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FISIOLOGIA (08/03/2007) prof.Chieffi Carlino Viviana

Settima lezione: “Recettori tattili, termici, dolorifici”

SENSIBILITA’ TATTILE

Noi abbiamo un messaggio che viene inviato dalla periferia del sistema nervoso centrale (SNC) e che è

dato dal potenziale d’azione; però noi sappiamo che possiamo percepire vari tipi d’informazione e

quindi come facciamo a percepire diversi tipi d’ informazione se il messaggio è sempre lo stesso

(potenziale d’azione)? Abbiamo visto che il principio fondamentale è quello della linea marcata: a

seconda della via che prendono i potenziali d’azione e di quale sarà la pressione di questi potenziali a

livello corticale, noi valutiamo la percezione. La scorsa volta, abbiamo portato come esempio il

corpuscolo del Pacini e abbiamo visto come funziona. Il corpuscolo del Pacini è un recettore tattile,

sensibile alle pressioni esercitate sulla superficie della pelle. Adesso parleremo della SENSIBILITA’

TATTILE e ora vediamo i vari tipi di recettori della sensibilità tattile.

RECETTORI DELLA SENSIBILITA’ TATTILE:

CORPUSCOLO DEL PACINI: ne abbiamo discorso la scorsa volta.

Ci sono poi altri recettori corpuscolari che presentano strutture non nervose ma connettivali e che

comunque influenzano il processo di trasduzione. Ci sono le TERMINAZIONI DI RUFFINI, i

CORPUSCOLI DI MEISSNER, i DISCHI DI MERKEL e poi ci sono le TERMINAZIONI LIBERE.

I corpuscoli sono poi classificati in superficiali e profondi. Sono superficiali: corpuscoli di Meissner e i

dischi di Merkel. I corpuscoli di Meissner sono a rapido adattamento, mentre i dischi di Merkel sono a

lento adattamento; entrambi sono sensibili a stimoli tattili leggeri, e in più quelli di Meissner hanno

stimoli in movimento, invece quelli di Merkel sono sensibili a stimoli stazionari, ciò dipende dalla

proprietà di adattarsi più o meno rapidamente.

Vediamo i recettori profondi: corpuscoli del Pacini e le terminazioni del Ruffini; quelle del Pacini sono

a rapido adattamento e quelle di Ruffini sono a lento adattamento. Sono sensibili a degli stimoli più

intensi, che devono deformare gli strati più profondi della cute. I corpuscoli del Pacini sono molto

importanti perché mediano la sensibilità vibratoria o pallestesia, che viene valutata durante l’esame

neurologico con l’applicazione di un diapason, e questa loro capacità di adattarsi rapidamente, permette

che siano sensibili a questi stimoli che hanno un’alta frequenza (alto numero di stimoli nell’unità di

tempo) e questo dipende dal fatto che possono adattarsi rapidamente allo stimolo tattile. La proprietà di

adattarsi rapidamente dei corpuscoli del Pacini, è dovuta alla loro capsula che è fatta di tanti strati

connettivali, che possono scivolare gli uni sugli altri, quindi quando noi applichiamo uno stimolo che

dura nel tempo, questa deformazione viene trasmessa solo all’inizio, perché poi queste lamelle non

trasmettono più l’informazione alla terminazione nervosa e poi quando avremo l’allontanamento dello

stimolo tattile, avremo una nuova deformazione per ritornare alla situazione di riposo.

L’informazione tattile viene raccolta da questi recettori, che abbiamo detto del primo tipo perchè

corrispondono all’estremità distale del ramo periferico di neuroni sensitivi primari (neuroni che hanno il

corpo cellulare nel ganglio annesso alla radice dorsale del nervo spinale oppure nei gangli annessi ai

nervi sensitivi cranici) il cui ramo centrale poi raggiunge il midollo spinale oppure il tronco encefalico.

Questi neuroni sensitivi primari possono essere sia delle fibre mieliniche che delle fibre amieliniche,

queste ultime sono le fibre C. Ricordate il concetto di fibra nervosa: è data dall’assone più le cellule

gliali che prendono rapporto con l’assone; tali cellule gliali sono a livello del sistema nervoso periferico

(SNP) le cellule di Schwann, a livello del SNC sono gli oligodendrociti. Queste cellule possono sia

accogliere in invaginazioni le cellule nervose e si hanno le fibre amieliniche, oppure possono formare,

con successivi avvolgimenti, la mielina. Nel SNC, un oligodendrocita emette più prolungamenti che

prendono rapporto con più assoni, invece nel SNP la cellula di Schwann prende rapporto con un assone

e lo mielinizza, oppure con più assoni se li accoglie in delle invaginazioni, senza formare però la guaina

mielinica. Sapete poi che c’è conduzione continua a livello della fibra amielinica, invece la conduzione

è saltatoria a livello della fibra mielinica e la conduzione saltatoria è più rapida. Gli assoni di maggior

calibro sono avvolti da cellule di Schwann che formano dei rivestimenti mielinici più spessi e tali cellule

di Schwann si estendono per un maggiore spazio; così nelle fibre mieliniche di grosso calibro, voi avete

che i nodi di Ranvier sono più distanti e in questo modo il potenziale d’azione è condotto più

rapidamente. Quindi le fibre di grosso calibro, con uno spessore maggiore del rivestimento mielinico

conducono il potenziale d’azione più velocemente, sia perchè i nodi di Ranvier sono più lontani, sia

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perchè la corrente elettrotonica si estende longitudinalmente x un maggiore spazio e più rapidamente. La

fibra mielinica è vantaggiosa anche dal punto di vista energetico, perchè mentre nella fibra amielinica, il

passaggio di ioni x la depolarizzazione, avviene lungo tutta la fibra e quindi poi le pompe dovranno

recuperare il potassio che è uscito e ricacciare il sodio che è entrato, nelle fibre mieliniche ciò avviene

solo nei nodi di Ranvier, quindi la quantità di ioni e il lavoro richiesto alla pompa sodio/potassio è

inferiore e quindi c’è un minor consumo di ATP.

C’è una classificazione delle fibre nervose, in base al loro diametro e alla loro velocità di conduzione.

α=

Fibre A( mieliniche) motoneuroni x fibre muscolari scheletriche

β= fibre afferenti cutanee x tatto e pressione

γ= motoneuroni x fibre muscolari

δ= fibre afferenti x temperatura e dolore

Fibre B (mieliniche) Pregangliari del simpatico

Fibre C (amieliniche) Fibre afferenti x il dolore

Le fibre B fanno parte solo del sistema nervoso vegetativo e sono quelle pregangliari. Per le

informazioni tattili fini oppure quelle propriocettive che mediano il riflesso, vengono condotte dalle

fibre a maggior velocità (es. le fibre nervose), ciò quando è richiesto di portare velocemente

l’informazione ai centri nervosi oppure quando si richiede una rapida risposta.

Consideriamo un pezzo di nervo che viene stimolato elettricamente in un punto, disponiamo poi u n

elettrodo in un punto lontano e questo registra il passaggio dei potenziali d’azione in momenti diversi, a

seconda dei potenziali d’azione che vengono condotti nei vari tipi di fibre, che si differenziano in base

alla loro capacità di conduzione più o meno rapida del potenziale d’azione. Vengono registrati prima i

α, γ, δ,

potenziali d’azione condotti più rapidamente dalle fibre poi leβ, le le poi le fibre B e molto

tempo dopo arrivano i potenziali condotti dalle fibre C(le amieliniche).

Ritorniamo alla sensibilità tattile che viene percepita dai neuroni sensitivi primari che si differenziano in

base alla loro velocità di conduzione, quindi avrete fibre di tipo Aβ, fibre Aδ e fibre di tipo C. Le fibre

Aβ che conducono più rapidamente, sono quelle che conducono informazione tattile fine o epicritica;

invece quelle che conducono più lentamente sono preposte a condurre informazioni di tipo tattile

grossolano o protopatico. Noi abbiamo due vie della sensibilità tattile: quella fine e quella grossolana;

nel primo caso i rami centrali raggiungono il midollo spinale e risalgono nei cordoni dorsali (nei

fascicoli gracile e cuneato) e si parla di sistema dorsale e poi lemniscale, che si mettono poi in sinapsi

con il secondo neurone che è un neurone bulbo-talamico, il cui assone poi decussa e poi risale come

lenisco mediale sino al nucleo ventrale-postero-laterale del talamo (questo per l’informazione che viene

dal tronco e dagli arti, invece l’informazione raccolta dal volto è convogliata dal trigemino, mediante il

lenisco trigeminale, a livello del nucleo postero- mediale del talamo), c’è poi la proiezione tlamo-

corticale alla corteccia parietale ascendente (aree 1,2,3). Abbiamo visto che queste informazioni sono

mediate da tre neuroni. Quindi la proiezione si ha nell’aria somatosensitiva primaria (aree 1,2,3), ma c’è

anche un’area somatosensitiva secondaria, che trovasi in corrispondenza della scissura laterale di Silvio

e nella sua profondità. L’informazione sensitiva è proiettata in zone specifiche (nell’ambito delle aree

sensitive). C’è una correlazione specifica tra le aree da cui provengono e le zone di corteccia sensitiva

su cui sono proiettate e quindi si ha l’omuncolo sensitivo. Le aree di proiezione non sono proporzionali

all’estensione delle regioni periferiche ad esse associate, infatti le aree di rappresentazione della mano e

del capo sono molto estese, ciò dipende dl fatto che l’informazione che viene da queste regioni(mano e

capo) è più dettagliata. Ma perchè l’informazione che viene da mano e capo è più dettagliata? Ciò

dipende da due fattori: uno è l’estensione del campo recettivo e il secondo è il fenomeno di inibizione

laterale.

UNITA’ RECETTRICE= l’insieme di un neurone sensitivo primario e di tutti i recettori con esso in

rapporto (in molti casi più recettori convergono su un unico neurone). 2


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flaviael

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Fisiologia e biofisica del professor Chieffi sui recettori tattili, termici e dolorifici con analisi dei seguenti argomenti: la sensibilità tattile, i recettori profondi, le fibre nervose, neuroni sensitivi primari, unità recettrice, campo recettivo, organizzazione somatotopica, inibizione laterale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia e Biofisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Chieffi Sergio.

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