Campo Magnetico
D
Definizione
fi i i
Forze dovute al campo
m
magnetico
g
Legge di Biot e Savart
Teorema di Ampère
è
Campi Magnetici (I)
Esperimenti di W
W. Gilbert (XVI Secolo)
Ad un magnete sospeso nel centro tramite un filo si
avvicina un secondo magnete.
Si osserva che il secondo magnete esercita sul primo
una certa forza.
In maniera analoga
g all’elettrostatica si interpreta
p il
fatto dicendo che un magnete genera un campo,
campo magnetico
, indicato con il simbolo , e
chiamato B
g risente dell’ azione che il campo
p
che l’altro magnete
magnetico esercita nalla posizione da esso occupata.
Con un’analisi sistematica si trova
1
1. La forza di attrazione fra i due magneti e
e` attrattiva
o repulsiva a seconda dei poli dei magneti che vengono affacciati
1. Esistono solo due specie di poli, detti poli positivi e poli negativi
2
2. I poli
li di uno stesso
t magnete
t sono sempre di segno opposto
t
Poiche` la magnetite e` un conduttore e, come si puo` verificare con
mezzi elettrostatici,
elettrostatici il secondo magnete e
e` certamente scarico,
scarico i
fenomeni osservati non sono certamente attribuibili a cariche
elettriche fisse localizzate in alcune regioni dei magneti.
Campi Magnetici (II)
Una bacchetta sottile di ferro avvicinata ad un pezzo di
magnetite acquista la proprieta` di attirare la limatura di
ferro
ferro, principalmente in vicinanza delle estremita
estremita`:
: la
bacchetta di ferro immersa nel campo magnetico generato
dalla magnetite e` diventata pertanto un magnete ovvero si
magnetizzata
ti t
e`
` . magnete
La bacchetta cosi` magnetizzata viene chiamata
artificiale
f calamita
o e p
presenta due p
poli magnetici
g di segno
g
opposto. ago
Quando la bacchetta e` di piccole dimensioni viene detta
magnetico
.
Campi Magnetici (III)
S
Se si
i sospende
d ad
d un filo
fil l’ago
l’ magnetico
ti cosi
i` definito
d fi it e lo
l si
i lascia
l i
libero di ruotare, si osserva che esso tende a disporsi
approssimativamente parallelo al meridiano terrestre.
Se si sposta l’ago da questa posizione di equilibrio
si osserva che l’ago compie intorno ad essa delle
oscillazioni smorzate dagli
g attriti.
L’esperienza mostra l’esistenza di un campo
campo magnetico terrestre
magnetico naturale, il ,
e mette in evidenza un comportamento dell
dell’ago
ago
magnetico del tutto analogo a quello di un dipolo
elettrico posto in un campo elettrico .
E
dipolo magnetico
Quindi l’ago magnetico si comporta come un che,
lasciato libero, si orienta nella direzione e verso del campo
magnetico
g esistente nel p
punto dove e` p
posto.
Il polo dell’ago che si orienta approssivamente verso il Nord
polo nord segno
geografico viene chiamato (N) e gli si attribuisce
positivo
i i polo
l sud
d segno
, l’altro
l’ l e`
` chiamato
hi (S)
( ) e gli
li si
i da`
d `
negativo
. Campi Magnetici (IV)
Definiti
D finiti come
m detto
d tt i poli
p li di un
n magnete
m n t ed
d eseguendo
nd
esperienze come sopra descritte (I trasp.) si trova sempre
che l’interazione tra poli magnetici dello stesso segno e`
repulsiva , quella tra poli magnetici di segno opposto e
e`
attrattiva .
Lo studio quantitativo della forza magnetica tra i poli di due magneti, svolto
da Coulomb con la stessa apparecchiatura con cui aveva ottenuto la legge per
la forza tra le cariche elettriche, dimostro` anche in tale caso un andamento
poli
inversamente proporzionale al quadrato della distanza, almeno per
puntiformi
tif i , come sono con buona
b approssimazione
i i quellli
llli agli
li estremi
t i di
sbarre lunghe e sottili legge di Coulomb
. Si potrebbe pertanto enunciare una
per l’interazione magnetica di due poli data dalla forza
* *
q q
1 2
F k m 2
r
in cui i p
poli sono caratterizzati dalle masse magnetiche
g , e e` una
* * k
q q
1 2 m
costante il cui valore dipenda dal mezzo in cui avviene l’interazione e dal
sistema di unita` di misura adottato e che esprime l’intensita` dell’azione
magnetica
g analogamente
g a e p
per le interazioni gravitazionale
g ed
G k
elettrostatica rispettivamente
Campi Magnetici (V)
Pero`, sebbene la struttura della Legge di Coulomb per l’interazione
magnetica tra due poli sia identica a quella della forza tra due
differenza
cariche elettriche o tra due masse, c’e` tuttavia una
fondamentale .
carica
i elettrica
l tt i puo ` sempre essere isolata
i l t
U
Una , positiva
iti o negativa,
ti e
cio` e` una conseguenza dell’esistenza della carica elementare
negativa portata dall’elettrone: la possibilita` di separazione esiste
cioe`
cioe gia`
gia a livello elementare
elementare.
massa e` chiaramente
La , sebbene non quantizzata e di un solo segno,
isolabile a livello elementare.
polo
l magnetico isolato
l non si e`
` mai potuto ottenere: i poli
l
Il
l , invece,
magnetici sembrano esistere sempre a coppie di egual valore e segno
opposto dipoli magnetici
, cioe` si manifestano solo sotto forma di .
Campi Magnetici (VI)
Esperimento
p della Calamita Spezzata
p (I)
Se si taglia a meta` una calamita compaiono sempre due poli
di segno opposto nella zona del taglio, che precedentemente a
questo
questo, non mostrano la proprieta
proprieta` di attrarre la limatura di
ferro. Con il dispositivo sperimentale di Coulomb, dopo avere
verificato l’uguaglianza in modulo dei poli preesistenti, si trova
che i due
u nuovi
u poli
p sono qu
quantitativamente
m uguali
ugu a qu
questi.
.
Ripetendo il taglio su pezzi sempre piu` piccoli si ottiene ogni volta lo
stesso risultato, senza riuscire ad isolare un polo magnetico.
Accanto a tale esperienza sono significative quelle condotte con
limatura di ferro posta in vicinanza di un magnete. I granelli di
limatura si dispongono in modo ordinato lungo linee regolari, fatto
che interpretiamo supponendo che ciascun granello venga
magnetizzato dal campo magnetico del magnete e, diventato un
dipolo magnetico, si orienti parallelamente al campo stesso.
L’insieme dei fatti sperimentali
p esposti
p suggerisce
gg l’ipotesi
p che g
gli
elementi costitutivi dei magneti siano i dipoli magnetici, cioe` oggetti
caratterizzati da massa magnetica nulla e da un momento di dipolo .
m
g ipotetici
p poli
p magnetici
g e` confermata anche
Siccome la non isolabilita` degli
a livello elementare, siamo portati a supporre che atomi e molecole abbiano
anche un momento di dipolo magnetico oltre ad una struttura elettrica.
Campi
mp Magnetici
g (VII)
( )
Esperimento della Calamita Spezzata (II)
I
In conclusione
l i l
la legge
l di Coulomb
C l b per l’interazione
l’i t i magnetica
ti
tra due poli non riveste un ruolo fondamentale, essendo
utilizzabile solo in situazioni particolari e riferendosi a
grandezze come le masse magnetiche che non hanno una
realta` fisica. Definizione Campo Magnetico (I)
campo magnetico
Il , secondo quanto indicato in modo consistente da tutta la
grandezza vettoriale
sperimentazione, è una che si suole indicare con il simbolo .
B
Una verifica di questo assunto può essere lo studio del comportamento di un ago
magnetico sottoposto all’azione contemporanea di più magneti.
direzione
di i verso
D
Determinare
t i i
in una certa
t regione
i significa
i ifi d
darne i
in ogni
i punto
t , e
B
modulo
. variano
In generale direzione, verso e modulo di punto per punto (campo non
B
variare
ar ar n
nel t
tempo
mpo
uniforme)
un form ) e,
, in
n un dato
ato punto, possono (campo non costant
costante).
).
dipendere dal mezzo
Il valore del campo magnetico inoltre può che riempie lo spazio
B
circostante.
Considereremo inizialmente, come per il campo elettrico, fenomeni magnetici
stazionari
t i i costante
t t nel
l tempo
t
, indicando
i di d con questo
t termine
t i che
h il campo magnetico
ti è :
magnetostatica
questa ristretta fenomenologia prende talora il nome di .
lentamente
Nella magnetostatica si includono anche i campi magnetici variabili.
Il campo elettrico in un punto dello spazio è stato definito come la forza elettrica
E
per unità di carica che agisce su una carica di prova posta in quel punto.
Supponiamo
pp di p
porci in una regione
g di spazio
p in cui esiste un campo
p magnetico
g (
(ad
B
esempio nel traferro di un magnete): ci proponiamo di studiare l’effetto che esercita il
campo su una carica puntiforme che si muove con velocità e che costituirà il
v
B q
nostro oggetto di prova. non
n n
Si supponga
s pp n in
inoltre,
lt in quanto
nt segue,
s che
h nella
n ll regione
i n di spazio
sp i in considerazione
nsid i n
campi elettrici trascurabili effetti gravitazionali
ci siano e che siano gli .
Definizione Campo Magnetico (III)
Risultati sperimentali sul moto di punti materiali
(particelle) carichi in un campo magnetico :
B
1. La Forza Magnetica è proporzionale alla carica q
e alla
ll velocità
l ità della
d ll particella:
p ti ll : se la
l particella
p ti ll
v
e` ferma (v la Forza Magnetica e` nulla
= 0)
2. Modulo e verso della Forza Magnetica dipendono
d
da modulo
d l e verso di e dal
d l modulo
d l e verso di
v B
parallelamente
3. Se la particella carica si muove al
campo magnetico allora , Forza Magnetica che
F
zero
agisce
i sulla
ll carica,
i e`
`
4. Quando il vettore forma un angolo con il
v
campo magnetico , la Forza Magnetica e`
B F
perpendicolare al piano formato da e da
v B
5. La Forza Magnetica su una carica positiva e`
F
diretta in verso opposto a quella che agisce su
una carica negativa che si muove nello stesso
verso g con il vettore
6. Se il vettore forma un angolo
v
campo magnetico , il modulo della Forza
B
Magnetica e` proporzionale a
sin
Definizione Campo Magnetico (III)
In sintesi da quanto sopra enunciato, si puo` asserire che il modulo della
forza magnetica e` proporzionale alla carica della particella, al modulo
q
del vettore induzione magnetica
g e alla componente
p di in direzione
v
B
perpendicolare a , cioe`
B
F q B v sen
Quindi tenendo conto delle direzioni dei vettori
, , , e del segno della carica si possono
v B F q
riassumere scrivendo
d l
la f
forza magnetica
mediante la relazione vettoriale
(V. figure a fianco)
F v B
q
N.B. Regola della mano destra per determinare il prodotto vettoriale v B
Se si dispongono le quattro dita della mano destra nel verso in cui il vettore v
ruota verso il vettore con il palmo rivolto verso la carica , allora il pollice
B q
punta nel verso di
v B
Definizione Operativa del Campo Magnetico (IV)
L’espressione della Forza di Lorentz puo` essere vista come una
F v B
q
definizione operativa del vettore induzione magnetica in un punto dello
spazio, cioe` il vettore induzione magnetica e` definito in termini di una
trasversale
forza che agisce su una particella carica in movimento.
Si supponga
pp n che
h in una
n certa
t regione
i n di spazio
p i dove
d e `
B
uniforme entri una particella di carica e di massa con
m
q
velocita` ortogonale a . La particella quindi subisce una
v B
trasversale,
trasversale perpendicolare
forza a e a , e dunque un
un’
v B
accelerazione trasversale per cui la velocita` in qualsiasi
piano ortogonale a nn
istante successivo sta nel B
modulo costante
individuato dalla velocita
velocita` e mantiene il .
v
Di conseguenza il moto della particella si svolge in tale
circolare uniforme con legge del moto
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