Anatomia 2
Istologia
Tessuto epiteliale, connettivo, adiposo, muscolare e nervoso.
Anatomia
Sistema respiratorio, sistema cardiovascolare, sistema digerente, sistema uro-genitale, sistema endocrino, cute, sistema nervoso centrale e periferico.
Tessuto epiteliale
Il tessuto epiteliale è formato da tante cellule strettamente unite le une alle altre a formare lamine di rivestimento. Questo tessuto non è mai vascolarizzato; la nutrizione avviene grazie ai vasi sanguigni presenti nel tessuto connettivo sottostante. È innervato da fibre nervose amieliniche (cioè prive di guaina mielinica) che costituiscono i recettori del dolore, del tatto e della temperatura.
Funzioni
- Rivestimento: infatti rivestono la superficie esterna e le cavità interne del nostro corpo.
- Trasporto: permettono gli scambi metabolici.
- Secrezione: i tessuti epiteliali ghiandolari secernono sostanze (secreti) utili per l'equilibrio dell'organismo. Ciò è connesso con l'escrezione cioè l'eliminazione di sostanze non utili.
- Assorbimento.
- Impediscono la perdita di acqua.
- Proteggono i tessuti sottostanti da offese e minacce di varia natura ad es meccanica, fisica, chimica o anche da stimoli biologici come virus.
Il tessuto epiteliale è costituito da fibre che si comportano da recettori (che captano gli stimoli) strettamente collegati alle fibre nervose.
Caratteristiche delle cellule epiteliali
In questo epitelio vi è una stretta adesione cellula-cellula grazie alla presenza di giunzioni occludenti, aderenti e comunicanti.
- Occludenti o tight junction: le membrane cellulari di cellule contigue sono unite, grazie a delle proteine transmembrana, in modo tale da chiudere completamente lo spazio intercellulare. Vi è proprio la fusione delle membrane cellulari di due cellule vicine. Queste giunzioni impediscono il passaggio di sostanze dal lume.
- Di adesione: un po' meno strette delle occludenti.
- Desmosomi: sono cellule con membrane plasmatiche inspessite dalle 'placche di attacco ellittiche' dove convergono tonofilamenti che si piegano ad ansa. Questi rendono rigida l'intera struttura, es. interagiscono con i filamenti intermedi.
- Emidesmosomi: è un desmosoma a metà che unisce la cellula con la matrice extracellulare sottostante. Interagisce con le integrine che interagiscono a loro volta con altre glicoproteine.
- Fasce aderenti: costituite da proteine transmembrana (caderine) interagenti con actina, nel dominio citoplasmatico, e con ioni calcio nel dominio extracellulare. Sono localizzate a caso nella cellula. Nelle fasce aderenti il dominio extracellulare interagisce con il calcio; importante per la comunicazione cellula-cellula; nei desmosomi non sempre.
- Comunicanti o gap junction: costituite da proteine integrali di membrana tra loro sovrapposte. Si forma un canale idrofilo che mette in comunicazione le cellule e permette scambi. Queste giunzioni sono costituite da subunità dette connexin (connessine) che formano canali che a loro volta coincidono con altri canali di cellule vicine. La sua funzione è proprio quella di far passare sostanze all'interno del canale (ioni). Non sono strutture stabili ma vengono sintetizzate al bisogno.
La superficie delle cellule epiteliali può subire modifiche: microvilli cioè estroflessioni del citoplasma visibili in superficie. Le cellule con queste modificazioni sono rivestite da membrana plasmatica che si ripiega numerose volte. Le cellule sono strettamente affiancate. I microvilli si trovano nell'intestino tenue e nel tubulo contorto prossimale del rene. Hanno la funzione di aumentare la superficie assorbente. Ciglia vibratili si trovano nelle cellule epiteliali delle vie respiratorie dove svolgono la funzione di eliminare le particelle solide penetrate accidentalmente con l'aria inspirata. Qui determinano anche il movimento del muco. Nelle vie genitali femminili aiuta la progressione della cellula uovo dalle tube dell'utero.
Membrana basale che si trova in punti specifici, dove le cellule vengono in contatto con il connettivo sottostante. È costituito da proteine ed è interposto tra tessuto epiteliale e connettivo sottostante. La membrana basale si divide in 2 componenti: uno strato sintetizzato da cellule epiteliali, formato da glicoproteine, detto lamina lucida. E da uno strato sintetizzato dal connettivo sottostante, detto lamina densa, ricco di cartilagine IV. Le funzioni della membrana basale sono quelle di ancorare l'epitelio al connettivo sottostante e quella di consentire scambi metabolici tra le cellule.
Tipi di tessuti epiteliali
- Epiteli di rivestimento: rivestono le superfici esterne e le cavità interne degli organi.
- Epiteli ghiandolari: formati da cellule secernenti (le ghiandole hanno il compito principale di secrezione).
Epiteli di rivestimento
Sono formati da cellule strettamente unite tra loro. Le cellule si dispongono a formare delle lamine ed in base alla forma che assumono (a ciascuna forma corrisponde una funzione diversa) vengono classificati in:
- Epiteli monostratificati formati da un solo strato di cellule, di cui fanno parte:
- Pavimentoso semplice: formato da cellule appiattite disposte su un unico strato. Essendo molto sottile non ha la funzione di protezione né di secrezione. La sua funzione è quella di regolare la filtrazione e la diffusione delle sostanze metaboliche. Esempi sono la capsula di Bowman (rene) e gli alveoli polmonari. L'epitelio pavimentoso semplice che costituisce anche i vasi capillari sanguigni e linfatici viene detto endotelio e da origine a: capillari continui in cui il citoplasma è integro ed è privo di aperture e capillari fenestrati, in cui il citoplasma presenta delle aperture.
- Cubico semplice: formato da cellule di forma cubica disposte su un unico strato. Questo tipo di epitelio si trova localizzato nei tubuli connettori del rene, nell'epitelio germinativo dell'ovaio, nei follicoli tiroidei, nei dotti escretori di alcune ghiandole ecc.
- Cilindrico semplice o batiprasmatico semplice: formato da cellule cilindriche disposte su un unico strato. Spesso presentano dei microvilli o delle ciglia vibratili. Hanno la funzione di assorbimento e secrezione e possono essere intervallate a cellule producenti muco. Questo tipo di epitelio lo troviamo principalmente nelle vie intestinali (intestino tenue e crasso), nelle vie respiratorie, nelle vie genitali e nell'utero.
- Pseudostratificato semplice: formato da cellule cilindriche su un unico strato ma la loro particolarità è di avere i nuclei a diversa altezza una dall'altra, dando l'impressione di uno strato costituito da più file di nuclei. Tutte le cellule in realtà poggiano sulla stessa membrana basale.
- Epiteli pluristratificati, formati da più strati di cellule, di cui fanno parte:
- Pavimentoso stratificato formato da più ordini/strati di cellule sovrapposte. Si divide in epitelio pluristratificato non cheratinizzato (tipico della via orale) che ha la funzione di proteggersi dalla disidratazione e di proteggerci da agenti chimici, fisici e biologici; e cheratinizzato (tipico della pelle) che permette l'interazione filamento-filamento.
- Cubico stratificato: formato da 3-10 strati di cellule sovrapposte di cui le più superficiali sono di forma cubica. Si trova nei testicoli ed ha la funzione di far maturare lo spermatozoo e costituire i tubuli seminiferi.
- Cilindrico o batiprasmatico stratificato: le cui cellule spesso presentano delle ciglia e le possiamo trovare ad esempio nella faringe o nella laringe.
- Epitelio di transizione o polimorfo: sono cellule soggette a modificazioni legate al cambiamento volumetrico degli organi dove sono localizzate. Esempio: vesciche a seconda se sia piena di liquido o meno. La vescica urinaria ad esempio a mano a mano che si riempie di urina fa appiattire le cellule epiteliali per far spazio ad ulteriore urina.
Epiteli ghiandolari
Possono essere costituiti da cellule singole all'interno di tessuti o da aggregati di cellule di natura epiteliale che si associano per formare complessi di forma e volume variabile dette ghiandole che si suddividono in:
- Ghiandole esocrine: provviste di un dotto escretore che trasporta il secreto all'esterno o all'interno di un organo cavo. Le ghiandole esocrine sono costituite da due porzioni: adenomero (parte secernente) e tubulo (dotto escretore). Si possono classificare in base al numero di cellule (ghiandole unicellulari o pluricellulari), in base alla sede in cui si trovano (ghiandole intraepiteliali → se adenomero + dotto escretore tutto dentro; e ghiandole extraepiteliali → adenomero fuori e dotto escretore dentro che a loro volta si dividono in intramurali e extramurali), in base alla forma dell'adenomero (tubulare → si ha una ghiandola esocrina tubulare; fiaschiforme → si ha una ghiandola alveolare; se presenta entrambe le forme → si ha una ghiandola tubulo alveolare), in base alla ramificazione o non ramificazione del dotto (ghiandola semplice o composta), in base alla modalità di eliminazione del secreto si possono classificare in olecrine (quando la cellula accumula il secreto e nel liberarlo la cellula muore), apocrine (accumula il secreto e per liberarlo perde parte del citoplasma), merocrine (che liberano il secreto per esocitosi). Le ghiandole a secrezione merocrina, in base al tipo di secreto si suddividono a sua volta in ghiandole sierose, mucose e miste.
- Ghiandole endocrine: che rilasciano il prodotto della secrezione direttamente nei vasi sanguigni.
Tessuto connettivo
È costituito da cellule e matrice extracellulare. Derivano tutti dal mesenchima (cioè il tessuto connettivo embrionale) e si dividono in:
- Tessuti connettivi propriamente detti
- Tessuto adiposo
- Tessuto connettivo di sostegno (cartilagineo e osseo)
- Sangue
- Linfa
Hanno le seguenti funzioni: formano una rete di sostegno per il corpo e la loro funzione principale è quella di connettere/collegare i vari tessuti. Inoltre trasportano fluidi e sostanze con lo scopo di nutrire gli altri tessuti circostanti. Formando una fitta rete inoltre proteggono organi delicati. Immagazzinano riserve energetiche e partecipano alla difesa dell'organismo contro eventuali patogeni.
Abbiamo detto che il tessuto connettivo è comporta da matrice extracellulare e da una parte cellulare.
La matrice extracellulare ha una consistenza gelatinosa costituita da sostanza fondamentale amorfa più o meno fluida costituita principalmente da acqua, ioni, sali e proteine non strutturali ad es. glicoproteine e proteoglicani. Le glicoproteine sono proteine con legate poche molecole di zucchero e rappresentano dei marker per l'invecchiamento: la loro percentuale aumenta con l'età. Invece, i proteoglicani sono molecole formate da un singolo filamento proteico su cui si legano i glicosaminoglicani, ovvero complesse catene polisaccaridiche costituite dalla ripetizione di un disaccaride che conferiscono plasticità e resistenza alla compressione; e da una componente di fibre quali fibre collagene e fibre elastiche. La fibra collagene è una proteina costituita dalla ripetizione di tre amminoacidi: glicina, prolina e idrossiprolina e può aggregarsi in fasci, quando le fibre sono tutte parallele tra loro, ed in reticoli, quando le fibre sono disposte in modo intrecciato o ortogonale. Le fibre elastiche invece, a differenza del collagene, si allungano se sottoposte a trazione. Al cessare della trazione le fibre riacquistano la loro forma originaria.
La componente cellulare è formata da fibroblasti e macrofagi. I primi sono responsabili della produzione della componente fibrillare della matrice extracellulare dei tessuti connettivi. Rimangono imprigionati nella matrice, perdono la loro capacità produttiva e si 'trasformano' in fibrociti. Mentre i macrofagi derivano dai monociti (inattivi) che si trasformano in macrofagi quando sono attivati dalla presenza di un patogeno. Sono dei fagociti che partecipano ai meccanismi di difesa dell'organismo. Sono cellule sia fisse che mobili.
Tessuti connettivi propriamente detti
- Tessuto connettivo lasso: è il più diffuso, si trova infatti nel derma, nella tonaca sottomucosa dell'apparato dirigente, nella tonaca intima ed avventizia dei vasi sanguigni e nella tonaca delle membrane sierose. È formato da un intreccio di fibre immerse nella sostanza fondamentale in cui prevale l'acido ialuronico. Funzioni: protezione (riempitivo e sostegno), trofica (trasporta con sé vasi e nervi) grazie al liquido tissutale o interstiziale che permette gli scambi, difesa grazie alla presenza di cellule fagocitarie e riparazione dei tessuti.
- Tessuto connettivo denso: è costituito principalmente da fibre collagene strettamente associate a formare fasci di notevoli dimensioni. In base all'orientamento delle fibre viene classificato in: a fasci paralleli (es tendini e legamenti), a fibre intrecciate (es fasci muscolari), a fasci incrociati (es cornea), capsulare e lamellare. La sostanza fondamentale è scarsa e vi sono poche cellule tipiche del tessuto connettivo. Questo tessuto non necessita di vascolarizzazione. Funzioni: particolarmente adatto a resistere a sollecitazioni meccaniche.
Tessuto adiposo
È formato da adipociti, ovvero cellule di grandi dimensioni, deputate alla sintesi dei trigliceridi ed al loro rilascio sotto forma di glicerolo + acidi grassi. Qui la matrice extracellulare è scarsissima. Funzioni: trofica cioè trasporta e accumula quando non se ne ha bisogno i trigliceridi (funzione anche di riserva), isolante termico, protezione meccanica e sostegno, e contribuisce a determinare la forma di alcuni organi. La gran parte del tessuto adiposo si trova localizzato nel tessuto connettivo sottocutaneo andando a formare il cosiddetto tessuto di copertura, il 45% si trova nella zona addominale formando il tessuto adiposo interno e il restante 5% circa nel tessuto muscolare dove forma il tessuto adiposo di infiltrazione.
Si divide in:
- Tessuto adiposo bianco: formato da cellule unite tra loro con scarsa deposizione di matrice extracellulare. L'adipocita si presenta come una grande gocciola lipidica all'interno del citoplasma che è ridotto ad una linea sottile. Il nucleo si trova confinato ad un lato della cellula. Funzioni: riserva energetica, isolante termico, protezione meccanica.
- Tessuto adiposo bruno: formato da cellule più piccole (la gocciola lipidica si trova divisa in tante goccioline che si trovano localizzate soprattutto nella zona toracica e addominale). Funzioni: il tessuto adiposo bruno è coinvolto nella termoregolazione (brucia grassi per produrre calore; infatti nel mitocondrio durante la fosforilazione ossidativa scioglie grassi liberando energia sotto forma di calore).
Sangue
È costituito da una parte cellulare → leucociti (globuli bianchi), eritrociti (globuli rossi) e piastrine e da una sostanza intercellulare di consistenza liquida detta plasma. Funzioni: respiratoria (raccoglie metaboliti, cede O2 e recupera CO2), nutritizia, escretrice, difesa (ci protegge da patogeni), mantenimento pressione osmotica (sali) e oncotica (proteine → plasma ricco di proteine oltre che di ioni), regolazione (trasporta ormoni ed enzimi), termoregolazione (vasodilatazione quando la temperatura esterna è elevata), mantenimento tasso idrico.
Plasma: è un fluido leggermente alcalino costituito dal 90% di acqua, 9% sostanze organiche e 1% minerali (ioni). Tra le sostanze organiche abbiamo glucidi, lipidi, proteine, glicoproteine, lipoproteine, ormoni, vitamine, enzimi ecc. Le proteine plasmatiche comprendono le globuline, le albumine e il fibrinogeno.
Componente cellulare del sangue
- Eritrociti (globuli rossi): nei mammiferi sono privi di nucleo ed hanno una forma biconcava. Sono anche privi di mitocondri, reticoli e ribosomi. Il citoplasma contiene emoglobina, proteina in grado di legare ossigeno → questo consente la massima diffusione dell'ossigeno. Funzioni: trasporto di ossigeno e parte di anidride carbonica. Un aumento di valori provoca: altitudine/insufficienza respiratoria, policitemia/talassemia; mentre una diminuzione: diversi tipi di anemie. L'emoglobina è costituita da un gruppo proteico detto 'globina' e da un gruppo non proteico detto 'eme' che conferisce il colore rosso alla cellula. Oltre a trasportare ossigeno trasporta anche il 23% di anidride carbonica che si lega alla componente proteica delle globine senza competere con il ferro nel legame con il gruppo eme. L'emoglobina è formata da 4 subunità: all'interno di ognuna vi è il gruppo eme che lega ferro necessario per legare a sua volta ossigeno.
- Leucociti (globuli bianchi): di dividono in granulociti, con granuli nel citoplasma, e agranulociti. Dei granulociti fanno parte basofilo, neutrofilo e eosinofili; degli agranulociti: il linfocita e il monocito.
Granulociti
- Basofili: formato da granuli che contengono istamina (vasodilatatore) ed eparina (anticoagulante). Funzione: difesa dell'organismo, infatti sono cellule mobili che si dirigono nell'area di infezione e liberando i granuli inducono l'infezione. Un aumento di valori provoca: epatite, insufficienza renale cronica, leucemia ecc.; una diminuzione: gravidanza, infezioni ecc.
- Neutrofili: sono cellule ricche di granuli che non si colorano. Hanno un nucleo denso e polilobato. Funzione: difesa dell'organismo, sono infatti cellule mobili, le prime ad accorrere nei siti di infezione ed a fagocitare i batteri. Hanno una breve vita (12gg). Un aumento di valori provoca epatite, gotta, infarto, emorragie ecc. una diminuzione: anemia, rosolia, morbillo ecc.
- Eosinofili: detti anche acidofili perché i granuli si colorano intensamente con l'acido eosina. Hanno un nucleo bilobato. Funzione: di difesa, sono infatti cellule fagocitarie che interagiscono con il complesso antigene-anticorpo. Un aumento di valori provoca allergie, leucemie, neoplasie ecc. una diminuzione: infezioni, insufficienza renale, ecc.
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