FINANZA AZIENDALE
RISCHIO E RENDIMENTO
Modello economico che ci leghi rischio e rendimento: CAPM (capital
asset pricing model). Capire rischiosità progetto.
Rendimento più alto se progetto è più rischioso. Ma che vuol dire
rischio? Come lo misuriamo? Quale rischio ci interessa? questo
perché ci serve un modo per calcolarci il Costo opportunità del
capitale.
Rendimenti azioni sono più alti delle obbligazioni. Il premio a rischio
annuale ovvero l’investitore assume il rischio di acquistare azioni
piuttosto che titoli di stato a breve.
Ci siamo chiesti come misurare rischiosità titoli?
Prima fonte per il futuro è il passato, quindi vedo tutti i rendimenti
passati effettivi e quanto sono stati volatili per ipotizzare un
rendimento atteso e la sua rischiosità (oltre che vedere le varie
imprese).
Modo per misurare rischiosità indice di borsa : andare a vedere
andamenti storici, ipotizzare che gli andamenti si muovano come
una normale e andarsi a calcolare la varianza dei rendimenti che
sarà la nostra misura di rischio di una azione.
Questo andamento ci da il vantaggio di riassumere in due
parametri:
-la media che da una misura di redditività;
-la varianza (quanto si discosta in media il singolo rendimento
dalla media rischioso perché difficile capire l’effettivo
rendimento dall’incertezza della valutazione/stima del rendimento
futuro) da una misura di rischio e maggiore la varianza maggiore la
probabilità di avere rendimenti più alti o più bassi.
Varianza: media degli scarti dal valore atteso elevato al quadrato
è una misura simmetrica misura volatilità rischiosità totale del
titolo perché singolo titolo è molto più volatile
DEL RISCHIO
DIVERSIFICAZIONE
Mentre un singolo titolo presenta sia rischio sistematico che
specifico, se siamo bravi a diversificare il portfolio riesco a togliere il
rischio sistematico.
Lo scarto quadratico medio diminuisce all’aumentare del numero
dei miei titoli nel portafogli investire in 10 titoli mi riduce il rischio
rispetto a investire in un solo titolo, pertanto munire per portafoglio
rispetto ai titoli.
Idea di diversificazione è legata a questo concetto ovvero la
rischiosità di un portafoglio è data da due componenti:
-Rischio specifico è quella parte del rischio legata a caratteristiche
idiosincratiche tipiche dell’impresa di quel singolo titolo che dipende
da management, dal paese;
-Rischio sistematico è dovuto a caratteristiche comuni a tutte le
imprese come l’andamento dell’economia.
Portafoglio di titoli è un insieme di titoli su cui distribuisco la mia
ricchezza.
Volatilità infatti può dipendere sia da caratteristiche dell’impresa
che del mercato.
Le parti di rischio specifico si controbilanciano e nel mio portafoglio
avrò solo il rischio sistematico che io non posso sistemare dato che
dipende da andamenti di mercato dell’economia.
Come si misurano il rendimento medio e varianza di un portafoglio?
Varianza non è data dalla semplice media delle varianze ma data da
questo schema:
Sigma semplice è lo scarto quadratico medio
Ro12 è l’indice di correlazione tra titolo 1 e titolo
Correlazione: come varia un titolo al variare dell’altro
Quando Ro = 1 la varianza è uguale alla media delle varianze
Mentre se Ro negativo abbiamo una varianza che diminuisce ed è
positivo.
Se titoli sono perfettamente correlati allora all’aumentare dei titoli
del portafoglio si riduce la rischiosità dei titoli.
Unire due titoli che non sono perfettamente correlati (ro =1) riduce
la rischiosità del portafoglio e una maggiore rendimento. Abbiamo
ottenuto questo tramite la diversificazione che non è data tanto
dalla rischiosità totale del singolo titolo quanto dall’indice di
correlazione.
Ci interessa quanto incide in termini di rischio sistematico all’interno
del portafoglio in quanto elimino la parte idiosincratica e tengo
conto solo dell’andamento dell’economia.
Per calcolare la varianza di n titoli bisogna sempre usare la tabella.
Matrice NxN diagonale ci sono le varianze mentre negli altri
quadratini ci sono le covarianze a coppie.
In ciascun titolo investo 1/n del mio titolo var di portafoglio sarà
uguale alla somma di tutti quei quadratini.
Prima parte n tende all’infinito mentre seconda parte tende a 0
idea della diversificazione varianza = rischio totale del titolo,
covarianza (si calcola tra due titoli quindi come covariano i due
titoli) x n che tende all’infinito diventa rilevante le covarienze
medie che colgono il rischio sistematico ovvero su come
l’andamento economia incide sulla volatilità dei titoli
Rischio sist = porzione di rischio che incide su tutti i titoli del
mercato.
Rischio spec. = caratteristico del singolo titolo che deriva da fattori
idiosincratici.
Con la diversificazione siamo in grado di portare quasi a zero il
rischio specifico.!!!!!
questo è vero tanto che qualsiasi investitore può fare senza
dover pagare nulla, e questo vuol dire che nessuno è disposto a
pagare per diversificare il rischio o dare un premio per il rischio
specifico.
Le aziende pagano il rischio SISTEMATICO E NON SPECIFICO,
pertanto a noi interesserà la misura del rischio sistematico
dell’impresa.
Qual è l’apporto del singolo titolo al rischio sist. Del portafoglio,
proprio perché è possibile divers. A costo zero l’unica cosa che mi
interessa non è la sua rischiosità tot ma la sua relazione con
l’andamento del mercato. avere misura di come singolo titolo
incide sulla rischiosità di mercato.
Questa misura è il beta: misura della sensibilità di un rendimento di
un titolo al rendimento (andamento) del portafoglio di mercato. Se
impresa beta 0,5 mi aspetto che mercato scende del 2 % beta
scende dell’ 1%.
Il beta non è altro che coeff angolare che interpola punti di questo
grafico
Dal punto di vista statistico è la cova dell’azione sulla varizanza del
mercato.
Mi interesseranno le caratteristiche del portafoglio di mercato.
Come costruire beta.
(2) e (3) sono i rendimenti
Ci rendiamo cono che nostro titolo tende ad amplificare il
rendimento di mercato perciò >1. Varianza di mercato devo
calcolare media rendimento di mercato e poi mi calcolo gli scarti
(4).
Nella colonna (5) faccio gli scarti del titolo . una volta calcolate 4 e 5
mi devo trovare la varianza ovvero media del quadrato della
colonna (4)
Media del prodotto (4) e (5) ottengo colonna (7).
C’è un altro modo di calcolare beta in quanto abbiamo detto non è
altro che coeff angolare che interpola punti, quindi bisogna fare una
regressione lineare.
(vedi excel PD). Il coefficiente angolare (visualizza equaz sul grafico)
sarà il beta.
Analisti prendono storico del rendimento mensile/ settimanale e si
fanno la regressione lineare e calcolano beta.
L’intercetta non ci dice altro che l’andamento titolo quando mercato
rimane fermo = 0.
Beta lo calcolo sul singolo titolo e poi posso fare il beta medio dei
singoli titoli. TEORIA DI PORTAFOGLIO E CAPM
Modello che dia la possibilità di avere la stima di un rendimento
atteso dato il suo rischio. Quando parliamo di rischio parliamo
sempre di rischio sistematico.
Markowitz scrisse un articolo 1852(?) che sottolineava come
combinare più azioni riduceva gli scarti quadratici medi senza
intaccare rendimento atteso.
Noi possiamo fare queste assunzioni e utilizzare la normale come
distribuzione dei rendim dei titoli e ci permette di riassumere titolo
con media e varianza ( rendim e volatilità).
A parità di rendimento atteso (media) scelgo la varianza minore
perché ho minore volatilità!!
A parità di rischio (scarto quadratico medio) scelgo rendimento più
alto!!
Se ci sono condizioni diverse dipende dalle preferenze sostanziali di
ciascuno.
Combinando già solo due titoli abbiamo tante scelte tra rischio e
rendimento.
la frontiera cambia al variare dell’indice di correlazione anche se
dobbiamo prendere più di due titoli.
FRONTIERA EFFICIENTE nel senso che è composta da portafogli che
dominano gli altri, dato che escludo dalla mia scelta alcune
combinazioni in quanto abbiamo detto che sceglierò determinati
portafogli ect.
( cercherò di stare più in alto e a sinistra possibile)
Per esempio Walmart a parità di rischio non sceglierò mai il rosso,
ma escluderò quei portafogli perché a parità di rischio trovo una
combinazione che mi da un rendimento più alto pertanto rifiuto
quelli inferiori.
Come cambia la frontiera al variare dell’indice di correlazione se
indice di correlazione = 1 non ho la stessa diversificazione e la
varianza di portafoglio è semplice media ponderata delle varianze
pertanto una retta.
La diversificazione aumenta al diminuire dell’indice di correlazione.
I rombi sono i singoli titoli; la parte verde con la linea rossa sono
tutte le combinazioni possibili di portafoglio la scelta ricadrà
sempre sulla frontiera efficiente che è la linea rossa che coincide
con l’insieme di punti che formano il portafoglio.
Dati i titoli presenti nella borsa di Milano uno può costruirsi una
frontiera efficiente data dall’insieme di titoli di tutti quelli presenti
sul mercato e quindi dei diver portafogli.
Oltre ai titoli rischiosi noi sappiamo che abbiamo la possibilità di
investire nel tasso privo di rischio sul mercato efficiente quindi
assumiamo che ci sia la possibilità di investire/prendere a prestito
tasso privo di rischio
nel .
se potessimo fare questo aggiungiamo la possibilità di investire a
un tasso RF nel caso dell’investire: se investiamo parte della nostra
ricchezza nel tasso privo di rischio e altra parte in titoli rischiosi a
quel punto ci ritroviamo su questa linea che ci dice qual è una
combinazione di investimenti tra rf e s ( portafoglio presente sulla
front. Effic. dove la lina tange la front. Eff.).
Parte sotto a s investimento mentre parte sopra prendo a prestito.
Quando prendo a prestito ho la possibilità di investire una quantità
più alta rispetto alla mia ricchezza.
Esempio : prendo a prestito l’ammontare della mia ricchezza.
Il punto che sta a metà su questo segmento è un pnt dove stiamo
investendo met&agra
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