L'acquisizione del lessico, delle nozioni, e degli strumenti concettuali
necessari per la rappresentazione del corpo umano vivo come sistema, e
della funzione delle sue parti, del controllo, della regolazione e della
integrazione delle funzioni da parte di meccanismi endocrini e nervosi, dei
principali aggiustamenti durante l'attività fisica e adattamenti in seguito ad
allenamento, per il mantenimento dell'omeostasi.
Concetti fondamentali:
Fisiologia cellulare;
• Muscolo;
• Neurofisiologia;
• Funzione endocrina;
• Sangue;
• Funzione cardiovascolare;
• Respirazione;
• Funzione renale;
• Riproduzione;
• Digestione e assorbimento.
•
La fisiologia è la scienza che studia le funzioni degli organismi viventi.
Funzione ha due significati in fisiologia: il modo di funzionare (come cambia
quell'organo nel tempo e quali sono le cause di questo cambiamento) e il
significato nel contesto dell'organismo. Con funzione del cuore ci si può
riferire alle fasi di funzionamento del cuore o ci si può chiedere il perché
dell'esistenza del cuore all'interno dell'organismo. Con studio della funzione
inteso come modo di funzionare ci si chiede la fenomenologia del processo
(eventi in successione) e i rapporti causali degli eventi. Inoltre, indagando sui
rapporti causali sui processi si possono considerare i meccanismi molecolari
e cellulari alla base (cause del fenomeno scendendo all'interno verso il livello
più piccolo del processo) e considerare la finalità del processo fisiologico
(inteso in senso evolutivo, la selezione alla fine di un lungo processo di
tentativi ed errori casuali).
Altra parola fondamentale è vivente, vivo. Il vivente è un sistema aperto a
bassa entropia, un sistema lontano dall'equilibrio termodinamico. Il
mantenimento nello stato di non equilibrio può essere realizzato solo grazie a
una continua entrata e uscita di energia (il sistema non può, ma deve
scambiare energia). L'energia e la materia che entrano sono utilizzate per
ricostruire continuamente la struttura relazionale (autopoiesi), quindi il
vivente. Il vivente è in continuo sviluppo, non è un oggetto, è un luogo. Se
un sistema è a bassa entropia, nel momento in cui scambia con l'ambiente,
l'entropia aumenta (in qualunque processo spontaneo aumenta): se l'entropia
aumenta spontaneamente e non si verificasse alcun processo di
riorganizzazione, il corpo umano si disordinerebbe comportando la perdita
delle funzioni e la morte. Per ottenere il riordino e far fronte all'aumento
dell'entropia è necessario che il flusso di energia all'interno del corpo sia
talmente alto da mantenere l'equilibrio termodinamico molto lontano
dall'equilibrio termodinamico: devo fornire tanta energia e
contemporaneamente toglierla dall'ambiente. Al momento della morte si
interrompe questo scambio continuo di energia.
Affinché ci possa essere questo flusso intenso di energia occorre creare delle
differenze: una cellula per essere viva (per essere attraversata
continuamente dall'energia) deve creare delle differenze rispetto
all'ambiente extracellulare. Prima ancora occorre quindi creare una
compartimentazione fra interno ed esterno: questo crea la possibilità che
all'interno siano generate e mantenute delle condizioni (ambiente
intracellulare) molto diverse rispetto all'ambiente extracellulare mediante
meccanismi che creano gradienti (trasporti attivi di membrana) e regolano
flussi (trasporti passivi di membrana). Il primo passo per passare dal brodo
primordiale alla vita è stato la creazione della membrana per differenziarsi
dall'ambiente circostante (costituito prevalentemente da NaCl): espellono
dalla cellula tutta la componente di sodio e incorporano il potassio
(meccanismo di trasporto attivo primario della pompa sodio-potassio). Una
volta creato il gradiente si può poi regolare l'entrata e l'uscita delle sostanze
in ingresso e in uscita: vengono generati dei canali di trasporto per regolare il
gradiente. Condizione di partenza per la vita è stata la generazione della
pompa sodio-potassio.
L'uomo è un vivente pluricellulare. Cosa rende un aggregato di cellule un
individuo e non una colonia di cellule? L'unità di un individuo diventa tale
quando il livello di comunicazione da una cellula all'altra diventa tale da
informare ogni cellula sull'attività delle altre e da rendere dipendente una
cellula a tutte le altre.
I livelli di comunicazione all'interno di un organismo sono diversi:
Intracellulare (interno, di superficie);
• Intercellulare diretto;
• Autocrino (la cellula che parla a sé stessa);
• Sinaptico (da una cellula all'altra, come tra un neurone e la cellula
•
muscolare);
Paracrino;
• Orgasmico (endocrino e nervoso);
• Interindividuale.
•
Come avviene la comunicazione nella sua essenza? Ci sono tre elementi
materiali (emittente, segnale, ricevente) ed uno immateriale. Il ricevente viene
modificato dall'impatto con il segnale a cui attribuisce un significato. Il
segnale è un oggetto fisico che deve esistere in almeno due stati.
Quest'ultimo non porta altra informazione che sé stesso in mancanza di un
codice, ovvero un insieme di regole che associano combinazioni di stati del
segnale con significati che, in generale, non hanno relazione fisica con il
segnale. Uno stesso segnale può assumere diversi significati a seconda del
codice: questo succede all'interno delle nostre cellule.
Il sistema è un insieme di elementi interconnessi tra di loro tramite relazioni
reciproche (scambi di informazioni), ma che si comporta come un tutt'uno,
secondo proprie regole generali (Teoria generale dei sistemi, 1968, Von
Bertalanffy): il tutto è maggiore della somma delle parti. Avendo diversi
oggetti capaci di fare determinate cose, mettendoli insieme interconnessi e
comunicanti tra di loro, l'insieme dei diversi oggetti da un'utilità maggiore della
semplice somma dell'utilità dei diversi oggetti.
Il concetto di controllo si riferisce alla condizione in cui, a una variabile di un
sistema, non è permesso di fluttuare in modo casuale o comunque non
prevedibile, ma, al contrario, essa può assumere valori all'interno di un
ambito ristretto, determinato dal controllore. Un sistema di controllo è in
dispositivo o un insieme di dispositivi capaci di gestire, comandare, dirigere o
regolare il comportamento di altri dispositivi (o sistemi di dispositivi).
Com'è possibile controllare una grandezza fisica? Esempio del glucosio: il
carboidrato viene giornalmente introdotto (alimentazione) e consumato
(metabolismo basale e attività fisica). Questo può essere anche
immagazzinato sotto forma di glicogeno nel fegato e nel muscolo, tenuto in
riserva per futuri utilizzi. Si identificano quindi una fonte di ingresso, una
destinazione di uscita, un livello stazionario o dinamico della variabile ed
un deposito della stessa che la immagazzinerà e la redistribuirà.
I sistemi di controllo possono essere di due tipi fondamentali, entrambi
presenti nel nostro organismi. Il sistema di controllo a catena aperta è
composto di tre elementi: un sistema controllante, un sistema di regolazione
e un sistema controllato. Un sistema di questo tipo permette di far partire un
segnale che andrà a modificare il sistema di regolazione che agirà su uno
degli elementi sopra descritti. Il rilascio della bile è un esempio di sistema a
controllo aperto: la bile viene accumulata nella cistifellea (colecisti) e
rilasciata nel duodeno quando si introduce del cibo nello stomaco tramite
rilascio della colecistochinina. Il sistema controllante è il duodeno, il sistema
di regolazione è la colecisti e il sistema controllato è la presenza della bile
all'interno dell'intestino (la quale deve arrivare all'intestino nel momento
dell'ingresso del cibo nello stomaco).
Il sistema di controllo a catena chiusa presenta un sistema controllante, un
sistema di regolazione, un sistema controllato, un flusso di informazione tra
questi elementi ed un sensore. Quest'ultimo, trasmette l'informazione al
sistema controllante il quale la confronta (tra il valore letto e un valore di
riferimento - setpoint). Nel sistema di controllo a catena chiusa con
retroazione (feedback) negativa possono essere compensate perturbazioni
non previste e può essere cambiato il valore della variabile controllata
agendo sul valore di riferimento. Nel sistema di controllo a catena chiusa con
retroazione positiva la perturbazione spinge il valore della variabile all'infinito
(ai valori massimi fisicamente possibili). Esempio del rilascio del parto.
I sistemi di controllo a catena negativa sono buoni per mantenere pressoché
costante il valore di una grandezza fisica: se impostiamo 20 gradi nel
termostato che controlla la temperatura di una stanza, difficilmente la
temperatura sarà di 20° in quanto i radiatori saranno ancora caldi e
continueranno ad influenzare la temperatura aumentandola. Con i radiatori
ormai freddi, la temperatura scende, toccati i 19,9°C si riattiverà la caldaia ma
la temperatura quando i radiatori saranno caldi sarà scesa ancora. Tanti più
grandi sono i tempi di ritardo (tempo necessario per trasmettere
l'informazione tra un elemento e l'altro) tanto maggiori saranno le oscillazioni
delle variabili. Le informazioni possono inoltre essere più o meno amplificate:
se ad esempio in due stanze ci sono 3 e 15 termosifoni, allo scattare del
termostato, l'evento dato dal sistema a retroazione negativa sarà molto più
amplificato nella stanza con più radiatori.
La fisiologia è piena di fenomeni oscillatori dipendenti da un sistema di
controllo a retroazione negativa, tra i quali:
Ciclo sonno-veglia;
• Andamenti circadiani in secrezioni ormonali;
• Ciclo mestruale;
• Tremore.
•
L'oscillazione è di per se una imperfezione del sistema, ma questa viene
sfruttata dalla fisiologia proprio per indurre degli eventi oscillatori.
Meccanismi importanti di amplificazione sono meccanismi regolati da una
cinetica non lineare e il meccanismo a cascata che coinvolge l'attivazione di
enzimi in azioni di idrolisi o proteolisi che si attivano sequenzialmente
innescandosi (esempio della coagulazione o il sistema innescato
dall'insulina).
L'ambiente interno
Il concetto di ambiente interno è stato formulato da Claude Bernard, fisiologo
che ha cambiato la storia della fisiologia introducendo una serie di concetti
che valgono per il vivente. E' una esigenza fisiologica creare una
compartimentazione tra l'interno e l'esterno per creare una differenza in grado
di garantire una fluttuazione di energia. Se le fluttuazioni dell'ambiente
extracellulare sono trascurabili rispetto alla differenza fra interno e esterno,
allora l'esterno può essere lasciato fluttuare liberamente e si può limitare il
controllo all'interno (vale per organismi unicellulari). Se le fluttuazioni
dell'esterno diventano comparabili con la differenza interno-esterno,
compromettendo la permanenza degli stessi gradienti, allora sorge l'esigenza
di un controllo anche dell'esterno. L'insieme dei meccanismi che permettono
di tenere controllate entro un certo limite tutte le variabili della vita
(concentrazioni di ioni, molecole, temperatura, pH) prende il nome di
omeostasi. Una cellula non è in grado di tenere sotto controllo tutte queste
grandezze: nasce l'esigenza di specializzare un gruppo di cellule nel controllo
della singola grandezza. Riuniti, questi gruppi di cellule si organizzano nella
creazione di organi. I grandi sistemi di controllo dell'omeostasi sono il sistema
nervoso autonomo e il sistema endocrino: questi si devono integrare per
creare la risposta migliore disponibile. In modi diversi e con orizzonti
temporali diversi questi due intervengono per coordinare le attività
omeostatiche.
I componenti principali del corpo umano sono prevalentemente idrogeno,
ossigeno e carbonio. Questi stessi elementi, ad esclusione del carbonio
(presente in una composizione di quasi 7000 volte superiore), si ritrovano
anche nell'acqua di mare, laddove si trovavano i nostri antenati. Perché è
stato scelto il carbonio come molecola della vita? Il carbonio appartiene al
quarto gruppo, è un elemento intermedio a basso peso molecolare (si
trova nel secondo livello) dal punto di vista del numero di elettroni nel
livello energetico più esterno ad elettronegatività 2,5. Anche gli altri
elementi costitutivi plastici (N, O, H) hanno buoni valori di elettronegatività:
la maggiore differenza di elettronegatività si ha tra idrogeno ed ossigeno.
Quanto più è grande la differenza di elettronegatività, tanto più la nuvola
elettronica si sposta verso l'atomo più elettronegativo.
L'acqua è la sostanza maggiormente rappresentata nel nostro organismo:
siamo dei bidoni d'acqua con dentro aggregati o disciolti componenti
molecolari e ioniche. Il suo contenuto varia con l'età e con il sesso: nel
neonato rappresenta circa i 3/4 (nel feto è maggiormente rappresentata) e
diminuisce al trascorrere degli anni. Fino alla pubertà è la stessa nei
maschi e nelle femmine, momento in cui si differenzia (nelle donne è
minore). Due tessuti sono particolarmente poveri di acqua: il tessuto
scheletrico (formato da Sali insolubili di calcio che espellono l'acqua dal
materiale extracellulare) e il tessuto adiposo (povero di acqua perché le
cellule costituenti il tessuto in quanto l'adipocita è formato da un grosso
vacuolo pieno di trigliceridi che competono con l'acqua). Nella donna il
contenuto idrico è minore perché, mediamente, nella donna c'è una
maggiore tendenza di accumulo di tessuto adiposo sottocutaneo (glutei,
cosce, fianchi). Questo, evolutivamente, dal punto di vista biologico ha un
senso profondo: la donna ha bisogno di maggiori depositi energetici per
far fronte alla riproduzione (l'uomo primitivo partiva per la caccia e
lasciava la donna nella caverna gravida ad aspettare).
L'acqua si distribuisce per un terzo all'esterno della cellula e per due terzi
all'interno della cellula. L'acqua extracellulare (33% del totale) si divide in
plasma sanguigno (liquido circolante) per un 8% e liquido interstiziale/linfa
per il restante 25%.
L'acqua presenta le seguenti proprietà:
Densità;
• Viscosità;
• Proprietà termiche;
• Proprietà di solvente;
• Dissociazione;
• Conducibilità elettrica;
• Biochimica;
• Osmosi.
•
La molecola di acqua è molto polarizzata (è un dipolo) ed ha una
caratteristica forma geometrica. Data la forma e la polarità, si può
idealmente tagliare in due la molecola e scomporla in una porzione
positiva (delta +, meglio 2x delta/2) ed una negativa (delta -). La
lunghezza di legame tra l'atomo di ossigeno e l'atomo di idrogeno è di
circa picometri (pm). La polarizzazione del legame O - H permette la
formazione di legami intermolecolari (ponti H) che danno origine ad un
reticolo di molecole di acqua: per la maggior parte, le molecole di acqua
contenute in una bottiglia sono legate le une alle altre da legami
elettrostatici a formare una rete tridimensionale. La violenza degli urti tra
le molecole di acqua è condizionata dalla temperatura: a 37 gradi
(temperatura corporea) si può immaginare che le molecole di acqua
formano aggregati contenenti 10 molecole di acqua che si formano e si
disfano completamente per gli urti termici. Un legame intermolecolare
dura molto poco a 37 gradi: si calcola che ciascun legame molecolare
possa durare circa 10 alla meno 10 secondi (100 pico secondi). In un dato
momento si fotografa una istantanea in cui si visualizzano grappoli di 20-
30-50 molecole di acqua distanziati gli uni dagli altri.
La densità è la quantità (in grammi) di materia nell'unità di volume: più un
corpo è denso (un cubetto di massa) più è pesante. La densità dell'acqua,
a parità di altre molecole di dimensioni simili, è alta. L'acqua è pesante, e
la densità dipende dalla temperatura in un modo strano: diminuendo la
temperatura diminuisce il movimento delle molecole che dovrebbero stare
più aggregate le une alle altre, ma questo è vero fino ai 4 gradi, valore al
di sotto del quale la densità diminuisce. Nell'acqua liquida le molecole si
incastrano in vari modi: quando si comincia a formare il solido ghiaccio, le
molecole si organizzano in esagoni tridimensionali, formando all'interno
degli spazi vuoti, dilatando la materia.
La viscosità si definisce come l'attrito di uno strato di liquido su un altro
strato (il miele è più viscoso dell'acqua). La viscosità dell'acqua è piuttosto
alta: facendo scorrere due strati di acqua l'uno sull'altro, uno strato
interagisce sull'altro attraverso ponti idrogeno, si lega l'uno all'altro. L'alta
viscosità ha un impatto molto importante sulla circolazione del sangue: la
stratificazione di livelli di acqua nel sangue sulla parete del vaso permette
la circolazione.
Per proprietà termiche si intende conoscere come risponde l'acqua
rispetto agli scambi di calore (assorbimento o cessione di calore con
l'ambiente). Il punto di ebollizione dell'acqua a livello del mare è di 100
gradi (le molecole fanno fatica a staccarsi l'una dall'altra perché trattenute
dai legami molecolari
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