OMEOSTASI
L'omeostasi è definita come EQUILIBRIO STAZIONARIO tra le variabili che sia agendo sia dall'esterno che dall'interno tendono a cambiare l'ambiente interno e quei meccanismi interni che si oppongono a tali modificazioni.
È la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna delle proprietà chimico-fisiche che accomuna tutti gli esseri viventi, per i quali tale stato di equilibrio deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso dei precisi meccanismi autoregolatori.
L'organismo è un sistema aperto che scambia energia e materia con l'ambiente esterno. Per mantenere uno stato di omeostasi esso utilizza il principio dell'equilibrio di massa: affinché la quantità di una sostanza nell'organismo rimanga costante, ogni suo aumento deve essere compensato da una perdita di pari entità.
Q. TOT di sostanza = ENTRATE (assunzione + produzione) – USCITE (escrezione – metabolismo)
ESEMPI DI OMEOSTASI:
molte variabili sono mantenute dall'omeostasi come la temperatura, il PH ematico, Glicemia, Bilancio idrico, Pressione arteriosa, Bilancio ionico.
Per far funzionare questo meccanismo è necessario assumere cibo perché la regolazione dell'ambiente interno ha costi energetici (ATP) piuttosto elevati e gli organismi maggiormente dotati di meccanismi di controllo omeostatico spendono una porzione considerevole dell'energia ricavata dagli alimenti per le opportune condizioni interne.
Uno degli aspetti rilevanti del controllo omeostatico è la regolazione della temperatura corporea poiché la maggior parte dei processi biochimici e fisiologici sono estremamente sensibili ai cambiamenti di temperatura. Quando fa caldo aumenta la sudorazione accompagnata ad una vasodilatazione che serve ad aumentare la superficie dei vasi che scambiano il calore. Avviene il contrario alla fase di vasocostrizione.
All'insieme ordinato dei sottosistemi che compongono l'organismo umano è preposta una rete di sistemi di controllo il cui intervento simultaneo regola il flusso di energia e di metaboliti in modo da conservare immutato o quasi l'ambiente interno indipendentemente dalle modificazioni di quello esterno.
I meccanismi di autoregolazione operano a tutti i livelli di organizzazione dei sistemi. Si basa su 4 componenti che assieme prendono il nome di meccanismo a feedback (retroazione, reazione, risposta):
- il recettore, ha il compito di percepire le condizioni esterne e interne
- il centro di controllo decide come comportarsi, dopo aver confrontato la condizione rilevata dal recettore con quella ottimale
- l'effettore, che esegue quello che gli viene ordinato dal centro di controllo
- lo stimolo, il cambiamento che stimola il recettore ad attivare i meccanismi di regolazione interna
OMEOSTASI
L'omeostasi è definita come EQUILIBRIO STAZIONARIO tra le variabili che sia agendo sia dall'esterno che dall'interno tendono a cambiare l’ambiente interno e quei meccanismi interni che si oppongono a tali modificazioni.
È la tendenza naturale al raggiungimento di una relativa stabilità interna delle proprietà chimico-fisiche che accomuna tutti gli esseri viventi, per i quali tale stato di equilibrio deve mantenersi nel tempo, anche al variare delle condizioni esterne, attraverso dei precisi meccanismi autoregolatori.
L'organismo è un sistema aperto che scambia energia e materia con l'ambiente esterno. Per mantenere uno stato di omeostasi esso utilizza il principio dell'equilibrio di massa: affinché la quantità di una sostanza nell'organismo rimanga costante, ogni suo aumento deve essere compensato da una perdita di pari entità.
Q. TOT di sostanza = ENTRATE (assunzione + produzione) – USCITE (escrezione – metabolismo)
ESEMPI DI OMEOSTASI:
molte variabili sono mantenute dall'omeostasi come la temperatura, il PH ematico, Glicemia, Bilancio idrico, Pressione arteriosa, Bilancio ionico.
Per far funzionare questo meccanismo è necessario assumere cibo perché la regolazione dell'ambiente interno ha costi energetici (ATP) piuttosto elevati e gli organismi maggiormente dotati di meccanismi di controllo omeostatico spendono una porzione considerevole dell'energia ricavata dagli alimenti per le opportune condizioni interne.
Uno degli aspetti rilevanti del controllo omeostatico è la regolazione della temperatura corporea poiché la maggior parte dei processi biochimici e fisiologici sono estremamente sensibili ai cambiamenti di temperatura. Quando fa caldo aumenta la sudorazione accompagnata da una vasodilatazione che serve ad aumentare la superficie dei vasi che scambiano il calore. Avviene il contrario alla fase di vasocostrizione.
All'insieme ordinato dei sottosistemi che compongono l'organismo umano è preposta una rete di sistemi di controllo il cui intervento simultaneo regola il flusso di energia e di metaboliti in modo da conservare immutato o quasi l'ambiente interno indipendentemente dalle modificazioni di quello esterno.
I meccanismi di autoregolazione operano a tutti i livelli di organizzazione dei si
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