FISIOLOGIA 2
APPARATO RIPRODUTTIVO
Ci sono degli ormoni che controllano le funzioni delle gonadi: FSH (follicolo stimolante) e LH
(luteinizzante). Questi sono ormoni adenoipofisarici e agiscono sulle gonadi. Le gonadi sono le ovaie nella
donna, e i testicoli nell’uomo.
Come per tutti gli ormoni c'è un meccanismo di controllo a cascata: LH e FSH infatti sono controllati a loro
volta da GnRH (ormone ipotalamico, fattore di rilascio delle gonadotropine).
Abbiamo quindi a livello ipotalamico il GnRH che agisce sull’adenoipofisi e induce il rilascio di LH e FSH
che vanno ad attivare le gonadi maschili e femminili. Gli organi bersaglio a loro volta producono ulteriori
ormoni: estrogeni e progesterone da parte delle ovaie, testosterone da parte dei testicoli.
C'è un controllo sui sistemi riproduttivi anche da parte della neuroipofisi: infatti produce l’ossitocina, che ha
un’azione di contrazione sul miometrio (muscolatura uterina) e anche sui dotti galattofori.
Un altro ormone, però dell'adenoipofisi e non della neuroipofisi, importante nel sistema riproduttivo è la
prolattina controllata da un fattore inibitorio ipotalamico PIF. La prolattina come target non ha una ghiandola
endocrina, ma una ghiandola esocrina: agisce sulle ghiandole mammarie e induce la produzione di latte di
esse. Lo schema mostra quello che succede nel periodo
della pubertà. La pubertà è caratterizzata da un forte
sviluppo degli organi riproduttivi e questo è dovuto
a dei cambiamenti molto significativi a livello
neuro-endocrino. La pubertà avviene più
precocemente nelle femmine (11-12 anni circa) e
più tardivamente nei maschi (13-14 anni circa).
In entrambi i casi questi cambiamenti sono
innescati da una diminuzione dell'influenza
inibitoria del sistema nervoso centrale sull'asse
ipotalamo-ipofisarico. In pratica vi è una
diminuzione della sensibilità dell’asse ipotalamo-
ipofisario agli ormoni sessuali.
Cosa vuol dire questo?
tornando un attimo indietro, nell’immagine di
prima, vediamo che esiste un meccanismo di controllo a feedback. Tutti gli ormoni prodotti esercitano dei
feedback negativi. Esiste anche un feedback negativo ultracorto esercitato dagli ormoni ipotalamici
sull’ipotalamo stesso.
Controllo a feedback negativo significa che tanto più un ormone è presente in circolo, tanto più si inibisce la
secrezione da parte della ghiandola che lo produce e da parte delle altre ghiandole a monte, in modo diretto o
indiretto. Ad esempio il testosterone va ad inibire la produzione da parte dei testicoli andando ad inibire a
livello adenoipofisarico la secrezione di LH e FSH, e a livello ipotalamico inibendo la secrezione di GnRH
(ormone di rilascio delle gonadotropine).
Che cosa vuol dire in sintesi la parte iniziale dello schema? significa che nella fase prepuberale, nel bambino
e nella bambina, ci sono circolanti bassi livelli di estrogeni e progesterone nelle femmine, e testosterone nei
maschi (prodotti rispettivamente da ovaie e testicoli). I livelli sono talmente bassi che il sistema feedback
negativo sarà molto forte (c'è forte inibizione) e quindi si ha una bassa funzionalità di tutta la cascata di
ormoni. In pratica i bassi livelli circolanti gli ormoni sessuali maschili e femminili, inibiscono in maniera
efficace la produzione di maggiori quantità di questi ormoni.
Si tratta di un’inibizione a livello neuro-endocrino, che avviene nel periodo della pubertà, che fa sì che i
bassi livelli circolanti di ormoni sessuali femminili e maschili, non siano più così capaci di inibire; quindi
cala l'inibizione a feedback negativo e vengono liberate quantità maggiori sia di ormoni di rilascio delle
gonadotropine (da parte dell'ipotalamo), sia di LH e FSH (da parte dell'adenoipofisi).
C’è un momento di forte crescita della produzione degli ormoni sessuali, dovuto al fatto che il feedback
negativo diventa meno efficace.
Quando aumenta la secrezione degli ormoni sessuali, si ha lo sviluppo progressivo dei caratteri sessuali
primari e secondari. Avviene nella pubertà. Che cosa sono i caratteri sessuali primari e
secondari?
Primari: sono l'apparato riproduttivo. C’è
uno sviluppo di tutto l’apparato.
Secondari: sono diversi nel maschio e
nella femmina. Nel maschio sono indotti
dal testosterone, nella femmina
prevalentemente dagli estrogeni e in
misura minore dal progesterone.
Nel maschio, i caratteri sessuali secondari,
sono i cambiamenti laringei (cambiare la
sonorità della fonazione/ cambia la voce), sviluppo della muscolatura, comparsa di barba e baffi, comparsa
dei peli pubici, comparsa dei peli ascellari.
Nella femmina sono lo sviluppo delle mammelle e allargamento del bacino (per ospitare una gravidanza),
comparsa dei peli pubici ed ascellari e sviluppo di pannicoli adiposi sottocutanei che consentono di avere
forme diverse rispetto al maschio.
Attraverso queste modificazioni del proprio organismo, progressivamente si avrà la possibilità di fecondare e
riprodurre. La maturazione delle cellule sessuali e dell'apparato riproduttore, rendono l’organismo capace di
procreare.
APPARATO RIPRODUTTORE FEMMINILE: più complesso, perché nella femmina avviene la crescita del
figlio quindi il sistema deve essere più articolato.
Effetti degli estrogeni: Gli estrogeni hanno effetto a livello del cervello (si è
parlato molto della relazione tra estrogeni e memoria),
hanno effetti sulle mammelle, sul sistema cardiaco,
importanti effetti sugli organi riproduttivi (ovaia,
vagina e utero), effetti anche sulle ossa (densità ossea.
Uno dei problemi della menopausa è proprio la
diminuzione della densità ossea e conseguente
possibilità di sviluppare osteoporosi).
L’effetto degli estrogeni è anche sullo sviluppo
corporeo, non solo sulla densità ossea, e sia nel
maschio che nella femmina si va ad aggiungere
all’effetto di altri ormoni che agiscono
sull’accrescimento corporeo. In particolare abbiamo
l’ormone dell’accrescimento (ormone
adenoipofisarico) e gli ormoni tiroidei che hanno
effetto sulla crescita corporea.
L'effetto di estrogeni è particolarmente evidente a
livello di crescita perché avviene in un periodo
chiamato scatto puberale della crescita: si va a sommare l'effetto dell'ormone dell'accrescimento con l'effetto
di estrogeni per la femmina e testosterone per il maschio. L’effetto è anche quello di consentire la saldatura
tra diafisi ed epifisi alla fine del periodo adolescenziale (intorno ai vent'anni) che determina la conclusione
dell’accrescimento corporeo: da quel momento in poi se c'è accrescimento a livello dello scheletro sarà un
accrescimento della massa dell’osso ma non della lunghezza. Nel determinare la fine della crescita in
lunghezza delle ossa, gli estrogeni hanno un effetto un po' più precoce rispetto all'effetto del testosterone, ed
è questo uno dei motivi per cui le femmine in genere sono più basse rispetto ai maschi.
STRUTTURA DELL’OVAIO
I follicoli sono le strutture funzionali che a noi interessano. A cosa servono questi follicoli e cosa fanno?
Ci sono cellule della teca esterna, presenti tutte intorno al follicolo, che sono cellule di protezione; poi
abbiamo cellule della teca interna; e cellule della granulosa. Sono tre strati di cellule.
Le cellule della teca interna e della granulosa sono cellule a funzione endocrina, quindi sono cellule
ghiandolari che rappresentano la ghiandola endocrina OVAIO. L’ovaio esprime la propria funzione endocrina
attraverso queste cellule contenute all’interno dei follicoli.
All’interno di ogni follicolo c'è un ovocita, cioè una cellula uovo.
I follicoli primari non sono ancora in fase di sviluppo e sono numerosissimi. Quello che succede nel primo
ciclo ovarico (che avviene nella bambina la prima volta) e che poi torna ad avvenire sistematicamente, ogni
circa 28 giorni, è un processo di maturazione di un certo numero di follicoli primari. Questa maturazione è
l’effetto della maggiore secrezione di FSH.
Abbiamo visto che c'è un calo della sensibilità del sistema ipotalamo-ipofisarico sul livello di ormoni
(estrogeni/progesterone), quindi cresce la quantità di FSH in circolo che stimola i follicoli. I follicoli
cominciano a crescere.
Quanti sono questi follicoli che crescono? Circa 15-20 follicoli che iniziano a crescere sotto stimolazione del
FSH.
Questa crescita in cosa consiste? consiste nella proliferazione cellulare: le cellule si moltiplicano per
divisione mitotica. Durante la crescita dei follicoli si ha anche uno sviluppo della cellula uovo.
Succede che uno di questi follicoli, e raramente due di questi follicoli, siano privilegiati: hanno espressi
numero maggiore di recettori per il FSH. Se ha un numero maggiore di recettori, si prende una quantità
maggiore di follicolostimolante. Il FSH non arriva agli altri follicoli ma viene catturato solo da uno, o in
alcuni casi da due.
Si parla di un follicolo e quindi un ovocita che va a maturazione quando si ha un parto normale. Due invece
in caso di parto gemellare eterozigote (con due ovociti diversi che vengono fecondati da due spermatozoi).
Ancora più raro è il parto trigemino (tre gemelli).
Questo follicolo viene definito preantrale.
Il FSH deve stimolare la proliferazione delle cellule: è necessaria la proliferazione delle cellule della teca
esterna, che devono fare aumentare la dimensione del follicolo; necessaria anche la proliferazione delle
cellule della teca interna e della granulosa, che devono produrre ormoni. Nella fase pre-ovulatoria (primi 14
giorni) vengono prodotti quasi esclusivamente ormoni estrogeni. Nei primi 14 gg si ha infatti una rapida
produzione di estrogeni.
Abbiamo un solo follicolo che cresce sempre di più, diventa sempre più grande, si crea anche un antro.
Prima il follicolo si chiamava preantrale perché ancora non era presente l’antro.
Poi definito antrale per la presenza dell’antro che contiene un liquido che progressivamente diventa sempre
più grande.
Man mano che cresce, il follicolo aumenta di volume grazie ad un numero maggiore di cellule, e quindi
aumenta la sua capacità secretoria producendo estrogeni in quantità sempre maggiori.
Possiamo vedere che nel periodo della pubertà c’è un picco di
estrogeni già a partire dal primo ciclo.
In questa figura sono riassunti diversi aspetti: i livelli
ematici di LH e FSH, i livelli ematici di estrogeno e
progesterone, le variazioni strutturali dei follicoli e la
variazione del ciclo uterino che va avanti in parallelo
con il ciclo ovarico.
I livelli inizialmente alti di follicolo stimolante fanno
crescere il follicolo.
Non dobbiamo dimenticare l’ovocita, che è posto in
quella posizione strategica per ricevere direttamente gli
estrogeni prodotti. Gli estrogeni sono ormoni che vanno
in circolo e i suoi livelli si mantengono elevati per tutta
l'età fertile della donna. I livelli sono più alti in questa
fase piuttosto che nella fase prepuberale. Gli estrogeni
permettono il mantenimento, nella donna, della capacità
riproduttiva. Quando parliamo di capacità riproduttiva
dobbiamo far riferimento alla cellula uovo.
La cellula uovo presente all’interno del follicolo deve
maturare: arriva a maturazione quasi completa subito
prima dell’ovulazione (la completa maturazione avverrà
solo in caso di fecondazione, con la seconda divisione
meiotica). Siamo nella fase pre-ovulatoria. La fase
ovulatoria corrisponde al 14º giorno del ciclo ovarico.
Prima dell'ovulazione si ha la prima divisione meiotica
dell'ovocita.
[Divisione meiotica: tutte le cellule del nostro organismo eccetto cellula uovo e spermatozoi, hanno 46
cromosomi. Cellula uovo e spermatozoi invece hanno 23 cromosomi; per passare da 46 a 23 serve una
divisione completa del patrimonio genetico: questa avviene secondo due divisioni (prima e seconda divisione
meiotica). La prima avviene nella fase immediatamente pre-ovulatoria, in cui da un ovocita si formano due
ovociti: uno è l'ovocita maturo che poi andrà in ovulazione, l'altro viene definito corpo polare e viene
scartato. La seconda divisione meiotica avverrà nel momento della fecondazione e solo se ci sarà
fecondazione, quindi solo se lo spermatozoo riuscirà ad entrare all’interno dell’ovocita. La seconda è
necessaria per completare il processo di maturazione della cellula uovo e senza la seconda divisione mitotica
non si può generare lo zigote].
Siamo arrivati nella fase preovulatoria caratterizzata da: prima divisione meiotica, grande concentrazione di
estrogeni e feedback negativo sull’adenoipofisi e sull’ipotalamo (inizialmente erano alti i livelli di FSH e
questo permetteva il follicolo di crescere. Crescendo il follicolo produce tanto estrogeno che se ne va in
circolo, attiva il feedback negativo e calano i livelli di FSH. Cala anche un pochino il livello di LH).
Importante è anche il ciclo uterino che ci fa vedere la struttura dell’endometrio, cioè la porzione interna
dell’utero (mucosa uterina).
La parte muscolare dell’utero invece si chiama miometrio.
Tra i tanti effetti degli estrogeni c'è anche un meccanismo ciclico che ha lo stesso andamento dei 28 giorni
del ciclo ormonale ovarico. Nella figura sopra vediamo, in sezione, lo spessore della mucosa uterina e
l’irrorazione sanguigna (gli alberelli che si vedono dalla figura sono i capillari sanguigni).
Man mano che aumenta la concentrazione ematica di estrogeno, gli estrogeni determinano a livello dell'utero
dei cambiamenti strutturali importanti: ad ogni ciclo si va a creare una mucosa uterina con una dimensione,
una vascolarizzazione e una presenza di ghiandole secretorie adeguata a poter accogliere il prodotto del
concepimento. Con ghiandole secretorie intendiamo principalmente ghiandole esocrine, che producono muco
e sostanze utili per la crescita dell'embrione.
Queste modifiche a livello della mucosa dell’utero avvengono in contemporanea ai cambiamenti del ciclo
ovarico (maturazione e crescita del follicolo).
Ad un certo grado di sviluppo dell'embrione (blastocisti), il prodotto del concepimento si deve fissare in un
punto preciso della mucosa, per questo contemporaneamente il ciclo ovarico si va a creare una mucosa
uterina adeguata.
Arrivati a questa fase, se poi non c'è fecondazione: flusso mestruale, si distrugge tutto e si ricomincia da
capo.
Ultima cosa prima di arrivare all’ovulazione: meccanismo ormonale.
Cresce FSH fa crescere l’estrogeno cresce la concentrazione di estrogeno e per effetto feedback
negativo cala FSH e un po' LH.
Quando gli estrogeni raggiungono il picco nella fase preovulatoria (cerca 12º giorno), invece avviene
l'opposto: il picco gli estrogeni innesca un FEEDBACK POSITIVO.
Ci sono due tipi di feedback: uno negativo e uno positivo. Quando i livelli di estrogeni sono relativamente
alti continua a mantenersi il feedback negativo; quando i livelli di estrogeni arrivano a livelli massimi
possibili, si ha un feedback positivo e la conseguenza è che si ha un picco di LH e FSH. Si inverte il
feedback che da negativo diventa positivo, per effetto di altissimi livelli di estrogeni. Ciò comporta un picco
soprattutto di LH ma anche di FSH. Tutto questo è necessario affinché si possa avere un’ovulazione.
Il picco di LH e FSH è innescato dal feedback positivo dovuto alle alte concentrazioni di estrogeni prodotte
dalle cellule della granulosa e della teca interna. Gli estrogeni fanno anche crescere l’endometrio.
LH si chiama luteinizzante proprio per la sua capacità di luteinizzare, cioè determina una trasformazione
delle cellule endocrine follicolari (in particolare delle cellule della granulosa) in cellule luteiniche. Le cellule
si chiamano luteiniche per il suo aspetto morfologico: dal punto di vista estetica assumono una colorazione
giallognola. Oltre al diverso aspetto morfologico, nelle cellule della granulosa, cambia anche la capacità
secretoria: infatti dal grafico possiamo notare che in corrispondenza del picco di LH, inizia a calare il livello
di concentrazione di estrogeni. Man mano che cresce il luteinizzante determina una trasformazione nelle
cellule della granulosa, che come detto si trasformano in cellule luteiniche, e perdono la capacità di secernere
estrogeni e cominciano a secernere progesterone. È una trasformazione funzionale: da cellule secernenti
estrogeni, diventano cellule secernenti progesterone.
All’inizio il cambiamento di capacità secretoria viene fatto per un ormone spese dell'altro: man mano che
cala capacità di secernere estrogeni, cresce la capacità di secernere progesterone. Poi le cellule sono talmente
sviluppate che riescono a mantenere un’elevata secrezione di entrambi gli ormoni.
Dopo l’ovulazione non parleremo più di follicolo, ma di corpo luteo (perché le cellule sono diventate
luteiniche e la cellula uovo non c'è più). La capacità secretoria diversa e la novità è quella di secernere
progesterone.
In che cosa consiste l’ovulazione? C'è il follicolo antrale molto grande, su esso intervengono LH e FSH che
inducono sia la prima divisione meiotica (subito prima della ovulazione), inducono inoltre un cambiamento
nella capacità secretoria delle cellule che abbiamo appena visto, le cellule ingialliscono e quindi si
luteizzano, poi si ha una rottura sia del follicolo sia dello stroma dell'ovaio.
Per la rottura LH e FSH evidentemente riescono ad attivare a livello delle cellule della teca esterna, dei
processi iotolitici con degli enzimi capace di rompere le membrane e generare questa rottura fisica. L'ovocita
esce non solo dal follicolo ma anche dell’ovaio, si riversa all’interno della cavità peritoneal
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