fase di ripolarizzazione è dovuta
all’apertura di canali K voltaggio dipendenti
+
con conseguente uscita di ioni potassio
I canali ionici si aprono solo per uno o due millisecondi e si richiudono subito dopo, in questo modo
disperdono una minima parte degli ioni accumulati (1 su 3000 o 300.000) garantendo così la
possibilità di trasmettere segnali molte e molte volte. La pompa sodio-potassio ristabilisce
comunque le concentrazioni ioniche iniziali dentro e fuori la cellula.
Il segnale nervoso è unidirezionale perché, quando i canali si aprono, possono provocare
l'apertura solo dei canali a valle rispetto alla direzione di arrivo del P.A., mentre quelli a monte sono
temporaneamente insensibili (periodo refrattario), un nuovo impulso nervoso può eccitarli solo
dopo alcuni millisecondi.
La depolarizzazione della membrana crea Le cariche positive interne sono attratte da
una situazione anomala in cui una zona di quelle negative adiacenti in entrambi i versi
essa presenta carica positiva all’interno e (anterogrado e retrogrado), situazione
negativa all’esterno opposta si osserva all’esterno.
Situazione di partenza spostata in avanti A causa del periodo refrattario della
lungo l’assone (verso il terminale assonico) membrana appena eccitata ho
propagazione della depolarizzazione solo
in senso anterogrado
Il cambiamento del potenziale di membrana generato da flussi ionici attraverso i canali a controllo
di potenziale (Fenomeno “tutto o nulla” ,superamento o meno del valore di soglia) può quindi dare
luogo a:
una corrente elettro-tonica che va incontro a decremento di intensità con l’aumentare della
distanza che percorre, agendo di fatto solo su brevi distanze nelle fibre nervose amieliniche della
sostanza grigia.
un potenziale di azione costituito da correnti elettro-toniche che si propagano a cascata
rigenerandosi continuamente. I potenziali di azione permettono alle cellule nervose di comunicare
tra loro o mandare stimoli anche a lunghe distanze (fibre nervose mielinizzate) poichè non
subiscono decremento man mano che si allontanano dal punto di o
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.