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Fisiologia e biofisica - gli ormoni Appunti scolastici Premium

Appunti di Fisiologia e biofisica del professor Brizzi sugli ormoni : il sistema endocrino, l'ipotalamo, la connessione delle cellule, il sangue, le caratteristiche degli ormoni, la struttura chimica degli ormoni, il recettore-ormone, le funzioni enzimatiche.

Esame di Fisiologia e Biofisica docente Prof. G. Brizzi

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post-sinaptiche in cui si libera il neurotrasmettitore, ma nel complesso il sistema è molto veloce. La

distanza tra la cellula che origina un certo segnale (attraverso una serie di sinapsi, un certo percorso)

e la cellula effettrice di quello stimolo è eliminata dalla velocità di conduzione.

Questo tipo di comunicazione, attraverso fibre nervose e usando un codice elettrico,

depolarizzazione / ripolarizzazione che fa camminare il segnale, poi trova un vuoto alla fine

dell’assone che viene riempito usando una sostanza chimica che si lega a recettori della membrana

post-sinaptica, inducendo il passaggio del segnale a una nuova cellula. In alcune zone del s.nervoso,

specialmente centrale, ci sono delle sinapsi di tipo elettrico, cioè senza neuromediatori: come

funziona?

Il segnale passa direttamente da una cellula all’altra attraverso le due membrane che sono più

addossate rispetto a quelle di una sinapsi chimica; sono delle giunzioni strette. La depolarizzazione,

per poter passare alla membrana successiva, deve avere una certa intensità. Il problema qual è?

Questo potrebbe avvenire pure nella sinapsi chimica: il passaggio di un’onda elettrica dall’altra

parte dove c’è una distanza è, in linea teorica, possibile che avvenga in modo diretto. Voi avete un

potenziale di membrana di 70-80 mV a riposo che cambia con la depolarizzazione di membrana,

con l’apertura dei canali ionici, col passaggio di corrente che porta in avanti il segnale tramite

eventi a cascata. Se arrivo all’estremità dell’assone, questa membrana si depolarizza perché c’è il

segnale elettrico; se l’altra membrana è a una distanza l’intensità del campo elettrico può non

farcela a depolarizzare perché è troppo lontano. Allora, in linea teorica, si supera questo problema

in due modi: o avvicino le membrane o aumento l’intensità del campo elettrico, ma questo

altererebbe tutto il sistema bioelettrico, occorrerebbe più energia.

Nella sinapsi elettrica il passaggio del segnale avviene per contatto diretto il che rende la

propagazione più veloce; questa sinapsi, però, ha il difetto di trasmettere l’intensità del campo

elettrico così com’è, non riesce a modificarla. La sinapsi chimica, invece, è modificabile attraverso

il neurotrasmettitore: il segnale non è sempre uguale a quello di partenza, perché ci possono essere

sinapsi eccitatorie, inibitorie…è la sommatoria dei segnali che arrivano su una data cellula…

Il segnale è modulabile in base al tipo di sinapsi che attraversa e alla quantità e all’azione del

neurotrasmettitore. Le sinapsi elettriche si trovano nel s.nervoso centrale dove arrivano segnali

periferici già modulati ma che devono essere trasmessi in modo rapido. Se parto a livello

muscolare, è diverso perché si deve ancora modulare il segnale in base alla quantità del

neurotrasmettitore, al tipo, alla funzione esplicita.

Come facciamo a mettere in connessione cellule molto lontane tra loro?

Quello che ci interessa è la comunicazione. Se prendete un protozoo (forma primitiva di vita) è un

organismo unicellulare senza s.nervoso, senza s.circolatorio, ha degli ormoni, delle sostanze

chimiche ma non ha un sistema endocrino come tale perché le comunicazioni con l’esterno

avvengono per coefficienti di permeabilità della membrana. Se, invece, fosse stato un organismo a

più cellule avrebbe sviluppato più livelli di comunicazione.

Oltre al s.nervoso-endocrino, l’altro sistema di comunicazione è il sangue perché trasporta delle

sostanze chimiche, tra cui gli ormoni, in un tempo più lungo. Occorre vedere i tempi e i modi di

comunicazione dei vari sistemi. Il sistema endocrino è dato da ghiandole endocrine che producono

ormoni per riversarli nel sangue, ma non tutti gli ormoni sono prodotti da questo tipo di struttura

anatomica; hanno attività endocrina l’ipotalamo (s.nervoso), la parete atriale cardiaca che produce

l’atrio-peptite, il rene, l’apparato gastro-enterico, il tessuto adiposo che produce la leptina.

L’ormone che cos’è? ‘E una proteina, ma anche gli enzimi e i recettori sono proteici: come si

differenziano? In base a una certa sequenza di amminoacidi.

La parola “ormone” deriva dal greco e significa “stimolare”, ma oggi si conoscono pure degli

ormoni inibenti. L’ormone è una sostanza chimica di tipo proteico o glicoproteico, steroideo o

amminico, e per essere definito tale deve rispondere a certe caratteristiche:

1. deve modificare la velocità di alcune reazioni biochimiche, senza esserne in grado di iniziarne

di nuove, in modo analogo all’enzima, cioè simile ma non uguale all’azione di un catalizzatore.

Alla fine di una reazione enzimatica, il catalizzatore è intatto, non si è trasformato e se incontra

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flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea magistrale in medicina e chirurgia (ordinamento U.E. - durata 6 anni) (CASERTA, NAPOLI)
SSD:
Docente: Brizzi G.
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Fisiologia e Biofisica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Seconda Università di Napoli SUN - Unina2 o del prof Brizzi G..

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