FISIOLOGIA 3 ottobre 2019
La fisiologia è la branca della biologia che studia il funzionamento del corpo umano in base ai
principi chimico-fisici.
Noi tramite la fisiologia, possiamo capire e dimostrare lo stato di salute o patologico e curarlo.
È una disciplina antica: è nata con Aristotele ed è stata concepita come lo studio dei fenomeni della
natura. Con Ippocrate ha preso il connotato del potere curativo della natura.
! La fisiologia serve per capire come funziona il corpo e come guarire patologie. Ogni stato
patologico è la distorsione di una condizione fisiologica iniziale.
Ci sono diversi livelli a cui si applica lo studio della fisiologia: parte da un livello molecolare e
cellulare per poi arrivare a livello macroscopico. Il livello molecolare è fondamentale a livello
farmaceutico: le molecole sono alla base dei farmaci e quindi serve capire il funzionamento
molecolare del corpo per capire come sviluppare i farmaci stessi.
La fisiologia è utile nell’ambito della farmacia, per la professione del farmacista. E anche nella
ricerca.
Lo studio della fisiologia è quindi uno studio integrato: essa infatti studia come funziona il corpo
umano a ogni livello di complessità (molecole, cellule, tessuti, organi, sistema, apparato, corpo
umano).
Ci sono quindi fenomeni che avvengono su scala diversa: con le cellule si parta di pochi micron o
nanometri e quindi si usano i microscopi; per gli organi e l’organismo, si parlerà di mondo
macroscopico e quindi gli strumenti saranno diversi.
Esempio: movimento.
Si affronta sotto più punti di vista.
Movimento volontario: comandi che il cervello impartisce al muscolo.
Anatomia del muscolo.
Com’è fatta la fibrocellula e quali sono i filamenti contrattili che agiscono.
Si parte dal livello molecolare per poi arrivare al macroscopico.
Lo studio della fisiologia si affronta seguendo principi chimico-fisici. Quelle leggi vengono
applicate al fenomeno e mi permettono di capire se funziona nel modo corretto, e quindi se
l’organismo è in salute o no. Per applicare queste leggi devo però semplificare il sistema. Esempio,
funzionamento del rene e del nefrone: presuppongo che quello che succede nel nefrone è lo stesso
che si ha nel rene ma nel rene ho una somma di nefroni. Questa è una semplificazione ma
comunque che esplica nel modo giusto i concetti.
Devo inoltre dimostrare che le leggi che uso governano quel meccanismo e lo faccio
sperimentalmente con modelli semplificati.
! La fisiologia per ogni problema fisiologico ha un animale modello.
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Esempio: per la memoria, è stata usata da Kandel la clisia (lumaca di mare): ha una forma di
memoria molto semplice, con 12 neuroni. Ci ha permesso di testare le leggi che poi sono state
applicate all’uomo.
Altro esempio è il calamaro gigante per l’eccitabilità delle cellule neuronali: l’assone gigante di
calamaro è il preparato ideale per capire il potenziale d’azione.
FISIOLOGIA CELLULARE
La cellula è l’unità fondamentale dell’organismo: se capisco come funziona la cellula ipotizzo
anche il funzionamento dell’organismo.
Il compartimento intracellulare è separato dall’extracellulare per via di una membrana biologica:
tale membrana ha favorito il successo della cellula poiché rappresenta una barriera per lei. Energia e
materia devono essere scambiati con l’ambiente esterno dalla cellula: devo quindi capire quali sono
le leggi che regolano questi scambi.
La cellula per vivere in un sistema deve ricevere informazioni dal sistema: queste sono infatti
fondamentali per la sua sopravvivenza. Altrettanto importante sono la comunicazione della cellula
con l’ambiente e il movimento della cellula stessa. Su questi 3 capisaldi si basa la fisiologia.
Se la cellula scambia materia con l’ambiente esterno, ogni volta che fa ciò, la cellula potrebbe
modificarsi: ma la cellula così come è, è perfetta! Quindi essa ha meccanismi per mantenere i
propri parametri constanti al variare delle condizioni ambientali. La cellula riceve uno stimolo, crea
una risposta ma mantiene costanti le caratteristiche nelle diverse condizioni. Questo è il concetto del
principio dell’OMEOSTASI: la cellula mantiene costante le sue condizioni anche al variare delle
condizioni esterne. È un processo omeostatico quando sia la cellula che l’organismo non sono fissi
ma sentono gli stimoli che determinano la variazione del loro stato: la cellula e l’organismo quindi
reagiscono a tali stimoli riportandosi al loro livello iniziale. Questo avviene ogni volta che si
presenti uno stimolo ed è responsabile dello stato di salute: quando non si riesce a compensare la
variazione determinata da uno stimolo, si va incontro a stato patologico.
! STATO PATOLOGICO è quando i parametri vitali non sono mantenuti costanti.
Nell’evoluzione l’aggregazione migliora le capacità di sopravvivenza: una singola cellula non
può fare tutto. Quindi le cellule si sono aggregate e ognuna di queste ha cominciato a specializzarsi
generando i tessuti. Se le cellule si specializzano, acquisiscono una capacità specifica più
importante. L’aumento delle dimensioni però porta al fatto che lo scambio di informazioni necessiti
di sistemi specializzati come:
1. Distretto sanguigno: meccanismo di comunicazione lento ma che raggiunge ogni cellula
dell’organismo. Viene usato da cellule endocrine, gli ormoni, che raggiungono ogni distretto
corporeo ma in modo lento.
2. Sistema nervoso: è più rapido. È composto da cellule a contatto che si passano un
messaggio elettrico. È necessario il contatto fisico tra questa catena di cellule e il distretto
corporeo.
In un organismo pluricellulare considero cellule insieme con caratteristiche simili. Liquido
intracellulare è simile in tutte le cellule quindi CHIEDI
30
Non c’è differenza tra plasma e liquido intra ???
L’organismo (così come la cellula) si interfaccia con l’ambiente esterno: ha come barriera fisica, la
cute e i sensori sono le cellule sensoriali, che consentono all’organismo di percepire gli stimoli.
! Le esigenze dell’organismo sono le stesse della cellula. La capacità adattiva e di mantener
costanti le condizioni è fondamentale sia per l’organismo che per la cellula. 4 ottobre 2019
LE MEMBRANE BIOLOGICHE E IL TRASPORTO
DI MEMBRANA
La cellula deve trasferire energia e sostanza con l’ambiente per sopravvivere.
Parlando di fisica, si distinguono:
a. Sistemi isolati: non scambia niente con l’ambiente, né materia né energia. Come l’Universo.
b. Sistemi chiusi: scambia solo energia con l’ambiente, ma non materia. Come la Terra.
c. Sistemi aperti: è il sistema più complesso perché per poter sopravvivere deve scambiare sia
energia che sostanza. Come la cellula e l’organismo.
Per semplificare l’essere vivente con qualcosa di fisica, la cellula è una macchina termica:
quest’ultima ha bisogno di energia per svolgere un lavoro verso l’ambiente esterno. Il processo non
ha rendimento massimo: per questo l’energia viene dispersa sotto forma di calore.
La cellula è quindi paragonabile a una macchina termica che lavora sempre: ha infatti bisogno di
energia che deriva dagli alimenti ed è intrappolata nei legami chimici degli alimenti stessi. Questa
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energia viene in parte utilizzata istantaneamente e in parte immagazzinata, storata sotto forma di
molecola di ATP. Questa energia viene utilizzata per compiere:
lavoro interno, per mantenere l’ordine della cellula. Questo ordine viene mantenuto solo con
− lavoro.
lavoro esterno, attraverso il lavoro di trasporto che consente alla cellula di comunicare con
− l’ambiente esterno.
Entrambi questi utilizzi di energia non sono efficienti al 100% quindi parte del lavoro viene speso
come calore. Il calore è fondamentale per mantenere vitali le reazioni nel nostro organismo, ad
esempio generare la temperatura e mantenerla costante.
Esempio: i brividi. Li emettiamo inconsciamente per generare calore.
Il flusso di energia nel sistema vivente è fornita dal glucosio (sorgente energetica che noi usiamo): è
l’energia usata per generare energia ed è il nostro sistema di stoccaggio di energia.
L’idrolisi dell’ATP a ADP genera un’altissima quantità di energia: è infatti una reazione
esoergonica che serve a sostenere tutta l’attività della cellula.
Il sistema vivente è un sistema termodinamicamente aperto che scambia energia e materia con
l’ambiente esterno.
Problema delle barriere
Sia cellula che organismo hanno una barriera: la cellula ha la membrana mentre l’organismo ha
l’apparato tegumentario. Queste rendono possibile lo sviluppo della cellula e dell’organismo ma
serve un modo per superarle per permettere passaggi di materia tra interno e esterno di cellula e
organismo.
La MEMBRANA PLASMATICA separa la cellula dall’ambiente extracellulare. Ci sono strutture
che permettono il passaggio di sostanze e energia, sistemi recettoriali, che permettono alla cellula di
percepire variazioni dell’ambiente e che le permettono in seguito di rispondere.
Per il farmacista è importante la membrana plasmatica perché succede che tossine possano bloccare
i meccanismi di trasporto della cellula a livello della membrana.
STRUTTURA DELLA MEMBRANA CELLULARE
Le membrane biologiche hanno una natura lipidica e in ambito farmaceutico servono per il
passaggio di farmaci. Molti farmaci vanno infatti a modulare l’attività di alcuni trasporti di
membrana.
Esempio: l’inibitore della pompa protonica delle cellule a livello gastrico viene inibito
dall’omeoprazolo che agisce a livello dello stomaco contro l’acidità.
Oppure cellule tumorali: i farmaci chemioterapici ad un certo punto non funzionano più a causa
della resistenza chemioterapica la quale è dovuta a pompe protoniche che buttano fuori dalla cellula
il farmaco.
! Le membrane sono alterate in condizione patologica.
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Per favorire il passaggio di sostanze attraverso la membrana plasmatica serve conoscere la stessa.
Essa è costituita da un doppio strato lipidico e la sua struttura segue la teoria del mosaico fluido.
La cellula è in grado di consentire il passaggio di
sostanze perché lo strato che la costituisce è fluido,
mobile, non statico. Oltre ai lipidi si trovano
proteine, le quali modifiche conformazionali
consentono il trasporto delle molecole. Queste
sono possibili solo se la struttura è plastica,
mobile.
La componente lipidica è la maggioranza mentre
quella proteica cambia da cellula a cellula: essa è
la componente selettiva e specifica per ogni
cellula. I sistemi di trasporto selettivi si trovano
quindi nei particolari tipi di cellule.
componenti lipidiche
Le essenziali delle membrane sono:
1. FOSFOLIPIDI: formano la struttura della membrana.
Hanno un ruolo strutturale.
➢ Hanno una natura anfipatica con testa
➢ polare (formata dal glicerolo, dal gruppo
fosfato e/o da residui che contengono uno o
più gruppi polari –OH, come la colina),
disposta a contatto con ambiente liquido
intracellulare e extracellulare, e coda
apolare che rappresenta il core idrofobico
della membrana biologica entro il quale si
integrano le proteine.
La coda è formata da catene idrocarburiche di acidi grassi con atomi di C in numero
regolare, attorno a 12-20 atomi di C, i quali danno lo spessore della membrana La
lunghezza e la presenza di doppi legami nelle catene influisce sulla permeabilità e
fluidità della membrana. Una membrana fluida è con doppi legami favorisce la
mobilità dei lipidi oltre che il cambiamento conformazionale delle proteine.
I fosfolipidi hanno diversa composizione nei a lati della membrana.
➢ Le molecole possono muoversi secondo 3 movimenti:
➢ 1. Rotazione: le molecole ruotano attorno al loro asse
longitudinale
2. Diffusione laterale: i fosfolipidi diffondono nel piano
della membrana
3. Diffusione trasversale: anche chiamato flip-flop,
quando si ha il passaggio di un fosfolipide da una
parte opposta all’altra della membrana.
In questo modo la membrana è permeabile.
2. GLICOLIPIDI: in quantità minoritaria.
33 Sono simili ai fosfolipidi per la struttura ma hanno in più la componente degli
➢ zuccheri, o mono o disaccaridi.
Si affacciano solitamente sul lato extracellulare.
➢ Hanno ruoli aggiuntivi non strutturali. Essendo sul lato extracellulare
➢ svolgono il ruolo di protezione: funge infatti da barriera protegge la
cellula da enzimi digestivi e da cambiamenti di pH.
Hanno un ruolo anche nel modulare la carica di superficie, ovvero la
➢ differenza di carica tra ambiente extra e intracellulare. Ci spiega quindi
come cellule neuronali generano e conducono la carica. Sono implicati
anche nell’isolamento elettrico, perché si trovano nella mielina.
Hanno un ruolo importante nell’adesione cellulare.
➢
! Sono una componente peculiare che fornisce proprietà aggiuntive al
doppio strato.
3. COLESTEROLO: in quantità minoritaria.
È il principale sterolo della membrana con testa polare piccola con gruppo –OH; ha
➢ poi ha 4 anelli sterolici e una corta catena di acidi grassi.
Si interpone nel doppio strato con gli anelli.
➢ Ha il ruolo di:
➢ a. Aumentare mobilità laterale di fosfolipidi
b. Controllare la fluidità della membrana
c. Controllare la permeabilità all’acqua della membrana. Nel globulo rosso
la permeabilità è massima perché ho poco colesterolo; nel rene la
permeabilità è minima perché trovo molto colesterolo.
! Più colesterolo ho, più la membrana è rigida.
Esempio: negli animali che vanno in letargo la quantità di colesterolo nelle
➢ loro cellule diminuisce se no cellule
solidificherebbero. Quindi tali animali giocano sulle
quantità colesterolo.
I lipidi hanno non solo ruolo struttura ma sono anche molecole segnale. Vi sono infatti molecole
segnale (come DAG e IP3) che originano da lipidi e che costituiscono segnali che inducono cascate
intracellulari.
Nella membrana plasmatica, i lipidi non sono uniformemente distribuiti nella cellula ma si
associano tra loro e formano delle zattere lipidiche.
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I picchi che si notano sono proteine, le zattere sono costituite da fosfolipidi che qui si arricchiscono
i recettori o canali ionici; le zattere hanno quindi un ruolo importante perché sono piattaforme per la
trasduzione del segnale o per il trasporto di molecole. Sono anch’esse strutture dinamiche.
! La membrana quindi è plastica e la cellula può modificarla modificando di conseguenza le
sue proprietà.
proteine di membrana
Le formano la componente più variabile della membrana, differente da
cellula a cellula e da membrana a membrana.
Prendendo in considerazione la composizione % della membrana varia a seconda della cellula presa
in esame:
MEMBRANA LIPIDI PROTEINE CARBOIDRATI
Di globuli rossi 43 49 8
Mielinica di neuroni 79 18 3
Mitocondriale interna 24 76 0
Reticolo 33 67 0
sarcoplasmatico
Dove la membrana ha funzione enzimatica, la quantità di proteine aumenta. Dove la membrana ha
funzione di barriera la quantità di proteine diminuisce.
! Le caratteristiche funzionali di ogni cellula dipendono dal tipo di proteine espresso in
quella cellula.
Ci sono proteine:
1. Integrali: attraversano più volte la membrana e generano pori acquosi intracellulari
fondamentali per il passaggio di sostanze.
2. Periferiche
3. Ancorate ai lipidi.
4. Ancorate al citoscheletro: sono fondamentali per reclutare a arricchire i domini specifici
della membrana. Sono molto efficaci in quello specifico punto della cellula e devono essere
trattenute saldamente lì. Per farlo si associano al citoscheletro così che anche se i lipidi si
muovono, esse comunicano tra loro e sono salde, così la risposta della cellula è efficace
grazie all’attivazione della cascata di segnale. FANNO PARTE DI QUELLE
PERIFERICHE????
In base alla funzione si hanno:
1. Proteine strutturali
2. Enzimi
3. Recettori che trasducono segnale: consentono a cellula di comunicare con altre
4. Canali e trasportatori: mediano il trasporto di sostanze.
3 e 4 sono di interesse per la fisiologia.
35
Quindi…
TRASPORTI ATTRAVERSO LE MEMBRANE
BIOLOGICHE
Parleremo di soluti che si spostano: è quindi necessario sapere le unità di misura che li identificano.
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• Mole: 6x10 atomi o molecole
Peso di una sostanza: peso molecolare (PM) x numero di moli
• Molarità: numero di moli/ L di solvente (acqua)
• + + -9
• pH: -log[H ] dove [H ] plasmatica = 40x10 moli/L pH= 7.4
®
Osmolarità (Osm/L): numero di particelle osmoticamente attive nelle quali un soluto si
• dissocia in 1L di solvente (acqua, solvente di eccezione delle cellule).
Osm sta per osmoli. Noi parleremo di milliosmoli/L.
1 mol di glucosio = 1 Osm
−
36 1 mol di NaCl = 2 Osm perché quando dissociato NaCl in Na+ e Cl- mi offre ben due
− particelle osmoticamente attive.
Osmolalità: (Osm/Kg): N particelle osmoticamente attive nelle quali un soluto si dissocia/
• Kg di solvente.
Nei sistemi biologici l’acqua si sposta. Per valutare il suo spostamento si usa l’OSMOLE che è il
numero di particelle che contribuiscono alla pressione osmotica di una soluzione. CHIEDI
DEFINIZIONE
Se si osserva la concentrazione dei soluti nell’ambiente intra ed extracellulare, ci si accorge che è
diverso; questo è fondamentale per spiegare le funzioni della cellula. Questa diversa
!
concentrazione viene generata dal LAVORO DI TRASPORTO. Quindi l’ambient
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