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Anatomia degli organi e degli apparati

Lezione 1: Istologia

Diremo due parole sul tessuto muscolare liscio in quanto compone le pareti degli organi che noi studieremo.

Ci sono 7 tipi di tessuti:

  • Tessuto connettivo.
  • Tessuto osseo.
  • Tessuto cartilagineo.
  • Tessuto muscolare striato.
  • Tessuto muscolare liscio.
  • Tessuto epiteliale.
  • Tessuto nervoso.

Il tessuto epiteliale

Per tessuto intendiamo un insieme di cellule adibite alla stessa funzione. Le cellule sono o molto vicine l’una all’altra oppure divise da una sostanza che sta tra le cellule che si chiama sostanza intercellulare. Studiando il tessuto connettivo le cellule sono sparse in abbondante sostanza intercellulare che siccome non è organizzata è detta anche sostanza amorfa.

Nel tessuto epiteliale le cellule sono accostate le une alle altre quindi c’è poca sostanza intercellulare e le cellule poggiano su qualcosa che le sostiene che si chiama lamina basale che è costituita da collagene di tipo 4 e fibroblasti e tessuto connettivo (tessuto di sostegno) serve sia per sostenere le cellule sia per tenerle adese, inoltre sono ricche di terminazioni nervose. Ci sono vari dispositivi che servono anche a tenerle ben adese l’una all’altra soprattutto perché questi epiteli rivestendo le superfici proteggono dagli agenti esterni quindi più sono adese più fanno barriera.

Gli epiteli li troviamo nella cute che riveste la superficie delle grandi cavità comunicanti con l’esterno, tubo digerente, apparato respiratorio, urinario, genitale ecc. Gli epiteli possono essere di 3 tipi:

  • Epiteli di rivestimento: li troviamo a rivestire la cute, le cavità che comunicano con l’esterno (tubo digerente).
  • Epiteli ghiandolari: costituiscono il parenchima (la massa) delle ghiandole sia endocrine (secernano il contenuto, che sono gli ormoni, nel sangue) che esocrine (secernano il contenuto all’esterno o all’interno di una cavità come sudoripare o salivari). Queste cellule hanno attività secernente.
  • Epiteli sensoriali: presentano delle cellule intercalate alle solite cellule dell’epitelio di rivestimento che hanno proprietà particolari in quanto assomigliano a cellule nervose e sono in grado di captare stimoli esterni e trasformali in impulso nervoso. Esempi possono essere le cellule gustative nella bocca, le cellule acustiche nell’orecchio e le cellule olfattive nel naso (sono in grado di recepire gli odori e trasmettere il segnale al sistema nervoso centrale che elabora una risposta).

Epiteli di rivestimento

Rivestono sia la cute sia le cavità all’interno del nostro corpo quindi con funzione di protezione. All’interno hanno anche funzione di assorbimento e secrezione, ad esempio nell’intestino ha la funzione di assorbimento mentre l’epitelio che riveste la cute ha funzione di protezione. Gli epiteli vengono classificati in base alla forma delle cellule (ad esempio pavimentoso se è piatto come quello degli alveoli oppure può essere cubico come nei dotti escretori delle ghiandole, cilindrica, a forma di clava ecc.) oppure anche al numero di strati (monostratificato, pluristratificato) ed ovviamente l’anatomia prevede la funzione che l’epitelio dovrà svolgere (assorbimento= monostratificato, esofago= cibo grossolano quindi pluristratificato).

Un altro metodo è quello in base alle specializzazioni della loro superficie libera (cellula ciliata dell’apparato respiratorio in cui hanno un movimento dal basso verso l’alto per eliminare il muco che trattiene il pulviscolo presente nell’aria, il fumatore invece ha l’epitelio modificato in quanto il fumo azzera le ciglia e quindi il fumatore accumula questo muco ma non riesce ad espellerlo quindi tossisce per espellerlo, tante cellule cigliate vicine formano l’orletto a spazzola). Un’altra specializzazione delle cellule si ha quando invece di avere la superficie libera si estroflette per aumentare la superficie (si trovano per esempio nell’intestino dove formano i villi per aumentare appunto la superficie assorbente, si avranno poi altri ripiegamenti che formeranno i microvilli, un altro esempio lo si può trovare nella corteccia in quanto più superficie ho più ho spazio per distribuire gli impulsi).

Troviamo poi un epitelio di transizione che è caratteristico delle vie urinarie, la vescica può contenere fino ad un litro e mezzo di urina quindi si può espandere per ciò serve un epitelio che sia in grado di espandersi, questo epitelio infatti è formato da diversi strati di cellule, troviamo cellule a forma cubica, poi a forma di clava poi in alto ci sono cellule a cupola o ad ombrello quando la vescica è piena queste si distendono.

Epiteli ghiandolari

Le ghiandole come abbiamo visto prima possono essere sia endocrine che esocrine. Quest’ultimi generalmente sono fatti da molte cellule a parte un caso in cui la ghiandola esocrina è costituita da una sola cellula ed è la cellula caliciforme mucipara che nell’epitelio respiratorio, intercalata ad altre ciglia con l’orletto a spazzola, hanno la funzione di secernere muco.

Come si forma un epitelio ghiandolare? Da un epitelio normale delle cellule cominciano a proliferare e ad invadere il tessuto connettivo sottostante e si approfondano nel connettivo mantenendo però il contatto con l’esterno attraverso un’apertura detta dotto escretore quindi sarà una cellula esocrina. Se invece le cellule si approfondano nel tessuto sottostante ma perdono il contatto con l’esterno rilasceranno per forza il loro contenuto nei capillari quindi avremo una ghiandola endocrina.

Le ghiandole esocrine hanno una parte secernente che secerne il secreto e si chiama adenomero poi hanno un dotto escretore dove viene riversato il secreto. Sia l’adenomero sia il dotto escretore possono avere varie forme.

Il sistema endocrino lo dobbiamo sempre considerare in associazione con il sistema nervoso perché entrambi funzionano per ottenere e mantenere la stabilità dell’ambiente interno. Sono complementari l’uno con l’altro ma insieme costituiscono un sistema chiamato neuroendocrino che presiede alle funzioni di comunicazione, controllo ed integrazione del nostro corpo, questi sistemi svolgono le loro funzioni mediante dei messaggeri chimici che nel caso del sistema endocrino sono gli ormoni mentre nel sistema nervoso sono i neurotrasmettitori.

La ghiandola endocrina quindi è priva di dotto escretore e si possono trovare come veri organi, ad esempio la tiroide, oppure possono avere attività secernente di tipo ormonale anche cellule isolate o gruppi di cellule che vanno a formare il sistema endocrino diffuso per esempio le troviamo nel tratto gastrointestinale e producono sostanze di natura polipeptidica che agiscono come veri e propri ormoni.

Nelle ghiandole endocrine le cellule che costituiscono le ghiandole sono organizzate in diverso modo ad esempio nelle surrenali o nell’ipofisi le cellule formano dei cordoni o nidi. Oppure ci può essere un’organizzazione follicolare come nella tiroide (è l’unica) in cui le cellule stanno tutte intorno al follicolo (cavità), queste cellule si dice che abbiamo doppia polarità funzionale ovvero funziona in un modo e nell’altro, queste cellule secernono ormoni che rilasciano all’interno di follicolo quando in circolo c’è bisogno di questi ormoni la cellula preleva dal follicolo (che funge da serbatoio) il secreto e lo riversa nel sangue.

Ipofisi

Di grandezza all’incirca di un pisello è posta in una nicchia nella sella turcica dell’osso sfenoide, nonostante le sue dimensioni ridotte ha un’abilità grandissima infatti oltre a produrre ormoni ha la capacità di regolare l’attività secretoria di molte altre ghiandole endocrine come la tiroide o le ghiandole surrenali. L’ipofisi è incastonata tra pareti ossee quindi in caso di tumore va a comprimere strutture limitrofe come i nervi ottici.

Dal punto di vista anatomico l’ipofisi è collegata per mezzo del peduncolo ipofisario a quella parte dell’encefalo chiamata ipotalamo che sta sopra. L’ipofisi è costituita da una parte anteriore chiamata adenoipofisi, da una parte intermedia che si chiama pars intermedia e da una parte posteriore definita neuroipofisi. Mentre nella parte anteriore troviamo delle cellule in grado di produrre vari tipi di ormoni nella parte posteriore troviamo due ormoni, la adiuretina (o vasopressina che agisce sui vasi) e l’ossitocina (agisce sull’utero) però non sono prodotti dalla parte posteriore ma sono prodotti a livello superiore cioè nell’ipotalamo, più precisamente in due nuclei, il nucleo sopraottico e il nucleo paraventricolare, dove si parla di neurosecrezione in cui troviamo delle cellule nervoso in grado di secernere le quali tramite i loro prolungamenti fanno scendere il loro contenuto nel peduncolo ipofisario facendolo arrivare nella neuroipofisi.

Come fa l’ipofisi a controllare anche le altre ghiandole?

Le ghiandole endocrine come la tiroide, la ghiandola surrenale, le gonadi, i testicoli, le ovaie ecc. secernono ormoni propri ma la loro attività secernente è controllata dall’ipofisi. Per esempio l’ipofisi secerne un ormone che si chiama TSH che è un ormone tireotropo il quale va a stimolare la tiroide la quale così sollecitata mette in circolo gli ormoni suoi propri, quando nel sangue c’è un eccesso di ormoni tiroidei tramite un meccanismo di retroazione o feedback va ad inibire queste cellule dell’adenoipofisi che non producendo più l’ormone TSH smette di stimolare la tiroide cessando la produzione di ormoni. Se invece il tasso di ormoni tiroidei nel sangue è basso un meccanismo di retroazione va a stimolare l’adenoipofisi che rilascia l’ormone TSH che va stimolare la tiroide riportando l’equilibrio.

La tiroide

È situata davanti ai primi anelli tracheali presenta due lobi ed un istmo che ricordano vagamente la lettera “H”, si può vivere senza la tiroide sostituendo con pastiglie in caso ad esempio di asportazione di un nodulo tiroideo. Gli ormoni tiroidei agiscono sul metabolismo quindi una persona ipertiroidea ha un metabolismo molto accelerato. Dietro alla tiroide troviamo delle ghiandole dette paratiroidi che sono 4 e secernono ormoni che intervengono sul metabolismo di calcio e fosforo.

Le ghiandole surrenali

Si chiamano surrenali perché si trovano nel polo superiore del rene e sono costituite da una parte esterna chiamata corticale che secerne un gruppo di ormoni che si chiamano mineralcorticoidi (il principale è l’aldosterone) e da una parte interna che si chiama midollare che invece secerne l’adrenalina e noradrenalina.

Organi a parziale attività endocrina

Per esempio sono pancreas, timo, gonadi. Il pancreas viene definito anche ghiandola mista in quanto ha una componente esocrina ed una endocrina, la componente esocrina secerne succhi pancreatici utili al completamento della digestione mentre la parte endocrina secerne l’insulina che abbassa il tasso di glicemia. Il pancreas è disposto un po’ trasversalmente ed allungato la testa è accolta nella “C” del duodeno e la coda arriva fino alla milza, situato dietro allo stomaco. Nel pancreas quindi possiamo individuare una componente endocrina ed una esocrina, la componente esocrina è un gruppo di cellule che secernono i succhi pancreatici mentre la componente endocrina è più centrale e raggruppata in una specie di isolotto dette isole del Langerhans.

Il timo

Il timo è una ghiandola che regredisce all’epoca della pubertà ed è costituito da due lobi situato dietro allo sterno. Al posto del timo rimane del tessuto adiposo che è detto corpo adiposo retrosternale.

Le gonadi

Le gonadi maschili sono i testicoli mentre le femminili sono le ovaie. Anche queste hanno parziale attività secernente in quanto non tutte le cellule secernono ormoni. I testicoli sono contenuti nella borsa scrotale mentre l’ovaia è inserita nelle pelvi a livello dell’articolazione sacroiliaca e di grandezza di una mandorla. L’ormone secreto dalle gonadi maschili è il testosterone mentre le gonadi femminili secernono estrogeni e progesterone.

Embriologia

Tutte le strutture di un embrione partono da tre foglietti germinativi che sono:

  • Endoderma.
  • Mesoderma.
  • Ectoderma.

Gli epiteli originano tutti dal foglietto germinativo che si chiama ectoderma. Ci sono poi delle membrane particolari chiamate membrane sierose che presentano degli epiteli che hanno un’origine diversa più precisamente nel mesoderma, queste membrane sono il pericardio che riveste il cuore, la pleura che riveste i polmoni ed il peritoneo che riveste la cavità addominale.

Lezione 2: Il tessuto muscolare liscio

Si trova nella parete degli organi, si presenta con delle cellule allungate fusiformi è un tessuto che ha una contrazione involontaria lenta ma duratura nel tempo mentre la contrazione del muscolo scheletrico è rapida ma meno duratura nel tempo. Queste cellule sono disposte in modo irregolare in modo che non è evidente la striatura anche se la contrazione avviene sempre per scivolamento di actina e miosina. Questi muscoli vengono controllati dal sistema nervoso vegetativo o sistema nervoso autonomo, infatti la contrazione può essere incrementata o rallentata.

La muscolatura liscia è presente nel canale digerente dall’ultimo terzo dell’esofago fino all’orifizio anale in quanto la prima parte dell’esofago è caratterizzata da muscolatura volontaria. Lo troviamo poi nelle pareti delle ghiandole annesse all’apparato digerente (ghiandole salivari), nelle pareti delle vie respiratorie dalla trachea fino ai dotti alveolari dei polmoni, fa parte anche della parete dei vasi sanguigni in quanto le pareti dei vasi si contraggono per far avanzare il sangue, quando la parete perde la sua contrattilità si formano delle placche arterovenose che rendono rigida la parete e quindi la parete così rigida non ha più la forza contrattile di prima ed il sangue avanza più difficilmente.

Le arterie sono dotate di maggior componente muscolare in quanto devono pompare il sangue in tutti i distretti del nostro corpo infatti se si lacera un’arteria non si affloscerà su se stessa come fanno le vene ma rimarrà aperta perché sorretta dalla muscolatura. Queste fibre muscolari si possono organizzare in modo diverso a seconda delle esigenze del nostro corpo ad esempio posso stare isolate nel connettivo lasso oppure raggrupparsi in sottili fascetti come quella dei peli, si trovano poi disposte ad anello come nello sfintere o nel muscolo costrittore della pupilla, in lamine nelle pareti delle arterie, in lamine concentriche nell’intestino, nella vescica le fibre sono intrecciate senza un ordinamento ben preciso.

Il sangue

Il sangue è un tessuto che appartiene ai connettivi. È il tessuto dove la sostanza intercellulare è liquida e viene definita plasma poi troviamo la parte corpuscolata composta da globuli rossi (eritrociti), bianchi (leucociti) e piastrine. Tutte le cellule del sangue derivano da cellule staminali (cellule primitive non specializzate ma che si specializzano a seconda delle necessità dell’organismo) e nell’uomo l’unico organo con funzione ematopoietica (di formare il sangue) è il midollo osseo mentre nel feto gli elementi del sangue sono formati anche da milza e fegato.

Una persona ha circa 5 litri di sangue pari al 7% del suo peso i globuli rossi (eritrociti) costituiscono il 45% del volume, i leucociti e le piastrine l’1% ed il resto è in plasma. In un ml di sangue troviamo circa 4/5 milioni di globuli rossi e da 4/5 mila globuli bianchi.

I globuli rossi hanno una forma di disco biconcavo, non hanno nucleo quindi perdono la possibilità di sintesi proteica diretta dal DNA e contengono emoglobina, l’emoglobina trasporta l’ossigeno ai tessuti e riceve da quest’ultimi l’anidride carbonica.

Di globuli bianchi ce ne sono di vario tipo, si possono dividere in base al loro aspetto che può essere granulare o non granulare e si classificano anche in base alle loro affinità tintoriali per esempio i granulociti basofili che hanno affinità per i coloranti basici. Fra i globuli bianchi non granulari troviamo i linfociti che sono i principali responsabili delle risposte immunitarie quindi hanno la funzione di proteggere il nostro corpo dagli insulti dell’ambiente esterno. Nel nostro corpo ci sono linfociti T e linfociti B, i T sono prodotti dal timo mentre i B derivano da “Bone marrow” (midollo osseo in inglese).

Troviamo poi le piastrine che sono dei frammenti di cellule, non hanno nucleo ed hanno proprietà adesive quindi aderendo una all’altra formando un’agglutinazione quindi, formando come un tappo, sono importanti nella coagulazione del sangue. Per questa loro proprietà di aggregarsi hanno funzione emostatica (di fermare il sangue).

Il plasma è la parte liquida del sangue, per il 90% il sangue è composto da acqua poi nel restante 10% troviamo minerali come sodio, potassio, fosfati, calcio e anche sostanze organiche come le proteine albumine, globuline, fibrinogeno poi troviamo del glucosio e dell’azoto non proteico quindi formerà urea, ammoniaca ecc ed infine dei lipidi come trigliceridi fosfolipidi ecc.

Il siero è il plasma privo di tutte le proteine, questo procedimento può essere fatto meccanicamente per centrifugazione oppure quando il sangue coagula alcune proteine vengono utilizzata nel coagulo quindi il plasma è come decantato.

Gruppi sanguigni

Sulla superficie di ogni globulo rosso ci sono delle molecole chiamate antigeni, per antigene intendiamo ogni sostanza estranea in grado di produrre una risposta immunitaria, mentre nel...

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Scienze biologiche BIO/09 Fisiologia

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher andrewbortolo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia degli organi e degli apparati e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Ottani Vittoria.
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