STATISTICA
Studio di un fenomeno: comprende sette fasi.
1. fase preliminare: si definisce il fenomeno, si raccolgono informazioni disponibili
che lo riguardano, si definiscono le grandezze.
2. osservazione dello svolgimento: se il fenomeno è spontaneo o riprodotto in
laboratorio.
3. studio dei dati ottenuti: attraverso classificazioni e rappresentazioni grafiche e
uso di strumenti analitici.
4. formulazione di una ipotesi.
5. verifica dell’ipotesi.
6. se la previsione si accorda con la realtà, l’ipotesi viene stabilita in forma di
enunciato di legge.
7. in caso contrario si formula un’altra ipotesi.
Perché studiare la statistica?
Non dite per superare l’esame…!
1. la medicina sta diventando sempre più quantitativa.
2. le interpretazioni di molte ricerche mediche si basano sempre più sulla
statistica.
3. la statistica pervade la letteratura medica.
STATISTICA
DESCRITTIVA
Organizzazione, presentazione
e compendio dei dati.
ANAGRAFICA
Eventi anagrafici:nascite, morti, anamnesi
il verificarsi di determinate malattie.
STATISTICA INFERENZIALE
Rappresenta la componente essenziale.
ha a che fare con le basi logiche per mezzo
delle quali si possono trarre conclusioni riguardanti Basata sulla
il campione. In generale, l’inferenza statistica probabilità
si riferisce alla popolazione campionaria e i
risultati sono rivolti alla popolazione intera.
I dati medici si possono presentare in vari modi:
scala nominale
: dati ottenuti per conteggio o attributi (criteri di classificazione),
possono essere dicotomiche o del tipo del “tutto o nulla” o policotomiche.
Scala ordinale : esiste un ordine nel classificare i dati.
Ranghi o scala a rango pieno
: ordina gli elementi di un gruppo dal maggiore al
minore, in accordo alla grandezza delle osservazioni.
Scala discreta numerica : le osservazioni sono numeri interi ottenuti per mezzo
di un’operazione di conteggio (es .numero di colonie batteriche)
Scala numerica continua : ciascuna osservazione cade in un certo punto lungo
l’asse continuo, non si è limitati a valori particolari, come numeri interi e lo
strumento di misura deve essere accurato.
DISTRIBUZIONE DI FREQUENZA (rappresentazione grafica tramite
istogramma o poligono)
La seriazione o distribuzione di frequenza, fornisce il modo più conveniente per
riassumere e presentare dati. Più grande è il numero di osservazioni, più grande è la
chiarezza.
Consiste in un certo numero di classi predeterminate (esempio, intervalli d’età),
associate alla frequenza delle osservazioni, i cui valori cadono entro l’intervallo definito.
Il numero di classi dovrebbe oscillare tra 10 e 20.
Determinare il punto medio di ciascuna classe per i calcoli ulteriori. Per
determinare il punto medio è necessario distinguere due tipi di limiti di un
intervallo di classe: limiti tabulati (limiti che in realtà vennero usati per
preparare la seriazione), limiti veri (limiti cui corrispondono i limiti tabulati, se la
misura è eseguita in maniera esatta. Il punto medio è il punto a metà strada tra
i limiti veri.
REGOLE PER PREPARARE TABELLE
Le tabelle devono avere chiare didascalie
Si devono indicare i totali
Devono essere chiaramente indicate le unità di misura
Le tabelle non devono essere complesse
MEDIA:aritmetica o geometrica
SINTESI DEI DATI n
(x
MAn o MG = )(x )…(x )
1 2 n
Posizione o tendenza centrale
MEDIANA: cioè posta nel bel mezzo
Es: 34, 64, 68, 70, 74
MODA: frequenza con cui si verifica una
osservazione
Dispersione o variazione
Picchi stretti e netti:
Grado di asimmetria
leptocurtiche
Grado di accentramento di una distribuzione (curtosi)
Picchi ampi e bassi:
platicurtiche
Calcolo degli scarti: (x – m) , dove m è la media
DEVIAZIONE MEDIA
mn 2
V(x) = – 1 VARIANZA
m n
I gradi di liberta (g.l) si riferiscono al numero di quantità indipendenti tra tutte quelle
osservate. Sono il numero totale di quantità presenti nell’insieme meno il numero di vincoli
imposti alle quantità stesse.
DEVIAZIONE STANDARD (DS) DS(x) = V(x)
Sorgenti di dispersione in medicina
Biologiche: età, sesso, razza, anamnesi medica.
Temporale: variazioni dello stato emotivo, dei ritmi cardiaci.
Errore di misura: dovuti all’osservatore, agli strumenti, etc…
STATISTICA ANAGRAFICA
Tassi di mortalità: i tassi costituiscono l’elemento essenziale dei metodi
statistici anagrafici. In questo caso, il tasso è definito:
N morti (in un periodo)/popolazione a rischio
Il tasso grezzo di mortalità annuale è definito come il numero totale delle morti in un
anno, diviso il numero totale dei soggetti componenti la popolazione a metà anno.
Esistono i tassi di morte specifici, come ad esempio il tasso di mortalità infantile.
Tassi di morbosità: danno l’informazione circa l’effetto di una malattia su una
popolazione. N casi malattia/popolazione a rischio
Il tasso di prevalenza si riferisce ai casi della malattia che esistono in un determinato
istante di tempo.
Il tasso d’incidenza si riferisce al numero dei nuovi casi della malattia.
Una tavola di sopravvivenza della popolazione, è un modo conveniente per
sintetizzare l’esperienza di mortalità di una larga comunità, come una regione o una
nazione.
PROBABILITÀ
La teoria della probabilità costituisce il supporto matematico dei metodi per eseguire
inferenze statistiche, cioè indagini o esperimenti basati su una verifica delle ipotesi, che
porta ad accettarla o rifiutarla.
La probabilità di un evento è la frequenza relativa con cui l’evento si verifica in una
lunga se
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Fisica statistica ed informatica – Fisica
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Fisica statistica ed informatica – Statistica medica
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Fisica statistica ed informatica