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Fisiologia: La regolazione idrico-salina

Volendo inquadrare la regolazione idrico-salina, risulta fondamentale considerare i liquidi corporei e la loro distribuzione. Mediamente l’organismo umano è composto per circa il 70% di acqua, anche se ci sono organi come i polmoni, il fegato o i muscoli, che ne possono avere una percentuale maggiore e altri ancora come le ossa o il tessuto adiposo, che hanno una percentuale bassissima di acqua che si aggira intorno al 10-15%.

Oltre che in percentuale, i liquidi sono distribuiti tra i cosiddetti compartimenti intracellulari ed extracellulari. Mentre il compartimento extracellulare, cioè il liquido interstiziale, è molto diffuso; il liquido intracellulare è distribuito tra i diversi organelli cellulari, che definiscono diversi volumi tra cellula e cellula.

Processi omeostatici

A questo punto dobbiamo quindi chiederci se questi sono compartimenti stagni, cioè con volume e composizione permanentemente definiti, oppure vanno incontro a delle modificazioni. I processi omeostatici non sono altro che quelli per mezzo dei quali, se si varia il volume di un compartimento come può essere quello del sangue, allora di tale variazione ne risentirà un altro compartimento di liquidi, che opererà per stabilire appunto un nuovo equilibrio.

Quindi l’acqua che entra attraverso il canale digerente, per mezzo poi dei capillari del circolatorio, può arrivare ai liquidi interstiziali, la cui osmolarità può andare così a determinare l’entrata o l’uscita dei liquidi e determinare delle variazioni.

L'ormone antidiuretico (ADH)

Ma la regolazione idrico-salina non è operata soltanto in base alle leggi dell’osmolarità, ma anche da un altro sistema di regolazione che tiene conto che l’entrata e l’uscita dei liquidi non è costante. Già avevamo parlato dell’ormone antidiuretico (o ADH), prodotto dall’ipotalamo e che poi passa attraverso la neuroipofisi, il quale a livello dei tubuli distali e del dotto collettore del rene, apre dei canali (acquaporine) che permettono il riassorbimento dell’acqua. Ma da cosa viene regolata la produzione dell’ADH?

In realtà l’ADH non lascia passare l’acqua pura, ma anche i soluti in essa disciolti. Ma a livello del tubulo distale e del dotto collettore perviene solo il 15%-20% del volume totale di liquido già filtrato, su ad esempio 100 ml, che si aveva prima della filtrazione. Ciò non ci deve però trarre in inganno.

Ricordiamo infatti che a livello del glomerulo renale vengono filtrati all’incirca 120-130 ml/min di liquido, che in un’ora sono circa 7200 ml/min (cioè 120*60 min).

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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

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